Il dolore al ginocchio può dipendere da traumi, sovraccarico, processi infiammatori o alterazioni degenerative. L’ortopedia del ginocchio valuta i sintomi, la funzionalità dell’articolazione e gli eventuali esami diagnostici per individuare la causa del problema e scegliere il trattamento più appropriato.
Punti chiave
L’ortopedia del ginocchio è un ambito dell’Ortopedia e Traumatologia che si occupa della valutazione, della diagnosi e del trattamento delle patologie che interessano questa articolazione. Comprende sia i problemi provocati da traumi e attività sportive sia le condizioni degenerative, infiammatorie o legate al sovraccarico.
Il ginocchio permette di camminare, correre, piegare la gamba, salire le scale e sostenere il peso corporeo. Il suo corretto funzionamento è il risultato dell'interazione tra femore, tibia, rotula, cartilagine, menischi, legamenti, tendini e muscoli. Un danno anche a una sola di queste strutture può causare dolore, gonfiore, rigidità, instabilità o difficoltà nei movimenti.
L’ortopedia del ginocchio si rivolge quindi a persone con esigenze differenti: dagli sportivi che hanno subito una lesione agli adulti e agli anziani affetti da disturbi degenerativi come l’artrosi. L’obiettivo è individuare la causa dei sintomi e definire il percorso più appropriato per recuperare la funzionalità articolare e, quando possibile, limitare conseguenze più gravi.

Non tutti i fastidi richiedono immediatamente una valutazione specialistica. È però consigliabile rivolgersi a un medico esperto nel ginocchio quando i sintomi persistono, si ripresentano frequentemente o iniziano a limitare le attività quotidiane, il lavoro o la pratica sportiva. Una visita può essere utile in presenza di:
Ci sono, invece, casi in cui è necessario richiedere assistenza medica urgente, in particolare quando il paziente sperimenta sintomi come:
Il principale specialista di riferimento è l’ortopedico del ginocchio, cioè un medico specializzato in Ortopedia e Traumatologia che ha maturato una particolare esperienza nella valutazione e nel trattamento di questa articolazione.
L’espressione “ortopedico del ginocchio” non identifica una specializzazione universitaria distinta. La denominazione ufficiale della scuola di specializzazione è infatti Ortopedia e Traumatologia, come riportato anche nell’elenco delle scuole mediche del Ministero dell’Università e della Ricerca. La competenza specifica sul ginocchio deriva soprattutto dall’attività clinica e chirurgica svolta, dalla casistica trattata e dall’aggiornamento dedicato a questo distretto.
In base al tipo di problema possono essere coinvolti professionisti differenti:
| Professionista | Principali competenze |
| Ortopedico del ginocchio | Valuta traumi, dolore, instabilità, deformità e patologie di ossa, menischi, cartilagine, legamenti e tendini |
| Chirurgo ortopedico del ginocchio | Possiede un’esperienza specifica negli interventi artroscopici, ricostruttivi, correttivi o protesici |
| Fisiatra | Analizza soprattutto le conseguenze funzionali del problema e definisce il percorso riabilitativo più appropriato |
| Reumatologo | Interviene quando si sospetta una malattia infiammatoria, autoimmune o sistemica che può coinvolgere il ginocchio e altre articolazioni |
Il fisiatra è un medico specializzato in Medicina Fisica e Riabilitativa e, come precisato dalla Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa, possiede competenze specifiche nella gestione delle limitazioni funzionali e della disabilità. Il fisioterapista, invece, esegue il programma riabilitativo attraverso esercizi e tecniche finalizzati al recupero del movimento, della forza e dell’autonomia.
La scelta del professionista dipende quindi dalla possibile origine del disturbo. In caso di dubbio, l’ortopedico rappresenta generalmente il primo riferimento per valutare la struttura e la funzionalità del ginocchio e stabilire se siano necessari altri specialisti.
L’ortopedia del ginocchio si occupa di condizioni traumatiche, degenerative, infiammatorie e funzionali che possono interessare ossa, cartilagine, menischi, legamenti, tendini e altre strutture dell’articolazione. Lo stesso sintomo, come il dolore o il gonfiore, può dipendere da problemi differenti: per questo non è possibile individuare la causa basandosi soltanto sull'area in cui si avverte il disturbo.
| Tipologia | Esempi |
| Patologie traumatiche | Lesioni dei legamenti crociati o collaterali, rotture del menisco, fratture del femore distale, del piatto tibiale o della rotula, lussazioni del ginocchio o della rotula |
| Patologie degenerative | Artrosi del ginocchio, degenerazione del menisco, danni della cartilagine e condropatia femoro-rotulea |
| Disturbi da sovraccarico | Tendinopatia rotulea, sindrome femoro-rotulea, sindrome della bandelletta ileotibiale e borsiti |
| Deformità e instabilità | Ginocchio varo o valgo, instabilità della rotula, lassità legamentosa e alterazioni dell’allineamento dell’arto inferiore |
| Malattie infiammatorie o metaboliche | Artrite reumatoide, artrite psoriasica, gotta e altre condizioni che possono richiedere anche una valutazione reumatologica |
| Problemi dell'età evolutiva | Malattia di Osgood-Schlatter, menisco discoide, instabilità rotulea e alterazioni dell’asse delle gambe |
| Esiti post-traumatici o post-chirurgici | Artrosi conseguente a un trauma, rigidità articolare, instabilità persistente e problemi successivi a precedenti interventi su menischi, legamenti o protesi |
Un’analisi del Global Burden of Disease, pubblicata su The Lancet Rheumatology, ha stimato che nel 2020 circa 595 milioni di persone nel mondo convivessero con una forma di artrosi. Il ginocchio è risultato l’articolazione più frequentemente colpita. Secondo le proiezioni dello studio internazionale, tra il 2020 e il 2050 i casi di artrosi del ginocchio potrebbero aumentare del 74,9%, anche per effetto della crescita e dell’invecchiamento della popolazione.
Secondo l’American Academy of Orthopaedic Surgeons, tra le lesioni più comuni del ginocchio rientrano i danni ai legamenti e ai menischi, le fratture e le lussazioni. In alcuni traumi possono essere coinvolte contemporaneamente più strutture, rendendo necessaria una valutazione complessiva dell’articolazione.
La diagnosi comincia con la visita ortopedica del ginocchio. Prima di prescrivere eventuali esami, lo specialista ricostruisce l’origine del disturbo e valuta direttamente l’articolazione. Durante l’anamnesi vengono approfonditi:
L’esame clinico può comprendere:
In un’intervista pubblicata dalla Johns Hopkins Medicine, il chirurgo ortopedico Dott. Stefan Coombs ha ricordato che: «Esistono molte altre cause relativamente comuni di dolore al ginocchio, tra cui fratture, lesioni o rotture del legamento crociato anteriore, condizioni infiammatorie o tendiniti sia della rotula che del tendine del quadricipite, lesioni meniscali e infezione all'interno del ginocchio. Oltre alle cause infiammatorie, è importante sottolineare che la sensazione di dolore al ginocchio non è sempre attribuibile a un problema strutturale all'interno dell'articolazione stessa».
Secondo lo specialista, un’anamnesi accurata condotta da un medico esperto, eventualmente accompagnata dagli esami di imaging, rappresenta il punto di partenza per individuare l’origine del disturbo.
L’ortopedico può inoltre confrontare le due ginocchia e valutare l’intero arto inferiore, perché anche alterazioni dell’anca, della caviglia o dell’appoggio del piede potrebbero modificare il carico sull’articolazione.
Gli esami vengono scelti in base ai sintomi e al sospetto diagnostico:
| Esame | A cosa serve |
| Radiografia | Valuta ossa, fratture, artrosi e allineamento articolare; in alcuni casi viene eseguita in carico |
| Risonanza magnetica | Studia menischi, legamenti, cartilagine, tendini e altre strutture interne |
| Ecografia | Permette di esaminare tendini, borse, versamenti e tessuti superficiali |
| TAC | Fornisce immagini dettagliate delle strutture ossee ed è utilizzata soprattutto per fratture complesse o pianificazioni chirurgiche |
| Analisi del sangue o del liquido articolare | Possono essere richieste quando si sospettano infezioni, gotta o malattie infiammatorie |
Il trattamento dipende dalla patologia, dalla gravità del danno, dall’età, dalle condizioni generali del paziente e dall’impatto dei sintomi sulla vita quotidiana. Lo specialista considera inoltre il livello di attività del paziente e gli obiettivi che desidera raggiungere.
Molte patologie del ginocchio possono essere inizialmente affrontate senza intervento chirurgico. In base al problema, il percorso può comprendere:
La chirurgia ortopedica del ginocchio può essere presa in considerazione quando è presente un danno strutturale importante, il ginocchio rimane instabile oppure dolore e limitazioni persistono nonostante un trattamento conservativo adeguato. Alcune fratture, lussazioni o lesioni acute possono invece richiedere una valutazione chirurgica fin dall’inizio. Tra i principali interventi rientrano:
La chirurgia robot-assistita non rappresenta un tipo distinto di protesi: è una tecnologia che può supportare il chirurgo ortopedico del ginocchio nella pianificazione e nell’esecuzione di alcuni interventi.
La chirurgia protesica ha una rilevanza significativa anche in Italia. Secondo i dati presentati dalla Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia, nel nostro Paese vengono eseguiti ogni anno più di 85.000 interventi di protesi del ginocchio. Il dato descrive la diffusione della procedura, ma non significa che ogni caso di artrosi debba essere trattato chirurgicamente: l’indicazione alla chirurgia dipende dall’intensità dei sintomi, dalle limitazioni funzionali, dalle condizioni dell’articolazione e dai risultati ottenuti con le terapie conservative.
Dopo l’operazione viene generalmente predisposto un percorso riabilitativo adeguato alla procedura eseguita e alle condizioni del paziente. Tempi e obiettivi del programma di recupero possono quindi variare considerevolmente da un intervento all’altro.
Non esiste un centro migliore per qualsiasi problema del ginocchio. Una struttura particolarmente competente in chirurgia protesica, per esempio, potrebbe non essere la più adatta per il trattamento di una lesione sportiva, una patologia dell’età evolutiva o un disturbo da trattare esclusivamente con fisioterapia. La scelta dovrebbe partire dalla diagnosi o, quando questa non è ancora disponibile, dalla tipologia dei sintomi. Tra gli elementi da valutare rientrano:
Quando si valuta un intervento, il volume di attività può offrire un’informazione utile sull’esperienza organizzativa del centro, ma di per sé non è garanzia del risultato. Anche le tecnologie disponibili possono essere considerate, ma non dovrebbero diventare l’unico criterio di scelta.
L’importanza di partecipare consapevolmente alla scelta della cura emerge anche dall’esperienza raccontata da Andrew Atkinson, paziente statunitense sottoposto a una protesi parziale del ginocchio: «Quando si tratta di valutare un intervento di protesi al ginocchio, è una decisione personale. Dovete stabilire quanto il dolore influisca sulla vostra vita, soprattutto se i trattamenti alternativi non funzionano e se i potenziali rischi superino i benefici. Come minimo, consultate un chirurgo esperto ed empatico.».
A tre mesi dall’operazione, il paziente riferiva di essere tornato alle sue attività abituali dopo aver seguito le indicazioni e gli esercizi prescritti. Si tratta di un’esperienza individuale, che non permette di prevedere i risultati o i tempi di recupero di altri pazienti, ma che evidenzia l’importanza di una decisione informata e condivisa con lo specialista.
È possibile prenotare un consulto presso un centro di ortopedia del ginocchio attraverso il Servizio Sanitario Nazionale oppure privatamente. Modalità, tempi di attesa e costi cambiano in base al percorso scelto e alla struttura.
Per accedere a una visita ortopedica attraverso il SSN è generalmente necessaria la prescrizione del medico di medicina generale o di un altro specialista. La prescrizione deve riportare il quesito diagnostico e la classe di priorità assegnata dal medico. Come precisato dal Ministero della Salute, deve inoltre indicare se si tratta di una prima visita o di una prestazione successiva. Il paziente può essere tenuto al pagamento del ticket, salvo eventuali esenzioni.
Nel settore privato la visita può essere prenotata direttamente presso lo studio dello specialista, una clinica o un centro ortopedico. Generalmente non è richiesta l’impegnativa, ma è opportuno verificare in anticipo:
Attraverso EccellenzaMedica.it, sito di prenotazioni mediche online, è possibile richiedere assistenza per individuare ortopedici e centri selezionati in diverse città italiane. Il paziente può contattare il servizio online, telefonicamente o tramite WhatsApp, indicando la propria località, il problema da valutare e le eventuali esigenze relative ai tempi della visita.
Un operatore può così verificare le disponibilità e orientare la richiesta verso lo specialista o la struttura più coerente con le necessità indicate. Il servizio di assistenza rimane disponibile anche dopo la prenotazione per raccogliere un riscontro sull’esperienza del paziente.
No. L’ortopedia del ginocchio comprende diagnosi, cure conservative e chirurgia. L’intervento rappresenta soltanto una delle possibili opzioni.
L’ortopedico può valutare traumi non urgenti. In presenza di deformità, dolore intenso, gonfiore improvviso o impossibilità di appoggiare la gamba è opportuno rivolgersi rapidamente al pronto soccorso.
Non necessariamente. Una valutazione è però consigliata se il gonfiore persiste, ricompare, segue un trauma oppure è associato a dolore, calore o difficoltà nei movimenti.
Non sempre. Rumori non accompagnati da altri sintomi possono essere innocui. È opportuno consultare un medico se compaiono anche dolore, gonfiore, blocchi o instabilità.
Sì. Comprende la valutazione e il trattamento di lesioni a menischi, legamenti, tendini, cartilagine e altre strutture coinvolte negli infortuni sportivi.
L’ortopedico valuta soprattutto problemi strutturali, degenerativi o traumatici. Il reumatologo è maggiormente indicato quando si sospetta una malattia infiammatoria o sono coinvolte più articolazioni.
No. È preferibile effettuare prima la visita, così che sia lo specialista a stabilire se serva una risonanza o un esame differente.
Sì, quando la valutazione clinica fornisce informazioni sufficienti. Gli esami vengono richiesti soltanto se utili a chiarire la diagnosi o a modificare il trattamento.
È preferibile rivolgersi a un ortopedico pediatrico, soprattutto per disturbi legati alla crescita, deformità o patologie congenite.
Sì. Una seconda valutazione può essere utile per confermare diagnosi e indicazione chirurgica o per conoscere eventuali alternative terapeutiche.
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