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Segnalato da: laRepubblica, IlGiornale, Salute33, ForumSalute.it
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Visita ortopedica al menisco: a cosa serve e come si svolge


Dolore, gonfiore o difficoltà nei movimenti del ginocchio possono far sospettare un problema al menisco. Questi sintomi, però, possono dipendere anche da cartilagine, legamenti, tendini o altre strutture dell’articolazione. La visita ortopedica del menisco permette di individuare la possibile origine del disturbo e di decidere se sono necessari esami diagnostici.


In breve:


  • La visita consente di ottenere una valutazione in merito a dolore, gonfiore, mobilità e stabilità del ginocchio;
  • L’ortopedico ricostruisce la storia dei sintomi ed esegue specifiche manovre cliniche;
  • La risonanza magnetica può essere richiesta per approfondire il sospetto diagnostico;
  • Una lesione visibile alla risonanza non richiede necessariamente un intervento;
  • Nel privato, il costo della visita può variare indicativamente da 50 a 200 euro.


Che cos’è la visita ortopedica del menisco?


La visita ortopedica del menisco è una valutazione specialistica del ginocchio concentrata sul possibile coinvolgimento di uno dei due menischi (mediale o laterale), strutture di fibrocartilagine poste tra femore e tibia che distribuiscono i carichi, assorbono gli urti e contribuiscono alla stabilità dell’articolazione. Durante la visita, l’ortopedico cerca di comprendere se i sintomi sono compatibili con:


  • Una lesione traumatica, comparsa per esempio dopo una torsione del ginocchio;
  • Un’alterazione degenerativa, sviluppata gradualmente con l’età e l’usura dei tessuti;
  • Un problema diverso dal menisco, come una lesione legamentosa, un danno cartilagineo o l’artrosi.


Le lesioni meniscali non interessano solo gli sportivi. Possono manifestarsi dopo un movimento improvviso, ma anche senza un trauma evidente, soprattutto con l’avanzare dell’età.


Uno studio pubblicato su Knee Surgery, Sports Traumatology, Arthroscopy, rivista scientifica internazionale dedicata alle patologie del ginocchio e alla medicina dello sport, ha analizzato 13.358 risonanze magnetiche eseguite presso un grande centro sanitario inglese. Tra le persone di età compresa fra 18 e 55 anni con un ginocchio sintomatico, i ricercatori hanno stimato 222 nuove lesioni meniscali diagnosticate mediante risonanza ogni 100.000 abitanti. Solo il 21,8% dei pazienti è stato successivamente sottoposto ad artroscopia.


visita ortopedica al menisco


A cosa serve?


La visita ortopedica al menisco serve a individuare la possibile causa del dolore e degli altri disturbi del ginocchio. Sintomi come gonfiore, rigidità, scatti o difficoltà nei movimenti non dipendono necessariamente dal menisco. Possono essere coinvolti anche legamenti, cartilagine, tendini o altre strutture articolari. Lo specialista si avvale della visita per:


  • Verificare se i sintomi sono compatibili con una lesione meniscale;
  • Distinguere una lesione traumatica da un’alterazione degenerativa;
  • Valutare la mobilità e la stabilità del ginocchio;
  • Cercare eventuali problemi associati;
  • Stabilire se siano necessari esami diagnostici;
  • Definire il successivo percorso terapeutico.


ValutazioneObiettivo
Posizione del doloreComprendere quale zona del ginocchio potrebbe essere coinvolta
GonfioreVerificare la possibile presenza di liquido nell'articolazione
MobilitàIndividuare limitazioni nella flessione o nell'estensione
StabilitàValutare anche i legamenti del ginocchio
Scatti o blocchiCercare possibili sintomi di tipo meccanico


La visita aiuta anche a collegare i sintomi con eventuali alterazioni già riscontrate attraverso gli esami. Una lesione osservata alla risonanza magnetica, infatti, non è sempre la causa del dolore riferito dal paziente.


Uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine, autorevole rivista medica internazionale, ha esaminato le risonanze magnetiche del ginocchio di 991 persone tra 50 e 90 anni. Alterazioni o lesioni meniscali erano presenti nel 19% delle donne tra 50 e 59 anni e nel 56% degli uomini tra 70 e 90 anni. Tra i partecipanti con una lesione meniscale, il 61% non aveva avvertito dolore, rigidità o gonfiore nel mese precedente.


Questi risultati mostrano perché la risonanza non dovrebbe essere interpretata separatamente dalla visita. L’ortopedico deve verificare se la posizione e le caratteristiche della lesione sono coerenti con i disturbi del paziente.


Quando fare una visita ortopedica al menisco?


È consigliabile prenotare una visita ortopedica quando il dolore al ginocchio persiste, ritorna oppure limita le normali attività quotidiane. La valutazione è particolarmente indicata se i sintomi sono comparsi dopo una torsione, una caduta o un cambio improvviso di direzione. I disturbi che possono far sospettare un coinvolgimento del menisco comprendono:


  • Dolore nella parte interna o esterna del ginocchio;
  • Gonfiore comparso dopo un trauma o aumentato nelle ore successive;
  • Difficoltà a piegare o distendere completamente la gamba;
  • Sensazione che il ginocchio si incastri;
  • Scatti dolorosi durante i movimenti;
  • Dolore quando ci si accovaccia, ci si inginocchia o si ruota il corpo;
  • Cedimenti o minore sicurezza durante la camminata.


Questi segnali, singolarmente considerati, non sono sufficienti a dimostrare la presenza di una lesione meniscale. Infatti, dolore, gonfiore e instabilità possono comparire anche in caso di problemi ai legamenti o alla cartilagine. La visita serve proprio a distinguere le diverse possibili cause.


Occorre richiedere assistenza medica in tempi rapidi se:


  • Il ginocchio rimane bloccato e non è possibile distenderlo;
  • Non si è in grado di camminare o appoggiare il peso sulla gamba;
  • Il dolore dopo un trauma è molto intenso;
  • Il gonfiore è importante o compare rapidamente;
  • Il ginocchio appare deformato;
  • La zona è molto calda e arrossata oppure è presente febbre.


La decisione di rivolgersi all’ortopedico non dipende soltanto dall’intensità del dolore. È importante considerare anche quanto il problema interferisca con il lavoro, il sonno, lo sport e le attività familiari.


Uno studio qualitativo pubblicato su BMJ Open, rivista scientifica internazionale sottoposta a revisione tra pari, ha raccolto la testimonianza di dieci pazienti tra 18 e 55 anni ai quali è stata diagnosticata una lesione meniscale. I partecipanti provenivano da nove centri sanitari inglesi e sono stati intervistati individualmente. Dalle testimonianze è emerso che il problema poteva avere conseguenze non soltanto sul piano fisico ma anche su quello lavorativo, economico e familiare. Uno dei pazienti ha espresso inoltre il timore che la lesione non potesse guarire spontaneamente: «È comunque una lesione e, proprio per questo, non è detto che possa ripararsi da sola».


È importante, però, precisare che non tutte le lesioni richiedono un intervento. La visita è utile anche per chiarire le aspettative del paziente e spiegare quali percorsi possono essere presi in considerazione per ogni singolo caso.


Come prepararsi?


La visita ortopedica del menisco non richiede digiuno né una preparazione specifica. È però utile raccogliere in anticipo le informazioni e i documenti che possono aiutare lo specialista a ricostruire il problema. Il paziente dovrebbe portare con sé:


  • Eventuali radiografie, risonanze magnetiche o ecografie già eseguite;
  • Referti di precedenti visite ortopediche o fisiatriche;
  • Documentazione relativa a traumi o interventi al ginocchio;
  • Elenco dei farmaci e degli integratori assunti;
  • Eventuali tutori o altri dispositivi già utilizzati.


È importante riferire quando sono comparsi i sintomi, se vi è stato un movimento preciso che ha provocato il dolore e quali attività lo peggiorano. Può essere utile annotare anche la presenza di gonfiore, scatti, cedimenti o episodi in cui il ginocchio si è bloccato.


Per facilitare l’esame, è preferibile indossare pantaloni larghi, pantaloncini o altri abiti che consentano di scoprire e muovere liberamente entrambe le ginocchia. Lo specialista può infatti confrontare l’articolazione dolorante con quella asintomatica.


Come si svolge la visita?


La visita ortopedica del menisco prevede un colloquio iniziale, l’esame del ginocchio e alcune manovre cliniche. In base ai risultati, lo specialista può prescrivere esami strumentali per confermare il sospetto o individuare altre possibili cause dei sintomi.


Anamnesi


Nella prima fase l’ortopedico raccoglie informazioni sulla storia clinica e, con la collaborazione del paziente, cerca di comprendere:


  • Quando e come è comparso il dolore;
  • Se il disturbo è iniziato dopo una torsione, una caduta o un altro trauma;
  • In quale punto del ginocchio si avverte dolore;
  • Quali movimenti peggiorano i sintomi;
  • Se compaiono gonfiore, scatti, cedimenti o blocchi;
  • Quali sono le attività sportive o lavorative svolte;
  • Se il ginocchio ha già subito traumi o interventi.


La descrizione del movimento che ha causato il problema può aiutare a distinguere una possibile lesione traumatica da un disturbo che si è sviluppato gradualmente.


Osservazione e palpazione del ginocchio


Il paziente viene generalmente invitato a scoprire entrambe le ginocchia. Lo specialista osserva l’articolazione dolorante e la confronta con quella opposta, verificando la presenza di gonfiore, alterazioni dell’appoggio o diminuzione della massa muscolare. Successivamente palpa il ginocchio, con particolare attenzione alla rima articolare, zona compresa tra femore e tibia nella quale si trovano i menischi. Un dolore localizzato lungo la parte interna o esterna può rafforzare il sospetto clinico, anche se non consente di formulare una diagnosi certa. L’ortopedico valuta inoltre:


  • Capacità di piegare e distendere il ginocchio;
  • Stabilità dell’articolazione;
  • Forza muscolare;
  • Eventuale presenza di liquido;
  • Modo in cui il paziente cammina e appoggia il piede.


Durante la visita possono essere utilizzate specifiche manovre che sollecitano il menisco in modo controllato. Le più comuni sono:


  • Test di McMurray: il medico piega il ginocchio e ruota delicatamente la gamba mentre estende l’articolazione;
  • Test di Thessaly: il paziente, sostenuto dallo specialista, ruota il corpo mantenendo il ginocchio leggermente piegato;
  • Test di Apley: la gamba viene piegata e ruotata mentre il paziente è disteso a pancia in giù;
  • Palpazione della rima articolare: il medico esercita una pressione lungo il margine interno ed esterno del ginocchio.


Non è necessario eseguire tutte le manovre in ogni paziente. Lo specialista sceglie quelle compatibili con l’età, il tipo di trauma, il dolore e la mobilità disponibile. I test possono provocare per pochi istanti il sintomo abituale e vanno interrotti se causano un dolore eccessivo.


Fase della visitaCosa valuta l'ortopedico
ColloquioComparsa dei sintomi, trauma e limitazioni quotidiane
OsservazioneGonfiore, appoggio e aspetto delle ginocchia
PalpazioneDolore lungo la rima articolare
MovimentiFlessione, estensione e stabilità
Test meniscaliPossibile coinvolgimento del menisco mediale o laterale


Esami


I test clinici si svolgono direttamente durante la visita. Gli esami strumentali, invece, possono essere prescritti e programmati successivamente oppure effettuati nello stesso centro, qualora la struttura disponga delle apparecchiature necessarie. Quelli più comuni sono:


  • Radiografia del ginocchio: non mostra direttamente il menisco, ma può evidenziare fratture, artrosi, riduzione dello spazio articolare o altre alterazioni ossee;
  • Risonanza magnetica: permette di studiare menischi, legamenti, cartilagine e altre strutture interne del ginocchio;
  • Ecografia: può essere utile per valutare versamenti, tendini o strutture superficiali, ma non rappresenta l’esame principale per le lesioni meniscali;
  • TC: viene utilizzata solo in casi specifici, soprattutto quando occorre approfondire una possibile lesione ossea.


Gli esami del sangue vengono prescritti soltanto se il medico sospetta un’infezione, una malattia infiammatoria o un’altra condizione non riconducibile a una semplice lesione del menisco.


In una intervista dedicata alle lesioni meniscali, il Dr. Geoffrey Van Thiel, chirurgo ortopedico statunitense specializzato in chirurgia artroscopica di ginocchio, anca e spalla, spiega che: «La diagnosi di una lesione meniscale parte dall’esame fisico, seguito dalla risonanza magnetica. Le radiografie possono aiutare a escludere altri problemi delle ossa».


Parere conclusivo


Dopo aver valutato i sintomi e il ginocchio, l’ortopedico può:


  • Consigliare riposo relativo e modifica delle attività;
  • Prescrivere farmaci, se indicati;
  • Suggerire fisioterapia o esercizi riabilitativi;
  • Richiedere radiografie o una risonanza magnetica;
  • Programmare una visita di controllo;
  • Indicare una valutazione chirurgica nei casi che potrebbero richiederla.


Quanto costa una visita ortopedica del menisco?


Nel settore privato, il costo di una visita ortopedica del menisco può variare indicativamente da 50 a 200 euro. Il prezzo dipende dalla città, dalla struttura, dall’esperienza dello specialista e dagli eventuali servizi inclusi. Radiografia, risonanza magnetica e altri esami strumentali vengono generalmente conteggiati separatamente. Nel Servizio Sanitario Nazionale può essere richiesto il pagamento del ticket, salvo eventuali esenzioni.


Prima di prenotare è consigliabile verificare:


  • Costo complessivo della visita;
  • Eventuale presenza di prestazioni aggiuntive;
  • Se il controllo successivo è incluso e l'eventuale costo (qualora non lo fosse);
  • Quali documenti o esami portare.


Dove farla?


La visita può essere effettuata presso:


  • Ospedali e ambulatori del Servizio Sanitario Nazionale;
  • Centri ortopedici specializzati;
  • Cliniche e poliambulatori privati;
  • Studi di ortopedia e traumatologia dello sport.


È preferibile rivolgersi a un ortopedico con esperienza nelle lesioni meniscali. Nei casi più complessi o quando si ipotizza un trattamento chirurgico, può essere utile scegliere uno specialista esperto in artroscopia e chirurgia del menisco.


Attraverso EccellenzaMedica.it, sito di prenotazioni mediche online, è possibile richiedere la prenotazione della visita presso i migliori ortopedici e centri d'eccellenza ortopedica selezionati nelle principali città italiane.


Domande Frequenti


Quanto dura una visita ortopedica del menisco?


In genere dura circa 20-30 minuti. I tempi possono aumentare se il caso è complesso o bisogna esaminare immagini e referti precedenti.


I test eseguiti durante la visita sono dolorosi?


Possono provocare un leggero fastidio o riprodurre temporaneamente il dolore abituale. L’ortopedico adatta le manovre alle condizioni del ginocchio.


È meglio fare prima la visita o la risonanza magnetica?


Generalmente è preferibile svolgere prima la visita. Sarà l’ortopedico a stabilire se la risonanza è realmente necessaria e quale esame richiedere.


Il menisco lesionato si vede con una radiografia?


No. La radiografia non mostra direttamente il menisco, ma può individuare fratture, artrosi e altre alterazioni ossee. Per studiare il menisco si utilizza soprattutto la risonanza magnetica.


Si può camminare con una lesione al menisco?


Spesso sì, se il dolore è tollerabile e il ginocchio non è bloccato. In presenza di dolore intenso, cedimenti o difficoltà nell’appoggio è meglio limitare il carico e farsi valutare.


Una lesione del menisco richiede sempre un intervento?


No. Molte lesioni possono essere gestite con modifica delle attività, fisioterapia e altri trattamenti conservativi. L’intervento viene considerato soltanto in casi selezionati.


Serve l’impegnativa per prenotare la visita?


Nel Servizio Sanitario Nazionale è generalmente necessaria la prescrizione medica. Per una visita privata, di norma, l’impegnativa non è richiesta.


Si può effettuare la visita con il ginocchio ancora gonfio?


Sì. Il gonfiore rappresenta un elemento utile per la valutazione. Se è molto intenso, compare rapidamente o impedisce di muovere il ginocchio, è consigliabile richiedere assistenza medica tempestiva.


Fonti e bibliografia


  • Ahmed, I., Radhakrishnan, A., Khatri, C. et al. Meniscal tears are more common than previously identified, however, less than a quarter of people with a tear undergo arthroscopy. Knee Surg Sports Traumatol Arthrosc 29, 3892–3898 (2021). doi.org/10.1007/s00167-021-06458-2;
  • Englund M, Guermazi A, Gale D, Hunter DJ, Aliabadi P, Clancy M, Felson DT. Incidental meniscal findings on knee MRI in middle-aged and elderly persons. N Engl J Med. 2008 Sep 11;359(11):1108-15. doi: 10.1056/NEJMoa0800777. PMID: 18784100; PMCID: PMC2897006;
  • Ahmed I, Khatri C, Dhaif FG, Hutchinson CE, Parsons N, Price AJ, Staniszewska S, Metcalfe A. 'Obviously, because it's a tear it won't necessarily mend itself': a qualitative study of patient experiences and expectations of treatment for a meniscal tear. BMJ Open. 2025 Jan 14;15(1):e088656. doi: 10.1136/bmjopen-2024-088656. PMID: 39809555; PMCID: PMC11752057;
  • Vanthielmd.com/blog/meniscus-tears-qa-interview-with-dr-van-thiel/?bp=39895.

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