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Prevenzione vene varicose: consigli, esercizi e controlli


È davvero possibile prevenire le vene varicose?


Le vene varicose, chiamate anche varici, sono vene superficiali dilatate, tortuose e visibili soprattutto sulle gambe. Si formano quando le pareti venose e le valvole che aiutano il sangue a risalire verso il cuore non funzionano correttamente. Una parte del sangue tende quindi a tornare indietro e ad accumularsi nella vena, provocandone il progressivo ingrossamento.


Non sempre è possibile prevenire completamente le vene varicose. Età, familiarità, predisposizione genetica, sesso femminile e gravidanza sono fattori sui quali non si può intervenire. Uno stile di vita adeguato può però ridurre alcuni fattori di rischio, favorire il ritorno venoso e rallentare il peggioramento della malattia.


La patologia venosa è molto comune anche in Italia. Uno studio trasversale condotto nel 2003 in 24 città del Nord, Centro e Sud ha esaminato 5.187 volontari, dei quali l’85,9% erano donne. I partecipanti hanno compilato un questionario sui disturbi agli arti inferiori e sono stati sottoposti a un esame clinico con ecocolordoppler. Soltanto il 22,7% non presentava segni visibili di patologia venosa; le varici dei principali tronchi venosi superficiali interessavano il 27% del campione, mentre circa il 53% degli over 50 mostrava un certo grado di reflusso venoso.


Si tratta, però, di dati da interpretare con cautela. I partecipanti erano stati reclutati attraverso annunci televisivi, giornali e volantini, pertanto non erano stati selezionati casualmente. Il campione, inoltre, era composto prevalentemente da donne. Le percentuali non possono quindi essere considerate una stima esatta della prevalenza di questa condizione nella popolazione italiana, ma mostrano quanto siano frequenti i segni e i disturbi venosi tra le persone esaminate.


Fattori non modificabiliFattori modificabili
Familiarità e predisposizione geneticaSovrappeso e obesità
Aumento dell'etàSedentarietà
Sesso femminile e cambiamenti ormonaliLunghi periodi trascorsi immobili
GravidanzaFumo
Precedenti trombosi o danni alle veneAbitudini che ostacolano il ritorno venoso


È inoltre importante distinguere la prevenzione dalla cura:


  • Prima della comparsa delle varici, le buone abitudini possono contribuire a ridurre il rischio, senza azzerarlo;
  • Quando le varici sono già presenti, movimento, controllo del peso e altre misure conservative possono alleviare i disturbi e limitarne il peggioramento;
  • Non è possibile eliminare vene già dilatate. Qualora dovessero causare sintomi o complicanze, potrebbe essere necessaria una valutazione specialistica nonché un trattamento specifico.


Prevenire le vene varicose significa quindi soprattutto:


  • Proteggere la circolazione venosa;
  • Intervenire sui fattori modificabili;
  • Riconoscere precocemente i primi segnali della malattia.


Il Dott. John McCallum, chirurgo vascolare ed endovascolare statunitense del Valley Medical Center di Renton, nello Stato di Washington. in un’intervista pubblicata sul portale dell’ospedale, ha affermato che: "Per prevenire le vene varicose, è consigliabile mantenere un peso sano, rimanere attivi durante la giornata ed evitare di fumare".


prevenzione vene varicose


Quali abitudini ed esercizi aiutano a prevenire le vene varicose?


Per proteggere la circolazione venosa è importante evitare di rimanere immobili a lungo. Stare in piedi senza muoversi non equivale a camminare: durante il passo, i muscoli del polpaccio comprimono le vene profonde e aiutano il sangue a risalire verso il cuore. Questo meccanismo è chiamato pompa muscolare del polpaccio.


Quali esercizi favoriscono il ritorno venoso?


 Per favorire il ritorno venoso è importante camminare, muovere le caviglie e allenare i muscoli delle gambe. Le linee guida della European Society for Vascular Surgery consigliano l’esercizio alle persone con malattia venosa cronica sintomatica, soprattutto per ridurre i disturbi.


Non esiste un esercizio capace di impedire con certezza la comparsa delle varici. La scelta migliore è un’attività praticata con regolarità e adeguata alle condizioni fisiche individuali. Corsa e allenamento con i pesi non devono essere esclusi a priori. In presenza di varici sintomatiche, gonfiore o precedenti problemi vascolari è però opportuno concordare con un medico intensità e carichi.


Cosa fare se si lavora in piedi o seduti?


Sia la posizione seduta sia quella eretta possono ostacolare il ritorno venoso, specie se tali posizioni vengono mantenute a lungo senza muoversi. Chi lavora alla scrivania dovrebbe alzarsi periodicamente, percorrere brevi tratti e muovere spesso piedi e caviglie. Chi lavora in piedi può alternare l’appoggio, sollevarsi sulle punte e camminare quando possibile. Anche durante un lungo viaggio è utile cambiare posizione e muovere le caviglie; se le condizioni lo consentono, è consigliabile alzarsi e camminare a intervalli regolari.


Un’indagine prospettica danese ha seguito per 12 anni 5.647 lavoratori tra 20 e 59 anni. Nei soggetti che trascorrevano in piedi o camminando almeno il 75% dell’orario lavorativo, il rischio relativo di ricovero per vene varicose è risultato complessivamente più alto del 78% rispetto agli altri lavoratori. Lo studio era osservazionale e prendeva in considerazione soltanto i casi che avevano richiesto un ricovero.


La soluzione non consiste quindi nel sostituire molte ore seduti con altrettante ore fermi in piedi. È il movimento frequente, più del semplice cambio di posizione, ad attivare la pompa muscolare.


Caldo, abbigliamento e posizione delle gambe incidono?


Il caldo dilata temporaneamente i vasi sanguigni e può accentuare gonfiore e sensazione di pesantezza nelle persone predisposte. Le linee guida ESVS consigliano di ridurre l’esposizione prolungata al calore. Sole, sauna e bagni caldi non sono però considerati una causa diretta e autonoma delle vene varicose.


Sollevare le gambe durante il riposo può diminuire temporaneamente la pressione venosa e alleviare pesantezza e gonfiore. Non è invece dimostrato che dormire ogni notte con le gambe sollevate impedisca la comparsa di nuove varici.


Accavallare le gambe e indossare pantaloni aderenti non provoca direttamente le vene varicose, anche se restare a lungo nella stessa posizione può peggiorare i disturbi.


Non è stato scientificamente dimostrato il rapporto causa-effetto tra tacchi alti e varici. Nonostante ciò, è risaputo che scarpe con tacco alto possano contribuire a ridurre l’efficienza della pompa muscolare durante il passo. Un piccolo studio condotto su 30 donne sane ha rilevato un peggioramento di alcuni parametri del ritorno venoso all’aumentare dell’altezza del tacco, ma non ha analizzato la comparsa della malattia nel tempo.


Docce fresche e applicazioni fredde possono offrire sollievo momentaneo, ma non riparano le valvole venose né sono in grado di far scomparire le varici.


Le abitudini più utili sono quindi quelle che contrastano l’immobilità:


  • Camminare regolarmente;
  • Muovere spesso caviglie e polpacci;
  • Alternare le posizioni;
  • Mantenere un peso adeguato.


Cosa mangiare per favorire la salute delle vene?


Non esiste una dieta capace di prevenire con certezza le vene varicose o di far scomparire quelle già presenti. Un regime alimentare corretto può, però, favorire la regolarità intestinale e limitare la ritenzione di liquidi, così da ridurre l'impatto di quei fattori che causano un aumento della pressione sulle vene o aggravano gonfiore e pesantezza alle gambe.


Il controllo del peso è particolarmente importante. Le linee guida della European Society for Vascular Surgery spiegano che l’obesità può aumentare la pressione intra-addominale, alterare il ritorno venoso e rendere più grave la malattia venosa cronica.


Spesso, si afferma che una dieta ricca di fibre prevenga le vene varicose perché riduce la stitichezza e lo sforzo durante l’evacuazione. Il meccanismo è plausibile, ma non vi sono nette evidenze al riguardo. L’Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia alle persone con più di 10 anni di assumere almeno 25 grammi di fibre al giorno, provenienti soprattutto da cereali integrali, verdure, frutta e legumi.


ObiettivoIndicazioni alimentari
Mantenere un peso adeguatoPrivilegiare verdure, frutta, legumi, cereali integrali e porzioni compatibili con il proprio fabbisogno energetico
Favorire la regolarità intestinaleConsumare alimenti ricchi di fibre e aumentare gradualmente il loro apporto
Limitare la ritenzione di liquidiRidurre il sale aggiunto, gli snack salati, i salumi e gli alimenti molto trasformati
Assicurare una corretta idratazioneBere regolarmente, adeguando la quantità di liquidi a età, attività fisica, temperatura e condizioni di salute
Assumere nutrienti diversiSeguire un’alimentazione varia, senza affidarsi a un singolo alimento o a una sola vitamina


Quali alimenti è meglio limitare?


Non esistono cibi che causano da soli le vene varicose. È però opportuno limitare gli alimenti che favoriscono l’aumento di peso o apportano grandi quantità di sale, come:


  • Prodotti ultra-processati;
  • Snack salati;
  • Salumi e carni lavorate;
  • Dolci e bevande zuccherate;
  • Piatti pronti e condimenti molto salati;
  • Consumo eccessivo di alcol.


Un elevato apporto di sale può favorire la ritenzione di liquidi e accentuare il gonfiore, ma ridurlo non ripara le valvole venose e non elimina le varici. Come indicazione generale per la salute, l’OMS raccomanda agli adulti di rimanere al di sotto dei 5 grammi di sale al giorno.


Frutti di bosco, agrumi, verdure, cacao e altri alimenti vegetali contengono vitamine, polifenoli e flavonoidi. Possono fare parte di una dieta equilibrata ma è importante sottolineare che nessun alimento o vitamina ha dimostrato di rinforzare le vene o prevenire le varici.


Come prevenire le vene varicose in gravidanza?


Non è possibile prevenire con certezza assoluta le vene varicose in gravidanza. Durante questa fase le pareti venose si rilassano a causa dei cambiamenti ormonali, il volume del sangue aumenta e, con il progredire della gestazione, l’utero esercita una maggiore pressione sulle vene del bacino. Il ritorno del sangue dalle gambe verso il cuore può quindi diventare più difficoltoso.


Una revisione sistematica basata su nove studi osservazionali, comprendenti complessivamente 17.109 donne, ha rilevato che aver avuto almeno una gravidanza era associato a una probabilità di sviluppo di varici superiore dell’82% rispetto a chi non ne aveva avute. Il risultato indica un’associazione, non il rischio individuale di ogni donna.


Durante la gravidanza, le varici possono comparire, oltre che sulla gambe, anche nella zona vulvare. Familiarità, varici già presenti, gravidanze precedenti e aumento eccessivo del peso possono accrescere ulteriormente il rischio.


Emblematica, in tal senso, la storia di Shannon, pubblicata dal Center for Vein Restoration, una rete statunitense specializzata nelle patologie venose: «I primi problemi venosi, così dolorosi da non farmi dormire la notte, si sono manifestati alla gamba destra durante la mia prima gravidanza. I sintomi sono migliorati dopo il parto, per poi ripresentarsi in una forma più grave durante la seconda gravidanza».


Cosa fare durante la gravidanzaA cosa può servire
Camminare e svolgere attività fisica compatibile con la gravidanzaAttiva i muscoli delle gambe e favorisce il ritorno venoso
Evitare di restare immobili a lungoRiduce il ristagno di sangue negli arti inferiori
Muovere frequentemente piedi e caviglieMantiene attiva la pompa muscolare anche da sedute
Sollevare le gambe durante il riposoPuò alleviare gonfiore, pesantezza e tensione
Controllare l’aumento di peso con il ginecologoEvita una pressione extra sulle vene
Utilizzare calze compressive quando indicatePuò ridurre gonfiore e disturbi


Camminata, nuoto ed esercizi prenatali possono essere utili, in assenza di controindicazioni ostetriche. Nei periodi trascorsi sedute è possibile flettere ed estendere i piedi e ruotare le caviglie. Chi deve rimanere in piedi dovrebbe invece camminare per brevi tratti o sollevarsi periodicamente sulle punte.


È altrettanto importante mantenere un aumento di peso compatibile con le indicazioni ricevute durante la gravidanza, così da limitare la pressione esercitata sulle vene. Sono, però, sconsigliate diete dimagranti autonome: fabbisogno energetico e incremento ponderale devono essere valutati con il ginecologo.


Sollevare le gambe quando si è sedute o sdraiate può diminuire temporaneamente il gonfiore. Talvolta, alle pazienti viene suggerito di dormire sul fianco sinistro per ridurre la pressione dell’utero sulla vena cava inferiore, anche se non è certo che tale posizione impedisca la comparsa delle varici.


Solitamente, le vene comparse durante la gravidanza tendono a ridursi dopo il parto. Se persistono, provocano disturbi importanti o peggiorano, è opportuno programmare una visita specialistica. In presenza di dolore improvviso, arrossamento, indurimento di una vena o gonfiore marcato di una sola gamba è necessario richiedere velocemente un consulto medico.


Calze compressive, farmaci e rimedi naturali funzionano?


Calze compressive, farmaci e rimedi naturali non eliminano le vene varicose né le prevengono con assoluta certezza. Alcuni di questi strumenti possono però ridurre gonfiore, dolore, pesantezza e altri disturbi legati alla malattia venosa. La scelta deve dipendere dai sintomi, dalle condizioni delle vene e dall’eventuale presenza di altre patologie.


RimedioRisultato realistico
Calze a compressione graduataPossono favorire il ritorno venoso e ridurre alcuni sintomi
Farmaci flebotoniciPossono attenuare lievemente l’edema in alcuni pazienti
Integratori vegetaliLe prove cambiano in base alla sostanza e sono spesso limitate
Creme e gel rinfrescantiPossono offrire sollievo temporaneo, senza agire sulla causa
Docce fresche e massaggiPossono alleviare momentaneamente pesantezza e gonfiore
Vitamine e alimenti specificiNon è dimostrato che prevengano o eliminino le varici


Le calze a compressione graduata esercitano una pressione maggiore sulla caviglia, che diminuisce progressivamente salendo lungo la gamba. In questo modo possono aiutare il sangue a risalire verso il cuore e limitare il ristagno venoso.


Sono utilizzate soprattutto per controllare gonfiore, dolore e sensazione di pesantezza. Non è invece dimostrato che possano impedire con certezza la prima comparsa delle varici o far regredire le vene già dilatate. Taglia, lunghezza e pressione delle calze devono essere adeguate alla persona. Una valutazione medica è particolarmente importante in presenza di problemi arteriosi, neuropatie, lesioni cutanee o difficoltà nell’indossarle.


I farmaci flebotonici, chiamati anche venoattivi, comprendono sostanze differenti utilizzate per alleviare alcuni sintomi dell’insufficienza venosa. Tra queste rientrano diosmina, esperidina, rutosidi e calcio dobesilato, oltre ad alcuni estratti vegetali. Non è dimostrato che flebotonici e integratori impediscano alle vene di dilatarsi o riparino le valvole danneggiate.


Anche i prodotti definiti naturali possono provocare effetti indesiderati o interagire con farmaci anticoagulanti, antiaggreganti e altre terapie. L’origine vegetale non garantisce l'efficacia e la sicurezza del prodotto.


Creme, gel rinfrescanti, massaggi delicati e docce fresche possono offrire una sensazione temporanea di sollievo. Il loro effetto rimane però superficiale: non raggiungono le valvole venose, non correggono il reflusso e non fanno scomparire le varici. Inoltre, un massaggio energico non dovrebbe essere eseguito su una vena improvvisamente dolente, rossa o indurita senza una preventiva valutazione medica.


Come impedire che le vene varicose peggiorino?


Quando le vene varicose sono già presenti, non è sempre possibile arrestare completamente la progressione della malattia. Diventa quindi importante controllarne l’evoluzione, riconoscere le alterazioni della pelle e sottoporsi a una valutazione specialistica quando compaiono nuovi disturbi.


Uno studio del 2015 si è posto l'obiettivo di rivalutare dopo 13 anni 880 persone che presentavano già vene varicose o insufficienza venosa cronica. Sono stati osservati peggioramenti nel 57,8% dei partecipanti. Tra coloro che inizialmente avevano soltanto varici, il 31,9% aveva sviluppato anche alterazioni cutanee riconducibili a uno stadio più avanzato. Lo studio ha confermato che la progressione è frequente, ma non ha consentito di prevedere l'evoluzione della malattia nel singolo paziente .


Quali segnali possono indicare un peggioramento?


L’aggravamento delle vene varicose non si manifesta soltanto con vene più grandi o visibili. Può comportare anche sintomi persistenti e modificazioni dei tessuti circostanti.


Segnale da non trascurareCosa può indicare
Dolore, pesantezza o gonfiore sempre più frequentiAumento della congestione e dell’insufficienza venosa
Prurito, eczema o pelle seccaIniziali alterazioni cutanee associate alla stasi venosa
Colorazione brunastra della pelleDeposito di pigmenti dovuto alla fuoriuscita di sangue dai piccoli vasi
Pelle dura o ispessita intorno alla cavigliaEvoluzione verso una fase più avanzata della malattia
Ferita che guarisce lentamentePossibile ulcera venosa
Vena improvvisamente dura, rossa e dolorosaPossibile trombosi venosa superficiale
Sanguinamento da una variceRottura di una vena superficiale


In presenza di alterazioni cutanee è importante proteggere la pelle da traumi e mantenerla idratata con prodotti adeguati. Creme emollienti e cura della cute non correggono il reflusso venoso, ma possono contribuire a contrastare secchezza e lesioni. Eczema, indurimento, cambiamenti di colore o ferite richiedono comunque una valutazione medica.


Quando rivolgersi allo specialista?


Una visita angiologica o di chirurgia vascolare è consigliata in presenza di:


  • Sintomi persistenti;
  • Aumento delle varici;
  • Alterazioni della pelle;
  • Inefficacia delle misure conservative.


L’esame di riferimento è generalmente l’ecocolordoppler venoso, che permette di osservare la direzione del flusso sanguigno, individuare il reflusso e verificare il funzionamento delle valvole. In base ai risultati, lo specialista può stabilire se proseguire con il controllo clinico oppure valutare un trattamento della vena malata.


Esistono specifiche procedure per eliminare o chiudere le vene responsabili del reflusso e ridurre il rischio che quel tratto continui a provocare sintomi o complicanze. Non vi è, però, certezza che in futuro non possano svilupparsi nuove varici in altre vene, soprattutto in presenza di familiarità o di altri fattori predisponenti.


Domande frequenti


A quale età bisogna iniziare a prevenire le vene varicose?


Non esiste un’età precisa. È utile adottare buone abitudini fin da giovani, soprattutto in presenza di familiarità, sovrappeso o lavori che comportano la necessità di trascorrere molte ore fermi.


Le vene varicose ereditarie si possono prevenire?


Non completamente. Non si può fare nulla in presenza di una predisposizione familiare, ma si può limitare l'impatto degli altri fattori di rischio tramite movimento, controllo del peso e riduzione dell’immobilità.


Quanto bisogna camminare ogni giorno?


Non esiste una durata specifica per prevenire le varici. Come obiettivo generale, si consiglia di camminare circa 30 minuti al giorno e di interrompere i lunghi periodi trascorsi immobili.


Accavallare le gambe fa venire le vene varicose?


No, non è una causa diretta dimostrata. Il problema principale è rimanere a lungo nella stessa posizione senza muovere gambe e caviglie.


Dormire con le gambe sollevate serve?


Può ridurre temporaneamente gonfiore e pesantezza. Non è però dimostrato che prevenga la comparsa delle vene varicose.


I tacchi alti favoriscono le vene varicose?


Non è dimostrato che le provochino direttamente. Se indossati a lungo, possono però ridurre l’attivazione della pompa muscolare del polpaccio durante il passo.


Bere molta acqua aiuta a prevenirle?


Una corretta idratazione fa bene alla salute generale, ma bere più acqua del necessario non previene le vene varicose e non ripara le valvole venose.


Le vene varicose possono scomparire da sole?


Generalmente no. Quelle comparse durante la gravidanza possono ridursi dopo il parto, mentre le varici persistenti richiedono un trattamento specifico per essere eliminate.


Le vene varicose possono causare trombosi?


Possono aumentare il rischio di trombosi venosa superficiale e sono associate anche a un maggiore rischio di trombosi venosa profonda.


Quale medico si occupa delle vene varicose?


L’angiologo o il chirurgo vascolare.


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