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Segnalato da: laRepubblica, IlGiornale, Salute33, ForumSalute.it
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Intervento di rizoartrosi: tecniche, dolore e recupero


L’intervento di rizoartrosi tratta l’artrosi dell’articolazione alla base del pollice, chiamata trapezio-metacarpale. L’obiettivo è ridurre il dolore e migliorare l’uso della mano quando i trattamenti non chirurgici non offrono un sollievo sufficiente.


Non esiste un’unica operazione: il chirurgo può rimuovere il trapezio (piccolo osso del polso), stabilizzare la base del pollice utilizzando una porzione di tendine, inserire una protesi oppure bloccare l’articolazione con un’artrodesi. La scelta dipende dai sintomi, dalle condizioni articolari e dalle esigenze del paziente.


In breve:


  • Quando operare: se dolore e difficoltà nell’uso della mano persistono nonostante le cure conservative;
  • Tecniche disponibili: trapeziectomia, artroplastica di sospensione, protesi e artrodesi, con indicazioni differenti;
  • Dolore: l’anestesia impedisce di avvertirlo durante l’intervento; nel periodo successivo viene tenuto sotto controllo con la terapia prescritta;
  • Recupero: i tempi cambiano in base alla procedura e alle attività da riprendere;
  • Riabilitazione: tutore ed esercizi seguono un programma personalizzato per il recupero del movimento e delle funzioni della mano.


Quando è necessario operare la rizoartrosi del pollice?


L’intervento per la rizoartrosi si prende in considerazione quando il dolore e la difficoltà nell’uso della mano persistono nonostante i trattamenti conservativi. Ai fini dell'indicazione chirurgica è importante comprendere fino a che punto i sintomi limitano la vita quotidiana e le attività lavorative. Il chirurgo può proporre l’operazione quando il paziente:


  • Prova dolore durante gesti comuni, come girare una chiave, aprire un barattolo o abbottonare una camicia;
  • Ha difficoltà ad afferrare gli oggetti o a stringerli tra pollice e indice;
  • Deve ridurre o interrompere attività lavorative e hobby;
  • Non ottiene un beneficio sufficiente da tutori, adattamento delle attività, farmaci o eventuali infiltrazioni.


La necessità di ricorrere a un intervento non può dipendere soltanto dall'esito di una radiografia. Il danno visibile nelle immagini, infatti, non sempre corrisponde all’intensità del dolore: per questo lo specialista valuta complessivamente sintomi, funzione della mano ed esami radiografici.


intervento di rizoartrosi


Quali interventi si possono eseguire per la rizoartrosi?


Le principali opzioni chirurgiche sono la trapeziectomia, l’artroplastica di sospensione, la protesi e l’artrodesi. La scelta dipende dalle condizioni dell’articolazione, dalla qualità dell’osso e dalle esigenze funzionali del paziente.


Tecnica chirurgicaIn cosa consiste
Trapeziectomia sempliceIl chirurgo rimuove il trapezio, eliminando il contatto doloroso tra le superfici articolari danneggiate. Non viene inserita una protesi.
Trapeziectomia con artroplastica di sospensioneDopo aver rimosso il trapezio, il chirurgo stabilizza la base del pollice con una porzione di tendine o altri sistemi di sospensione.
Protesi trapezio-metacarpaleIl chirurgo sostituisce le superfici articolari usurate con un impianto artificiale, preservando il movimento dell’articolazione.
ArtrodesiIl chirurgo unisce il trapezio e il primo metacarpo. L’articolazione operata perde definitivamente il movimento, mentre le altre articolazioni del pollice lo conservano.


Non esiste una tecnica migliore per tutti. La scelta può dipendere anche dal tipo di lavoro che il paziente svolge. Nell’intervista pubblicata da OrthoSpaceX, piattaforma di approfondimento ortopedico, il chirurgo della mano Dott. Alistair Jepson afferma: «Sarei molto cauto nell’eseguire una sostituzione protesica in una persona che svolge un lavoro manuale pesante». Il passaggio sottolinea l’importanza di valutare anche le sollecitazioni che la mano dovrà sostenere dopo l’operazione.


Intervento di rizoartrosi in artroscopia e mininvasivo: quando è possibile?


L’artroscopia può essere presa in considerazione in alcuni pazienti con rizoartrosi, ma non è adatta a tutte le situazioni. Attraverso piccoli accessi, il chirurgo introduce una telecamera e strumenti sottili per osservare l’articolazione ed eseguire la procedura pianificata.


Una delle opzioni è il debridement artroscopico, cioè la rimozione di tessuti danneggiati e detriti articolari. Questa procedura è stata studiata soprattutto nelle fasi iniziali della malattia, ma le prove sulla sua efficacia restano limitate.


Una revisione sistematica del 2024, pubblicata sul Journal of Hand Surgery (Asian-Pacific Volume), rivista scientifica dedicata alla chirurgia della mano, ha analizzato i risultati della sola “pulizia” dell’articolazione in artroscopia. I ricercatori hanno escluso gli interventi che comprendevano anche la rimozione di porzioni di osso o l’inserimento di tessuti o materiali nello spazio articolare. Soltanto due studi, con 34 pazienti complessivi, rispettavano questi criteri: una base di dati troppo limitata per stabilire con certezza l’efficacia della procedura.


Pur rilevando miglioramenti, gli autori ritengono necessari studi più ampi prima di formulare raccomandazioni definitive. Queste conclusioni riguardano quella specifica procedura, non tutti gli interventi eseguibili in artroscopia.


Il termine “mininvasivo” indica un approccio che cerca di limitare il trauma ai tessuti, ma non identifica una singola operazione. Piccole incisioni, da sole, non garantiscono meno dolore o un recupero più rapido.


Nel valutare una proposta chirurgica, è quindi utile chiarire:


  • Quale procedura verrà eseguita sull’articolazione;
  • Perché è indicata per quel paziente;
  • Quali vantaggi e limiti presenta rispetto alle alternative.


Come si svolge l’intervento: anestesia, durata e ricovero


L’intervento per la rizoartrosi si esegue generalmente in day surgery, con dimissione nella stessa giornata. La trapeziectomia ha una durata di circa 30–90 minuti, variabile in base alla procedura e agli eventuali gesti chirurgici associati. Il percorso comprende tre fasi principali:


  • Anestesia. L’anestesista può eseguire un blocco dei nervi che rende insensibile il braccio, eventualmente associato a sedazione. In alternativa, può utilizzare l’anestesia generale. La scelta dipende dalla procedura, dalle condizioni del paziente e dalla valutazione anestesiologica;
  • Operazione. Il chirurgo raggiunge l’articolazione alla base del pollice ed esegue la tecnica concordata. Al termine chiude la ferita e applica una medicazione, con un tutore o un’altra immobilizzazione;
  • Osservazione e dimissione. L’équipe controlla le condizioni del paziente e fornisce le indicazioni per farmaci, medicazione e controlli. In alcuni casi, per ragioni cliniche o assistenziali potrebbe essere necessario il pernottamento.


Si consiglia di organizzare anzitempo il rientro con un accompagnatore. Dopo un blocco anestetico, il braccio può rimanere temporaneamente insensibile e debole anche dopo la dimissione.


L’intervento di rizoartrosi è doloroso?


Durante l’intervento, l'anestesia impedisce di avvertire dolore nella zona operata. Quando il suo effetto diminuisce, può comparire dolore nella zona operata, da controllare con i farmaci prescritti dall’équipe. Se è stato eseguito un blocco dei nervi del braccio, il dolore potrebbe cominciare anche diverse ore dopo l’operazione.


L’American Academy of Orthopaedic Surgeons (AAOS), società scientifica statunitense di chirurgia ortopedica, spiega che dopo l’artroplastica del pollice molti pazienti riescono a gestire il dolore con analgesici non oppioidi. La terapia va comunque adattata alle condizioni del paziente e alla procedura eseguita.


Quanto durano dolore e gonfiore?


Dolore, gonfiore e rigidità possono persistere per diverse settimane, ma dovrebbero attenuarsi progressivamente. Un fastidio residuo durante l’uso della mano può durare più a lungo: la sua presenza non indica automaticamente che l’intervento non abbia funzionato.


Per l’artroplastica che comprende la rimozione del trapezio, possono servire circa tre mesi per apprezzare chiaramente i benefici e 9–12 mesi per valutare appieno il risultato finale. Tali tempistiche non si applicano indistintamente a ogni tecnica chirurgica.


Occorre contattare l’équipe se il dolore aumenta invece di diminuire, non risponde alla terapia prescritta oppure si associa a:


  • Arrossamento in aumento, secrezioni dalla ferita o febbre;
  • Gonfiore marcato o sensazione di medicazione troppo stretta;
  • Dita fredde, pallide o bluastre;
  • Perdita di sensibilità nuova o persistente oltre i tempi indicati dall’anestesista.


Tempi di recupero dopo l’intervento: tutore, attività quotidiane e lavoro


Il recupero dopo l’intervento di rizoartrosi è graduale. I tempi di guarigione dipendono dalla tecnica chirurgica utilizzata, dalla mano operata e dalle esigenze della vita quotidiana e lavorativa.


Fase del recuperoCosa aspettarsi
Controllo della feritaDopo un’artroplastica con rimozione del trapezio, il primo controllo della medicazione avviene spesso a 10–14 giorni.
Protezione con tutore o immobilizzazioneLa durata varia secondo la procedura. Per la trapeziectomia con artroplastica di sospensione, il Rizzoli descrive un’immobilizzazione di circa 30 giorni.
Ripresa delle attività quotidianeI gesti leggeri si reintroducono secondo le indicazioni dell’équipe. Prese forti, sollevamento di pesi e movimenti ripetitivi richiedono più tempo.
Ritorno al lavoroUn’attività sedentaria può consentire una ripresa anticipata rispetto a un lavoro manuale, eventualmente con mansioni adattate.


Un dato interessante arriva da uno studio olandese su 627 lavoratori sottoposti a trapeziectomia con ricostruzione legamentosa e interposizione tendinea, pubblicato sul Journal of Hand Surgery (European Volume), rivista scientifica di chirurgia della mano. Il tempo mediano di ritorno al lavoro era di 12 settimane. I tempi variavano soprattutto in base allo sforzo richiesto dalla professione e al fatto che fosse stata operata la mano dominante. Le 12 settimane rappresentano quindi un valore mediano, non una scadenza valida per tutti.


Per tornare alla guida occorre riuscire a controllare il volante e affrontare una manovra d’emergenza senza limitazioni. La ripresa va concordata con il chirurgo, considerando anche l’eventuale tutore e l’assunzione di farmaci che riducono l’attenzione.


Fisioterapia ed esercizi dopo l’intervento di rizoartrosi


La riabilitazione aiuta a recuperare il movimento del pollice e a utilizzare nuovamente con sicurezza la mano nei gesti quotidiani. Il tipo di programma che viene proposto dipende dall’operazione eseguita: gli esercizi da svolgere dopo una trapeziectomia possono differire da quelli indicati dopo una protesi o un’artrodesi. Il percorso può comprendere:


  • Movimento delle articolazioni libere: esercizi per le dita, il gomito e la spalla, compatibili con l’immobilizzazione;
  • Mobilizzazione del pollice: movimenti controllati per allontanarlo dal palmo e avvicinarlo alle altre dita, quando consentiti;
  • Trattamento della cicatrice: dopo la chiusura della ferita, il terapista può insegnare un massaggio che favorisce lo scorrimento della pelle e riduce la sensibilità locale;
  • Recupero della forza: esercizi graduali di presa e pinza, introdotti quando i tessuti possono tollerare la resistenza.


La quantità di sedute da svolgere non è identica per tutti i pazienti ma cambia a seconda della valutazione del chirurgo e dell'andamento del recupero.


Gli esercizi devono essere lenti e controllati. Palline, elastici e altri strumenti per rinforzare la mano si introducono solo quando sarà il terapista a indicarlo..


Quali risultati può offrire l’operazione e quali sono le possibili complicanze?


L’intervento di rizoartrosi mira a ridurre il dolore e a migliorare l’uso della mano, ma non garantisce il recupero completo della forza.


Uno studio italiano condotto all’Ospedale Sant’Andrea della Sapienza Università di Roma ha valutato 93 pazienti sottoposti a sostituzione dell’articolazione alla base del pollice con una protesi a doppia mobilità per il trattamento della rizoartrosi. Quattro pazienti sono stati operati a entrambe le mani, per un totale di 97 interventi.


I ricercatori hanno seguito ciascun paziente per almeno due anni dopo l’operazione. Il dolore al pollice, misurato su una scala da 0 a 10, è diminuito in media da 7,05 prima dell’intervento a 0,79 alla valutazione finale.


Lo studio, pubblicato nel 2023 sulla Rivista Italiana di Chirurgia della Mano, documenta risultati incoraggianti in questo gruppo di pazienti, ma non dimostra che la protesi sia superiore alle altre tecniche. Gli autori sottolineano inoltre la necessità di seguire i pazienti per più tempo, così da per valutare anche nel medio-lungo periodo la durata degli impianti e le eventuali complicanze tardive.


Le possibili complicanze comprendono:


  • Infezione e problemi di guarigione della ferita;
  • Irritazione o lesione dei nervi, con alterazioni della sensibilità;
  • Rigidità, dolore persistente o miglioramento insufficiente;
  • Più raramente, lesioni di tendini o vasi sanguigni.


L’AAOS, società scientifica statunitense di chirurgia ortopedica, ricorda che dopo l’artroplastica con rimozione del trapezio potrebbe persistere una diminuzione della forza con cui si stringono gli oggetti tra il pollice e l’indice. Il paziente potrebbe quindi avvertire meno dolore e usare meglio la mano, ma avere ancora difficoltà nei gesti che richiedono una stretta energica tra queste dita. Questa limitazione può persistere anche quando il risultato complessivo dell’operazione è soddisfacente.


Se il dolore non migliora o compaiono problemi che compromettono la funzione della mano, lo specialista ne valuta la causa nonché l’eventuale necessità di un nuovo intervento.


Un esempio concreto dei benefici quotidiani che possono conseguire dalla chirurgia arriva dalla storia di Traceyrené Martz Delgado, raccontata da UCHealth, rete sanitaria statunitense. Prima dell’operazione, la donna faticava a tenere le pentole, lasciava cadere i bicchieri e provava dolore nel prendere in braccio il nipotino. Dopo l’inserimento di una protesi alla base del pollice destro ha ripreso anche a utilizzare il comando della sua bicicletta elettrica.


«In nessun momento il dolore è stato peggiore di prima dell’intervento», ha raccontato. Si tratta di un’esperienza individuale, che non permette di prevedere il decorso di altri pazienti, ma che aiuta a comprendere quali gesti concreti è possibile svolgere nuovamente quando il trattamento raggiunge il suo obiettivo.


Domande frequenti sull’intervento di rizoartrosi


Cosa non fare dopo un intervento di rizoartrosi?


Non bisogna anticipare sforzi, prese forti o esercizi contro resistenza rispetto al programma indicato dall’équipe. Anche gesti comuni, come strizzare un panno, aprire un barattolo o trasportare borse pesanti, possono sollecitare la zona operata. Evita inoltre di modificare autonomamente il tutore e di bagnare la medicazione, salvo diverse istruzioni.


Come tenere la mano dopo l’operazione?


Nei primi giorni è utile tenere la mano sollevata, preferibilmente sopra il livello del cuore, appoggiando l’avambraccio su cuscini quando si è seduti o sdraiati. Questa posizione aiuta a contenere il gonfiore. Evita di lasciare a lungo il braccio penzolante e muovi le articolazioni libere secondo le indicazioni ricevute, senza forzare il pollice operato.


Si possono operare entrambe le mani contemporaneamente?


La possibilità va valutata individualmente con il chirurgo. Bisogna considerare la tecnica prevista per ciascuna mano e l’aiuto disponibile a casa: avere entrambe le mani in recupero può rendere difficile gestire igiene personale, vestizione e preparazione dei pasti. Programmare gli interventi in momenti diversi può consentire di mantenere maggiore autonomia.


Quanto costa un intervento di rizoartrosi?


In regime privato il prezzo dipende dalla tecnica, dalla struttura e dall’eventuale protesi. Nel Servizio Sanitario Nazionale, quando l’intervento viene eseguito in regime di ricovero ordinario o diurno, non è previsto il ticket per il trattamento ospedaliero. Visite ed esami ambulatoriali separati possono invece essere soggetti a ticket, salvo esenzione.


Dove prenotare una visita per valutare un possibile intervento di rizoartrosi?


Su EccellenzaMedica.it, sito di prenotazioni mediche, puoi consultare l'elenco delle strutture e degli specialisti della mano disponibili e prenotare una visita ortopedica nelle principali città italiane.


Fonti e bibliografia


  • Orthospacex.com/thumbs-up-to-success-mastering-the-cmc-joint-an-interview-with-august-2023-mr-alistair-jepson;
  • Shehovych A, Lawson R, Graham DJ, Sivakumar BS. Outcomes of Arthroscopic Debridement of the First Carpometacarpal Joint: A Systematic Review. J Hand Surg Asian Pac Vol. 2024 Aug;29(4):281-285. doi: 10.1142/S2424835524500279. Epub 2024 Jul 12. PMID: 39005181;
  • Orthoinfo.org/treatment/thumb-carpometacarpal-cmc-arthroplasty/;
  • van der Oest MJW, Teunissen JS, Poelstra R, Feitz R, Burdorf A, Selles RW; Hand-Wrist Study Group. Factors affecting return to work after surgical treatment of trapeziometacarpal joint osteoarthritis. J Hand Surg Eur Vol. 2021 Nov;46(9):979-984. doi: 10.1177/1753193420978631. Epub 2020 Dec 7. PMID: 33287620; PMCID: PMC8559178;
  • Rivista-chirurgia-mano.it/wp-content/uploads/2023/09/08_Guzzini-1.pdf;
  • Uchealth.org/today/thumb-arthritis-patient-recovers-quickly-after-new-thumb-surgery/.

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