- Chi è e cosa fa un ortopedico della caviglia?
- Quali patologie cura?
- Quando rivolgersi all'ortopedico della caviglia?
- Come si svolge la visita dall'ortopedico della caviglia?
- Quali sono i possibili rimedi?
- Quanto costa la visita da un ortopedico della caviglia?
- Domande Frequenti
Chi è e cosa fa un ortopedico della caviglia?
L’ortopedico della caviglia è un medico specializzato nella diagnosi e nel trattamento delle patologie che interessano caviglia e piede, articolazioni fondamentali per camminare, correre, mantenere l’equilibrio e sostenere il peso del corpo.
Dopo la specializzazione in Ortopedia e Traumatologia, questo professionista approfondisce in modo specifico l’anatomia e la biomeccanica del complesso piede–caviglia, una struttura molto articolata composta da ossa, cartilagini, legamenti, tendini e nervi. Anche un’alterazione minima può provocare dolore, instabilità o difficoltà nei movimenti quotidiani.
Questa figura lavora spesso in collaborazione con fisioterapisti, podologi e fisiatri, soprattutto quando è necessario un percorso riabilitativo mirato o un supporto plantare personalizzato.

Quali patologie cura?
L’ortopedico della caviglia si occupa della diagnosi e del trattamento di tutte le condizioni che possono compromettere la stabilità, la mobilità e le funzionalità di caviglia e piede. Si tratta di un’articolazione complessa e molto sollecitata, per questo è facilmente soggetta a traumi, sovraccarichi e fenomeni degenerativi. Le patologie possono avere origine traumatica, infiammatoria, degenerativa o meccanica.
Patologie traumatiche
Sono tra le cause più frequenti di consulto ortopedico, spesso legate a cadute, torsioni o attività sportive. Le più comuni sono:
- Distorsioni della caviglia, con stiramento o rottura dei legamenti;
- Fratture della caviglia, del malleolo o delle ossa del piede;
- Lesioni tendinee, come la rottura del tendine d’Achille;
- Esiti di traumi mal guariti, con dolore persistente o instabilità.
Le distorsioni laterali di caviglia sono tra le lesioni più frequenti dell’apparato muscolo-scheletrico. Una revisione scientifica indica che fino al 70 % delle persone che subiscono una distorsione laterale acuta può sviluppare instabilità cronica di caviglia nel tempo. Questi numeri, in linea con quanto emerso dalla pratica clinica quotidiana degli ortopedici accreditati da EccellenzaMedica.it, sottolineano quanto spesso una distorsione non risolta completamente possa evolvere in un problema cronico, con possibili conseguenze funzionali a lungo termine.
Patologie infiammatorie e da sovraccarico
Queste condizioni sono frequenti in chi pratica sport o svolge lavori che richiedono molte ore in piedi. Tra le principali troviamo:
- Tendinite del tendine d’Achille;
- Tendiniti dei peronei o del tibiale posteriore;
- Fascite plantare, condizione che può influenzare anche la biomeccanica della caviglia;
- Borsiti e infiammazioni dei tessuti molli periarticolari.
Queste patologie causano dolore durante il cammino, rigidità e talvolta gonfiore localizzato.
Patologie degenerative
Con il trascorrere degli anni o in seguito a traumi, la cartilagine articolare può andare incontro a usura. Le condizioni più frequenti sono:
- Artrosi della caviglia, con dolore e rigidità progressiva;
- Artrosi post-traumatica, dopo vecchie fratture o distorsioni gravi;
- Degenerazioni articolari del piede che alterano il carico sulla caviglia.
Queste patologie possono rendere difficoltose attività semplici come camminare a lungo o salire le scale.
Instabilità e alterazioni meccaniche
Alcuni pazienti sviluppano problemi legati alla forma del piede o a precedenti traumi. Tra questi:
- Instabilità cronica di caviglia, con frequenti “cedimenti”;
- Piede piatto o piede cavo, condizioni che modificano la distribuzione dei carichi;
- Deformità acquisite, come deviazioni dell’asse del retropiede.
Patologie neurologiche e altre condizioni
L’ortopedico può occuparsi anche di disturbi che coinvolgono i nervi o strutture meno comuni, tra cui:
- Sindrome del tunnel tarsale, con formicolio e dolore alla pianta del piede;
- Neuromi e irritazioni nervose periferiche;
- Cisti sinoviali e tumefazioni dei tessuti molli.
Infezioni o complicanze post-chirurgiche
In sintesi, l’ortopedico della caviglia tratta un ampio spettro di condizioni che possono compromettere il passo, l’equilibrio e la qualità della vita, intervenendo sia con terapie conservative sia, quando necessario, con soluzioni chirurgiche.
| Categoria | Esempi di patologie trattate |
| Traumatiche | Distorsioni di caviglia, fratture malleolari, lesioni legamentose, rottura del tendine d’Achille |
| Infiammatorie/da sovraccarico | Tendinite achillea, tendiniti peronee, tibiale posteriore, borsiti, fascite plantare correlata |
| Degenerative | Artrosi di caviglia, artrosi post-traumatica, degenerazioni articolari del piede |
| Instabilità e alterazioni meccaniche | Instabilità cronica, piede piatto, piede cavo, deformità dell’asse del retropiede |
| Neurologiche e altre condizioni | Tunnel tarsale, neuromi, cisti sinoviali, complicanze post-traumatiche o post-chirurgiche |
Quando rivolgersi all'ortopedico della caviglia?
I disturbi alla caviglia vengono spesso sottovalutati, soprattutto quando il dolore è lieve o compare solo dopo uno sforzo. In realtà, la caviglia sostiene il peso del corpo a ogni passo: ignorare i sintomi può portare a instabilità cronica, infiammazioni persistenti o danni articolari progressivi. È consigliabile rivolgersi a un ortopedico specializzato nella caviglia quando compaiono uno o più di questi segnali:
- Dolore alla caviglia che dura da diversi giorni o settimane;
- Dolore che aumenta camminando, correndo o stando a lungo in piedi;
- Gonfiore ricorrente o persistente;
- Sensazione di instabilità o cedimento dell’articolazione;
- Difficoltà a muovere il piede verso l’alto o verso il basso;
- Rigidità mattutina o dopo periodi di inattività;
- Dolore localizzato dietro al tallone o lungo il tendine d’Achille;
- Formicolio o bruciore alla pianta del piede o attorno alla caviglia.
Questi sintomi possono indicare distorsioni mal guarite, tendiniti, artrosi iniziale o compressioni nervose.
Dopo un trauma (caduta, torsione, incidente sportivo), è importante consultare rapidamente uno specialista, specie se compaiono:
- Dolore intenso e immediato;
- Gonfiore rapido e marcato;
- Difficoltà o impossibilità a poggiare il piede a terra;
- Deformità visibile della caviglia;
- Perdita di sensibilità o formicolio persistente.
Questi segnali possono essere associati a fratture, lesioni legamentose gravi o danni ai tendini.
Anche i sintomi lievi meritano attenzione. Disturbi apparentemente modesti, come leggere distorsioni, dolore dopo lunghe camminate o senso di instabilità, possono nel tempo portare a usura articolare o instabilità cronica. Una valutazione precoce permette spesso di risolvere il problema con terapie conservative, evitando interventi più complessi in futuro.
Come si svolge la visita dall'ortopedico della caviglia?
La visita ortopedica alla caviglia è fondamentale per comprendere l’origine del dolore o dell’instabilità e definire il trattamento più adatto. Il percorso diagnostico segue diverse fasi, tutte importanti per arrivare a una valutazione precisa. Lo specialista comincia con alcune domande mirate per inquadrare il problema, come ad esempio:
- Quando è comparso il dolore;
- Se il disturbo è legato a un trauma o a uno sforzo ripetuto;
- Se il dolore compare a riposo o solo sotto carico;
- Presenza di gonfiore, instabilità o rigidità;
- Attività lavorative o sportive praticate;
- Eventuali distorsioni o fratture pregresse.
Questa fase aiuta a distinguere tra un problema acuto, cronico o degenerativo.
Segue poi la valutazione diretta dell’articolazione. L’ortopedico può:
- Osservare gonfiore, lividi o deformità;
- Palpare i malleoli, i legamenti e i tendini per individuare zone dolorose;
- Valutare la mobilità della caviglia e del piede;
- Testare la stabilità legamentosa con manovre specifiche;
- Controllare la forza muscolare e l’appoggio del piede;
- Valutare eventuali segni di compressione nervosa.
Se necessario, lo specialista può richiedere accertamenti diagnostici per confermare il sospetto clinico:
| Esame | A cosa serve |
| Radiografia (RX) | Evidenzia fratture, artrosi e alterazioni ossee |
| Ecografia muscolo-tendinea | Utile per valutare tendini, legamenti e infiammazioni |
| Risonanza magnetica (RM) | Analizza in dettaglio cartilagini, legamenti e tessuti molli |
| TAC | Approfondisce fratture complesse o problemi ossei articolari |
| Elettromiografia | Indicata in caso di sospette compressioni nervose |
Al termine della visita, l’ortopedico spiega:
- Qual è il problema riscontrato;
- Se è necessario un trattamento conservativo o chirurgico;
- I tempi di recupero previsti;
- Eventuali limitazioni temporanee nelle attività quotidiane o sportive.
Una diagnosi accurata è il primo passo per recuperare stabilità, mobilità e sicurezza nel cammino.
Quali sono i possibili rimedi?
I disturbi della caviglia possono avere cause molto diverse tra loro: traumi, infiammazioni, instabilità o artrosi. Per questo motivo l’ortopedico della caviglia propone trattamenti personalizzati, scegliendo tra soluzioni conservative o chirurgiche in base alla gravità del problema, all’età del paziente e al livello di attività. Nella maggior parte dei casi si parte con terapie non invasive, riservando l’intervento chirurgico alle situazioni più complesse o che non migliorano con le cure tradizionali.
Ecco una tabella che descrive i principali rimedi conservativi (non chirurgici).
| Trattamento | A cosa serve |
| Riposo e modifica delle attività | Ridurre il carico e permettere ai tessuti di guarire |
| Tutori e cavigliere | Stabilizzare l’articolazione dopo distorsioni o in caso di instabilità |
| Farmaci antinfiammatori | Diminuire dolore e infiammazione nelle fasi acute |
| Fisioterapia | Recuperare mobilità, forza e controllo dell’equilibrio |
| Terapie fisiche (laser, tecar, ultrasuoni) | Supportare la riduzione del dolore e dell’infiammazione |
| Plantari su misura | Correggere appoggi scorretti e ridurre il sovraccarico articolare |
A seguire, una tabella che sintetizza le soluzioni chirurgiche per il trattamento delle patologie della caviglia più gravi.
| Tipo di intervento | Quando è indicato |
| Riparazione o ricostruzione legamentosa | Instabilità cronica dopo distorsioni ripetute |
| Chirurgia del tendine d’Achille | Rotture o degenerazioni importanti |
| Artroscopia di caviglia | Rimuovere frammenti, trattare lesioni cartilaginee o sinoviti |
| Correzione di deformità del piede | Alterazioni dell’asse che sovraccaricano la caviglia |
| Protesi o artrodesi di caviglia | Artrosi grave con dolore e limitazione funzionale |
Quanto costa la visita da un ortopedico della caviglia?
Il costo di una visita da un ortopedico specializzato nella caviglia, in regime privato, si colloca indicativamente tra 70 e 200 euro. La cifra può variare in base a diversi fattori legati sia al professionista sia alla struttura in cui viene effettuata la visita.
Incidono sul prezzo, ad esempio, il livello di esperienza e specializzazione del medico, la tipologia di struttura (studio privato, poliambulatorio o clinica specialistica) e l’area geografica, con tariffe generalmente più alte nelle grandi città. Anche l’eventuale utilizzo di strumenti diagnostici durante la visita, come un’ecografia muscolo-tendinea eseguita direttamente in ambulatorio, può far aumentare il costo complessivo.
Domande Frequenti
Chi è il miglior ortopedico della caviglia in Italia?
Non esiste il migliore specialista in assoluto: la scelta dipende dal tipo di problema (traumatico, degenerativo, sportivo) e dall’esperienza del medico in quello specifico ambito della chirurgia e patologia di piede e caviglia.
Come trovare un buon ortopedico della caviglia?
È utile verificare che il medico sia specializzato in ortopedia con esperienza specifica in piede e caviglia, valutare il percorso formativo, l’attività chirurgica svolta e, se possibile, affidarsi a centri ortopedici riconosciuti o consigli del medico curante.
Quali sono i centri di eccellenza in ortopedia per la caviglia?
I centri di eccellenza sono solitamente ospedali o cliniche con unità dedicate alla chirurgia del piede e della caviglia, dove operano team multidisciplinari e vengono trattati sia casi complessi sia traumi sportivi, con percorsi riabilitativi integrati.
Fonti e bibliografia
- Herzog, Mackenzie M et al. “Epidemiology of Ankle Sprains and Chronic Ankle Instability.” Journal of athletic training vol. 54,6 (2019): 603-610. doi:10.4085/1062-6050-447-17.

