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Cardiochirurgia

  1. L’ambito di competenza della Cardiochirurgia: il cuore
  2. Difetti congeniti e Cardiochirurgia
  3. Visita Cardiologica
  4. Principali patologie trattate dal cardiochirurgo
  5. Modalità di intervento del cardiochirurgo


La Cardiochirurgia è quella branca della chirurgia che cura le malformazioni, congenite oppure acquisite, del miocardio, mediante interventi sul cuore e sui grossi vasi sanguigni.


Il Cardiochirurgo è il Medico Chirurgo specializzato in cardiochirurgia che esegue interventi chirurgici sul cuore e sui vasi sanguigni al fine di porre rimedio a danni causati da malattie o da disturbi dell’apparato cardiovascolare previo trattamento farmacologico risultato inefficace. Per farlo può eseguire diversi tipi di interventi sia al cuore sia ai vasi sanguigni, a volte impiantando anche apparecchi in grado di aiutare il cuore a pompare il sangue nel resto dell’organismo. Inoltre il cardiochirurgo è il medico che si occupa anche dei trapianti di cuore.



L’ambito di competenza della Cardiochirurgia: il cuore

Il cuore è un organo straordinario perché costituisce il vero e proprio “motore” della vita: esso si forma infatti sin dalle primissime settimane di gravidanza con il compito di pompare il sangue a tutto il corpo, irrorando organi e tessuti per nutrirli e ossigenarli, portando poi via le sostanze di rifiuto e trasportando gli ormoni.


Il cuore è formato in larga parte da fibre muscolari, che si contraggono e si rilasciano ritmicamente, riempiendo e svuotando le sue cavità . La grandezza del cuore equivale all’incirca a quella di un pugno, ed ha un peso compreso fra i 250 e i 350 grammi. Il cuore è contenuto all’interno di un sacco membranoso chiamato pericardio ed ha una parete composta da tre strati: quello più esterno, principalmente costituito da tessuto connettivo, è chiamato epicardio; quello intermedio, di tessuto muscolare cardiaco, è detto miocardio; quello più interno, di tessuto endoteliale, si chiama endocardio.


Il cuore è formato da “camere”, quattro per la precisione: due superiori, gli atri, e due inferiori, i ventricoli. Nel “cuore di destra”, formato da atrio e ventricolo di destra, si raccoglie il sangue non ossigenato, e nel “cuore di sinistra”, formato da atrio e ventricolo di sinistra, si raccoglie il sangue ossigenato. Le cavità sono separate rispettivamente dal setto atriale e setto ventricolare, per evitare che il sangue venoso (non ossigenato) si mescoli con quello arterioso (ossigenato).



Difetti congeniti e Cardiochirurgia

Abbiamo detto che il cuore si forma nelle primissime settimane di gravidanza, ma come per altri organi, anche il cuore purtroppo non è immune alle malformazioni di tipo congenito. Vediamo insieme quali sono.

Cardiochirurgia

Fig.01 Cardiochirurgia

L’incidenza dei difetti cardiaci congeniti corrisponde a circa otto casi su mille. E’ stato calcolato che in Italia nascono circa 4000 bambini all’anno con una cardiopatia congenita. Le malformazioni cardiache possono essere di diverso genere: possiamo parlare di anomalie che interessano solo una parte del cuore oppure difetti che riguardano l’intera strutturazione cardiaca e in quanto tali risultano certamente più complesse.


La classificazione dei difetti congeniti del cuore comprende casi gravi, moderati e lievi.


Sono gravi le forme congenite che già alla nascita o nei primi mesi di vita determinano una situazione patologica grave. Queste malformazioni a loro volta si distinguono in malformazioni cianotiche e malformazioni non cianotiche, in base alla colorazione bluastra della cute che determinano.


Sono moderate quelle forme di malattie congenite che richiedono un trattamento cardiologico fin dalla nascita. Il gruppo comprende anche quelle malattie del cuore congenite che vengono diagnosticate dopo i primi mesi di vita.


Sono lievi quelle malformazioni cardiache che interessano soggetti, i quali comunque non presentano sintomi. Spesso questi difetti si risolvono in maniera fisiologica.


E’ di fondamentale importanza non trascurare mai nessuna forma di malformazione sia essa di entità moderata o grave: vi sono trattamenti farmacologici utili che permettono quindi di tenere sotto controllo la salute cardiaca oppure vi sono situazioni in cui è opportuno intervenire chirurgicamente.



Visita Cardiologica

Quando si parla di malattie cardiovascolari ci si spaventa sempre molto poiché si considera il cuore come il fulcro di tutto il corpo. Come abbiamo già affermato ci si rivolge solitamente al Cardiochirurgo dopo che le terapie farmacologiche attuate siano risultate fallimentari, pertanto può risultare utile accompagnare, tramite questo articolo, il paziente che prenota una visita cardiochirurgica lungo la conoscenza del percorso che lo aspetta.


Il paziente dopo aver prenotato la visita dal Cardiologo a dal cardiochirurgo verrà accolto dal medico stesso per raccogliere una anamnesi approfondita circa la sua storia clinica oltre che approfondire il suo stile di vita: verranno richieste informazioni circa il livello di attività fisica o sedentarietà, eventuali vizi come fumo e alcol, eventuali patologie pregresse o in corso, interventi precedenti se presenti, casi familiari di patologie simili, terapie effettuate o tuttora in corso.


Dopo l’approfondita anamnesi, il Cardiochirurgo procederà a prescrivere tutti i test necessari di laboratorio: esami ematici, esami radiologici ed esami cardiologici.


Il team specializzato procederà ora a raccogliere i parametri clinici per disegnare il profilo del paziente in questione al fine di pianificare la tipologia di intervento più indicata vista la patologia, per valutare il rischio tromboembolico ed emorragico del paziente in modo da programmare un eventuale intervento di sicurezza, oltre che monitorare le fasi successive all’intervento.


La visita dal Cardiochirurgo non prevede fasi preparatorie, viene richiesto al paziente di portare il giorno dell’appuntamento eventuali esami medici già effettuati, oltre che un prospetto completo delle terapie farmacologiche in atto, se presenti.



Principali patologie trattate dal cardiochirurgo

  • le cardiopatie congenite: vale a dire un gruppo di malformazioni anatomiche del cuore dovute ad un incompleto o imperfetto sviluppo cardiaco durante la vita fetale
  • le valvulopatie: quelle condizioni che si verificano in presenza di un malfunzionamento dell’arteria principale del corpo, l’aorta
  • l’aneurisma della radice aortica: cioè la dilatazione permanente di un’arteria, con modificazione della normale struttura
  • la cardiomiopatia dilatativa post-ischemica: è una malattia che comporta una dilatazione della pompa cardiaca e principalmente del ventricolo sinistro per danni funzionali(ischemia) o strutturali (infarto) presenti o avvenuti nella pompa cardiaca stessa
  • l’insufficienza mitralica acuta post-infartuale da rottura di papillare: si intende il manifestarsi del reflusso di sangue dal ventricolo sinistro all’atrio sinistro, dovuto ad un’anomalia che determina un’imperfetta coaptazione dei lembi mitralici durante la sistole ventricolare
  • la fibrillazione atriale: è un’alterazione del ritmo cardiaco che rende il battito del cuore molto rapido ed irregolare
  • le aritmie cardiache: è un’irregolarità del battito del cuore, che batte troppo lentamente, troppo velocemente o comunque in modo irregolare.
  • la dissecazione aortica acuta: è una malattia vascolare relativamente rara, gravata da un’alta mortalità se non trattata con chirurgia d’urgenza. È caratterizzata dallo slaminamento della tonaca intima del vaso con formazione di un secondo lume detto “falso lume”.
  • L’angina: si manifesta con un dolore toracico dovuto all’ischemia miocardica.


Modalità di intervento del cardiochirurgo

Il Cardiochirurgo può operare in due modalità: effettuare interventi a cuore aperto, oppure optare per l’utilizzo di approcci meno invasivi, cioè eseguendo microincisioni tra le costole .

Bypass Coronarico

Fig.02 Bypass Coronarico


Le procedure più comuni messe in atto dal Cardiochirurgo sono:

  • il bypass coronarico: il cardiochirurgo effettua un’incisione longitudinale sul torace, attraverso lo sterno, detta sternotomia mediana. Attraverso questa incisione il chirurgo ha accesso al cuore ed all’aorta. A valle del restringimento sutura un tratto di vena safena grande o piccola prelevata dal paziente o di arteria mammaria. Il passaggio successivo è quello di collegare l’altra estremità a monte del restringimento o dell’occlusione. In questo modo il sangue avrà un passaggio per aggirare l’ostacolo.
  • L’angioplastica: è una metodica utilizzata in ambito medico per dilatare un restringimento del lume (stenosi) di un vaso sanguigno, causato nella maggior parte dei casi dalla presenza di una placca ateromasica.
  • la sostituzione di una valvola cardiaca: intervento chirurgico, svolto a cuore aperto per rimpiazzare una valvola aortica non più funzionale con una protesi.
  • L’ aterectomia: è una procedura con la quale si cerca di disostruire l’arteria coronaria ristrettamediante il passaggio di una piccolissima fresa rotante a forma di palla da rugby (di oliva) montata sulla punta di un catetere che ruota ad alta velocità
  • il trapianto di cuore: è la sostituzione di un cuore malato con uno sano prelevato da un donatore.
  • l’ablazione con radiofrequenza: è una metodica che prevede l’incannulamento della vena patologica e la sua successiva distruzione. Sotto controllo ecografico, attraverso l’inserimento di un ago nel vaso malato, viene inserita la fibra della radiofrequenza.
  • l’impianto di stent coronarico: lo stent è sostanzialmente il dispositivo medico che consente di ripristinare il normale flusso sanguigno attraverso le coronarie mentre l’operazione con la quale s’impianta questo dispositivo prende il nome di angioplastica coronaria
  • l’impianto di pacemaker o di altri sistemi per assistere l’attività del cuore: il Pace Maker definitivo è un dispositivo in grado di erogare impulsi elettrici atti a permettere il battito cardiaco in tutti quei pazienti in cui si renda necessario, per la presenza di sintomi secondari a frequenza cardiaca eccessivamente bassa.

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