- Quali sono i centri di eccellenza per il morbo di Dupuytren in Italia?
- Come scegliere il chirurgo e il centro per il Dupuytren?
- Quando rivolgersi a uno specialista della mano?
- Quali cure e interventi sono disponibili per il Dupuytren?
- Come si svolgono il recupero e i controlli dopo il trattamento?
- Domande frequenti sui centri per il morbo di Dupuytren
Per curare il morbo di Dupuytren, è utile rivolgersi a un centro di chirurgia della mano che sia in grado di valutare il trattamento più adatto nonché di organizzare i controlli e l’eventuale riabilitazione. La scelta della terapia dipende dalla difficoltà a distendere le dita, dalle limitazioni che il paziente riscontra nelle attività quotidiane e dagli eventuali trattamenti già eseguiti.
In Italia diverse strutture ospedaliere dispongono di équipe dedicate a questa patologia. Per orientarsi tra i centri di eccellenza per il morbo di Dupuytren, occorre considerare l’esperienza specifica dei professionisti e il percorso di assistenza offerto.
In breve:
- A chi rivolgersi: a un chirurgo della mano con esperienza nel trattamento del Dupuytren;
- Come scegliere il centro: verificare l’attività sulla patologia, le opzioni terapeutiche e l’organizzazione dell’assistenza;
- Come leggere la selezione: le strutture sono presentate in ordine casuale, senza attribuire posizioni di merito;
- Cosa valutare oltre al trattamento: controlli, eventuale riabilitazione e spostamenti necessari per completare il percorso.
Quali sono i centri di eccellenza per il morbo di Dupuytren in Italia?
Il morbo di Dupuytren è una malattia che provoca l’ispessimento della fascia palmare, il tessuto fibroso situato sotto la pelle del palmo. Può causare la comparsa di noduli e cordoni che, nel tempo, piegano una o più dita (solitamente l'anulare e il mignolo) verso il palmo e ne impediscono la completa distensione.
Per individuare i centri a cui rivolgersi, abbiamo incrociato le informazioni dei siti ufficiali delle strutture con quelle della Società Italiana di Chirurgia della Mano (SICM), la società scientifica che riunisce gli specialisti del settore.
L’ordine di comparsa delle varie strutture è casuale: le informazioni disponibili non consentono di stabilire una graduatoria basata su risultati clinici confrontabili.
| Centro | Attività documentata e percorso di assistenza |
|---|---|
| Ospedale San Giuseppe – MultiMedica, Milano | L’unità di Chirurgia e Riabilitazione della Mano include il Dupuytren tra le patologie trattate. Il percorso si arricchisce della presenza di professionisti come chirurghi della mano, fisioterapisti e terapisti occupazionali. |
| Ospedale San Paolo – ASL2, Savona | La struttura di Chirurgia della Mano si occupa del trattamento chirurgico del Dupuytren e collabora con il servizio di riabilitazione per il recupero post-operatorio. |
| IRCCS Istituto Ortopedico Rizzoli, Bologna | Dispone di un ambulatorio SSN per le patologie della mano che comprende il Dupuytren, con accesso tramite prescrizione di visita ortopedica e quesito diagnostico pertinente. |
| Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi, Firenze | Tra le patologie che la struttura dichiara di trattare in day surgery figura anche il morbo di Dupuytren. |
| Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, Roma | L’unità di Ortopedia e Chirurgia della Mano include il Dupuytren tra le patologie trattate, in quanto dispone di competenze specifiche nell'ambito della chirurgia della mano e della microchirurgia. |
| Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico di Bari | L’unità di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva dell'ospedale barese si occupa, tra le altre patologie della mano, anche del morbo di Dupuytren. |
Come scegliere il chirurgo e il centro per il Dupuytren?
Il centro più adatto deve proporre un percorso coerente con la gravità della contrattura e con le esigenze del paziente. Durante la visita, il chirurgo valuta quali dita sono coinvolte, quanto riescono a distendersi e quali attività risultano difficili. Per orientarsi nella scelta, è utile considerare:
- Esperienza specifica sul Dupuytren: il paziente dovrebbe chiedere allo specialista se tratta abitualmente questa malattia e casi simili al suo;
- Valutazione delle alternative: il medico deve spiegare perché consiglia una determinata procedura, quali benefici può offrire e quali limiti presenta;
- Obiettivi realistici: chiarire quali sono i risultati effettivamente raggiungibili in termini di recupero della capacità di distensione delle dita e quali difficoltà potrebbero persistere;
- Continuità dell’assistenza: verificare chi seguirà medicazioni, controlli ed eventuale riabilitazione, specie nel caso in cui il paziente dovesse vivere a una considerevole distanza dal centro in cui viene svolto l'intervento.

Quando rivolgersi a uno specialista della mano?
È opportuno richiedere una valutazione quando le dita iniziano a piegarsi verso il palmo o la mano perde funzionalità, anche in assenza di dolore. Difficoltà a indossare un guanto, infilare la mano in tasca o afferrare alcuni oggetti possono rendere utile il consulto.
Un semplice controllo orientativo è il test del tavolo: consiste nel tentare di poggiare il palmo e le dita su una superficie piana, senza forzare. Se la retrazione impedisce il contatto completo, è consigliabile rivolgersi a un chirurgo della mano. Il test non sostituisce, in ogni caso, la visita ortopedica e il suo esito non può determinare la necessità o meno di un intervento chirurgico.
Anche un nodulo di recente insorgenza nel palmo non andrebbe sottovalutato ma analizzato attentamente, così da identificarne la natura. Rivolgersi allo specialista nelle fasi iniziali permette di definire gli step successivi; non sempre è necessario iniziare sin da subito un trattamento.
Quali cure e interventi sono disponibili per il Dupuytren?
Il trattamento del Dupuytren mira a migliorare la distensione delle dita e l’utilizzo della mano. La scelta dipende dalla gravità della contrattura, dalle articolazioni coinvolte, dalle condizioni della pelle e dagli eventuali trattamenti precedenti. Quando la patologia è nelle sue prime fasi, in assenza di limitazioni funzionali rilevanti, lo specialista può proporre semplicemente il suo monitoraggio.
| Approccio | Caratteristiche e limiti |
|---|---|
| Fasciotomia o aponeurotomia percutanea ad ago | Il medico interrompe il cordone fibroso attraverso piccoli accessi con un ago, in anestesia locale. Il recupero è generalmente più rapido rispetto alla chirurgia aperta, ma la contrattura potrebbe ricomparire e la tecnica non è adatta a tutti i pazienti. |
| Fasciectomia o aponeurectomia selettiva | Il chirurgo asporta il tessuto patologico attraverso incisioni cutanee. Richiede la guarigione della ferita e un recupero più articolato, ma può offrire una correzione più duratura. |
| Dermofasciectomia | Prevede l’asportazione della fascia malata e della pelle sovrastante, con un innesto cutaneo. Può essere valutata soprattutto nelle forme recidivanti o con coinvolgimento della cute. |
Uno studio randomizzato pubblicato nel 2024 su Annals of Internal Medicine, rivista scientifica di medicina interna, ha confrontato chirurgia, fasciotomia ad ago e collagenasi in 302 persone mai trattate prima, reclutate in sei ospedali finlandesi.
A due anni dal trattamento, le percentuali di successo erano del 78% con la chirurgia, del 50% con la fasciotomia ad ago e del 65% con la collagenasi. I ricercatori definivano il successo in termini di diminuzione della contrattura superiore al 50%, associata a una condizione sintomatologica considerata accettabile dal paziente.
In una intervista rilasciata alla Mayo Clinic, la Dott.ssa Shelley Noland, chirurga della mano e dei nervi periferici, ha descritto l’azione della collagenasi: «Scioglie i cordoni e la fascia ispessiti, permettendo alle dita di distendersi».
L’enzima viene iniettato nel cordone per indebolirlo; una successiva manovra del medico favorisce la distensione del dito. Si tratta quindi di una procedura mininvasiva, che non comporta l’asportazione chirurgica del tessuto.
La dichiarazione della Dott.ssa Noland è relativa al contesto statunitense. Nell’Unione europea, l’autorizzazione di Xiapex, medicinale a base di collagenasi utilizzato per il Dupuytren, è stata ritirata dal 1° marzo 2020, su richiesta dell’azienda per motivi commerciali. Lo documenta l’EMA, Agenzia europea per i medicinali: non vi sono, dunque, conferme rispetto all'eventuale disponibilità di questa terapia nei centri italiani.
Come si svolgono il recupero e i controlli dopo il trattamento?
Il recupero dipende dalla procedura eseguita e dalle condizioni della mano prima del trattamento. Dopo una procedura ad ago, il ritorno alle attività è generalmente più rapido; dopo la chirurgia aperta occorre attendere la guarigione della ferita e il progressivo recupero del movimento delle dita. In quest'ultimo caso, non è da escludere la possibilità di sottoporsi a un percorso di terapia riabilitativa della mano.
Prima della dimissione, è utile ricevere indicazioni precise su:
- Medicazioni e controlli: dove effettuarli e chi contattare in caso di problemi;
- Esercizi e riabilitazione: quali movimenti eseguire e quando iniziare l’eventuale terapia della mano;
- Tutori: se servono e per quanto tempo indossarli, secondo la prescrizione;
- Attività quotidiane e lavoro: quando riprendere la guida, utilizzare strumenti o sollevare pesi.
Chi sceglie un centro lontano da casa dovrebbe concordare in anticipo quali controlli vanno necessariamente effettuati in struttura e quali possono essere organizzati vicino al proprio domicilio.
Il McIndoe Centre, ospedale britannico specializzato anche in chirurgia della mano, racconta l’esperienza di Diane Meadows, 87 anni, a cui fu diagnosticato il morbo di Dupuytren alla fine del 2020. Inizialmente i sintomi non erano dolorosi, pertanto Diane continuò a svolgere le sue attività senza particolari preoccupazioni. Nell’anno successivo, però, la malattia progredì: afferrare gli oggetti divenne sempre più difficile. Nel novembre 2021 si sottopose a un intervento correttivo con il chirurgo Oliver Harley. Ecco la sua testimonianza a quasi tre mesi dall’operazione: «Ho recuperato il pieno uso della mano e riesco a svolgere molto meglio le attività quotidiane».
La sua esperienza evidenzia che la necessità di trattare il morbo di Dupuytren può nascere dalla perdita di funzionalità, anche in assenza di dolore. Il risultato da valutare insieme allo specialista riguarda quindi anche la possibilità di tornare a svolgere i gesti importanti per la propria autonomia.
Domande frequenti sui centri per il morbo di Dupuytren
Quanto costa un intervento per il morbo di Dupuytren?
Il prezzo dipende dalla tecnica, dall’estensione della contrattura e dalla struttura scelta. Una fascectomia ha un costo di circa 2.000–3.500 euro. Si tratta di una tariffa indicativa. È importante accertarsi che il preventivo comprenda anestesia, sala operatoria, medicazioni, controlli ed eventuale riabilitazione.
Si può curare il Dupuytren con il Servizio Sanitario Nazionale?
Sì, è possibile accedere alla valutazione e, quando indicato, al trattamento attraverso il SSN, presso strutture pubbliche o private accreditate che erogano queste prestazioni in convenzione.
Per la prima visita serve generalmente una prescrizione con il quesito diagnostico. L’Istituto Ortopedico Rizzoli, per esempio, dispone di un ambulatorio SSN per le patologie della mano che comprende il Dupuytren. La visita può prevedere il ticket, salvo esenzione; l’eventuale intervento segue il percorso stabilito dalla struttura.
Si può scegliere un centro fuori dalla propria regione?
Sì, è possibile rivolgersi a un centro situato in un’altra regione. Per accedere tramite SSN, è opportuno verificare con l’ufficio prenotazioni le modalità di accettazione della prescrizione e l’effettiva disponibilità della prestazione in convenzione.
Quali documenti portare alla prima visita?
È utile portare:
- Documento d’identità e tessera sanitaria;
- Prescrizione, se richiesta per il regime di accesso scelto;
- Referti di visite ed esami già eseguiti sulla mano;
- Documentazione di precedenti interventi o trattamenti, se disponibili;
- Elenco dei farmaci assunti e delle allergie note.
Non occorre eseguire nuovi esami di propria iniziativa: sarà lo specialista a stabilire se servono approfondimenti.
Come conoscere i tempi di attesa del centro?
Per la prima visita bisogna contattare il CUP o il servizio prenotazioni; per l’intervento, la segreteria che gestisce la lista chirurgica. È utile specificare se si cerca una prestazione in regime SSN, privato o intramoenia e chiedere una stima aggiornata. I tempi dipendono dalla disponibilità della struttura e dalla priorità clinica assegnata.
Come prenotare una visita per il morbo di Dupuytren con Eccellenza Medica?
Puoi richiedere assistenza attraverso EccellenzaMedica.it, sito di prenotazioni mediche online che ospita una vasta selezione di specialisti e centri di ortopedia della mano accreditati nelle principali città italiane.
Fonti e bibliografia
- Sicm.it/it/elenco-centri-mano.html;
- Räisänen, M. P., Leppänen, O. V., Soikkeli, J., Reito, A., Malmivaara, A., Buchbinder, R., Kautiainen, H., Kaivorinne, A., Stjernberg-Salmela, S., Lappalainen, M., Luokkala, T., Pönkkö, A., Taskinen, H. S., Pääkkönen, M., Jaatinen, K., Juurakko, J., Karjalainen, V. L., & Karjalainen, T. (2024). Surgery, Needle Fasciotomy, or Collagenase Injection for Dupuytren Contracture: A Randomized Controlled Trial. Annals of Internal Medicine, 177(3), 280-290. doi.org/10.7326/M23-1485;
- Newsnetwork.mayoclinic.org/discussion/mayo-clinic-q-and-a-dupuytrens-contracture/;
- Newsnetwork.mayoclinic.org/discussion/mayo-clinic-minute-treating-dupuytrens-contracture-without-surgery/
- Ema.europa.eu/en/documents/public-statement/public-statement-xiapex-withdrawal-marketing-authorisation-european-union_en.pdf;
- Themcindoecentre.co.uk/patient-stories/dupuytrens-contracture-diane-meadows/.

