- Che cos’è lo screening del glaucoma e perché è importante?
- Chi dovrebbe sottoporsi allo screening e ogni quanto?
- Quali esami comprende lo screening del glaucoma?
- Come si svolge lo screening e quanto dura?
- Come vengono interpretati i risultati?
- Screening, diagnosi e follow-up: quali sono le differenze?
- Quanto costa e dove fare lo screening del glaucoma?
- Domande Frequenti
Il glaucoma può danneggiare progressivamente il nervo ottico senza causare, nelle fasi iniziali, sintomi evidenti. Lo screening serve a riconoscere eventuali alterazioni prima che venga percepita una diminuzione della vista. Non coincide con un singolo test né consente sempre una diagnosi immediata: l’oculista valuta più elementi e, in caso di risultati sospetti, prescrive ulteriori accertamenti.
Che cos’è lo screening del glaucoma e perché è importante?
Lo screening del glaucoma è un controllo rivolto soprattutto alle persone che non hanno ancora ricevuto una diagnosi e non presentano disturbi visivi evidenti. L'obiettivo è individuare precocemente i soggetti che potrebbero avere la malattia o presentare un rischio maggiore di svilupparla.
Il glaucoma danneggia il nervo ottico e può causare una perdita irreversibile della vista. Nella maggior parte dei casi, la patologia avanza lentamente e coinvolge inizialmente la visione periferica. Pertanto, attendere che compaiano i sintomi potrebbe ritardare la diagnosi.
Secondo le stime di IAPB Italia (Fondazione Sezione italiana dell'Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità), nel nostro paese ci sono circa un milione di persone affette da glaucoma, almeno la metà delle quali non sa di avere la malattia. Una metanalisi condotta su 55.415 adulti di almeno 40 anni stima 12,3 milioni di casi in Europa, dei quali 6,9 milioni non diagnosticati. La quota di persone inconsapevoli di avere il glaucoma raggiunge il 56,4%, secondo l’European Eye Epidemiology Consortium.

Chi dovrebbe sottoporsi allo screening e ogni quanto?
In assenza di particolari fattori di rischio, è consigliabile svolgere un primo controllo mirato intorno ai 40 anni. L’oculista può anticiparlo quando la persona presenta una maggiore probabilità di sviluppare il glaucoma.
| Fattori di rischio | Indicazione per i controlli |
| Età superiore ai 40 anni | Il rischio aumenta progressivamente con l'età |
| Familiarità per glaucoma | È consigliabile iniziare i controlli prima dei 40 anni |
| Pressione oculare elevata | Richiede una valutazione completa, anche se non ci sono sintomi |
| Miopia medio-alta | È associata a un rischio più elevato di glaucoma |
| Diabete o ipertensione | Possono rendere consigliabili controlli più approfonditi |
| Uso prolungato di cortisonici | Può favorire l'aumento della pressione intraoculare |
| Origine africana o latinoamericana | Alcune forme di glaucoma risultano più frequenti o potrebbero insorgere prima |
Questi fattori aiutano l’oculista a stabilire quando iniziare lo screening e quanto spesso ripeterlo. Non esiste, infatti, una periodicità adatta a tutti. Dopo il primo controllo, lo specialista definisce la frequenza delle visite considerando:
- Età;
- Familiarità;
- Pressione oculare;
- Condizioni generali di salute;
- Risultati degli esami precedenti.
Anche un controllo eseguito per un motivo apparentemente banale può talvolta far emergere un rischio inatteso. È quanto accaduto a Rebecca Vilendrer, intervistata dalla Glaucoma Research Foundation. Rebecca aveva poco più di trent’anni e si era rivolta a un optometrista per aggiornare la prescrizione degli occhiali. L’esame completo rilevò una pressione oculare di 25-26 mmHg e portò ai successivi accertamenti per il glaucoma. La diagnosi arrivò quando non erano ancora presenti danni visivi.
«Credo sia importante che le persone sappiano che è fondamentale sottoporsi a controlli oculistici periodici per escludere la malattia e, in caso affermativo, per poter iniziare tempestivamente il trattamento - spiega Rebecca - . La diagnosi precoce è stata cruciale per me. La mia malattia è stata individuata molto presto, senza danni preesistenti. Ce l'ho da 25 anni, e ho ancora un campo visivo completo. Credo che gran parte del merito sia da attribuire alla diagnosi precoce e al monitoraggio costante effettuato nel corso degli anni».
Quali esami comprende lo screening del glaucoma?
Non esiste un unico esame che consente di diagnosticare o escludere il glaucoma. L’oculista, oltre a misurare la pressione oculare, effettua una valutazione del nervo ottico e, quando necessario, richiede ulteriori accertamenti.
| Esame | A cosa serve |
| Tonometria | Misura la pressione interna dell'occhio |
| Esame del fondo oculare | Permette di osservare la papilla ottica, cioè la parte visibile del nervo ottico, e di rilevare eventuali alterazioni |
| Pachimetria | Misura lo spessore della cornea, che può influenzare l’interpretazione della pressione oculare |
| Gonioscopia | Esamina l’angolo tra iride e cornea e distingue le forme ad angolo aperto da quelle ad angolo chiuso |
| OCT | Analizza lo spessore delle fibre nervose della retina e individua possibili danni strutturali |
| Campo visivo | Verifica la presenza di riduzioni della visione periferica e misura il danno funzionale |
Tali esami non sono alternativi ma complementari. La tonometria misura la pressione intraoculare, l’OCT analizza la struttura del nervo ottico e il campo visivo verifica se la malattia ha già compromesso la funzione visiva. Per questo motivo, l’oculista può prescrivere accertamenti diversi in base all’età, ai fattori di rischio e ai risultati della visita.
La dottoressa Lauren E. Hock, specialista del glaucoma presso il Wills Eye Hospital di Philadelphia, ha spiegato il ruolo di questi esami in un'intervista pubblicata nel 2024 dalla BrightFocus Foundation nell’ambito delle Glaucoma Chats: «Ogni test fornisce informazioni specifiche. Apprezzo molto l’OCT perché permette di individuare il glaucoma prima del test del campo visivo».
Le alterazioni strutturali del nervo ottico, infatti, possono comparire prima dei sintomi e prima che il campo visivo evidenzi una perdita della vista. Un risultato normale a un singolo esame, quindi, non basta sempre a escludere un glaucoma in fase iniziale.
Lo screening non si basa dunque soltanto sulla pressione oculare. L’oculista valuta insieme i risultati dei vari test ed esami per individuare eventuali anomalie e stabilire se siano necessari ulteriori accertamenti.
Come si svolge lo screening e quanto dura?
Lo screening del glaucoma non richiede digiuno né una preparazione specifica. All’inizio della visita, l’oculista raccoglie informazioni su familiarità, farmaci assunti, patologie e precedenti problemi agli occhi. Il percorso può cambiare in base alla persona, ma generalmente comprende:
- Valutazione dell’acutezza visiva;
- Misurazione della pressione oculare;
- Osservazione dell’occhio e del nervo ottico;
- Eventuali esami strumentali, come OCT e campo visivo.
Gli accertamenti sono generalmente indolori. Se uno strumento deve sfiorare la superficie dell’occhio, lo specialista può applicare un collirio anestetico. Il campo visivo richiede invece maggiore attenzione e collaborazione, perché il paziente deve segnalare le luci percepite premendo un pulsante.
La durata complessiva dello screening dipende dal numero di esami prescritti. La maggior parte degli esami dura pochi minuti. La dilatazione della pupilla non è sempre necessaria. Se l’oculista la ritiene utile per osservare meglio il nervo ottico e la retina, applica alcune gocce e attende in genere 10-20 minuti affinché facciano effetto. In seguito, la vista può rimanere temporaneamente sfocata e gli occhi più sensibili alla luce.
Come vengono interpretati i risultati?
Lo screening del glaucoma non produce un semplice risultato positivo o negativo. L’oculista confronta i valori della pressione intraoculare con l’aspetto del nervo ottico, lo spessore delle fibre nervose rilevato dall’OCT e gli eventuali difetti del campo visivo. Considera inoltre l’età, la familiarità, lo spessore della cornea e gli altri fattori di rischio.
| Possibile risultato | Significato |
| Esami nella norma | Non emergono alterazioni compatibili con il glaucoma |
| Pressione elevata senza danni | Può indicare un’ipertensione oculare, che non equivale necessariamente a glaucoma |
| Risultati dubbi o discordanti | Uno o più esami devono essere ripetuti o approfonditi |
| Alterazioni sospette | Il nervo ottico, l’OCT o il campo visivo mostrano anomalie da valutare in sede diagnostica |
Una pressione oculare elevata, quindi, non è sufficiente da sola a confermare la presenza della malattia. Alcune persone potrebbero avere un nervo ottico sano nonostante valori superiori alla norma, mentre altre sviluppano un glaucoma anche con una pressione considerata normale.
Anche un risultato dubbio non indica necessariamente un danno. La pressione può variare nel corso della giornata, in quanto il campo visivo può essere influenzato da stanchezza, difficoltà di concentrazione o scarsa familiarità con il test.
Screening, diagnosi e follow-up: quali sono le differenze?
Screening, diagnosi e follow-up rappresentano tre fasi diverse del percorso legato all'individuazione e al monitoraggio del glaucoma:
- Lo screening si rivolge soprattutto alle persone senza sintomi e serve a identificare eventuali anomalie o fattori di rischio;
- La diagnosi conferma o esclude la malattia attraverso una valutazione oculistica completa. Può, inoltre, aiutare a distinguere il glaucoma dall’ipertensione oculare o da una semplice condizione di sospetto;
- Il follow-up è dedicato a chi ha già ricevuto una diagnosi oppure presenta risultati sospetti, tali da rendere necessario un monitoraggio nel tempo. Lo specialista confronta i risultati dei nuovi esami con quelli precedenti per verificare se il quadro sia stabile o in peggioramento.
Quanto costa e dove fare lo screening del glaucoma?
Nel privato, il costo dello screening del glaucoma varia in base agli esami prescritti e alla struttura scelta. Indicativamente, una visita oculistica completa costa 80-120 euro, mentre un singolo esame strumentale può costare tra i 30 e i 100 euro. I pacchetti dedicati alla valutazione del glaucoma si collocano generalmente tra 150 e 225 euro.
Con il Servizio Sanitario Nazionale, la visita e gli accertamenti possono essere eseguiti con la prescrizione del medico e il pagamento del ticket previsto dalla propria regione, salvo eventuali esenzioni. Non esiste, però, un programma nazionale gratuito rivolto indistintamente a tutta la popolazione. Lo screening può essere effettuato presso:
- Reparti e ambulatori oculistici pubblici;
- Centri universitari e strutture convenzionate;
- Cliniche e studi oculistici privati.
Tra le opzioni disponibili rientra anche EccellenzaMedica.it, portale di prenotazioni mediche online attraverso il quale è possibile individuare oculisti e centri medici selezionati in diverse città italiane.
Domande frequenti
Si può avere il glaucoma con una pressione oculare normale?
Sì. Nel glaucoma a pressione normale il nervo ottico si danneggia nonostante valori pressori compresi nell’intervallo considerato non anomalo.
Una pressione oculare alta indica sempre glaucoma?
No. Potrebbe trattarsi di ipertensione oculare senza danni al nervo ottico, ma servono controlli periodici.
Lo screening del glaucoma è doloroso?
No. Gli esami sono generalmente indolori, anche se alcuni possono provocare un fastidio lieve e momentaneo.
Per lo screening bisogna dilatare le pupille?
Non sempre. L’oculista può dilatarle quando deve osservare più accuratamente il nervo ottico e la retina.
Si può guidare dopo lo screening?
Sì, se le pupille non sono state dilatate. Dopo la dilatazione è preferibile non guidare finché vista offuscata e sensibilità alla luce non sono scomparse.
Bisogna togliere le lenti a contatto prima degli esami?
Generalmente sì, soprattutto prima della tonometria, della pachimetria e dell’applicazione di colliri. È consigliabile portare custodia e occhiali.
Il campo visivo può essere ripetuto se il risultato non è attendibile?
Sì. Stanchezza, distrazione o scarsa familiarità con il test possono rendere necessario ripeterlo.
Che cosa significa “papilla ottica escavata”?
Significa che la depressione centrale del nervo ottico appare più ampia o profonda. Può essere fisiologica oppure indicare un possibile danno glaucomatoso.
Che cos’è il GHT nel referto del campo visivo?
Il Glaucoma Hemifield Test confronta aree corrispondenti della metà superiore e inferiore del campo visivo per individuare alterazioni compatibili con il glaucoma.
Il glaucoma può portare alla cecità?
Sì, se progredisce senza una diagnosi o un adeguato trattamento. I danni sono irreversibili, ma una diagnosi precoce e una terapia adeguata possono rallentare o arrestare la perdita visiva.
Fonti e bibliografia
- Iapb.it/glaucoma-uno-su-due-non-sa-di-averlo/;
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- Uspreventiveservicestaskforce.org/uspstf/recommendation/primary-open-angle-glaucoma-screening;
- Glaucoma.org/articles/my-glaucoma-story-rebecca-vilendrer.

