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Segnalato da: laRepubblica, IlGiornale, Salute33, ForumSalute.it
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Artrodesi di caviglia: pro e contro, conseguenze, tempi di recupero


L’artrodesi di caviglia è un intervento chirurgico che unisce stabilmente la tibia e l’astragalo, eliminando il movimento dell’articolazione tra queste due ossa. L’obiettivo è ridurre il dolore e rendere la caviglia più stabile quando il danno articolare compromette le attività quotidiane e le cure conservative non offrono un beneficio sufficiente.


In breve:


  • Quando serve: soprattutto in caso di artrosi avanzata o gravi danni articolari, previa attenta valutazione delle alternative sia chirurgiche che non chirurgiche;
  • Come si esegue: il chirurgo rimuove la cartilagine danneggiata e stabilizza le ossa nella posizione scelta, affinché possano saldarsi;
  • Pro e contro: può ridurre sensibilmente il dolore, ma elimina definitivamente il movimento dell’articolazione trattata;
  • Recupero: la fusione ossea generalmente avviene in circa tre mesi; il recupero funzionale richiede più tempo;
  • Carico e riabilitazione: nelle prime settimane l’appoggio può essere limitato o vietato, secondo la tecnica e le indicazioni del chirurgo;
  • Cammino: dopo la guarigione è possibile tornare a camminare, con un adattamento del passo e possibili difficoltà sui terreni irregolari.


Quando è indicata l’artrodesi di caviglia?


L’artrodesi di caviglia può essere indicata quando il dolore persistente e il danno articolare limitano il cammino e le attività quotidiane, nonostante le cure conservative, come farmaci, tutori e fisioterapia. Il chirurgo ortopedico della caviglia può proporla soprattutto in presenza di:


  • Artrosi avanzata, anche sviluppata dopo una frattura o un altro trauma;
  • Gravi deformità o instabilità associate a un’articolazione compromessa;
  • Danno articolare da malattie infiammatorie, come l’artrite reumatoide;
  • Fallimento di una protesi di caviglia, quando occorre un intervento di revisione;
  • Esiti di infezioni o perdita di tessuto osseo, che richiedono una valutazione e tecniche specifiche.


Uno studio pubblicato nel 2025 sul Journal of Experimental Orthopaedics, rivista scientifica di ortopedia, ha analizzato le schede di dimissione ospedaliera del Ministero della Salute italiano. La ricerca ha documentato 8.380 artrodesi di caviglia tra il 2001 e il 2016, con un’età media di circa 55 anni. Si tratta di dati storici, che mostrano come l’intervento riguardi anche persone in età lavorativa.


artrodesi di caviglia


Valutazione e preparazione all’intervento


Prima di procedere con l'artrodesi, il chirurgo nel corso di una visita ortopedica valuta l’allineamento della caviglia, la qualità dell’osso nonché le condizioni della pelle, della circolazione e delle articolazioni vicine. Esamina, inoltre, eventuali cicatrici e mezzi di sintesi frutto di precedenti operazioni. La preparazione comprende generalmente:


  • Radiografie, anche in carico quando possibile, per valutare il danno e la posizione delle ossa;
  • TAC, se necessaria, per studiare meglio deformità, perdita ossea o esiti di precedenti interventi;
  • Esami del sangue e visita anestesiologica, per verificare le condizioni generali di salute del paziente e pianificare il tipo di anestesia da utilizzare durante l'intervento;
  • Revisione dei farmaci assunti, compresi anticoagulanti e integratori. Eventuali sospensioni devono essere concordate con i medici.


Anche il paziente può contribuire alla preparazione mettendo in atto alcuni comportamenti e buone abitudini, come ad esempio:


  • Smettere di fumare: il fumo, infatti, potrebbe ostacolare la guarigione della ferita e la fusione ossea;
  • Tenere sotto controllo il diabete, se presente, con il medico curante;
  • Organizzare gli spostamenti e l’aiuto a casa, perché nelle prime settimane l’appoggio sul piede operato potrà essere vietato o sottoposto a limitazioni;
  • Seguire le istruzioni sul digiuno e sui farmaci fornite dal centro chirurgico.


Prima dell’operazione è utile chiarire con il chirurgo quale ausilio servirà per camminare e come affrontare eventuali scale o ostacoli presenti in casa.


Come si svolge l’intervento di artrodesi di caviglia?


Durante l’artrodesi, il chirurgo rimuove la cartilagine danneggiata, prepara le superfici ossee e stabilizza la tibia e l’astragalo nella posizione più adatta all’appoggio e al cammino. Le ossa si saldano progressivamente nelle settimane successive: la fusione non avviene durante l’operazione. Il chirurgo può utilizzare due principali modalità di accesso:


  • A cielo aperto: l'accesso all’articolazione avviene attraverso un’incisione. Questo approccio può essere necessario per correggere deformità importanti o affrontare danni ossei complessi;
  • In artroscopia: il chirurgo utilizza una piccola telecamera e introduce appositi strumenti attraverso incisioni ridotte. È un’opzione indicata prevalentemente quando le condizioni dell’articolazione consentono di preparare e allineare adeguatamente le ossa.


Per mantenere le superfici ossee a contatto, il chirurgo impiega generalmente viti, talvolta associate a una placca. Se necessario, aggiunge un innesto osseo per favorire la fusione.


Nei casi più complessi, lo specialista potrebbe optare per un fissatore esterno o un chiodo. Il chiodo retrogrado introdotto dal tallone viene generalmente utilizzato quando occorre fondere anche l’articolazione sottoastragalica, tra astragalo e calcagno: si tratta quindi di una procedura più estesa rispetto alla sola artrodesi di caviglia.


La decisione finale dipende dalle articolazioni coinvolte, dalle deformità e dalle condizioni dell’osso e dei tessuti.


Quanto dura l’operazione e quale anestesia si utilizza?


L’intervento di artrodesi di caviglia richiede generalmente alcune ore. La durata dipende dalla tecnica utilizzata, dalle deformità da correggere e dall’eventuale necessità di rimuovere mezzi di sintesi o aggiungere un innesto osseo. L’operazione può essere eseguita in anestesia generale e/o regionale. L’anestesista sceglie la soluzione più opportuna in base alla procedura e alle condizioni del paziente.


Anche la durata del ricovero è variabile: in alcuni casi le dimissioni avvengono in giornata, in altri può rendersi necessaria una degenza.


Artrodesi di caviglia: pro e contro


I principali benefici dell’artrodesi sono la diminuzione del dolore provocato dall’articolazione danneggiata e l'ottenimento di un appoggio più stabile. Il limite più importante è la perdita definitiva del movimento tra tibia e astragalo.


VantaggiLimiti e conseguenze
  • Può ridurre sensibilmente il dolore articolare;
  • Può migliorare la stabilità e correggere alcune deformità;
  • Può facilitare le attività quotidiane prima limitate dal dolore.
  • Elimina il movimento dell’articolazione trattata;
  • Richiede un adattamento del passo, soprattutto su pendenze e terreni irregolari;
  • Può aumentare il carico sulle articolazioni vicine e favorirne l’usura nel tempo.


La fusione ossea e il miglioramento dei sintomi sono risultati distinti: ottenere la saldatura delle ossa non garantisce l’assenza di qualsiasi dolore al piede o alla caviglia.


Lo studio TARVA, una sperimentazione clinica britannica finanziata dal National Institute for Health and Care Research, ha confrontato artrodesi e protesi di caviglia in 303 pazienti tra 50 e 85 anni. A un anno, entrambi gli interventi avevano migliorato la qualità di vita; il confronto complessivo non ha mostrato una differenza statisticamente significativa nell’esito principale, relativo alle difficoltà nel camminare e nello stare in piedi.


Ciò conferma l'importanza di valutare i benefici attesi insieme alla perdita di movimento, considerando le condizioni del piede e le attività che il paziente desidera riprendere.


Quali sono le possibili complicanze?


Una delle principali complicanze dell’artrodesi di caviglia è la mancata fusione delle ossa, chiamata pseudoartrosi. Può provocare dolore persistente e rendere necessario un nuovo intervento.


Nello studio britannico TARVA precedentemente citato, il 12,1% dei pazienti sottoposti ad artrodesi presentava una mancata fusione rilevata sulle radiografie a un anno dall'intervento. La mancata fusione accompagnata da sintomi riguardava invece il 7,1%. Si tratta, chiaramente, di risultati che riguardano uno specifico studio, non una previsione del rischio individuale.


Altre possibili complicanze comprendono:


  • Infezioni e problemi di guarigione della ferita;
  • Fusione in una posizione non ottimale, che può compromettere l’appoggio;
  • Irritazione provocata da viti o placche, con possibile necessità di rimuoverle;
  • Lesioni dei nervi, che possono causare alterazioni della sensibilità o dolore;
  • Trombosi venosa, cioè formazione di un coagulo, favorita anche dalla minore mobilità.


Il chirurgo valuta i fattori che potrebbero causare un aumento del rischio e pianifica le misure preventive.


Se i dolori aumentano o se compaiono sintomi come secrezioni dalla ferita, febbre o nuovo dolore e gonfiore al polpaccio occorre contattare quanto prima lo specialista o il centro in cui è stato eseguito l'intervento. In caso di difficoltà respiratoria improvvisa o dolore toracico, occorre rivolgersi ad un Pronto Soccorso.


Tempi di recupero e riabilitazione dopo l’artrodesi


Dopo l’artrodesi di caviglia, la fusione ossea richiede generalmente circa 12 settimane, mentre il recupero della forza e dell’autonomia può proseguire per diversi mesi. Il carico sul piede operato deve seguire le indicazioni del chirurgo. I protocolli cambiano in base alla stabilità della fissazione, alla qualità dell’osso e agli eventuali interventi associati all'artrodesi.


FaseIndicazioni principali
Prime 2 settimaneProteggere la ferita e l’arto con il dispositivo prescritto, tenere la gamba sollevata per contenere il gonfiore e utilizzare gli ausili.
Dalla 2ª alla 6ª settimanaContinuare a proteggere l'artrodesi, sottoporsi alle visite di controllo e rispettare il carico eventualmente consentito.
Dalla 6ª alla 12ª settimanaValutare la progressione della fusione con i controlli radiografici. Aumentare il carico solo se autorizzati.
Nei mesi successiviRecuperare gradualmente forza, equilibrio e autonomia nel cammino, secondo l’evoluzione clinica.


La fisioterapia può comprendere:


  • Esercizi per mantenere la mobilità delle articolazioni non coinvolte nella fusione;
  • Rinforzo dei muscoli della gamba;
  • Rieducazione del passo;
  • Esercizi di equilibrio, quando il carico è consentito.


L’obiettivo è utilizzare il piede in modo efficace e sicuro. La riabilitazione non restituisce il movimento all’articolazione che il chirurgo ha fuso.


Come si cammina dopo un’artrodesi di caviglia?


Dopo la guarigione, anche se l’articolazione tra tibia e astragalo non si muove più, è possibile camminare grazie alle altre articolazioni del piede. Il passo potrebbe però cambiare: l’adattamento dipende anche dalla mobilità residua, dalla forza muscolare e dalle condizioni delle articolazioni vicine.


In un approfondimento pubblicato da Cedars-Sinai, centro medico universitario statunitense, il chirurgo David Thordarson, specializzato in piede e caviglia, spiega: «Salire o scendere le scale o una collina ripida è un po’ più impegnativo». Il motivo è che, dopo la fusione, non è più possibile sollevare e abbassare la parte anteriore del piede nello stesso modo. Anche i terreni irregolari richiedono maggiore adattamento, mentre la tolleranza alle camminate prolungate varia da persona a persona.


Lo specialista potrebbe prescrivere calzature con suola a dondolo, che facilitano il passaggio dall’appoggio del tallone alla spinta, o altri adattamenti personalizzati.


Un esempio concreto è la testimonianza di Roger pubblicata da Nuffield Health, organizzazione sanitaria britannica. Ex militare di 76 anni e appassionato di trekking, a dieci mesi dall’artrodesi Roger racconta: «Ora riesco a camminare fino a 16 chilometri con uno zaino da 10 kg su terreni vari, sia in salita che in discesa, senza dolore o gonfiore alla caviglia. Sono anche tornato alle mie solite attività in palestra e a giocare a badminton, completamente senza dolore».


Si tratta chiaramente di un'esperienza individuale che non rappresenta un risultato sicuro né un obiettivo adatto a tutti.


Domande frequenti sull’artrodesi di caviglia


Si può correre o praticare sport dopo un’artrodesi di caviglia?


È possibile riprendere alcune attività sportive, privilegiando bicicletta, nuoto e altre attività a basso impatto, dopo l’autorizzazione del chirurgo. Corsa, salti e sport con bruschi cambi di direzione richiedono una valutazione individuale e potrebbero essere sconsigliati.


Quando si può tornare a guidare dopo l’artrodesi di caviglia?


Quando si riesce a controllare i pedali ed eseguire una frenata d’emergenza in sicurezza, con il consenso del chirurgo. I tempi dipendono dal lato operato, dal tipo di cambio dell’auto e dalle limitazioni ancora presenti. Non bisogna guidare con dispositivi che impediscono il controllo dei pedali o se si assumono farmaci che riducono l’attenzione.


Quando si può riprendere il lavoro dopo l’artrodesi di caviglia?


Per un lavoro sedentario possono bastare alcune settimane, a patto che sia possibile tenere la gamba sollevata e raggiungere il posto di lavoro in sicurezza. Per mansioni fisiche o svolte a lungo in piedi possono servire diversi mesi, talvolta fino a sei.


Le viti o le placche devono essere rimosse?


Non necessariamente. Possono rimanere in sede se non causano problemi. Il chirurgo può proporne la rimozione in caso di irritazione, dolore attribuibile agli impianti o altre complicanze, valutando prima la fusione ossea.


È possibile sostituire un’artrodesi con una protesi di caviglia?


Sì, in casi specifici, ma è un intervento complesso. Lo specialista deve valutare qualità dell’osso, allineamento, tessuti e articolazioni vicine. Non sempre è possibile e non garantisce il recupero completo del movimento.


L’artrodesi di caviglia comporta automaticamente un’invalidità civile?


No. Il riconoscimento richiede un accertamento medico-legale delle limitazioni permanenti e delle condizioni complessive della persona. Il solo fatto di aver subito l’intervento non determina automaticamente una percentuale o un beneficio. Il riferimento istituzionale è l’INPS, Istituto Nazionale della Previdenza Sociale.


Quanto costa un intervento di artrodesi di caviglia?


Il costo in regime privato dipende dalla procedura e dalla struttura. Mediamente, il prezzo è di circa 4.000 € per l’artrodesi di caviglia. Queste cifre non rappresentano il costo complessivo del ricovero: occorre richiedere un preventivo che specifichi tutte le spese incluse.


Dove fare l’intervento di artrodesi di caviglia?


È opportuno rivolgersi a un centro con esperienza nella chirurgia del piede e della caviglia, che segua anche i controlli e il recupero postoperatorio. Tramite EccellenzaMedica.it, servizio di prenotazioni mediche online, è possibile richiedere informazioni sugli specialisti e sulle strutture disponibili nelle principali città italiane e prenotare una visita ortopedica chirurgica.


Fonti e bibliografia


  • Longo UG, Papalia R, Mazzola A, Corradini A, De Sire A, D'Hooghe P, Piergentili I, Samuelsson K, Zaffagnini S, Denaro V. Tibio-tarsal arthrodesis in Italy: Results from an epidemiological 16-year nationwide study. J Exp Orthop. 2025 Jun 15;12(2):e70302. doi: 10.1002/jeo2.70302. PMID: 40521299; PMCID: PMC12167626;
  • Goldberg AJ, Chowdhury K, Bordea E, Blackstone J, Brooking D, Deane EL, Hauptmannova I, Cooke P, Cumbers M, Skene SS, Doré CJ. Total ankle replacement versus ankle arthrodesis for patients aged 50-85 years with end-stage ankle osteoarthritis: the TARVA RCT. Health Technol Assess. 2023 Mar;27(5):1-80. doi: 10.3310/PTYJ1146. PMID: 37022932; PMCID: PMC10150410;
  • Nuffieldhealth.com/article/from-hesitant-steps-to-confident-strides-life-after-ankle-fusion-surgery;
  • Cedars-sinai.org/stories-and-insights/expert-advice/ankle-replacement-vs-ankle-fusion-understanding-your-options.

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