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Segnalato da: laRepubblica, IlGiornale, Salute33, ForumSalute.it
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Screening citologico: cos'è, come si svolge, quanto costa


Cos'è lo screening citologico?


Lo screening citologico è un controllo preventivo che permette di analizzare le cellule prelevate dal collo dell’utero, con l’obiettivo di individuare eventuali alterazioni prima che compaiano sintomi. In ambito ginecologico, l’esame citologico utilizzato per lo screening corrisponde al Pap test, chiamato anche citologia cervicale o cervico-vaginale.


L’esame si definisce “citologico” proprio perché studia l’aspetto delle singole cellule, mentre l’esame istologico analizza un frammento di tessuto prelevato mediante biopsia. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, il Pap test consente di riconoscere cellule anomale che potrebbero indicare la presenza di lesioni precancerose o, più raramente, tumorali.


Lo screening citologico non deve essere confuso con l’HPV test: la citologia ricerca le modificazioni delle cellule, mentre il test HPV verifica la presenza dei tipi di papillomavirus considerati ad alto rischio oncogeno. Entrambi possono rientrare nello screening cervicale, ma vengono utilizzati secondo modalità e fasce d’età differenti.


Nei programmi più recenti il test HPV sta assumendo il ruolo di esame di primo livello, mentre la citologia continua a essere impiegata nelle donne più giovani e come test di approfondimento dopo alcuni risultati positivi all’HPV test.


TermineCos'è e cosa ricerca
Screening citologicoModalità di prevenzione basata sull’analisi delle cellule del collo dell’utero nelle persone senza sintomi. Viene eseguito attraverso il Pap test.
Pap testÈ l’esame utilizzato per effettuare lo screening citologico. Le cellule prelevate dalla cervice vengono osservate al microscopio per individuare eventuali alterazioni precancerose o tumorali.
HPV testÈ un esame molecolare che ricerca la presenza dei tipi di papillomavirus ad alto rischio. Il prelievo è simile a quello del Pap test, ma l’analisi di laboratorio non studia l’aspetto delle cellule.


A cosa serve?


Lo screening citologico permette di:


  • Riconoscere cellule cervicali anomale;
  • Individuare lesioni precancerose in persone senza sintomi;
  • Stabilire se siano necessari controlli o accertamenti, come colposcopia e biopsia;
  • Diagnosticare, più raramente, un tumore della cervice uterina in fase iniziale.


La sua funzione è quindi sia di prevenzione sia di diagnosi precoce. L’Istituto Superiore di Sanità stima che il Pap test eseguito regolarmente possa ridurre di almeno il 70% il rischio di sviluppare un tumore cervicale invasivo.


Lo screening è rivolto a persone che non presentano disturbi. In presenza di sanguinamenti anomali, dolore pelvico o altri sintomi ginecologici, è invece necessario rivolgersi al medico senza attendere il successivo controllo programmato.


Intervistata da The Informed Patient, podcast ufficiale della SUNY Upstate Medical University la ginecologa oncologa dott.ssa Rinki Agarwal, direttrice del programma di Oncologia ginecologica dell’Upstate Cancer Center di Syracuse, nello Stato di New York, ha definito il Pap test «una delle grandi storie di successo dello screening oncologico». Attraverso l’individuazione delle alterazioni precancerose, infatti, lo screening consente di intervenire prima della loro possibile evoluzione.


A quale età bisogna iniziare lo screening?


In Italia lo screening citologico inizia generalmente a 25 anni. Alle donne non vaccinate contro l’HPV entro i 15 anni viene normalmente offerto un Pap test ogni tre anni, fino ai 29 anni; in alcune Regioni la citologia rimane il test di primo livello fino ai 34 anni.


Età e condizioneTest generalmente previsto
25-29 anni, non vaccinatePap test ogni 3 anni
Vaccinate contro l’HPV entro i 15 anniIn alcune Regioni il primo invito viene posticipato a 30 anni, direttamente con HPV test
30-64 anniHPV test ogni 5 anni; se positivo, il campione viene analizzato anche mediante citologia


I protocolli possono variare tra le Regioni: è quindi opportuno seguire le indicazioni contenute nell’invito della propria ASL. Il quadro nazionale aggiornato è riportato dall’ISS e nel Vademecum della salute femminile 2025 pubblicato sul sito del Ministero della Salute.


Come si svolge uno screening citologico?


Lo screening citologico viene eseguito in ambulatorio da un professionista sanitario, generalmente un ginecologo. Non richiede anestesia né una preparazione medica particolare. L’esame si svolge attraverso alcune semplici fasi:


  • Posizionamento: la paziente si sdraia sul lettino ginecologico con le gambe leggermente divaricate;
  • Inserimento dello speculum: lo strumento viene introdotto delicatamente nella vagina per rendere visibile il collo dell’utero;
  • Prelievo delle cellule: mediante una piccola spatola e uno spazzolino vengono raccolte alcune cellule dalla superficie e dal canale della cervice uterina;
  • Conservazione del campione: le cellule possono essere strisciate direttamente su un vetrino oppure raccolte in un contenitore con una soluzione liquida;
  • Analisi in laboratorio: il campione viene preparato, colorato e osservato al microscopio per verificare la presenza di eventuali alterazioni cellulari.


La procedura termina con la rimozione dello speculum.


Quanto costa uno screening citologico?


Lo screening citologico eseguito all’interno del programma organizzato dalla propria ASL è completamente gratuito: non richiede il pagamento del ticket e comprende anche gli eventuali esami di approfondimento previsti dal percorso.


Il Ministero della Salute riconosce inoltre l’esenzione D02 per il Pap test effettuato ogni tre anni dalle donne tra i 25 e i 65 anni. In questo caso è necessaria una prescrizione del Servizio Sanitario Nazionale con il relativo codice di esenzione, indipendentemente dal reddito (Ministero della Salute).


In ambito privato, invece, i prezzi indicativi sono:


  • 30-70 € per il solo Pap test;
  • 90-150 € per visita ginecologica con Pap test;
  • 100-130 € per Pap test associato a HPV test.


Il prezzo può cambiare in base alla città, alla struttura, alla tecnica utilizzata e all’eventuale presenza della visita ginecologica


Dove effettuarlo?


Lo screening citologico può essere eseguito attraverso il Servizio Sanitario Nazionale oppure presso una struttura privata.


Strutture pubbliche


All’interno dei programmi organizzati, il prelievo viene generalmente effettuato presso:


  • Consultori familiari;
  • Ambulatori delle ASL;
  • Ospedali;
  • Centri diagnostici convenzionati con il programma regionale.


La lettera d’invito indica normalmente data, orario e sede dell’appuntamento. Se non si riceve la comunicazione pur rientrando nella fascia d’età prevista, è possibile contattare la propria ASL o il centro screening regionale.


Strutture private


In ambito privato ci si può rivolgere a studi ginecologici, poliambulatori, cliniche e centri diagnostici che effettuano il prelievo citologico e affidano l’analisi a un laboratorio specializzato.


È inoltre possibile avvalersi di EccellenzaMedica.it, sito di prenotazioni mediche online che consente di individuare e prenotare visite, esami e percorsi di screening e prevenzione presso centri d’eccellenza selezionati in diverse città italiane.


Domande frequenti


Che differenza c'è tra Pap test e prelievo citologico?


Il prelievo citologico è la raccolta delle cellule dal collo dell’utero. Il Pap test comprende sia il prelievo sia la successiva analisi delle cellule in laboratorio.


Cosa non fare prima dell'esame citologico?


Nelle 24-48 ore precedenti bisogna evitare rapporti sessuali, lavande vaginali, ovuli, creme e gel vaginali. È preferibile non eseguire l’esame durante le mestruazioni.


Perché si fa il prelievo citologico?


Serve a raccogliere cellule della cervice uterina e verificare la presenza di alterazioni precancerose o tumorali.


Cosa succede se l'esame citologico è positivo?


Un risultato positivo non significa necessariamente avere un tumore. In base all’anomalia rilevata possono essere indicati HPV test, ripetizione del Pap test, colposcopia o biopsia.


Lo screening citologico può rilevare infezioni vaginali?


Può segnalare incidentalmente infiammazioni o alcuni microrganismi, ma non è un esame specifico per diagnosticare infezioni vaginali. Per confermarle può essere necessario un tampone.


Quanti giorni ci vogliono per l'esame citologico?


Il referto viene generalmente consegnato entro 7-21 giorni, ma i tempi possono variare in base alla struttura e al laboratorio.


Qual è la differenza tra screening citologico e screening cervicale?


Lo screening citologico analizza le cellule mediante Pap test. Lo screening cervicale è il programma di prevenzione complessivo, che può utilizzare Pap test o HPV test.


Quanto dura il prelievo citologico?


Il prelievo dura generalmente pochi minuti. L’intero appuntamento richiede solitamente circa 10-15 minuti.


Lo screening citologico è doloroso?


Generalmente no. Può provocare un breve fastidio o una sensazione di pressione durante l’inserimento dello speculum.


Cosa significa screening citologico negativo?


Significa che nel campione non sono state individuate cellule anomale. Il controllo andrà ripetuto secondo l’intervallo previsto dal programma di screening.


Fonti e bibliografia


  • Epicentro.iss.it/screening/;
  • Salute.gov.it/new/sites/default/files/Incontradonna%202025_vademecum.pdf;
  • Upstate.edu/informed/2024/090624-agarwal-podcast.php.

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