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Segnalato da: laRepubblica, IlGiornale, Salute33, ForumSalute.it
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Visita ortopedica traumatologica: cos’è, quando serve e cosa valuta


Che cos’è la visita ortopedica traumatologica e in cosa si differenzia da quella generale?


La visita ortopedica traumatologica è una valutazione medica focalizzata sulle conseguenze di un evento traumatico. Il medico cerca di individuare eventuali danni a ossa, articolazioni, legamenti, tendini e muscoli e di stabilirne gravità, stabilità e possibili ripercussioni sul movimento.


In Italia, ortopedia e traumatologia appartengono alla stessa specializzazione medica. L’ortopedico traumatologo non è quindi un professionista distinto dall’ortopedico: possiede, però, una preparazione specifica nella diagnosi e nel trattamento delle lesioni provocate da cadute, urti, incidenti e infortuni sportivi.


La differenza principale riguarda il motivo della visita:


Visita ortopedica generaleVisita ortopedica traumatologica
Può riguardare problemi traumatici e non traumaticiRiguarda una lesione conseguente a un trauma
Valuta anche artrosi, deformità e disturbi comparsi gradualmenteParte da un evento riconoscibile, come una caduta o una torsione
Analizza sintomi, mobilità e funzionalitàConsidera anche dinamica, direzione ed energia dell'impatto
Può avere finalità diagnostiche, preventive o di controlloDefinisce gravità della lesione e trattamento successivo
Può essere programmata senza particolare urgenzaLa tempistica dipende dalle caratteristiche dell'infortunio


La visita può essere eseguita come prima valutazione, quando il trauma non presenta caratteristiche di emergenza, oppure come controllo dopo un accesso al Pronto soccorso, un’immobilizzazione o un intervento. Sottoporsi a una visita traumatologica non significa necessariamente dover affrontare un’operazione: molte lesioni possono essere trattate con tutori, limitazione temporanea del carico, farmaci e riabilitazione.


visita ortopedica traumatologica


Quali lesioni vengono valutate dopo un trauma?


La visita ortopedica traumatologica può individuare lesioni di diversa gravità. Un trauma può interessare una sola struttura oppure coinvolgere contemporaneamente ossa, articolazioni e tessuti molli.


Struttura coinvoltaPossibili lesioni traumatiche
OssaFratture complete o incomplete, composte o scomposte
ArticolazioniLussazioni, sublussazioni e danni alla cartilagine
LegamentiDistorsioni, stiramenti e rotture parziali o complete
TendiniLesioni, distacchi o rotture traumatiche
MuscoliContusioni, stiramenti ed ematomi
Nervi e vasi sanguigniCompressioni o lesioni associate al trauma
Tessuti superficialiFerite, abrasioni e danni ai tessuti molli


Le fratture possono presentarsi senza spostamento dei frammenti oppure con alterazione dell'allineamento dell’osso. Se la pelle rimane integra si parla di frattura chiusa; se una ferita mette in comunicazione l’osso con l’esterno si parla invece di frattura esposta, condizione che richiede un trattamento urgente per il rischio di infezione.


Le distorsioni interessano soprattutto le articolazioni e possono provocare un semplice stiramento o, nei casi più gravi, la rottura dei legamenti. La lussazione si verifica quando le estremità delle ossa che formano un’articolazione, chiamate capi articolari, si spostano completamente dalla loro posizione naturale. Nella sublussazione, invece, lo spostamento è incompleto: le estremità delle ossa perdono in parte il normale allineamento, ma conservano ancora una superficie di contatto.


La valutazione traumatologica può riguardare anche gli effetti tardivi di un infortunio, come:


  • Dolore che persiste dopo la guarigione iniziale;
  • Instabilità articolare;
  • Diminuzione del movimento;
  • Frattura che non consolida;
  • Osso consolidato in una posizione non corretta;
  • Infezione successiva a una frattura o a un intervento;
  • Artrosi post-traumatica.


Non sempre l’intensità del dolore permette di riconoscere la gravità della lesione. In alcuni casi, anche in presenza di fratture non scomposte o lesioni legamentose, il paziente potrebbe essere ancora in grado di muovere parzialmente l’arto: per questo la capacità di camminare o muovere l’articolazione non esclude automaticamente un danno significativo.


Visita ambulatoriale o Pronto soccorso: come orientarsi?


Dopo un trauma è importante scegliere il livello di assistenza adeguato. La visita ortopedica traumatologica ambulatoriale è indicata per lesioni non urgenti e per i controlli successivi; il Pronto soccorso è necessario quando esiste il rischio di una frattura grave, di una compromissione di nervi o vasi sanguigni oppure di altre lesioni associate.


Visita traumatologica ambulatorialePronto soccorso
Dolore e gonfiore moderati, senza rapido peggioramentoDolore molto intenso o in rapido aumento
Movimento ridotto, ma senza deformità evidenteArto o articolazione visibilmente deformati
Livido o contusione dopo un trauma lieveFerita profonda o osso visibile
Dolore che persiste nei giorni successivi all'infortunioImprovvisa impossibilità di muovere o sostenere il peso
Controllo dopo radiografia, immobilizzazione o accesso in Pronto SoccorsoArto freddo, pallido, bluastro o insensibile
Valutazione del recupero prima di riprendere lavoro o sportEmorragia, trauma da schiacciamento o incidente ad alta energia


Una valutazione urgente è necessaria anche quando compaiono formicolio persistente, perdita di sensibilità o debolezza improvvisa. Questi sintomi potrebbero indicare il coinvolgimento di un nervo. Un arto freddo, pallido o bluastro può invece segnalare un problema nella circolazione sanguigna.


Un dolore molto forte, associato a gonfiore teso e crescente, potrebbe essere il segnale di una sindrome compartimentale, condizione nella quale la pressione aumenta all’interno dei tessuti e può danneggiare muscoli, nervi e vasi sanguigni.


Le linee guida del NICE, l’ente pubblico britannico che si occupa dell'elaborazione di linee guida cliniche, considerano meritevoli di assistenza medica urgente:


  • Fratture esposte;
  • Fratture del bacino;
  • Lesioni accompagnate da possibili danni vascolari.


Bisogna pertanto contattare immediatamente i soccorsi in presenza di:


  • Trauma grave;
  • Perdita di coscienza;
  • Difficoltà respiratoria;
  • Sospetta lesione della colonna vertebrale.


Non sempre, però, un trauma importante deriva da un incidente violento. In un’intervista pubblicata dalla University of Utah Health, centro sanitario universitario statunitense, il Dr. David Rothberg, chirurgo ortopedico specializzato in traumatologia, descrive due situazioni molto diverse nelle quali può verificarsi una frattura del bacino: «Esistono due categorie di pazienti che possono sviluppare una frattura del bacino. La prima è quella delle persone con lesioni gravi e potenzialmente letali. Molti casi, però, riguardano pazienti anziani che hanno subito una semplice caduta a terra e possono avvertire dolore all’inguine, all’addome o alla parte bassa della schiena: è da qui che comincia l’iter diagnostico».


L’intervista mostra perché una caduta apparentemente modesta non debba essere sottovalutata, soprattutto nelle persone anziane o con fragilità ossea. Se il dolore all’inguine, al bacino o alla parte bassa della schiena persiste, è opportuno sottoporsi a una valutazione medica anche in assenza di deformità evidenti.


Perché la dinamica dell’infortunio è importante?


Conoscere il meccanismo del trauma, ad esempio la direzione del movimento, il punto colpito e l’intensità dell’impatto, aiuta l’ortopedico traumatologo a comprendere quali strutture potrebbero essersi lesionate. Il medico potrebbe, ad esempio, chiedere al paziente:


  • Da quale altezza è avvenuta la caduta;
  • Quale parte del corpo ha urtato per prima;
  • Se il piede era appoggiato a terra mentre la gamba o il corpo ruotavano;
  • Se l’arto si è piegato, ruotato o esteso bruscamente;
  • Se il trauma è derivato da uno scontro, uno schiacciamento o un colpo diretto;
  • Se il paziente ha avvertito uno schiocco o la sensazione che l’articolazione uscisse dalla propria sede.


Meccanismi differenti possono produrre lesioni diverse. Per esempio:


  • Un colpo diretto può danneggiare l’osso e i tessuti molli presenti nel punto dell’impatto;
  • Una torsione con il piede fermo a terra può coinvolgere i legamenti del ginocchio o della caviglia e, in alcuni casi, provocare una frattura;
  • Una caduta sulla mano aperta può trasferire la forza al polso, al gomito o alla spalla;
  • Una caduta dall’alto, un incidente ad alta velocità o uno schiacciamento possono causare lesioni multiple, anche in zone inizialmente meno dolorose.


Il Manuale MSD, riferimento medico internazionale destinato anche ai professionisti sanitari, spiega che il medico deve considerare il modo in cui il corpo o l’arto si siano piegati, ruotati, compressi o spostati durante l’incidente. Deve inoltre valutare la violenza dell’impatto: una caduta da fermi, una caduta dall’alto e uno scontro ad alta velocità potrebbero infatti provocare lesioni differenti. Queste informazioni, seppur insufficienti per arrivare a una diagnosi, aiutano a comprendere quali ossa, articolazioni o tessuti potrebbero aver subito il danno.


Uno studio pubblicato nel 2022 su Advances in Orthopedics ha esaminato retrospettivamente 3.066 pazienti ricoverati con fratture. I ricercatori hanno distinto i traumi a bassa energia, come una caduta a livello del suolo dopo un inciampo, da quelli ad alta energia, come una caduta dall’alto, un incidente stradale, una ferita da arma da fuoco o un grave infortunio sul lavoro. In questo contesto, l’energia indica quanto è stato violento l’evento e quanto intenso è stato l’impatto subito dal corpo.


Le cadute semplici rappresentavano circa due terzi degli infortuni analizzati. Tra i traumi ad alta energia, invece, risultavano più frequenti le cadute dall’alto e gli incidenti stradali. Le fratture della colonna vertebrale e del bacino erano maggiormente associate agli eventi più violenti. Secondo gli autori, conoscere la dinamica dell’incidente aiuta quindi il medico a prevedere la possibile estensione delle lesioni.


Che cosa controlla l’ortopedico nella zona traumatizzata?


Dopo aver ricostruito la dinamica dell’infortunio, l’ortopedico esamina la parte del corpo interessata dal trauma. La valutazione cambia in base alla zona colpita e alla gravità dei sintomi. Il medico può controllare:


ControlloCosa valuta
Aspetto dell'areaRicerca gonfiore, lividi, ferite, arrossamenti o una forma diversa dal normale
Punto del doloreTocca delicatamente l’area per individuare dove il dolore è più intenso e quale struttura potrebbe essere coinvolta
Capacità di movimentoVerifica se il paziente riesce a piegare, distendere o ruotare l’arto e quali movimenti provocano dolore
Stabilità dell'articolazioneControlla se l’articolazione mantiene il normale allineamento o presenta movimenti anomali
Circolazione sanguignaValuta il colore e la temperatura della pelle e controlla la presenza del polso nella parte dell’arto situata oltre la lesione
Funzionalità dei nerviVerifica sensibilità, formicolii e capacità di muovere le dita della mano o del piede
Zone limitrofeEsamina anche le articolazioni poste sopra e sotto il punto traumatizzato, perché il dolore può estendersi o dipendere da una lesione associata


Quando è possibile farlo senza rischi, l’ortopedico può confrontare la parte lesionata con quella sana. In caso di trauma a una gamba o a un piede, può inoltre valutare la capacità di camminare o sostenere il peso del corpo. In caso di interessamento di mano, polso o braccio, i controlli si concentrano sulla forza della presa e sulla capacità di eseguire alcuni movimenti.


È importante controllare non soltanto ossa e articolazioni, ma anche pelle, muscoli, tendini, legamenti, nervi e circolazione sanguigna. Inoltre, le manovre utilizzate per verificare la stabilità di un’articolazione devono essere eseguite soltanto dopo aver escluso una frattura o una lussazione.


Come viene scelto l’esame diagnostico dopo un trauma?


Non tutti gli infortuni richiedono gli stessi accertamenti. L’ortopedico sceglie l’esame da svolgere in base alla dinamica dell’incidente, alla parte del corpo interessata e alla struttura che sospetta possa essersi lesionata. Il medico considera diversi fattori, in particolare:


  • Punto preciso in cui compare il dolore;
  • Presenza di gonfiore, deformità o limitazioni nei movimenti;
  • Possibilità di appoggiare il peso o utilizzare l’arto;
  • Eventuale perdita di sensibilità o di forza;
  • Risultati di radiografie o altri esami già eseguiti;
  • Età e condizioni generali di salute del paziente.


EsameCosa permette di valutare
RadiografiaMostra soprattutto ossa e posizione delle articolazioni. È spesso il primo esame richiesto in caso di sospetta frattura o lussazione
TACProduce immagini dettagliate dell’osso da diverse angolazioni. Può servire per studiare fratture complesse, frammenti ossei o lesioni che coinvolgono la superficie di un’articolazione
Risonanza magneticaEsamina legamenti, tendini, menischi, muscoli, cartilagine e parte interna dell’osso. Può individuare anche una frattura presente ma non visibile nella radiografia iniziale
EcografiaUtilizza onde sonore per osservare soprattutto tendini, muscoli e altre strutture superficiali. Può essere eseguita mentre il paziente muove la parte interessata


Come viene definito il percorso di cura e recupero?


Dopo aver formulato la diagnosi, l’ortopedico spiega come proteggere la parte lesionata e favorirne il recupero. Il trattamento dipende dal tipo di lesione, dalla sua gravità e dalle condizioni generali del paziente. In particolare, il medico considera:


  • Posizione dei frammenti in caso di frattura;
  • Stabilità dell’osso o dell’articolazione;
  • Eventuali danni a pelle, muscoli, tendini, nervi o vasi sanguigni;
  • Età e qualità dell’osso;
  • Malattie già presenti e i farmaci assunti;
  • Esigenze lavorative, sportive e quotidiane del paziente.


Il percorso può comprendere una o più fasi:


  • Protezione della zona lesionata: il medico può indicare riposo, limitazione di alcuni movimenti e misure per controllare dolore e gonfiore;
  • Immobilizzazione: un tutore, una stecca o un apparecchio gessato mantengono la parte interessata nella posizione necessaria per la guarigione;
  • Riduzione: se un osso fratturato o un’articolazione non si trovano più nella posizione corretta, il medico può eseguire una manovra per ripristinarne l’allineamento;
  • Intervento chirurgico: può essere necessario quando la lesione è instabile, i frammenti ossei hanno subito un considerevole spostamento o sono presenti danni importanti alle strutture circostanti. Placche, viti o altri dispositivi possono mantenere l’osso nella posizione corretta durante la guarigione;
  • Riabilitazione: esercizi e fisioterapia aiutano a recuperare gradualmente movimento, forza e funzionalità;
  • Controlli post-trattamento: visite ed eventuali esami permettono di verificare lo stato della guarigione e di stabilire quando aumentare i movimenti o il carico.


L’American Academy of Orthopaedic Surgeons, associazione scientifica statunitense degli ortopedici, precisa che i tempi di guarigione dipendono dall’estensione e dalla sede della lesione ma anche dall’età e dalle condizioni di salute del paziente. La diminuzione del dolore, inoltre, non significa necessariamente che l’osso sia già abbastanza solido per riprendere tutte le attività.


Una testimonianza pubblicata dall’Hospital for Special Surgery di New York, ospedale statunitense specializzato in ortopedia, racconta il percorso seguito dal signor Matt Holdrege dopo una frattura della caviglia: «Mi sono rotto la caviglia scivolando sul marciapiede in una giornata piovosa a New York. Dopo la radiografia, mi hanno indirizzato al Pronto soccorso. Un medico mi ha ingessato la caviglia e mi ha messo una stecca. Qualche giorno dopo sono andata da un ortopedico che mi ha detto che avevo bisogno di un intervento chirurgico per riavvicinare le ossa e fissarle con una placca e delle viti».


Dopo l’operazione Matt portò un nuovo gesso per circa cinque settimane. Le sedute di fisioterapia gli permisero di recuperare gradualmente la forza muscolare e la capacità di muovere la caviglia. Dopo ulteriori visite e radiografie di controllo, l’osso risultò completamente guarito e Matt poté tornare allo yoga e alle sue passeggiate per New York.


Come scegliere e prenotare una visita con un ortopedico traumatologo?


Per scegliere lo specialista è utile verificare che abbia esperienza nel trattamento dei traumi e, quando necessario, competenze specifiche sulla parte del corpo interessata, come ginocchio, spalla, mano, piede o colonna vertebrale. Prima della prenotazione conviene controllare:


  • Esperienza dello specialista nel tipo di infortunio;
  • Sede e disponibilità della struttura;
  • Possibilità di mostrare radiografie, TC o risonanze già effettuate;
  • Costo della visita e modalità di pagamento;
  • Disponibilità di eventuali controlli successivi.


La visita può essere prenotata attraverso il Servizio Sanitario Nazionale oppure in una struttura privata. Tra le opzioni disponibili rientra EccellenzaMedica.it, sito di prenotazioni mediche online che seleziona medici e centri specializzati e assiste il paziente nella ricerca e nella prenotazione di una visita ortopedica traumatologica.


Domande frequenti


Serve l’impegnativa per una visita ortopedica traumatologica?


Per una visita tramite il Servizio Sanitario Nazionale serve normalmente la ricetta del medico. In ambito privato, invece, l’impegnativa non è generalmente richiesta.


Quanto dura una visita traumatologica?


In genere dura circa 20–30 minuti. Può richiedere più tempo se il trauma è complesso o se il medico deve esaminare numerosi referti e immagini diagnostiche.


La visita traumatologica è dolorosa?


La visita non è di per sé dolorosa, ma in seguito ad alcune manovre il dolore nella zona lesionata potrebbe temporaneamente aumentare.


È necessario presentarsi a digiuno?


No, per la sola visita non occorre essere a digiuno. Una preparazione specifica potrebbe essere richiesta soltanto per eventuali esami o procedure programmati nello stesso appuntamento.


Si può effettuare la visita con un gesso, una stecca o un tutore?


Sì. Non bisogna rimuovere autonomamente il dispositivo: sarà l’ortopedico a controllarlo e a decidere il da farsi.


Serve una visita traumatologica anche dopo essere stati al Pronto soccorso?


Spesso sì, soprattutto quando il verbale di dimissioni indica un controllo. La visita serve a verificare l’evoluzione della lesione e a confermare o modificare il trattamento iniziale.


Qual è la differenza tra prima visita traumatologica e visita di controllo?


La prima visita serve a definire la lesione e il trattamento. Il controllo verifica la guarigione e stabilisce se modificare l’immobilizzazione, il carico o la riabilitazione.


Esiste una visita ortopedica traumatologica pediatrica?


Sì. È preferibile rivolgersi a uno specialista con esperienza pediatrica, perché ossa e articolazioni dei bambini sono ancora in fase di crescita.


La visita può essere effettuata durante la gravidanza?


Sì. La gravidanza deve però essere comunicata al medico prima di eventuali radiografie, TC, risonanze o trattamenti.


Una visita traumatologica può essere svolta online?


Una valutazione online può servire per mostrare referti o effettuare alcuni controlli. Dopo un trauma recente, però, le videoconsulenze non sostituiscono la visita in presenza, perché il medico deve esaminare direttamente la zona lesionata.


Fonti e bibliografia


  • Healthcare.utah.edu/the-scope/all/2016/05/you-cant-cast-it-pelvic-fracture-treatment;
  • Fractures (complex): assessment and management. London: National Institute for Health and Care Excellence (NICE); 2022 Nov 23. (NICE Guideline, No. 37.) Available from: Ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK555104/;
  • Msdmanuals.com/professional/injuries-poisoning/fractures/overview-of-fractures;
  • Almigdad A, Mustafa A, Alazaydeh S, Alshawish M, Bani Mustafa M, Alfukaha H. Bone Fracture Patterns and Distributions according to Trauma Energy. Adv Orthop. 2022 Sep 9;2022:8695916. doi: 10.1155/2022/8695916. PMID: 36118169; PMCID: PMC9481388;
  • Orthoinfo.org/diseases--conditions/fractures-broken-bones/;
  • Hss.edu/back-in-the-game/stories/2024/05/matt-holdrege.

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