La cataratta è una patologia dell’occhio caratterizzata dalla progressiva opacizzazione del cristallino, la lente naturale, trasparente ed elastica che si trova all’interno del bulbo oculare.
Il cristallino è composto in larga parte da proteine (cristalline) e ha il compito di far convergere correttamente la luce sulla retina, consentendo una visione nitida. Con il trascorrere del tempo, queste proteine tendono a degradarsi e aggregarsi, formando aree opache che impediscono alla luce di attraversare il cristallino in modo corretto. Il risultato è una visione progressivamente offuscata, spesso descritta come la sensazione di “guardare attraverso un vetro sporco o appannato”.
Dal punto di vista clinico, la cataratta è considerata una condizione degenerativa inevitabile legata all’invecchiamento: la cataratta senile o legata all’età rappresenta infatti la forma più comune. Oggi, però, non è necessario convivere con questa patologia poiché l’intervento chirurgico consente nella maggior parte dei casi un recupero della vista efficace anche a lungo termine.
Esistono diverse tipologie di cataratta che si distinguono in base all’età di insorgenza, alla causa scatenante e alla zona del cristallino coinvolta.

È la forma più frequente e si sviluppa lentamente nel corso degli anni. In base alla localizzazione dell’opacità all’interno del cristallino, si distinguono tre principali sottotipi, che spesso possono coesistere nello stesso occhio:
Può essere congenita (presente alla nascita) o svilupparsi nei primi anni di vita. Talvolta ha una base genetica, altre volte è correlata a malattie metaboliche, infezioni o traumi. Nei bambini è fondamentale diagnosticare e trattare precocemente la patologia, così da prevenire complicanze visive come l’ambliopia (occhio pigro).
Si sviluppa in seguito a traumi oculari, anche a distanza di tempo dall’evento lesivo. Il trattamento può essere più complesso poiché spesso sono coinvolte anche altre strutture dell’occhio.
Conosciuta anche come opacizzazione capsulare posteriore, non è una vera recidiva della cataratta, ma una possibile conseguenza dell’intervento chirurgico. È causata dall’opacizzazione della capsula che sostiene il cristallino artificiale e si tratta facilmente con un laser YAG, in modo rapido e indolore.
I sintomi della cataratta compaiono in modo graduale e tendono a peggiorare nel tempo. Nelle fasi iniziali possono essere lievi e facilmente sottovalutati. Ecco una tabella che elenca e spiega i principali segni associati a questa patologia:
| Sintomo | Descrizione |
| Visione offuscata | Le immagini appaiono meno nitide, come viste attraverso una nebbia |
| Abbagliamento | Fastidio alla luce solare o ai fari delle auto, soprattutto di notte |
| Riduzione della vista notturna | Difficoltà a vedere in ambienti poco illuminati |
| Alterazione dei colori | I colori risultano più spenti o tendenti al giallo |
| Visione doppia in un occhio | Sdoppiamento delle immagini non correggibile con occhiali |
| Cambiamenti frequenti di gradazione | Necessità di modificare spesso la prescrizione degli occhiali |
Con il progredire della cataratta, anche attività quotidiane come leggere, guidare o riconoscere i volti possono diventare difficoltose.
La causa principale della cataratta è l’invecchiamento naturale del cristallino, ma esistono diversi fattori che possono favorirne la comparsa o anticiparla. Le cause più frequenti sono:
La diagnosi della cataratta viene effettuata tramite una visita oculistica completa, eseguita da un medico oculista. Durante la visita possono essere eseguiti:
La diagnosi è generalmente semplice e non invasiva.
L’unico trattamento realmente efficace per la cataratta è l’intervento chirurgico. Non esistono colliri, farmaci o rimedi naturali in grado di eliminare l’opacità del cristallino.
L’intervento prevede la rimozione del cristallino opacizzato e la sua sostituzione con una lente intraoculare artificiale (IOL). La tecnica più utilizzata è la facoemulsificazione, eseguita in anestesia locale e in regime ambulatoriale. L’intervento è considerato sicuro e altamente efficace, con un elevato tasso di recupero visivo.
Il recupero dopo l’intervento di cataratta è generalmente rapido:
Possono essere prescritti colliri antibiotici e antinfiammatori per alcune settimane e controlli oculistici programmati.
Non sempre è possibile prevenire completamente la cataratta, soprattutto quella legata all’età. Tuttavia, alcune misure possono ridurre il rischio o rallentarne la progressione, come ad esempio:
La cataratta compare più frequentemente dopo i 60 anni, ma può manifestarsi anche prima in presenza di fattori di rischio come diabete, traumi o terapie farmacologiche prolungate.
Se non trattata, la cataratta può peggiorare progressivamente, portando a una riduzione severa della vista e, nei casi più gravi, quasi alla cecità funzionale. Inoltre, cataratte molto evolute possono rendere l’intervento chirurgico più complesso.
L’intervento alla cataratta non è doloroso. Viene eseguito in anestesia locale tramite colliri. Il paziente può avvertire solo un lieve fastidio o pressione, ma senza dolore vero e proprio.
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