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Segnalato da: laRepubblica, IlGiornale, Salute33, ForumSalute.it
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Intervento di protesi di ginocchio: durata, ricovero e recupero


L’intervento di protesi di ginocchio permette di sostituire le superfici articolari danneggiate con componenti artificiali. Il chirurgo lo propone quando il dolore e la difficoltà nei movimenti compromettono la vita quotidiana e le cure non chirurgiche non offrono un beneficio sufficiente. Si tratta di una procedura abbastanza frequente se consideriamo che in Italia, nel 2022, sono stati registrati 92.526 interventi di sostituzione totale del ginocchio, secondo l’analisi delle schede di dimissione ospedaliera riportata nel Report 2023 del Registro Italiano ArtroProtesi (RIAP), coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità.


L’obiettivo è ridurre il dolore e migliorare la funzionalità del ginocchio. Il percorso comprende la preparazione all’operazione, il ricovero e la riabilitazione: conoscere queste fasi aiuta ad affrontarle con aspettative realistiche.


In breve:


  • Intervento: il chirurgo sostituisce le superfici danneggiate con una protesi totale o parziale, in base all’estensione del danno;
  • Durata: l’operazione richiede generalmente 1–2 ore;
  • Anestesia: può essere spinale, eventualmente associata a sedazione, oppure generale, a seconda dell'esito della valutazione anestesiologica;
  • Ricovero: la dimissione dipende dalle condizioni cliniche, dal controllo del dolore e dalla capacità di muoversi in sicurezza;
  • Recupero: il paziente inizia a muoversi precocemente attraverso gli ausili e svolge un percorso di riabilitazione per recuperare gradualmente mobilità, forza e autonomia.


Quando è indicato l’intervento di protesi di ginocchio?


L’intervento di protesi di ginocchio è indicato soprattutto quando il danno articolare provoca dolore persistente e limita le attività quotidiane, nonostante un adeguato trattamento non chirurgico. La causa più frequente è l’artrosi avanzata, ma anche l’artrite reumatoide e gli esiti di traumi possono rendere necessaria l’operazione. L’ortopedico valuta la possibilità di intervenire quando il paziente presenta:


  • Dolore durante il cammino, anche per distanze brevi, oppure a riposo e di notte;
  • Difficoltà nel salire le scale, alzarsi da una sedia o svolgere le normali attività;
  • Rigidità e riduzione del movimento;
  • Deformità del ginocchio associate a dolore e limitazioni funzionali;
  • Benefici insufficienti da fisioterapia, farmaci e altri trattamenti appropriati.


L'indicazione chirurgica non può basarsi soltanto sull'esito dell'esame radiografico oppure sull'età del paziente. Il chirurgo considera anche sintomi, esito della visita, condizioni generali di salute e obiettivi.


Se il danno interessa un solo compartimento, il chirurgo può valutare una protesi parziale; se sono coinvolti più compartimenti, può essere indicata una protesi totale. È necessaria, inoltre, una valutazione della stabilità dei legamenti e di eventuali deformità presenti.


In merito ai potenziali benefici dell’intervento, uno studio randomizzato pubblicato nel 2015 sul New England Journal of Medicine, autorevole rivista medica internazionale, ha seguito 100 pazienti con artrosi del ginocchio candidabili alla protesi. Dopo un anno, i pazienti sottoposti a protesi totale seguita da un programma di trattamento non chirurgico avevano ottenuto un miglioramento maggiore rispetto a quelli che avevano seguito soltanto il programma non chirurgico: 32,5 contro 16 punti su una scala da 0 a 100 che valutava dolore, sintomi, attività quotidiane e qualità di vita. Il gruppo operato ha però registrato più eventi avversi gravi: dunque, prima della decisione finale è necessaria un’attenta valutazione individuale dei benefici e dei rischi.


intervento di protesi di ginocchio


Come prepararsi all’operazione


La preparazione all’intervento di protesi di ginocchio consente di valutare lo stato di salute del paziente, ridurre i rischi e organizzare il recupero dopo la dimissione. Durante il prericovero, l’équipe definisce gli accertamenti necessari da svolgere e fornisce le istruzioni da seguire. Il percorso comprende generalmente:


  • Visita ortopedica e radiografie: permettono di pianificare l’intervento mentre ulteriori esami di imaging potrebbero essere richiesti solo in casi specifici;
  • Esami del sangue ed elettrocardiogramma: possono essere integrati con altri accertamenti in base alle condizioni del paziente;
  • Valutazione anestesiologica: l’anestesista esamina le patologie presenti, le precedenti esperienze con l’anestesia e le terapie assunte;
  • Revisione dei farmaci: bisogna segnalare anche integratori e prodotti da banco. Non vanno sospesi autonomamente anticoagulanti, antiaggreganti o altre terapie;
  • Preparazione fisica: gli esercizi concordati con il fisioterapista aiutano a mantenere forza e mobilità senza sovraccaricare il ginocchio.


È importante segnalare febbre, infezioni, ferite o lesioni cutanee, soprattutto sulla gamba da operare. L’équipe fornisce inoltre indicazioni specifiche su digiuno, igiene preoperatoria, controllo del diabete e sospensione del fumo.


Prima del ricovero conviene mettere in sicurezza gli spazi domestici, eliminando tappeti mobili e ostacoli e tenendo gli oggetti di uso frequente a portata di mano.


Per affrontare l’operazione con più sicurezza e meno timori, è fondamentale ricevere dal medico o dall'équipe informazioni chiare sin dal momento in cui viene pianificato l'intervento. Nella testimonianza pubblicata dall’Hospital for Special Surgery, ospedale specializzato in ortopedia di New York, la paziente Mary-Jo Ehrlich ha evidenziato proprio questi aspetti: «Il mio secondo intervento di protesi al ginocchio è stato eseguito nell'autunno del 2022. Sono grata per l'attenzione personale che ho ricevuto fin dal momento in cui ho varcato la soglia. Mi sono state poste tutte le domande possibili per comprendere al meglio i miei problemi di salute e sono stata tenuta informata per mesi prima dell'intervento, il che ha alleviato la mia paura. Il giorno dell'intervento, ho incontrato un anestesista estremamente premuroso e gentile che ha dissipato ogni mia residua preoccupazione».


Come si svolge l’intervento e quanto dura?


L’intervento di protesi di ginocchio dura generalmente 1–2 ore, in base alla complessità del caso e alla procedura prevista. L’anestesista può utilizzare un’anestesia spinale, che rende insensibile la parte inferiore del corpo, eventualmente associata a sedazione, oppure un’anestesia generale. L’équipe potrebbe ricorrere a blocchi dei nervi periferici o infiltrazioni di anestetico locale per tenere sotto controllo il dolore anche nelle prime ore dopo l’operazione.


Le fasi dell’operazione


Il chirurgo accede all’articolazione attraverso un’incisione nella parte anteriore del ginocchio. Successivamente:


  • Rimuove le superfici di cartilagine e osso danneggiate, preservando i tessuti sani;
  • Prepara le estremità di femore e tibia per accogliere le componenti protesiche;
  • Posiziona e fissa le componenti, con cemento osseo oppure mediante sistemi non cementati, a seconda dell’impianto e delle caratteristiche dell’osso;
  • Inserisce tra le componenti metalliche un elemento in polietilene, che permette lo scorrimento delle superfici;
  • Controlla movimento, allineamento e stabilità, quindi chiude e medica la ferita.


In caso di protesi totale il chirurgo del ginocchio, quando lo ritiene opportuno, può rivestire anche la superficie articolare della rotula. Nella protesi parziale, invece, viene trattato solo il compartimento interessato.


Cosa cambia con la chirurgia robotica?


Nell’intervento robot-assistito, un sistema computerizzato aiuta il chirurgo a pianificare e controllare la preparazione dell’osso e il posizionamento delle componenti. È sempre il chirurgo a eseguire e dirigere l’operazione: il robot non agisce autonomamente.


La tecnologia può migliorare la precisione dell'intervento, ma non garantisce automaticamente meno dolore o un recupero più rapido. Sono molto interessanti, in tal senso, le dichiarazioni rilasciate dalla chirurga ortopedica dott.ssa Kariline Bringe in una sessione di domande e risposte pubblicata dalla Mayo Clinic: «Se il chirurgo utilizza la robotica, è in grado di creare un modello 3D dell'articolazione per facilitare la pianificazione della sostituzione articolare. Durante l'intervento, il chirurgo mapperà il ginocchio in sala operatoria sul modello 3D creato al computer a partire dalla TAC preoperatoria. Il chirurgo utilizzerà il robot per raccogliere informazioni sull'equilibrio e l'allineamento dei legamenti, in modo da poter determinare la posizione migliore per l'inserimento delle protesi. Sebbene la robotica renda la sostituzione articolare totale più precisa, non la rende meno invasiva. Contribuisce a ottenere un equilibrio più preciso, che può portare a meno dolore e usura dell'impianto».


Quanti giorni di ricovero servono e quando si torna a casa?


Dopo l’intervento di protesi di ginocchio, il ricovero chirurgico dura generalmente pochi giorni, ma può variare in base alle condizioni del paziente e al protocollo della struttura.


Nelle prime ore l’équipe controlla il recupero dall’anestesia, il dolore e la ferita. Il fisioterapista aiuta poi il paziente ad alzarsi e a iniziare la deambulazione con gli ausili indicati, quando le condizioni lo consentono.


La dimissione dipende soprattutto dalla sicurezza clinica e dall’autonomia raggiunta, non soltanto dal numero di giorni trascorsi dall'intervento. Prima del rientro a casa, l’équipe verifica che il paziente riesca a:


  • Controllare il dolore con una terapia gestibile a domicilio;
  • Alzarsi, sedersi e percorrere brevi distanze con gli ausili;
  • Affrontare le scale, se presenti nella propria abitazione;
  • Comprendere le istruzioni su farmaci, medicazioni ed esercizi.


Il ricovero chirurgico va distinto dall’eventuale ricovero riabilitativo. Alcuni pazienti possono tornare direttamente a casa e proseguire la fisioterapia a domicilio o in ambulatorio; altri necessitano di un periodo in una struttura dedicata. La scelta dipende dalle condizioni cliniche, dalle difficoltà motorie e dall’assistenza disponibile a casa.


Alla dimissione, il paziente riceve le indicazioni per la terapia, la cura della ferita, la prevenzione della trombosi e i controlli successivi.


Quanto durano dolore e gonfiore dopo l’intervento?


Dolore e gonfiore sono comuni dopo l’intervento di protesi di ginocchio, soprattutto nelle prime settimane. Dipendono dalla risposta dei tessuti all’operazione ma tendono a diminuire gradualmente, con tempi diversi da paziente a paziente.


Il dolore è generalmente più intenso nei primi giorni e può accentuarsi durante gli esercizi o nelle ore notturne. Nelle settimane successive dovrebbe diventare più gestibile, anche se possono persistere fastidio e rigidità. Il gonfiore può protrarsi per diversi mesi e aumentare temporaneamente dopo una camminata o una seduta di fisioterapia: ciò, però, non indica necessariamente la presenza di problemi della protesi. Per controllare i sintomi, il paziente deve seguire il programma concordato con l’équipe, in particolare:


  • Assumere gli antidolorifici come prescritti, segnalando se non permettono di riposare o svolgere gli esercizi;
  • Applicare il ghiaccio con un panno tra la cute e l’impacco, rispettando tempi e frequenza indicati;
  • Sollevare la gamba nelle pause, secondo le istruzioni ricevute;
  • Alternare movimento e riposo, evitando sia l’immobilità prolungata sia gli sforzi eccessivi;
  • Utilizzare calze o bendaggi compressivi soltanto se prescritti.


L’aspetto da osservare è l’andamento complessivo dei sintomi: nel corso del recupero possono alternarsi giornate migliori e peggiori, ma dolore e gonfiore dovrebbero progressivamente ridursi. In presenza di un peggioramento marcato o persistente è necessario un confronto con l’équipe.


Tempi di recupero: quando camminare e riprendere le attività?


Il paziente inizia generalmente a camminare il giorno dell’intervento o quello successivo, con l’aiuto del fisioterapista e di un deambulatore o delle stampelle. I primi passi rappresentano l’inizio della riabilitazione: per recuperare forza, movimento e autonomia servono settimane, mentre il miglioramento complessivo prosegue per diversi mesi.


La fisioterapia comprende esercizi che, se ben svolti, aiuteranno il paziente a distendere e piegare il ginocchio, rinforzare i muscoli e rendere più sicuro il cammino. Il programma può variare in base alle condizioni iniziali, al tipo di intervento e ai progressi raggiunti.


AttivitàTempi e criteri orientativi
Camminare con gli ausiliGeneralmente dal giorno dell’intervento o da quello successivo, secondo le indicazioni dell’équipe.
Camminare senza stampelle o bastoneSpesso intorno alle 6 settimane, se il cammino è stabile e il fisioterapista conferma che gli ausili non servono più.
GuidareDopo una protesi totale, generalmente non prima di circa 6 settimane e dopo il via libera del medico.
Tornare al lavoroIndicativamente dopo 6–12 settimane, con differenze rilevanti tra attività sedentarie e mansioni fisicamente impegnative.
Recuperare pienamente la funzionalitàServono diversi mesi; forza e mobilità possono continuare a migliorare anche dopo la ripresa delle attività quotidiane.


In caso di protesi parziale, il recupero potrebbe essere più breve rispetto a quella totale.


Per quanto riguarda le distanze da percorrere, inizialmente è preferibile fare più camminate nel corso della giornata ma di breve durata per poi aumentare gradualmente le tratte secondo il programma riabilitativo. Non bisogna abbandonare gli ausili se si zoppica o si avverte ancora instabilità.


Per tornare alla guida occorre inoltre riuscire a controllare i pedali ed eseguire una frenata d’emergenza senza esitazioni, evitando di guidare mentre si assumono farmaci che riducono l’attenzione.


Rischi e segnali da non sottovalutare


L’intervento di protesi di ginocchio può comportare complicanze, anche se la maggior parte dei pazienti affronta il percorso senza problemi gravi. Quelle principali sono:


  • Infezione della ferita o della protesi: può essere trattata con antibiotici e, nei casi più gravi, richiedere ulteriori interventi;
  • Trombosi venosa profonda ed embolia polmonare: un coagulo può formarsi nelle vene della gamba e raggiungere i polmoni;
  • Rigidità persistente: nonostante la riabilitazione, il recupero del movimento del ginocchio potrebbe deludere le aspettative;
  • Dolore residuo o instabilità: potrebbero essere necessari ulteriori accertamenti per individuarne la causa;
  • Lesioni di nervi o vasi sanguigni e fratture: sono complicanze meno frequenti.


L’American Academy of Orthopaedic Surgeons, società scientifica statunitense di chirurgia ortopedica, indica che complicanze gravi come l’infezione articolare interessano meno del 2% dei pazienti. Questa percentuale non comprende indistintamente tutti i possibili problemi postoperatori.


È necessario avvertire tempestivamente l’équipe in presenza di:


  • Febbre persistente o brividi;
  • Secrezioni dalla ferita, arrossamento che si estende o apertura dell’incisione;
  • Dolore in netto aumento rispetto ai giorni precedenti;
  • Nuovo dolore al polpaccio, soprattutto con gonfiore della gamba;
  • Improvvisa difficoltà ad appoggiare il peso o a muovere il piede.


Bisogna, invece, rivolgersi al 118 in caso di sintomi come fiato corto improvviso, dolore al torace o perdita di coscienza.


Per ridurre i rischi è importante rispettare la terapia antitrombotica prescritta, curare la ferita secondo le istruzioni ricevute e seguire il programma di mobilizzazione.


Domande frequenti sull’intervento di protesi di ginocchio


Quanto costa l’intervento di protesi di ginocchio?


Nel privato, il costo dipende dal tipo di protesi, dalla struttura e dalle prestazioni comprese nel preventivo. Orientativamente, il prezzo per una protesi parziale di ginocchio è di circa 10.000-20.000 euro mentre una protesi totale può costare circa 15.000-25.000 euro. Prima di scegliere, è importante verificare se il prezzo comprende impianto, anestesia, degenza, esami, controlli e riabilitazione. Quando viene eseguito a carico del SSN, l’intervento non comporta il pagamento della protesi e del ricovero chirurgico; eventuali prestazioni ambulatoriali possono prevedere ticket, salvo esenzione.


Dove prenotare una valutazione per la protesi di ginocchio?


Attraverso EccellenzaMedica.it, sito di prenotazioni mediche online, è possibile richiedere informazioni e prenotare una visita ortopedica al ginocchio nella maggior parte delle città italiane. 


Cosa portare in ospedale per l’intervento di protesi di ginocchio?


Oltre ai documenti richiesti dalla struttura, è utile preparare:


  • Referti e immagini degli esami già eseguiti;
  • Elenco aggiornato dei farmaci e delle allergie;
  • Abiti comodi, facili da indossare e abbastanza ampi da lasciare spazio alla medicazione;
  • Scarpe chiuse, stabili e antiscivolo;
  • Prodotti per l’igiene personale;
  • Stampelle o altri ausili, se richiesti dall’équipe.


È possibile operare entrambe le ginocchia nella stessa seduta?


Sì, la protesi bilaterale simultanea è un'opzione possibile ma solo per specifici pazienti, previa una valutazione particolarmente approfondita. Permette di affrontare un’unica operazione e un solo percorso riabilitativo, a fronte di un maggiore impegno fisico e di maggiori probabilità di alcuni rischi rispetto all’intervento su un solo ginocchio. Il chirurgo e l’anestesista valutano se procedere nella stessa seduta oppure programmare due operazioni separate.


Dopo la dimissione serve qualcuno che aiuti a casa?


È consigliabile organizzare un aiuto, soprattutto nei primi giorni, per spesa, pasti, pulizie e trasporti. La necessità di assistenza personale dipende dall’autonomia raggiunta.


Come dormire dopo l’intervento di protesi di ginocchio?


In genere si può dormire sulla schiena oppure sul fianco, scegliendo una posizione confortevole e rispettando eventuali indicazioni specifiche. È meglio evitare di tenere a lungo un cuscino direttamente sotto il ginocchio, perché lo mantiene piegato e può ostacolare il recupero dell’estensione.


Quando si può fare la doccia dopo l’operazione?


Dipende dalla medicazione e dalle condizioni della ferita: non esiste un giorno valido per tutti. Prima di bagnare la zona operata bisogna ottenere il consenso dell’équipe e sapere se la medicazione è impermeabile. Se non lo è, occorre mantenerla asciutta e seguire le istruzioni ricevute. Bagno in vasca e immersioni vanno rimandati fino alla guarigione della ferita e al via libera del chirurgo.


Si può affrontare un viaggio in auto per tornare a casa dopo la dimissione?


Sì, generalmente è possibile viaggiare come passeggero, se l’équipe ritiene sicuro il trasferimento. È preferibile un’auto in cui sia agevole entrare e uscire, con spazio sufficiente per la gamba. Per tragitti lunghi bisogna concordare in anticipo soste e modalità del viaggio, evitando di restare immobili per molte ore e rispettando la prevenzione antitrombotica prescritta.


Fonti e bibliografia


  • Hss.edu/back-in-the-game/stories/2024/03/mary-jo-ehrlich;
  • Newsnetwork.mayoclinic.org/discussion/mayo-clinic-qa-questions-to-ask-before-joint-replacement-surgery/;
  • Orthoinfo.org/treatment/total-knee-replacement/;
  • Riap.iss.it/riap/it/attivita/report/2024/10/29/report-annuale-riap-2023/;
  • DOI: 10.1056/NEJMoa1505467.

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