- Quando è necessario operare il tendine d’Achille?
- Come si svolge l’operazione al tendine d’Achille?
- Quanto dura l’intervento e quale anestesia si utilizza?
- Cosa fare nei primi giorni dopo l’operazione?
- Quando e come si può camminare dopo l’intervento?
- Riabilitazione: quanto dura il recupero e quando riprendere le attività?
- Quali risultati può offrire l’operazione?
- Quali sono i rischi e le possibili complicanze?
- Domande frequenti sull’operazione al tendine d’Achille
L’operazione al tendine d’Achille serve a riparare un tendine rotto oppure, in alcuni casi, a trattare una tendinopatia persistente che non migliora con le cure conservative. Il tendine d’Achille collega i muscoli del polpaccio al calcagno e permette di spingere il piede durante il cammino, la corsa e i salti.
Non tutte le rotture richiedono un intervento chirurgico. Al fine di scegliere il trattamento più adatto, l'ortopedico valuta il tipo di lesione, le condizioni del paziente e le sue esigenze quotidiane e sportive.
Dopo l’operazione, il recupero procede per fasi: prima si protegge il tendine, poi si riprendono gradualmente il carico e il movimento. I tempi per il ripristino della camminata e delle attività sportive sono diversi.
In breve:
- Quando serve: per alcune rotture e per tendinopatie che persistono nonostante un adeguato trattamento conservativo;
- Come si svolge: il chirurgo può suturare il tendine, ricostruirlo o rimuovere il tessuto danneggiato, secondo il problema;
- Dopo l’intervento: tutore o gesso proteggono la riparazione; il carico segue le indicazioni del chirurgo;
- Recupero: la fisioterapia aiuta a recuperare movimento e forza; il ritorno allo sport può richiedere diversi mesi;
- Rischi: comprendono problemi della ferita, infezioni, lesioni nervose, trombosi e nuove rotture.
Quando è necessario operare il tendine d’Achille?
Nel corso di una visita ortopedica, il chirurgo potrebbe suggerire l'opzione chirurgica in caso di rottura del tendine o di tendinopatia che continua a causare dolore e limitazioni nonostante le cure conservative. La scelta dipende dal tipo di danno, dal tempo trascorso dalla lesione, dalle condizioni di salute e dalle attività che il paziente vuole riprendere.
In caso di rottura, la chirurgia può essere indicata soprattutto quando:
- Le esigenze funzionali sono elevate, come negli sportivi che praticano attività che prevedono corsa, salti e cambi di direzione;
- La rottura viene riconosciuta tardi e il tendine presenta una separazione o un allungamento che compromettono la spinta del piede;
- Il trattamento conservativo non ha ottenuto il risultato previsto oppure si verifica una nuova rottura.
Anche alcune rotture complete possono essere trattate senza intervento, attraverso tutore e riabilitazione.
In caso di tendinopatia, il primo approccio è generalmente conservativo e prevede gestione dei carichi ed esercizi riabilitativi mirati. La presenza di una calcificazione, di per sé, non rende necessario l’intervento: occorre valutare se e in che modo essa contribuisce al dolore e alla limitazione funzionale.
L'American Academy of Orthopaedic Surgeons (AAOS), società scientifica statunitense di chirurgia ortopedica, specifica che la chirurgia andrebbe presa in considerazione quando il dolore non migliora dopo almeno sei mesi di trattamento non chirurgico. Questo riferimento riguarda, però, espressamente la tendinopatia.

Come si svolge l’operazione al tendine d’Achille?
In caso di rottura, il chirurgo riavvicina le estremità del tendine e le unisce con punti di sutura resistenti. Questa riparazione prende il nome di tenorrafia. L’obiettivo è ristabilire la continuità del tendine e una tensione adeguata, necessaria per trasmettere la forza del polpaccio al piede.
Il chirurgo può utilizzare un accesso aperto oppure una tecnica mininvasiva o percutanea. La scelta dipende dalla posizione della rottura, dalla qualità del tessuto e dalla complessità della lesione.
| Tecnica | In cosa consiste |
|---|---|
| Riparazione a cielo aperto | Il chirurgo esegue un’incisione nella parte posteriore della gamba per vedere direttamente il tendine e suturare le estremità. |
| Riparazione mininvasiva o percutanea | Il chirurgo introduce e fa passare le suture attraverso un’incisione ridotta o piccoli accessi cutanei, utilizzando strumenti dedicati. |
| Ricostruzione del tendine | Quando il tessuto non permette una sutura diretta affidabile, il chirurgo può utilizzare un innesto o trasferire un altro tendine per colmare o rinforzare la riparazione. |
Se il tendine si è staccato dal calcagno, il chirurgo può fissarlo nuovamente all’osso con apposite ancore, piccoli dispositivi che trattengono le suture. Non tutte le lesioni, quindi, si riparano semplicemente cucendo due estremità.
In caso di tendinopatia o calcificazioni, la procedura cambia. Il chirurgo potrebbe rimuovere il tessuto tendineo degenerato e, quando necessario, le calcificazioni o le sporgenze ossee associate. Questa procedura viene chiamata debridement, spesso descritta come pulizia del tendine. Se occorre distaccare parte dell’inserzione sul calcagno, il chirurgo la fissa nuovamente all’osso.
La Johns Hopkins Medicine, centro medico universitario statunitense, spiega che in presenza di danni più estesi può essere necessario utilizzare un altro tendine del piede per ricostruire quello d’Achille.
Quanto dura l’intervento e quale anestesia si utilizza?
La riparazione di una rottura del tendine d’Achille dura generalmente circa 30–60 minuti. Le ricostruzioni più complesse, soprattutto quando occorre utilizzare un altro tendine, possono richiedere più tempo. Questa durata riguarda l’operazione: preparazione anestesiologica e osservazione successiva prolungano la permanenza in struttura.
Si tratta di interventi generalmente eseguibili con dimissioni in giornata. Il ricovero può però essere più lungo in base al tipo di procedura da eseguire, alle condizioni del paziente e all’organizzazione della struttura. L’anestesista può scegliere tra:
- Anestesia locoregionale, con un blocco dei nervi che rende insensibile la zona operata, eventualmente associato a sedazione;
- Anestesia spinale, che anestetizza la parte inferiore del corpo;
- Anestesia generale, durante la quale il paziente dorme.
La scelta dipende dal tipo di intervento e dalla valutazione anestesiologica. Un blocco nervoso potrebbe, ad esempio, aiutare a tenere sotto controllo il dolore nelle prime ore dopo l’operazione. Prima dell’intervento è importante:
- Comunicare farmaci assunti, allergie e patologie;
- Seguire le istruzioni ricevute sul digiuno e sulla gestione dei medicinali, senza sospenderli autonomamente;
- Assicurarsi della presenza di un accompagnatore per il rientro e di un aiuto a casa, perché inizialmente gli spostamenti saranno limitati.
Cosa fare nei primi giorni dopo l’operazione?
Nei primi giorni occorre proteggere il tendine operato e seguire le indicazioni ricevute al momento della dimissione. Il chirurgo applica una stecca, un gesso o un tutore, spesso con il piede rivolto leggermente verso il basso per ridurre la tensione sulla riparazione. Le principali precauzioni sono:
- Tenere la gamba sollevata durante il riposo, sostenendola con cuscini, per limitare gonfiore e fastidio;
- Mantenere la medicazione pulita e asciutta, senza rimuoverla o sostituirla se non indicato;
- Non modificare autonomamente il tutore, la sua inclinazione o gli eventuali rialzi;
- Assumere i farmaci prescritti secondo dosi e orari indicati;
- Evitare movimenti ed esercizi non autorizzati, soprattutto lo stretching del polpaccio e i movimenti che tirano la punta del piede verso la gamba.
Secondo la Johns Hopkins Medicine, la prima visita di controllo post-operatoria generalmente viene effettuata intorno alle due settimane, durante la quale potrebbero essere rimossi i punti. Sarà, in ogni caso, il chirurgo a stabilire le tempistiche dei controlli.
Il carico sul piede potrebbe essere inizialmente limitato o vietato: è importante attenersi al protocollo prescritto dal medico anche quando il dolore è lieve.
Quando e come si può camminare dopo l’intervento?
In base alla riparazione eseguita e all’andamento della guarigione, il chirurgo stabilisce quando iniziare il carico. Alcuni protocolli consentono un appoggio protetto precoce, altri prevedono inizialmente alcune settimane senza carico. La ripresa del cammino procede generalmente attraverso i seguenti step:
- Spostamenti con stampelle, rispettando il carico autorizzato;
- Appoggio progressivo con tutore, senza modificarne autonomamente l’inclinazione;
- Passaggio alle scarpe e riduzione degli ausili, dopo il controllo clinico e sempre in linea con le indicazioni ricevute.
Il Cedars-Sinai, centro medico statunitense, indica circa tre mesi come riferimento per il ritorno a un cammino normale dopo una rottura. Le tempistiche, però, possono variare: abbandonare il tutore non significa avere già recuperato forza e sicurezza nel passo. Allo stesso modo, le stampelle vanno ridotte quando il professionista che segue il recupero lo autorizza, evitando di forzare un cammino zoppicante.
Riabilitazione: quanto dura il recupero e quando riprendere le attività?
Il recupero dopo l’operazione al tendine d’Achille richiede diversi mesi. La fisioterapia inizialmente aiuta a proteggere la riparazione, poi supporta il recupero graduale del movimento, infine si concentra sulla forza del polpaccio, sull’equilibrio e sulla capacità di spinta.
Anche nel caso in cui il protocollo preveda la possibilità di svolgere degli esercizi sin dalle prime settimane, ciò non vuol dire essere pronti per sottoporre l'arto ad attività impegnative come stretching, sollevamenti sulle punte o corsa.
I tempi di ritorno alle attività dipendono anche dal tipo di lavoro che si svolge e dall'attività sportiva praticata.
| Attività | Tempi indicativi |
|---|---|
| Lavoro sedentario | In alcuni casi dopo circa 2 settimane, se è possibile tenere la gamba sollevata e raggiungere il luogo di lavoro in sicurezza. |
| Lavoro fisico o in piedi | Richiede più tempo rispetto al lavoro sedentario: contano durata degli spostamenti, carichi da sollevare e possibilità di svolgere mansioni temporaneamente più leggere. |
| Guida | Spesso intorno a 2–3 mesi, quando è possibile controllare i pedali ed eseguire una frenata d’emergenza in sicurezza. Incidono lato operato e tipo di cambio. |
| Sport con corsa, salti e cambi di direzione | Generalmente 6–12 mesi, dopo aver recuperato una forza e un controllo adeguati al gesto sportivo. |
Un aspetto importante, in merito ai tempi di recupero per gli atleti che si sottopongono a questo intervento, emerge dall’intervista al Dott. Mark Drakos, chirurgo della caviglia e del piede dell’Hospital for Special Surgery di New York, pubblicata dall’Atlanta Journal-Constitution e riportata sul sito dell’HSS: «Non bisogna tornare troppo presto perché c'è il rischio di una nuova rottura. Il percorso di recupero è lungo. È una di quelle cose per cui, anche se il tendine impiega un paio di mesi a guarire, di solito ci vogliono almeno dai sei ai nove mesi, se non addirittura un anno, per recuperare la forza. La forza è l'ultima cosa a tornare».
Quali risultati può offrire l’operazione?
L’operazione mira a ripristinare la continuità del tendine e la capacità di spingere il piede durante il movimento. Il risultato dipende anche dalla qualità del tessuto, dalla complessità della lesione e dal percorso riabilitativo.
La chirurgia, però, non garantisce per ogni paziente un recupero funzionale superiore al trattamento conservativo. Uno studio multicentrico norvegese pubblicato nel 2022 sul New England Journal of Medicine, rivista medica internazionale, ha confrontato trattamento conservativo, riparazione aperta e chirurgia mininvasiva. Nei 526 pazienti inclusi nell’analisi finale, a 12 mesi non emergevano differenze significative nel punteggio principale utilizzato per misurare sintomi e funzione. Il confronto riguardava rotture acute, non tutti i problemi del tendine d’Achille.
Il calciatore statunitense Aaron Long ha raccontato sul portale dell’Hospital for Special Surgery il proprio percorso prima del rientro in campo, a seguito di una rottura del tendine d'Achille: «Dopo otto mesi di recupero, nel gennaio 2022, ho ricominciato ad allenarmi a pieno ritmo con la nazionale statunitense».
Si tratta di un’esperienza individuale che riguarda un atleta professionista: pur fornendo indicazioni potenzialmente utili in vista del ritorno ad attività impegnative, i tempi di recupero di ogni singolo paziente potrebbero comunque essere differenti.
Quali sono i rischi e le possibili complicanze?
Le principali complicanze dell’operazione al tendine d’Achille sono:
- Problemi di cicatrizzazione e infezioni, che possono richiedere medicazioni prolungate o ulteriori trattamenti;
- Irritazione o lesione del nervo surale, con formicolio o minore sensibilità lungo il lato esterno del piede;
- Trombosi venosa, favorita anche dalla ridotta mobilità;
- Nuova rottura del tendine, possibile anche dopo una riparazione chirurgica;
- Aderenze, rigidità o allungamento del tendine, che possono limitare il movimento o la forza di spinta.
Nello studio norvegese pubblicato sul New England Journal of Medicine, le nuove rotture interessavano lo 0,6% dei pazienti in ciascun gruppo chirurgico, contro il 6,2% del gruppo conservativo. Le lesioni nervose erano invece più frequenti nei gruppi operati: 2,8% nei pazienti che avevano subito una riparazione aperta e 5,2% in coloro che erano stati operati con tecnica mininvasiva. Tali percentuali descrivono i risultati di uno specifico studio, pertanto non rappresentano il rischio personale di ogni paziente.
Occorre contattare tempestivamente il medico in presenza di febbre, secrezioni dalla ferita, arrossamento crescente, dolore in aumento o nuovo dolore e gonfiore al polpaccio. Invece, serve assistenza medica urgente in caso di improvvise difficoltà respiratorie o dolore al torace.
Domande frequenti sull’operazione al tendine d’Achille
Quanto dura il dolore dopo l’operazione al tendine d’Achille?
Il dolore è generalmente più evidente nei primi giorni e dovrebbe ridursi progressivamente. Fastidio e gonfiore possono durare più a lungo, soprattutto durante la ripresa delle attività. Se il dolore aumenta o non risponde ai farmaci prescritti, occorre contattare il medico.
Come dormire con il tutore dopo l’intervento?
Può essere utile dormire a pancia in su, con la gamba sostenuta da cuscini, mantenendo il piede nella posizione prescritta. Evita pressioni sulla ferita e posizioni che forzano la caviglia.
Come fare la doccia senza bagnare la medicazione?
Se il chirurgo autorizza la doccia, proteggi medicazione e gesso o tutore con una copertura impermeabile adeguata. Un sedile da doccia può rendere gli spostamenti più sicuri. Non rimuovere il tutore senza autorizzazione; se non puoi proteggerlo, meglio optare temporaneamente per il lavaggio con una spugna.
Quanti centimetri misura la cicatrice?
Dipende dalla tecnica e dalla lesione. L’Hospital for Special Surgery indica incisioni di circa 8–10 cm nella chirurgia aperta e di circa 2,5 cm o meno nelle tecniche mininvasive. Gli accessi possono, però, essere diversi nelle ricostruzioni complesse.
Il tutore va indossato anche durante la notte?
Spesso sì, nella fase iniziale, per proteggere il tendine dai movimenti involontari.
L’allungamento del tendine d’Achille è lo stesso intervento della riparazione?
No. L’allungamento tratta un tendine troppo corto o retratto che limita il movimento della caviglia. La riparazione riunisce invece le parti di un tendine rotto. Le due procedure hanno indicazioni e obiettivi differenti.
Quanto costa un’operazione al tendine d’Achille?
Il prezzo varia in base alla procedura e alla struttura in cui si esegue l'operazione. Mediamente, questo intervento ha un costo che si aggira intorno ai 3.500 euro.
Dove fare l’intervento al tendine d’Achille?
Puoi rivolgerti a ospedali e cliniche in cui siano presenti chirurghi ortopedici esperti nel piede e nella caviglia. Attraverso il portale di prenotazioni mediche online EccellenzaMedica.it puoi richiedere informazioni sugli specialisti e sulle strutture accreditate e prenotare una visita ortopedica nelle principali città italiane.
Fonti e bibliografia
- Orthoinfo.org/diseases--conditions/achilles-tendinitis/;
- Hopkinsmedicine.org/health/treatment-tests-and-therapies/achilles-tendon-repair-surgery;
- Cedars-sinai.org/stories-and-insights/healthy-living/how-to-treat-an-achilles-tendon-tear;
- News.hss.edu/cover-99-falcons-need-to-go-slowly-with-allens-recovery-from-achilles-surgery/;
- Myhrvold SB, Brouwer EF, Andresen TKM, Rydevik K, Amundsen M, Grün W, Butt F, Valberg M, Ulstein S, Hoelsbrekken SE. Nonoperative or Surgical Treatment of Acute Achilles' Tendon Rupture. N Engl J Med. 2022 Apr 14;386(15):1409-1420. doi: 10.1056/NEJMoa2108447. PMID: 35417636;
- Hss.edu/back-in-the-game/stories/2023/02/aaron-long.

