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Segnalato da: laRepubblica, IlGiornale, Salute33, ForumSalute.it
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Ortopedico pediatrico: cosa fa, cosa cura e quando portare un bambino a visita


L’ortopedico pediatrico, anche detto ortopedico infantile, è il medico specializzato nella diagnosi e nel trattamento dei problemi che interessano ossa, articolazioni, muscoli e tendini di neonati, bambini e adolescenti. Si occupa sia di patologie congenite sia di disturbi comparsi durante la crescita, traumi e infortuni sportivi.


A differenza di un ortopedico che si occupa di adulti, l'ortopedico pediatrico ha a che fare con un apparato muscolo-scheletrico ancora in fase di sviluppo. La presenza delle cartilagini di accrescimento può infatti influenzare tipologia di lesione, capacità di guarigione e scelta del trattamento.


L'ortopedia pediatrica si occupa di una vasta gamma di problemi anche molto diversi tra loro, come ad esempio: displasia dell’anca, piede torto, piede piatto, deviazioni degli arti, scoliosi, fratture e disturbi legati allo sport. Rivolgersi ad uno specialista permette di distinguere le normali variazioni della crescita da quelle condizioni che richiedono controlli o cure specifiche.


Chi è l’ortopedico pediatrico e cosa fa?


L’ortopedico pediatrico è un medico specialista in Ortopedia e Traumatologia con una specifica esperienza nel trattamento delle patologie dell’apparato muscolo-scheletrico durante la crescita. Può seguire il bambino dalla nascita fino all’adolescenza, valutando lo sviluppo di ossa, articolazioni, muscoli e tendini.


Il suo lavoro non consiste soltanto nel curare fratture o eseguire interventi chirurgici. Lo specialista controlla la crescita scheletrica, osserva la postura e la deambulazione, riconosce eventuali deformità e stabilisce se sia sufficiente monitorare il bambino oppure iniziare uno specifico trattamento.


AttivitàCosa fa
Valutazione della crescitaControlla allineamento degli arti, cartilagini di accrescimento e differenze di lunghezza
Analisi del movimentoOsserva postura, appoggio dei piedi, equilibrio e modo di camminare o correre
Diagnosi delle patologieIndividua problemi congeniti, acquisiti, neuromuscolari o legati allo sviluppo
Trattamento dei traumiCura fratture, distorsioni e lesioni provocate da attività sportive o cadute
Programmazione delle curePotrebbe suggerire trattamenti come riposo, tutori, gessi, fisioterapia o chirurgia
Monitoraggio nel tempoSi accerta che il disturbo non peggiori e che il trattamento non interferisca con la crescita


In un approfondimento pubblicato dall’Hospital for Special Surgery, ospedale statunitense specializzato in ortopedia, la Dott.ssa Abigail K. Allen, chirurga ortopedica pediatrica, evidenzia che il bambino non può essere trattato come un adulto in miniatura. Le cartilagini di accrescimento sono più vulnerabili e possono modificare il tipo di lesione e le modalità di cura. «Siamo specializzati nel bambino che cresce, non nel paziente adulto. Molte delle condizioni che trattiamo non richiedono un intervento chirurgico».


ortopedico pediatrico chi è e cosa fa


Quali problemi ortopedici cura nei bambini?


L’ortopedico pediatrico tratta patologie congenite, alterazioni che compaiono durante la crescita e lesioni provocate da traumi o attività sportiva. Alcune condizioni richiedono soltanto controlli periodici, mentre altre devono essere curate precocemente per evitare deformità o limitazioni permanenti.


Patologia/condizione ortopedicaCaratteristiche
Displasia evolutiva dell'ancaL'articolazione dell'anca non si sviluppa o non si stabilizza correttamente
Piede torto congenitoUno o entrambi i piedi sono rivolti verso l'interno e verso il basso fin dalla nascita
Alterazioni degli arti inferioriComprendono ginocchio varo o valgo, rotazioni delle gambe e differenze nella lunghezza degli arti
Disturbi del piede e della camminataPiede piatto, cammino sulle punte, piedi rivolti verso l'interno o l'esterno e anomalie dell'appoggio
Patologie della colonnaScoliosi, cifosi, spondilolisi e altre deformità vertebrali dell'età evolutiva
Patologie di anca e ginocchioMalattia di Perthes, epifisiolisi dell'anca, instabilità della rotula e osteocondrite dissecante
Traumi e frattureFratture, distorsioni, lussazioni e lesioni delle cartilagini di accrescimento
Problemi legati allo sportLesioni acute e disturbi da sovraccarico causati da allenamenti intensi o movimenti ripetuti
Patologie neuromuscolariDeformità e difficoltà motorie associate, ad esempio, a paralisi cerebrale o spina bifida
Infezioni e tumoriOsteomieliti, artriti settiche e lesioni tumorali benigne o maligne dell'apparato muscolo-scheletrico


La scoliosi idiopatica adolescenziale è una delle deformità della colonna più diffuse durante la crescita. Secondo l'Ospedale Pediatroco Bambino Gesù di Roma, questa condizione interessa circa l’1-3% degli adolescenti.


Anche le fratture sono frequenti. Uno studio epidemiologico statunitense indicizzato su PubMed ha stimato un rischio complessivo durante l’infanzia e l’adolescenza di circa 180 fratture ogni 1.000 bambini, poco meno di un bambino su cinque.


Tra le condizioni congenite, il piede torto presenta una frequenza stimata di circa 10-15 casi ogni 10.000 nascite. Il dato proviene dal manuale di sorveglianza dei CDC, l’agenzia sanitaria pubblica degli Stati Uniti. Una diagnosi tempestiva permette generalmente di iniziare il trattamento già nelle prime settimane di vita.


Quando è consigliata una visita ortopedica pediatrica?


Non esiste un’età di riferimento, valida per tutti i bambini. Durante i bilanci di salute, il pediatra controlla lo sviluppo motorio e può consigliare una valutazione ortopedica quando rileva un’anomalia. È possibile rivolgersi direttamente allo specialista anche in presenza di dolore, difficoltà nei movimenti, traumi o cambiamenti visibili nella postura e nella camminata.


SituazioneQuando richiedere una visita
Dolore a ossa o articolazioniSe persiste, ritorna frequentemente o limita le normali attività
ZoppiaSe compare senza una causa evidente, peggiora o non si risolve
Alterazione della camminataSe è asimmetrica, dolorosa o diventa più evidente con la crescita
Piede piattoSe è rigido, doloroso o limita la corsa e l’attività fisica
Cammino sulle punteSe persiste oltre i 4-5 anni, compare improvvisamente o interessa un solo lato
Gambe arcuate o ginocchia valgheSe la deformità è marcata, asimmetrica, dolorosa o progressiva
Asimmetria della schienaSe una spalla, una scapola o un fianco appare più alto dell’altro
Differenza tra gli artiSe una gamba sembra più corta o il bambino inclina il bacino mentre cammina
Trauma sportivoSe provoca dolore persistente, gonfiore, instabilità o riduzione del movimento
Sospetta patologia congenitaAppena viene rilevata, anche durante la gravidanza o nei primi controlli dopo la nascita


Alcune caratteristiche possono rappresentare normali fasi dello sviluppo. Ad esempio, il piede piatto flessibile, le gambe arcuate nei bambini più piccoli e una temporanea rotazione interna dei piedi spesso migliorano con la crescita. La presenza di dolore, rigidità, asimmetria o peggioramento rende invece opportuna una valutazione.


Nei neonati è importante prestare particolare attenzione alla displasia dell’anca, soprattutto in caso di presentazione podalica o familiarità. Una diagnosi precoce può permettere un trattamento conservativo con tutore e ridurre il rischio di dover ricorrere alla chirurgia.


È necessario rivolgersi rapidamente al pediatra, alla guardia medica o al Pronto Soccorso quando il bambino:


  • Non riesce improvvisamente a camminare o a caricare il peso su una gamba;
  • Presenta una deformità evidente dopo un trauma;
  • Ha dolore intenso, gonfiore o impossibilità a muovere un arto;
  • Presenta un’articolazione calda e gonfia associata a febbre;
  • Ha una ferita profonda o una possibile frattura esposta;
  • Manifesta perdita di sensibilità, debolezza o alterazioni neurologiche.


Come si svolge una visita ortopedica pediatrica?


La visita ortopedica pediatrica inizia con un colloquio con il genitore e prosegue con l’esame clinico del bambino. Lo specialista adatta la valutazione all’età, al problema segnalato dai genitori e al livello di collaborazione del piccolo paziente.


Fase della visitaCosa valuta l'ortopedico
AnamnesiGravidanza, parto, familiarità, sviluppo motorio, traumi e malattie precedenti
Analisi dei sintomiSede e durata del dolore, gonfiore, rigidità e attività che provocano il disturbo
OsservazionePostura, simmetria del corpo, allineamento degli arti e appoggio dei piedi
Analisi del movimentoModo di camminare, correre, piegarsi, sedersi o salire su un gradino
Esame articolareMobilità di anche, ginocchia, caviglie, spalle e altre articolazioni interessate
Valutazione neurologicaForza, tono muscolare, riflessi, sensibilità e coordinazione
ConclusioniPossibile diagnosi, necessità di accertamenti e indicazioni per controlli o cure


Durante la visita, il medico potrebbe chiedere al bambino di camminare avanti e indietro, correre, stare sulle punte o piegarsi in avanti. Nei bambini più piccoli può essere sufficiente osservarli mentre si muovono spontaneamente o giocano.


OrthoKids, portale informativo della Pediatric Orthopaedic Society of North America, spiega che la valutazione della camminata comprende normalmente il controllo della mobilità di anche, ginocchia, caviglie e piedi, oltre a un esame neurologico di muscoli, nervi e coordinazione.


La visita è generalmente non invasiva. Alcune manovre potrebbero provocare un fastidio momentaneo, specie se è presente un trauma o un’articolazione dolorosa. In ogni caso, il lo specialista presterà attenzione a evitare movimenti non necessari.


Per aiutare lo specialista a ricostruire correttamente il problema, è utile portare con sé alla visita:


  • Prescrizione del pediatra, se disponibile;
  • Radiografie, ecografie, risonanze o altri esami già eseguiti;
  • Immagini diagnostiche;
  • Precedenti valutazioni ortopediche e lettere di dimissione;
  • Elenco dei farmaci assunti e delle terapie effettuate;
  • Plantari, tutori o calzature ortopediche già utilizzati;
  • Scarpe utilizzate abitualmente, se il problema riguarda piedi o camminata.


Quali esami può prescrivere?


Molte alterazioni fisiologiche della crescita possono essere riconosciute attraverso l’osservazione e l’esame clinico. L’ortopedico prescrive un esame specifico quando serve a confermare il sospetto diagnostico, misurare la gravità del problema o programmare il trattamento.


EsameIn quali casi è indicato
RadiografiaFratture, deformità scheletriche, scoliosi, differenze nella lunghezza degli arti e problemi delle cartilagini di accrescimento
EcografiaDisplasia dell’anca nei primi mesi di vita e valutazione di articolazioni o tessuti molli
Risonanza magneticaLesioni di cartilagini, menischi, legamenti, muscoli, midollo osseo o colonna vertebrale
Tomografia computerizzataStudio dettagliato di deformità e fratture complesse o pianificazione chirurgica
Analisi del camminoDisturbi complessi della deambulazione e patologie neuromuscolari
Esami del sangueSospette infezioni, infiammazioni o malattie metaboliche delle ossa


La radiografia rimane uno degli esami più utilizzati in ortopedia. Deve però essere limitata alla zona interessata e prescritta soltanto quando l'esito della stessa può modificare la diagnosi o la cura. Generalmente, due proiezioni radiografiche sono sufficienti per lo studio di un segmento scheletrico o un’articolazione.


Nella scoliosi, ad esempio, la radiografia della colonna eseguita in piedi permette di misurare l’angolo di Cobb, parametro utilizzato per stabilire l’entità della curva e seguirne l’evoluzione. Nell’anca del neonato, invece, l’ecografia consente di studiare l’articolazione senza l'impiego di radiazioni ionizzanti.


La risonanza magnetica e la TC non rappresentano normalmente esami di primo livello. Vengono richieste quando la radiografia non fornisce informazioni sufficienti o quando è necessario analizzare strutture più profonde. Nei bambini molto piccoli, la risonanza può richiedere una particolare preparazione perché il paziente deve rimanere immobile durante l’esame.


Nei disturbi complessi della deambulazione può essere utile l’analisi computerizzata del cammino. Secondo la Pediatric Orthopaedic Society of North America, società scientifica statunitense di ortopedia pediatrica, questo esame aiuta a misurare movimenti articolari, attività muscolare e distribuzione del peso durante la camminata.


Quali trattamenti può proporre?


Il trattamento dipende dal tipo di problema, dalla sua gravità, dall’età del bambino e dalla crescita scheletrica ancora disponibile. L’obiettivo è correggere o controllare la condizione limitando, quando possibile, l’impatto sulle normali attività e sullo sviluppo. Le principali opzioni comprendono:


  • Osservazione periodica: indicata per variazioni fisiologiche e deformità lievi che possono migliorare spontaneamente;
  • Modifica delle attività: diminuzione temporanea delle attività sportive o dei movimenti che provocano dolore;
  • Fisioterapia: esercizi per recuperare mobilità, forza, equilibrio e coordinazione;
  • Plantari e tutori: utilizzati nei casi in cui possono migliorare l’appoggio, sostenere un’articolazione o guidare la crescita;
  • Apparecchi gessati: impiegati per immobilizzare le fratture o correggere progressivamente alcune deformità;
  • Corsetti ortopedici: prescritti soprattutto per controllare determinate forme di scoliosi durante la crescita;
  • Interventi chirurgici: riservati alle deformità più severe, alle lesioni instabili o alle condizioni che non rispondono alle cure conservative.


In molti casi, una diagnosi precoce consente di intervenire con metodi meno invasivi. Per la displasia evolutiva dell’anca, ad esempio, l’Hospital for Special Surgery riferisce che il tutore di Pavlik, quando indicato come trattamento iniziale, raggiunge percentuali di successo comprese tra il 90 e il 95%.


Anche quando è necessario operare, l’ortopedico pediatrico deve considerare la crescita residua. Alcune tecniche di “crescita guidata” sfruttano proprio le cartilagini di accrescimento per correggere gradualmente l’allineamento degli arti.


Una testimonianza pubblicata da Shriners Children’s, rete ospedaliera pediatrica non profit statunitense, racconta il percorso di Haylie, una ragazza con scoliosi che aveva dovuto interrompere la scuola e la danza a causa del dolore.


Dopo una valutazione specialistica, Haylie ha ricevuto un corsetto con un’imbottitura più adatta e ha iniziato un percorso di controlli regolari. Con il tempo, la curva è migliorata e la ragazza ha potuto abbandonare il busto e tornare alla danza agonistica. «Ho chiesto: “Posso tornare a ballare?”. Il medico ha risposto: “Assolutamente sì”. È stato il giorno più bello della mia vita» ricorda Haylie.


Ortopedico pediatrico, pediatra o fisiatra: a chi rivolgersi?


Pediatra, ortopedico pediatrico e fisiatra possono intervenire in momenti diversi dello stesso percorso e collaborare tra loro.


ProfessionistaQuando rivolgersi
PediatraPer un primo inquadramento relativo a dolori, difficoltà motorie o alterazioni rilevate durante i bilanci di salute
Ortopedico pediatricoPer deformità, traumi, fratture, zoppia persistente e problemi di ossa, articolazioni o cartilagini di accrescamento
FisiatraQuando occorre valutare una limitazione funzionale e programmare un percorso riabilitativo non chirurgico
FisioterapistaPer eseguire gli esercizi e i trattamenti riabilitativi indicati dal medico


Il pediatra rappresenta spesso il primo riferimento. Conosce la storia clinica del bambino, controlla le tappe dello sviluppo e può distinguere un disturbo transitorio da una situazione che richiede il parere di uno specialista.


L’ortopedico pediatrico formula la diagnosi delle patologie muscolo-scheletriche e può proporre sia trattamenti conservativi sia interventi chirurgici. È la figura più indicata quando esiste un sospetto problema strutturale, una deformità progressiva o un trauma.


Il fisiatra si concentra invece sul recupero della mobilità e dell’autonomia. Può seguire bambini con disabilità motorie, che hanno subito un trauma, affetti da patologie neuromuscolari o che presentano difficoltà funzionali dopo un intervento.


Il fisioterapista applica il programma riabilitativo attraverso esercizi, mobilizzazioni e attività finalizzate al recupero del movimento.


Come scegliere un ortopedico pediatrico qualificato?


Non esiste un ortopedico pediatrico che possa essere considerato il migliore per ogni bambino e per qualsiasi patologia ortopedica. La scelta deve tenere conto soprattutto del tipo di problema da affrontare e dell’esperienza specifica del medico in quell'ambito. È utile valutare:


  • Specializzazione: il professionista deve essere specialista in Ortopedia e Traumatologia e avere una reale esperienza nella pediatria;
  • Competenza sulla patologia: scoliosi, displasia dell’anca, piede torto, traumi sportivi e patologie neuromuscolari richiedono competenze differenti;
  • Casistica trattata: il numero e la complessità dei casi seguiti possono indicare il grado di esperienza dello specialista;
  • Attività scientifica: pubblicazioni, congressi e formazione continua documentano l’aggiornamento professionale;
  • Qualità della struttura: nei casi complessi è importante poter contare su un centro che disponga di radiologia pediatrica, anestesia, riabilitazione e altre specialità;
  • Continuità dei controlli: alcune condizioni devono essere monitorate per anni, fino alla conclusione della crescita;
  • Chiarezza delle spiegazioni: il medico dovrebbe illustrare diagnosi, alternative terapeutiche, benefici e possibili rischi con parole comprensibili;
  • Coinvolgimento del bambino: lo specialista deve ascoltare anche il piccolo paziente e adattare il colloquio alla sua età.


Quanto costa e dove prenotare una visita ortopedica pediatrica?


Il costo di una visita ortopedica pediatrica privata non è fisso. L’analisi pubblicata da EccellenzaMedica.it sui prezzi delle visite ortopediche indica una fascia compresa generalmente tra 70 e 200 euro. Il prezzo può variare in base a:


  • Esperienza e competenza specifica del medico;
  • Città in cui viene effettuata la visita;
  • Tipo di struttura sanitaria;
  • Complessità del problema;
  • Prima visita o controllo successivo;
  • Eventuali prestazioni eseguite nello stesso appuntamento.


Radiografie, ecografie, risonanze, tutori e altri esami o trattamenti non sono normalmente compresi nel costo della visita, salvo diversa indicazione della struttura.


Nel Servizio Sanitario Nazionale la prestazione può prevedere il pagamento del ticket, il cui importo dipende dalla regione e dalle eventuali esenzioni.


In alternativa, la visita può essere prenotata privatamente presso studi specialistici, poliambulatori e centri di ortopedia pediatrica. È possibile cercare una struttura anche attraverso EccellenzaMedica.it, portale che permette di prenotare prestazioni mediche presso centri e professionisti selezionati in diverse città italiane.


Domande frequenti


Fino a quale età ci si può rivolgere a un ortopedico pediatrico?


Generalmente dalla nascita fino ai 18 anni o al completamento della crescita scheletrica. Il limite può variare in base alla struttura e alla patologia.


Serve l’impegnativa per una visita ortopedica pediatrica?


Nel Servizio Sanitario Nazionale generalmente sì. Per una visita privata, invece, di norma non è richiesta.


Quanto dura una visita ortopedica pediatrica?


In media dura circa 20-40 minuti. Una prima visita o una valutazione complessa può richiedere più tempo.


Come deve essere vestito il bambino durante la visita?


Sono consigliati abiti comodi e facili da togliere. Se il problema riguarda piedi o camminata, è utile portare anche le scarpe indossate abitualmente.


Chi controlla i piedi dei bambini: ortopedico o podologo?


L’ortopedico pediatrico valuta deformità, appoggio, dolore e problemi della camminata. Il podologo si occupa soprattutto di pelle, unghie, calli e trattamenti podologici.


Qual è la differenza tra ortopedico pediatrico e chirurgo pediatrico?


L’ortopedico pediatrico tratta ossa, articolazioni, muscoli e deformità della crescita. Il chirurgo pediatrico opera principalmente patologie di organi e tessuti interni del bambino.


Come si diventa ortopedico pediatrico?


Occorrono la laurea in Medicina e Chirurgia, l’abilitazione professionale e la specializzazione quinquennale in Ortopedia e Traumatologia. Segue una formazione clinica specifica in ortopedia pediatrica.


Il piede piatto dei bambini richiede sempre i plantari?


No. Il piede piatto flessibile e senza dolore spesso richiede soltanto controlli. Plantari o altre cure vanno prescritti dopo una valutazione specialistica.


Fonti e bibliografia


  • Hss.edu/health-library/move-better/when-to-see-a-pediatric-orthopedist;
  • Ospedalebambinogesu.it/corsetti-ortopedici-nella-scoliosi-80001/;
  • Naranje SM, Erali RA, Warner WC Jr, Sawyer JR, Kelly DM. Epidemiology of Pediatric Fractures Presenting to Emergency Departments in the United States. J Pediatr Orthop. 2016 Jun;36(4):e45-8. doi: 10.1097/BPO.0000000000000595. PMID: 26177059;
  • Archive.cdc.gov/www_cdc_gov/ncbddd/birthdefects/surveillancemanual/chapters/chapter-4/chapter4.9a.html;
  • Orthokids.org/conditions/in-toeing/;
  • Posna.org/physician-education/study-guide/gait;
  • Shrinerschildrens.org/en/news-and-media/patient-stories/2021/01/scoliosis-treatment-restores-young-girls-mental-and-physical-health.

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