- Cosa sono le infiltrazioni al ginocchio e a cosa servono?
- Quando si fanno le infiltrazioni al ginocchio?
- Cortisone, acido ialuronico, PRP o cellule staminali: quali differenze ci sono?
- Come si esegue un’infiltrazione al ginocchio?
- Quanto sono efficaci e quanto dura l’effetto?
- Quante infiltrazioni si possono fare e ogni quanto?
- Cosa fare dopo un’infiltrazione al ginocchio?
- Quali sono i rischi, gli effetti collaterali e le controindicazioni?
- Quanto costano le infiltrazioni al ginocchio?
- Chi esegue le infiltrazioni al ginocchio e dove farle?
- Domande Frequenti
Le infiltrazioni al ginocchio rappresentano un trattamento conservativo utilizzato soprattutto per controllare dolore, infiammazione e difficoltà di movimento. L’interesse verso queste procedure è legato anche alla diffusione dell’artrosi: secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2019 circa 528 milioni di persone convivevano con questa malattia nel mondo e il ginocchio, con 365 milioni di casi, risultava l’articolazione più colpita. In Italia, la Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia stima che l’artrosi interessi oltre 4 milioni di persone.
Le infiltrazioni non sono però tutte uguali. Cortisone, acido ialuronico, plasma ricco di piastrine e preparati cellulari presentano caratteristiche, indicazioni e livelli di evidenza differenti. Per scegliere il trattamento occorre quindi individuare prima la causa del dolore e valutare le condizioni del paziente.

Cosa sono le infiltrazioni al ginocchio e a cosa servono?
Le infiltrazioni al ginocchio sono procedure non chirurgiche mediante le quali il medico introduce un farmaco o un’altra sostanza attraverso un ago. Nella maggior parte dei casi l’iniezione raggiunge direttamente l’articolazione; in presenza di determinate patologie può interessare invece i tessuti circostanti. In base alla sostanza impiegata, l’infiltrazione può avere diversi obiettivi:
- Ridurre il dolore;
- Controllare l’infiammazione;
- Migliorare la mobilità del ginocchio;
- Favorire lo svolgimento della fisioterapia e dell’esercizio terapeutico;
- Migliorare temporaneamente la funzione articolare.
Il beneficio è generalmente temporaneo e può durare alcuni mesi, ma la risposta varia in base alla patologia, al prodotto utilizzato e alle caratteristiche individuali. Le infiltrazioni, quindi, possono alleviare i sintomi ma non combattono la causa del dolore. Inoltre, al miglioramento del dolore non consegue la rigenerazione della cartilagine né la guarigione dall'artrosi.
Quando si fanno le infiltrazioni al ginocchio?
Le infiltrazioni al ginocchio vengono, in genere, prese in considerazione quando dolore, rigidità o gonfiore persistono nonostante i primi trattamenti conservativi. Il medico deve prima individuare la causa dei sintomi, perché non tutte le forme di dolore al ginocchio richiedono un’infiltrazione.
| Condizione | Quando l'infiltrazione può essere un'opzione di trattamento |
| Artrosi del ginocchio | Quando dolore e rigidità limitano le attività quotidiane e le terapie conservative non garantiscono un controllo efficace dei sintomi |
| Sinovite o versamento articolare | Quando l’infiammazione provoca gonfiore e accumulo di liquido; il medico potrebbe aspirare il liquido prima dell’iniezione |
| Artrite infiammatoria | Per controllare una riacutizzazione localizzata, all’interno di un percorso terapeutico stabilito dallo specialista |
| Lesioni dei tessuti circostanti | In caso di coinvolgimento di tendini, legamenti o borse, dopo avere identificato con precisione la sede del problema |
| Dolore che ostacola la riabilitazione | Quando il controllo temporaneo dei sintomi può aiutare il paziente a svolgere fisioterapia ed esercizio terapeutico |
Cortisone, acido ialuronico, PRP o cellule staminali: quali differenze ci sono?
Non esiste una tipologia di infiltrazione migliore in assoluto. Cortisone, acido ialuronico, PRP e preparati cellulari agiscono in modo diverso e presentano livelli di evidenza scientifica non equivalenti.
| Tipo di infiltrazione | Caratteristiche principali |
| Cortisone | Riduce rapidamente l’infiammazione e può offrire un sollievo a breve termine. Non cura l’artrosi e va adoperato con cautela, specie in presenza di più iniezioni ripetute nel tempo |
| Acido ialuronico | Mira a migliorare le proprietà del liquido sinoviale e a ridurre i sintomi. La risposta è variabile; infatti, non tutte le linee guida ne raccomandano l’uso routinario |
| PRP | Si ottiene dal sangue del paziente e contiene una concentrazione elevata di piastrine. Può migliorare dolore e funzione, soprattutto nell’artrosi lieve o moderata, ma i preparati non sono standardizzati |
| Cellule staminali | Comprendono preparazioni cellulari ottenute soprattutto dal midollo osseo o dal tessuto adiposo. Il trattamento resta in fase di studio e non ha dimostrato con certezza di favorire la rigenerazione della cartilagine |
Infiltrazioni di cortisone
Il cortisone svolge una potente azione antinfiammatoria. Il medico potrebbe consigliarne l'impiego quando il ginocchio presenta una componente infiammatoria significativa, con dolore, sinovite o versamento.
Le linee guida AAOS, pubblicate dall’American Academy of Orthopaedic Surgeons nel 2021, hanno esaminato 19 studi di qualità elevata e 6 di qualità moderata. Gli esperti hanno concluso che i corticosteroidi intra-articolari possono ridurre temporaneamente dolore e difficoltà funzionali in presenza di artrosi del ginocchio sintomatica. La raccomandazione ha però una forza moderata, anche per i dubbi legati alla ripetizione frequente delle iniezioni.
Infiltrazioni di acido ialuronico
L’acido ialuronico è una sostanza presente naturalmente nel liquido sinoviale. L’infiltrazione, definita anche viscosupplementazione, punta a migliorare le condizioni dell’ambiente articolare e a controllare dolore e rigidità.
Le prove sulla sua efficacia rimangono controverse. Una revisione pubblicata nel 2022 sul British Medical Journal ha analizzato 169 studi clinici con 21.163 partecipanti. Nell’analisi principale, basata su 24 grandi studi controllati con placebo e 8.997 pazienti, il miglioramento medio del dolore è stato di circa 2 punti su una scala da 0 a 100: una differenza considerata non clinicamente significativa. Gli autori non hanno quindi sostenuto un impiego esteso della viscosupplementazione. (BMJ)
Anche l’AAOS non raccomanda l’acido ialuronico come trattamento di routine. Ciò non significa che nessun paziente possa trarne beneficio, ma che il medico deve valutarne l’utilità caso per caso e spiegare l’incertezza dei risultati.
Infiltrazioni di PRP
Il plasma ricco di piastrine, o PRP, si prepara prelevando e centrifugando il sangue del paziente. Il concentrato ottenuto contiene piastrine e mediatori biologici che possono modulare l’infiammazione e favorire una risposta riparativa dei tessuti.
Una metanalisi pubblicata nel 2025 sull’American Journal of Sports Medicine e condotta da ricercatori dell’Ente Ospedaliero Cantonale di Lugano e dell’IRCCS Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna ha incluso 18 studi randomizzati e 1.995 pazienti. Rispetto al placebo, il PRP ha prodotto miglioramenti clinicamente rilevanti della funzione fino a 12 mesi e del dolore soprattutto a 3 e 6 mesi. I risultati sono stati migliori con i preparati a maggiore concentrazione piastrinica.
La composizione dei preparati rappresenta uno dei principali limiti nella valutazione delle infiltrazioni di PRP e dei concentrati cellulari. Il dott. Brian J. Cole, chirurgo ortopedico statunitense specializzato nel trattamento del ginocchio, ha sottolineato in un’intervista a Becker’s Spine Review: «Nella letteratura spesso manca un’analisi o una caratterizzazione della sostanza che stiamo iniettando».
Secondo Cole, mettere in relazione la composizione del prodotto con i risultati ottenuti dai pazienti potrebbe consentire trattamenti più precisi e personalizzati. L’osservazione aiuta anche a comprendere perché preparati presentati con lo stesso nome possano produrre risultati differenti.
Infiltrazioni di cellule staminali
L’espressione “cellule staminali” viene spesso utilizzata per descrivere preparati cellulari derivati dal midollo osseo o dal tessuto adiposo. Prodotti, dosi e metodi di preparazione possono però variare notevolmente.
Una revisione Cochrane, pubblicata nel 2025, ha esaminato 25 studi randomizzati con 1.341 partecipanti. Rispetto al placebo, le infiltrazioni cellulari potrebbero produrre un modesto miglioramento del dolore e della funzione. La certezza delle prove è però bassa e nessuno studio incluso ha valutato adeguatamente la progressione strutturale della malattia. Parliamo, pertanto, di trattamenti ancora in fase di valutazione da parte della comunità scientifica.
Come si esegue un’infiltrazione al ginocchio?
L’infiltrazione al ginocchio è una procedura ambulatoriale. Il paziente rimane sveglio e il medico introduce la sostanza scelta direttamente nell’articolazione o, in casi specifici, nei tessuti circostanti. Il medico provvede a:
- individuare il punto di accesso e disinfettare la pelle;
- Applicare eventualmente uno spray o un anestetico locale per ridurre il fastidio;
- Inserire l’ago nel punto stabilito;
- In presenza di versamento, aspirare il liquido articolare prima dell’iniezione;
- Iniettare la sostanza e applicare una piccola medicazione.
L’aspirazione del liquido, detta anche artrocentesi, può ridurre la pressione all’interno del ginocchio. Il medico può inoltre richiedere l’analisi del campione per individuare la causa del gonfiore, ad esempio un’infiammazione, la presenza di cristalli o un’infezione.
L’infiltrazione va eseguita con l’ecografia?
Non sempre. Il medico può spesso individuare il punto di accesso attraverso i riferimenti anatomici del ginocchio. In alcuni casi l’ecografia è utile per controllare in tempo reale il percorso dell’ago e raggiungere con maggiore precisione la sede da trattare. La guida ecografica può risultare particolarmente utile quando:
- L’accesso all’articolazione è difficoltoso;
- È presente molto liquido da aspirare;
- Occorre trattare una struttura specifica;
- Precedenti infiltrazioni non hanno raggiunto il risultato previsto.
Quanto sono efficaci e quanto dura l’effetto?
Le infiltrazioni al ginocchio possono ridurre il dolore e migliorare temporaneamente la funzione articolare, ma non garantiscono lo stesso risultato a tutti. Anche i tempi di risposta cambiano in base alla sostanza utilizzata.
| Tipo di infiltrazione | Quando inizia a fare effetto e fino a quando |
| Cortisone | Può iniziare ad agire entro alcuni giorni. Il beneficio meglio documentato dura generalmente da 2 a 10 settimane |
| Acido ialuronico | Quando funziona, il miglioramento può comparire dopo 4-6 settimane e protrarsi per alcuni mesi (circa 6) |
| PRP | L’effetto tende a essere più graduale e può iniziare dopo 4-6 settimane. Nei pazienti che rispondono può durare da 6 a 12 mesi |
| Cellule staminali | Non esistono tempi affidabili e validi per tutti i preparati. Gli eventuali miglioramenti possono richiedere settimane o mesi, ma le prove rimangono incerte |
Un confronto pubblicato nel 2023 su BMC Musculoskeletal Disorders ha analizzato 35 studi e 3.104 partecipanti con artrosi del ginocchio. La metanalisi ha valutato dolore e funzione a 3, 6 e 12 mesi dopo infiltrazioni di cortisone, acido ialuronico, PRP, PRP associato ad acido ialuronico o placebo. Il PRP e la terapia combinata hanno ottenuto generalmente i risultati migliori nel medio periodo. Il cortisone ha mostrato invece risultati meno favorevoli nel lungo periodo.
Lo studio non permette però di stabilire quale infiltrazione sia migliore per ogni paziente. La risposta può dipendere da molti fattori, in particolare:
- Causa del dolore;
- Gravità dell’artrosi;
- Presenza di infiammazione o versamento;
- Caratteristiche della sostanza infiltrata;
- Precisione dell’iniezione;
- Fisioterapia, esercizio e controllo del peso;
- Condizioni generali del paziente.
Se il beneficio non compare entro il periodo previsto o dura sempre meno, il medico deve rivalutare diagnosi e trattamento. Ripetere un’infiltrazione che non ha funzionato difficilmente rappresenta la scelta più utile.
La variabilità dei risultati emerge anche dalle esperienze dei pazienti. In uno studio qualitativo pubblicato nel 2024 su PLOS ONE, ricercatori dell’Università di Bristol e dell’Oxford University Hospitals NHS Foundation Trust hanno intervistato 38 persone con artrosi; 28 avevano ricevuto almeno un’infiltrazione di cortisone al ginocchio.
Un partecipante di età compresa tra 60 e 74 anni, identificato con il codice H1Pa, aveva ricevuto due infiltrazioni dopo che il medico gli aveva prospettato la necessità di una protesi. Il dolore gli impediva di andare in palestra, perdere peso e migliorare la propria condizione metabolica: «Personalmente, penso di aver avuto una buona esperienza e non esiterei a sottopormi a un’altra infiltrazione».
Il trattamento gli aveva consentito di controllare i sintomi e rimandare, almeno temporaneamente, l’intervento. Si tratta però di un’esperienza individuale: nello stesso studio alcuni pazienti riferirono un beneficio significativo, mentre altri ottennero un sollievo limitato o di breve durata.
Quante infiltrazioni si possono fare e ogni quanto?
Il numero delle infiltrazioni e l’intervallo tra le sedute dipendono dalla sostanza utilizzata, dalla risposta ottenuta e dalle condizioni del ginocchio.
| Tipo di infiltrazione | Numero e intervallo orientativi |
| Cortisone | Si esegue generalmente una singola infiltrazione. Se occorre ripeterla, nella pratica si tende ad attendere circa 3 mesi e a non superare 3-4 iniezioni annuali nello stesso ginocchio |
| Acido ialuronico | Il trattamento può prevedere una sola infiltrazione oppure un ciclo fino a 3-5 sedute, generalmente a distanza di una settimana, in base al prodotto |
| PRP | Può essere somministrato con una sola infiltrazione o con un ciclo di 2-4 sedute. Gli studi utilizzano intervalli differenti, spesso compresi tra una e quattro settimane |
| Cellule staminali | Non esiste un protocollo standard per numero, dose e intervallo delle infiltrazioni. Le modalità cambiano in base al preparato |
Cosa fare dopo un’infiltrazione al ginocchio?
Dopo l’infiltrazione il paziente può generalmente camminare e tornare a casa. Nelle prime 24-48 ore è però consigliabile ridurre il carico sul ginocchio e seguire le indicazioni specifiche fornite dal medico. In particolare, è opportuno:
- Limitarsi alle attività quotidiane necessarie;
- Evitare corsa, palestra, sport, lunghe camminate e lavori fisicamente pesanti;
- Applicare del ghiaccio, avvolto in un panno, se compaiono dolore o gonfiore;
- Assumere soltanto gli antidolorifici autorizzati dal medico;
- Mantenere pulita la sede dell’iniezione;
- Riprendere gradualmente l’attività fisica se il ginocchio non presenta un aumento dei sintomi.
Si consiglia di evitare sforzi fisici eccessivi per le prime 48 ore. Le indicazioni possono comunque variare in base alla sostanza utilizzata: dopo un’infiltrazione di PRP, per esempio, il medico può chiedere di non assumere temporaneamente farmaci antinfiammatori, perché potrebbero interferire con la risposta biologica ricercata.
Chi svolge un lavoro sedentario può spesso riprenderlo il giorno stesso o quello successivo. Per le attività che richiedono di stare a lungo in piedi, sollevare pesi o compiere sforzi con le gambe può essere necessaria una pausa più lunga.
Per quanto riguarda la guida, il paziente dovrebbe mettersi al volante soltanto quando non avverte dolore significativo o intorpidimento ed è in grado di controllare il veicolo e frenare con sicurezza, soprattutto se l’infiltrazione ha interessato il ginocchio destro.
Un lieve aumento del dolore o del gonfiore può comparire nelle prime ore e generalmente si attenua entro uno o due giorni. Occorre invece contattare rapidamente un medico se si manifestano:
- Dolore che continua ad aumentare;
- Gonfiore, calore o arrossamento marcati;
- Febbre o brividi;
- Fuoriuscita di liquido dalla sede dell’iniezione;
- Difficoltà improvvisa a sostenere il peso sulla gamba.
Questi sintomi possono indicare un’infezione o un’altra complicanza che richiede una valutazione tempestiva.
Quali sono i rischi, gli effetti collaterali e le controindicazioni?
Le infiltrazioni al ginocchio sono generalmente ben tollerate, ma non sono prive di rischi. Gli effetti indesiderati dipendono dalla sostanza utilizzata, dalla frequenza delle iniezioni e dalle condizioni del paziente.
| Possibile effetto | Cosa c'è da sapere |
| Dolore e gonfiore | Possono aumentare temporaneamente nelle ore successive e tendono a ridursi entro pochi giorni |
| Lividi o sanguinamento | Sono più probabili in presenza di disturbi della coagulazione o terapie antitrombotiche |
| Reazione allergica | Può riguardare la sostanza infiltrata, l’anestetico locale o altri componenti del prodotto |
| Infezione articolare | È rara ma seria e richiede un trattamento tempestivo |
| Danno ai tessuti | Può interessare cartilagine, tendini, cute o nervi, soprattutto in caso di infiltrazioni ripetute o tecnica non corretta |
Le raccomandazioni EULAR del 2021 riportano per l’infezione articolare una stima recente di circa lo 0,035%, pari a 3 casi ogni 7.900 procedure. Il rischio è quindi molto basso, ma rende indispensabili la disinfezione della pelle e l’impiego di una tecnica sterile.
I rischi cambiano in base all’infiltrazione?
Ogni trattamento presenta alcune caratteristiche specifiche:
- Cortisone: può provocare un aumento temporaneo della glicemia, soprattutto nelle persone con diabete. Le iniezioni ripetute possono inoltre favorire assottigliamento o alterazione del colore della pelle e sollevano dubbi sugli effetti sulla cartilagine;
- Acido ialuronico: può causare dolore, gonfiore o una reazione infiammatoria transitoria. Le reazioni allergiche sono rare;
- PRP: poiché deriva dal sangue del paziente, presenta un rischio molto basso di reazione allergica. Può però provocare un temporaneo aumento del dolore e richiede cautela in presenza di disturbi delle piastrine o del sangue;
- Cellule staminali: oltre al dolore nella sede dell’iniezione, possono comparire disturbi legati al prelievo dal midollo osseo o dal tessuto adiposo. La varietà dei preparati e la scarsità di dati a lungo termine non permettono ancora di definirne con certezza la sicurezza.
Quando l’infiltrazione deve essere evitata o rimandata?
La procedura non dovrebbe essere eseguita in presenza di:
- Infezione sospetta o accertata nell’articolazione;
- Infezione sistemica o lesione cutanea nel punto di iniezione;
- Allergia nota alla sostanza o agli altri prodotti utilizzati.
Serve, invece, una valutazione medica individuale in presenza di:
- Diabete non ben controllato;
- Disturbi della coagulazione;
- Assunzione di anticoagulanti;
- Alcune malattie del sangue;
- Immunodepressione;
- Presenza di una protesi articolare.
Quanto costano le infiltrazioni al ginocchio?
Nel settore privato, il costo varia soprattutto in base alla sostanza utilizzata e al numero di sedute. Le tariffe possono partire da circa 50 € e superare i 3.000 € per i trattamenti più complessi.
| Tipo di infiltrazione | Costo indicativo |
| Cortisone | 50-80 € per infiltrazione |
| Acido ialuronico | 70-140 € per infiltrazione |
| PRP | 200-400 € per infiltrazione |
| Preparati cellulari | 1.500-3.500 € per trattamento |
Il prezzo finale può dipendere anche da:
- Numero di infiltrazioni previste;
- Prodotto o kit utilizzato;
- Eventuale guida ecografica;
- Visita ed esami preliminari;
- Struttura sanitaria e città.
Un ciclo completo tende chiaramente a costare più della singola seduta: indicativamente, fino a oltre 700 € per l’acido ialuronico e fino a circa 1.200 € per il PRP.
Chi esegue le infiltrazioni al ginocchio e dove farle?
Le infiltrazioni vengono generalmente eseguite da un ortopedico specialista del ginocchio, dopo una visita che consente di confermare la diagnosi e individuare la sostanza più adatta. La procedura può essere effettuata in ospedale, in clinica, in ambulatorio oppure presso un centro ortopedico specializzato.
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Domande frequenti
Le infiltrazioni al ginocchio fanno male?
Provocano generalmente un fastidio breve e tollerabile. Nelle ore successive il dolore può aumentare temporaneamente.
Le infiltrazioni possono rigenerare la cartilagine?
No. Nessuna infiltrazione ha dimostrato con certezza di ricostruire la cartilagine consumata, comprese quelle con PRP o preparati cellulari.
Si possono fare infiltrazioni per una lesione del menisco?
Sì, in casi selezionati possono ridurre dolore e infiammazione. Non riparano però la lesione del menisco.
Le infiltrazioni possono evitare o rimandare la protesi al ginocchio?
Possono controllare temporaneamente i sintomi e, in alcuni pazienti, rimandare l’intervento. Non arrestano però un’artrosi avanzata.
Si può fare un’infiltrazione quando il ginocchio è gonfio?
Sì, ma il medico deve prima individuare la causa del gonfiore. Se è presente un versamento, può aspirare il liquido prima dell’infiltrazione.
Le infiltrazioni di cortisone possono danneggiare la cartilagine?
Le infiltrazioni ripetute frequentemente possono favorire la perdita di cartilagine. Questo rischio non è stato dimostrato allo stesso modo per una singola infiltrazione occasionale.
Chi ha il diabete può fare infiltrazioni di cortisone?
Sì, ma il cortisone può aumentare temporaneamente la glicemia. È consigliabile controllarla con maggiore attenzione nei tre giorni successivi.
Chi assume anticoagulanti può sottoporsi a un’infiltrazione?
Spesso sì, dopo una valutazione individuale del rischio di sanguinamento. Gli anticoagulanti non devono mai essere sospesi autonomamente.
Quanto tempo deve trascorrere tra un’infiltrazione e una protesi al ginocchio?
In genere è prudente attendere almeno tre mesi, perché un intervallo più breve può aumentare il rischio di infezione della protesi. La tempistica deve essere stabilita dal chirurgo.
Si possono fare infiltrazioni in un ginocchio già protesizzato?
Non vengono raccomandate di routine, perché possono aumentare il rischio di infezione e revisione della protesi. Possono essere valutate soltanto dall’ortopedico in casi selezionati.
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