- Che cos’è un centro ortopedico?
- Quali servizi offre e quali professionisti può riunire un centro ortopedico?
- Quando è utile un percorso coordinato tra diagnosi, cura e riabilitazione?
- Come individuare il miglior centro ortopedico?
- Come richiedere una visita presso un centro ortopedico?
- Domande Frequenti
Chi cerca un centro ortopedico può avere bisogno di una diagnosi, di una seconda valutazione, di un intervento o di un programma riabilitativo. La stessa espressione, però, viene utilizzata per indicare strutture con attività molto differenti. Comprendere quali prestazioni offre il centro aiuta quindi a scegliere il percorso maggiormente in linea con il proprio problema.
Le patologie muscoloscheletriche interessano circa 1,71 miliardi di persone nel mondo e rappresentano la principale causa globale di disabilità. Lo segnala l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’agenzia delle Nazioni Unite che coordina le attività internazionali di sanità pubblica. In questa categoria rientrano problemi che colpiscono ossa, articolazioni, muscoli e tessuti connettivi, dalle fratture alle malattie croniche come l’artrosi.
In sintesi:
- Un centro ortopedico si occupa delle patologie e dei traumi dell’apparato muscoloscheletrico;
- Può essere un ambulatorio, un reparto ospedaliero o una struttura specialistica con più servizi;
- Non tutti i centri dispongono di diagnostica, chirurgia e riabilitazione;
- La struttura più adatta dipende dal problema e dal percorso necessario;
- Esperienza specifica, risultati e continuità delle cure sono criteri più utili della sola notorietà.
Che cos’è un centro ortopedico?
Un centro ortopedico è una struttura sanitaria specializzata nella diagnosi e nel trattamento dei problemi che interessano ossa, articolazioni, muscoli, tendini e legamenti. Può occuparsi, per esempio, di traumi, artrosi, deformità, patologie della colonna vertebrale e disturbi legati all’attività sportiva.
Non tutti i centri propongono i medesimi servizi. In alcune strutture si effettuano soltanto visite e controlli. Altre propongono esami di diagnostica per immagini, trattamenti ambulatoriali, chirurgia e riabilitazione.
| Tipo di struttura | Attività principale |
| Ambulatorio ortopedico | Effettua visite, controlli e alcune prestazioni ambulatoriali ma non necessariamente interventi chirurgici |
| Reparto di ortopedia | Gestisce ricoveri, traumi e interventi chirurgici all'interno di un ospedale o di una clinica |
| Centro ortopedico specialistico | Può coordinare visite, esami, terapie, chirurgia e riabilitazione nella stessa struttura o attraverso servizi collegati |
| Sanitaria o laboratorio ortopedico | Fornisce o realizza plantari, tutori, protesi e altri ausili |
Occorre quindi distinguere il medico ortopedico dal tecnico ortopedico. Il primo formula diagnosi e indica le cure. Il secondo realizza o adatta dispositivi come protesi e ortesi sulla base delle proprie competenze e delle eventuali prescrizioni. Il Ministero della Salute include infatti il tecnico ortopedico nell’elenco ufficiale delle professioni sanitarie. Prima di prenotare è utile controllare quali prestazioni siano realmente disponibili e se il centro tratta con regolarità la specifica patologia o la parte del corpo interessata da una problematica.

Quali servizi offre e quali professionisti può riunire un centro ortopedico?
Un centro ortopedico può seguire una o più fasi del percorso di cura: valutazione, diagnosi, trattamento e recupero funzionale. I servizi disponibili cambiano però da una struttura all’altra. L’offerta può comprendere:
- Visite ortopediche, controlli e seconde valutazioni;
- Esami diagnostici, come radiografie, ecografie, TAC e risonanze magnetiche, eseguiti nella struttura o presso servizi collegati;
- Prestazioni ambulatoriali, tra cui medicazioni, immobilizzazioni, infiltrazioni e rimozione di punti di sutura;
- Trattamenti conservativi, basati per esempio su farmaci, tutori o riabilitazione;
- Interventi chirurgici, soltanto nei centri dotati di sale operatorie e di un’organizzazione adeguata;
- Controlli postoperatori e programmi di recupero;
- Fornitura o adattamento di ausili, come plantari, ortesi, tutori e protesi.
Il professionista di riferimento è l’ortopedico, il medico specializzato nella diagnosi e nella cura delle patologie dell’apparato muscoloscheletrico. In base alle attività svolte, il centro può riunire o coinvolgere anche:
- Radiologo, che interpreta gli esami di diagnostica per immagini;
- Fisiatra, medico specializzato nella valutazione della disabilità e nella medicina riabilitativa;
- Fisioterapista, che segue il recupero del movimento, della forza e dell’autonomia;
- Tecnico ortopedico, che realizza o adatta protesi, ortesi e altri ausili;
- Anestesista e personale infermieristico, quando sono previste procedure o interventi;
- Reumatologo, medico dello sport o altri specialisti, se il disturbo richiede competenze aggiuntive.
Non è necessario che ogni centro disponga di tutte queste figure. Ciò che conta è che siano presenti professionisti e servizi in grado di affrontare lo specifico problema del paziente.
Quando è utile un percorso coordinato tra diagnosi, cura e riabilitazione?
Un percorso coordinato è particolarmente utile quando il problema ortopedico richiede il parere di più professionisti. Non è indispensabile che ogni prestazione si svolga nello stesso edificio. È però importante che i professionisti condividano le informazioni cliniche e perseguano obiettivi compatibili. Questa organizzazione può essere indicata:
- Dopo una frattura, soprattutto nelle persone anziane o fragili;
- In presenza di traumi che coinvolgono più parti del corpo;
- Prima e dopo un intervento ortopedico;
- Quando dolore e limitazioni persistono nonostante le prime cure;
- Se il paziente necessita di visite, riabilitazione e adattamento di un ausilio;
- Nei casi in cui bisogna coinvolgere ortopedico, fisiatra, fisioterapista o altri specialisti.
La collaborazione permette, per esempio, di iniziare la riabilitazione nei tempi stabiliti, adattare gli esercizi alle indicazioni del chirurgo e modificare il programma se il recupero non procede come previsto.
Una metanalisi pubblicata sul Journal of the American Medical Directors Association, rivista scientifica dedicata all’assistenza delle persone anziane, ha analizzato 7 studi clinici randomizzati per un totale di 1.763 pazienti di almeno 65 anni con una frattura dell’anca. Una metanalisi riunisce i risultati di più studi per ottenere una valutazione complessiva più solida.
I ricercatori hanno confrontato la normale assistenza dopo l’intervento con una riabilitazione gestita da un’équipe geriatrica composta da professionisti con competenze diverse. I pazienti seguiti dall’équipe hanno recuperato meglio la capacità di muoversi e di svolgere le attività quotidiane. Il percorso interdisciplinare non ha invece aumentato la sopravvivenza né la probabilità di tornare a vivere nella propria abitazione. Il beneficio osservato ha riguardato quindi soprattutto il recupero fisico e dell’autonomia, non tutti i possibili esiti della cura.
Il problema della frammentazione è stato affrontato anche dal dottor Bobby Chhabra, chirurgo ortopedico e direttore del Dipartimento di Chirurgia Ortopedica della University of Virginia. In un’intervista pubblicata dalla School of Medicine dell’ateneo statunitense, Chhabra ha dichiarato: «Ciò che mi aveva frustrato per anni era la frammentazione dell’assistenza che fornivamo. È molto meglio avere una struttura progettata sul paziente e che consenta di ricevere tutte le cure ortopediche di cui necessitano in un unico luogo»
Come individuare il miglior centro ortopedico?
Non esiste il centro ortopedico migliore per ogni paziente e per qualsiasi patologia. La scelta più appropriata dipende dal problema da trattare, dalla complessità del caso e dai servizi di cui il paziente necessita prima e dopo la cura. La notorietà della struttura può essere un primo elemento di orientamento, ma non basta. È preferibile attribuire un peso specifico maggiore ad elementi valutabili con criteri il più possibile oggettivi.
| Criterio | Cosa verificare |
| Esperienza specifica | Verificare se il centro tratta con regolarità la patologia, il trauma o l'articolazione interessata |
| Volume di attività | Controllare quanti interventi o casi simili vengono gestiti ogni anno, quando il dato è disponibile |
| Risultati delle cure | Cercare indicatori su complicanze, riammissioni, revisioni o tempestività dei trattamenti |
| Completezza del percorso | Accertarsi che visite, esami, intervento o riabilitazione siano disponibili o collegati tra loro |
| Organizzazione e sicurezza | Chiedere quali protocolli vengono applicati e come vengono gestite eventuali complicanze |
| Controlli successivi | Verificare chi seguirà il paziente dopo la cura e come sarà monitorato il recupero |
Per gli interventi ospedalieri è possibile consultare il Programma Nazionale Esiti (PNE), realizzato da AGENAS, l’Agenzia nazionale che supporta il Ministero della Salute e le Regioni nella valutazione dei servizi sanitari. Il portale permette di conoscere, per diverse procedure ortopediche, i volumi di attività e alcuni indicatori riferiti alle singole strutture.
Il rapporto PNE 2024, basato sull’attività del 2023, ha valutato 1.363 ospedali pubblici e privati attraverso 205 indicatori. Nello stesso anno sono stati registrati 95.808 ricoveri chirurgici per frattura del femore. Tra i pazienti di almeno 65 anni, il valore mediano degli interventi eseguiti entro 48 ore è salito al 59%, rispetto al 53% del 2022. La tempestività rappresenta infatti uno degli aspetti misurabili della qualità organizzativa.
AGENAS precisa però che il PNE non serve a creare classifiche degli ospedali. I dati vanno interpretati considerando il tipo di pazienti trattati, la complessità dei casi e gli altri indicatori disponibili.
Serve cautela anche quando si valuta il volume di attività. Una revisione sistematica pubblicata sulla rivista scientifica Knee Surgery, Sports Traumatology, Arthroscopy ha analizzato 68 studi di coorte dedicati alle protesi totali di ginocchio. Un aumento di 50 interventi annuali per ospedale è risultato associato a una diminuzione relativa di circa il 9% della mortalità entro tre mesi e del 2% delle riammissioni nello stesso periodo.
I centri con volumi maggiori potrebbero inoltre presentare meno revisioni precoci. Non è invece emersa un’associazione chiara con le infezioni profonde, le revisioni tardive o tutti gli altri eventi avversi. Gli autori sottolineano anche che gran parte delle prove deriva da studi osservazionali. Un volume elevato può quindi indicare maggiore esperienza organizzativa ma di per sé non dimostra che una struttura sia migliore rispetto ad un'altra.
La decisione dovrebbe nascere dalla combinazione di esperienza specifica, risultati, servizi disponibili e capacità di garantire continuità durante tutto il percorso.
Il centro più vicino è sempre la scelta più adatta?
Il centro ortopedico più vicino non è necessariamente quello più adatto, ma la distanza resta un criterio importante ai fini della scelta. Una struttura facilmente raggiungibile può agevolare l'accesso a controlli frequenti, medicazioni e sedute riabilitative, soprattutto per le persone anziane o con difficoltà di movimento. Può essere ragionevole rivolgersi a un centro più distante quando:
- La patologia è rara o particolarmente complessa;
- Un precedente intervento non ha risolto il problema;
- È necessaria una revisione di una protesi;
- Il centro possiede un’équipe con esperienza specifica nella procedura richiesta;
- Nella propria zona non è disponibile il trattamento indicato.
In alcuni casi l’intervento può essere eseguito nel centro specializzato, mentre riabilitazione e controlli ordinari possono svolgersi vicino casa. Questo modello richiede però un fitto scambio di informazioni tra i professionisti.
Un esempio è la storia di Lynn Whitley pubblicata dalla Cleveland Clinic, centro medico accademico statunitense. La paziente soffriva di un grave problema alla spalla e aveva affrontato otto interventi, comprese due protesi fallite a causa di un’infezione. Per ricevere una valutazione specialistica percorse circa 640 chilometri dalla Carolina del Nord a Cleveland.
Il chirurgo a cui si rivolse suggerì un trattamento in due fasi: prima la rimozione della protesi e la cura dell’infezione, poi la ricostruzione della spalla. Dopo il primo intervento, una videochiamata con lo specialista permise di valutare a distanza un arrossamento che aveva fatto temere una nuova infezione, evitando un ricovero e un’operazione ritenuti non necessari. Lynn tornò successivamente a Cleveland per la seconda procedura, ma svolse la riabilitazione vicino casa e alcuni controlli da remoto.
Al termine del percorso ha raccontato: «Avevo quasi perso la speranza di avere ancora una qualità di vita. Il chirurgo mi ha ridato speranza. La speranza di poter ancora fare le cose che mi piacciono con i miei amici, con i miei adorati nipotini.».
La testimonianza mostra come, nei casi complessi, sia possibile trovare il giusto compromesso tra l’assistenza fornita da un centro distante dalla propria abitazione e i servizi disponibili sul territorio.
Come richiedere una visita presso un centro ortopedico?
Per richiedere una visita è sufficiente descrivere il problema e indicare la parte del corpo interessata da uno specifico sintomo, problema o condizione. Queste informazioni aiutano a individuare il centro e lo specialista con le competenze più adatte. Al momento della prenotazione è utile comunicare:
- Il punto o l'area in cui si avverte il dolore o la limitazione;
- Da quanto tempo sono presenti i sintomi;
- Se il problema è comparso dopo un trauma;
- Eventuali diagnosi o interventi precedenti;
- Se si richiede una prima visita, un controllo o una seconda opinione;
- Città o l’area geografica preferita.
Per una visita tramite il Servizio Sanitario Nazionale bisogna seguire le modalità previste dal sistema di prenotazione regionale. In ambito privato è possibile contattare direttamente la struttura oppure utilizzare una piattaforma specializzata.
Attraverso EccellenzaMedica.it, sito di prenotazioni mediche online, è possibile consultare professionisti e centri ortopedici presenti in diverse località italiane, confrontando competenze, sedi, costi e disponibilità. Il servizio di assistenza può aiutare il paziente a richiedere un appuntamento con uno specialista adatto al problema descritto.
Il giorno della visita è consigliabile portare:
- Referti di radiografie, risonanze, TAC o ecografie già effettuate;
- Immagini degli esami, se disponibili;
- Lettere di dimissione e documenti relativi a eventuali precedenti interventi;
- Elenco dei farmaci assunti e delle cure già provate.
Domande frequenti
Un centro ortopedico può essere pubblico o privato?
Sì. Può appartenere a un ospedale pubblico, essere una struttura privata accreditata con il Servizio Sanitario Nazionale oppure operare esclusivamente in regime privato.
Serve l’impegnativa per prenotare una visita?
Per una visita tramite SSN serve generalmente la prescrizione del medico di famiglia, del pediatra o di uno specialista del servizio pubblico. In regime privato, di norma, non è necessaria.
Si può accedere senza avere già una diagnosi?
Sì. La prima visita serve proprio a valutare i sintomi, formulare un’ipotesi diagnostica e stabilire se siano necessari esami o altre consulenze.
Dopo un trauma bisogna andare al centro ortopedico o al pronto soccorso?
Bisogna rivolgersi al pronto soccorso in presenza di trauma grave, deformità evidente, ferita profonda, sanguinamento importante, perdita di sensibilità o impossibilità di muovere o caricare l’arto. Per un trauma lieve e con sintomi stabili si può prenotare una visita ortopedica.
Tutti i centri ortopedici visitano anche bambini e adolescenti?
No. Occorre verificare che sia disponibile un servizio di ortopedia pediatrica e che il centro accetti pazienti della fascia di età interessata.
Si possono portare radiografie e risonanze eseguite altrove?
Sì. È utile portare sia i referti sia le immagini su CD, supporto digitale o portale online. Sarà, poi, l'ortopedico a valutare la documentazione.
Un centro ortopedico fornisce anche plantari, tutori o protesi?
Alcuni centri li forniscono direttamente o collaborano con un laboratorio ortopedico. Il servizio non è però disponibile in tutte le strutture.
Quanto costa una visita in un centro ortopedico?
In ambito privato, una visita ortopedica può costare indicativamente da 50 a 200 euro. Il prezzo varia in base allo specialista, alla città e alla struttura; esami e trattamenti possono avere costi separati. Nel SSN può essere previsto il ticket, salvo esenzioni.
Fonti e bibliografia
- Who.int/news-room/fact-sheets/detail/musculoskeletal-conditions;
- Salute.gov.it/new/it/tema/professioni-sanitarie/elenco-professioni/;
- Nordström P, Thorngren KG, Hommel A, Ziden L, Anttila S. Effects of Geriatric Team Rehabilitation After Hip Fracture: Meta-Analysis of Randomized Controlled Trials. J Am Med Dir Assoc. 2018 Oct;19(10):840-845. doi: 10.1016/j.jamda.2018.05.008. Epub 2018 Jun 27. PMID: 29958818;
- News.med.virginia.edu/clinical/10431/;
- Pne.agenas.it/ospedaliera/indicatori?noso=muscoloscheletrico;
- Agenas.gov.it/images/2024/primo-piano/pne24/Report_PNE-2024_web.pdf;
- Kugler, C.M., Goossen, K., Rombey, T. et al. Hospital volume–outcome relationship in total knee arthroplasty: a systematic review and dose–response meta-analysis. Knee Surg Sports Traumatol Arthrosc 30, 2862–2877 (2022). https://doi.org/10.1007/s00167-021-06692-8;
- My.clevelandclinic.org/patient-stories/155-virtual-visits-connect-patient-with-orthopaedic-specialist-for-a-positive-outcome.

