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Come prevenire i calcoli renali? Alimentazione e altri consigli utili


È possibile prevenire i calcoli renali?


I calcoli renali sono piccoli aggregati solidi di sali minerali e altre sostanze presenti nelle urine che si formano all'interno dei reni. Possono avere dimensioni molto variabili e, se migrano lungo le vie urinarie, provocare sintomi anche intensi, come la colica renale.


La prevenzione rappresenta un elemento fondamentale nella gestione della calcolosi urinaria, poiché numerosi episodi sono legati ad abitudini e condizioni su cui è possibile intervenire, come l'idratazione, l'alimentazione e lo stile di vita.


La calcolosi renale è una delle patologie urologiche più diffuse al mondo. Secondo le linee guida della European Association of Urology (EAU), la prevalenza varia dall'1% al 13% della popolazione, superando il 10% nei Paesi industrializzati, mentre negli ultimi vent'anni alcune aree hanno registrato un incremento dell'incidenza superiore al 37%.


Un altro aspetto che rende la prevenzione particolarmente importante è l'elevata tendenza dei calcoli a ripresentarsi. Dopo un primo episodio, il rischio di recidiva è infatti significativo: il più recente aggiornamento delle linee guida pubblicato su European Urology evidenzia che, nei soggetti predisposti, il rischio può arrivare fino al 50% entro cinque anni. Per questo motivo, gli esperti considerano l'identificazione e la correzione dei fattori di rischio gli aspetti prioritari della prevenzione delle recidive.


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Quali sono i primi sintomi dei calcoli renali?


A proposito dei sintomi, il nefrologo Walter P. Mutter, responsabile della Nefrologia del Newton-Wellesley Hospital (Mass General Brigham), spiega che: "Di solito i calcoli renali sono asintomatici: non provocano sintomi né problemi. A volte, però, quando si spostano, provocano dolore e fastidio. Questo è ciò che chiamiamo espulsione di un calcolo renale".


Nelle fasi iniziali, dunque, i calcoli renali potrebbero non provocare disturbi. Molte persone, infatti, scoprono di averne uno solo quando il calcolo aumenta di dimensioni oppure inizia a spostarsi dal rene verso l'uretere, causando la tipica colica renale. Quando il calcolo si sposta, i sintomi possono comparire improvvisamente e comprendere:


  • Dolore intenso al fianco, alla schiena, all'addome inferiore o all'inguine;
  • Sangue nelle urine (ematuria);
  • Dolore o bruciore durante la minzione;
  • Nausea e vomito, soprattutto in presenza di una colica;
  • Difficoltà a urinare o diminuzione della quantità di urina;
  • Urine torbide o maleodoranti;
  • Febbre e brividi, possibili segni di un'infezione che richiede una valutazione medica urgente.


La comparsa di questi sintomi non indica necessariamente la presenza di un calcolo renale, ma rappresenta una valida ragione per rivolgersi tempestivamente al medico, soprattutto se il dolore è molto intenso o accompagnato da febbre.


Chi è più a rischio di sviluppare calcoli renali?


Sebbene i calcoli renali possano colpire chiunque, alcune persone presentano una probabilità maggiore di svilupparli. I principali fattori di rischio comprendono caratteristiche individuali non modificabili, ma anche condizioni e abitudini sulle quali è possibile intervenire.


Fattori di rischio non modificabiliFattori di rischio modificabili
  • Familiarità per calcoli renali;
  • Sesso maschile (soprattutto negli adulti);
  • Alcune predisposizioni genetiche (ad es. cistinuria o iperossaluria primaria);
  • Alcune malattie metaboliche o endocrine, come l'iperparatiroidismo;
  • Patologie intestinali croniche (morbo di Crohn, rettocolite ulcerosa) o interventi di chirurgia bariatrica;
  • Pregressi episodi di calcolosi urinaria.
  • Scarsa idratazione e diminuzione della produzione di urina;
  • Alimentazione ricca di sale e proteine animali;
  • Eccessivo consumo di alimenti ricchi di ossalati (spinaci, frutta secca, rabarbaro) nei soggetti predisposti;
  • Obesità e sovrappeso;
  • Assunzione di alcuni farmaci o integratori;
  • Inadeguato controllo di alcune patologie predisponenti.


Tra tutti questi fattori, la disidratazione è considerata uno dei più importanti. Quando si beve troppo poco, il volume delle urine diminuisce e i sali minerali risultano più concentrati, favorendo la formazione dei cristalli da cui possono originare i calcoli. Per questo motivo, le principali linee guida internazionali indicano una corretta idratazione come la prima misura preventiva contro la calcolosi renale.


Anche alcune condizioni cliniche meritano particolare attenzione. Malattie come iperparatiroidismo, gotta, infezioni urinarie ricorrenti, cistinuria, iperossaluria primaria e acidosi tubulare renale possono aumentare significativamente il rischio di sviluppare calcoli, così come una precedente storia personale di calcolosi.


Infine, la familiarità svolge un ruolo importante. Avere un genitore o un fratello che ha sofferto di calcoli renali aumenta infatti la probabilità di sviluppare la stessa condizione, probabilmente per via dell'azione combinata di fattori genetici e abitudini alimentari condivise.


Cosa fare per prevenire i calcoli renali?


La prevenzione dei calcoli renali si basa soprattutto sulla diminuzione della concentrazione dei sali nelle urine e sulla correzione dei fattori che ne favoriscono la cristallizzazione. Non esiste però una strategia identica per tutti: le indicazioni possono cambiare in base al tipo di calcolo, alla composizione delle urine e alla presenza di eventuali malattie predisponenti. Le principali misure preventive comprendono:


  • Bere regolarmente durante la giornata, così da produrre urine abbondanti e poco concentrate;
  • Aumentare l'apporto di liquidi quando fa caldo, durante l'attività fisica o in caso di forte sudorazione;
  • Limitare il consumo di sale, che può aumentare la quantità di calcio eliminata con le urine;
  • Seguire un'alimentazione equilibrata, senza eliminare autonomamente il calcio e senza eccedere con proteine animali, zuccheri e alimenti ultra-processati;
  • Mantenere un peso corporeo adeguato, poiché sovrappeso e obesità possono favorire alterazioni metaboliche associate alla calcolosi;
  • Evitare integratori o rimedi naturali senza il parere del medico, soprattutto prodotti ad alte dosi di vitamina C, calcio o altre sostanze capaci di modificare la composizione delle urine.


Il National Health Service britannico (NHS) consiglia, per prevenire le recidive, di assumere fino a circa 3 litri di liquidi al giorno, salvo controindicazioni mediche. L'obiettivo pratico è mantenere le urine chiare o giallo pallido, ricordando che il fabbisogno aumenta in presenza di caldo, sport o intensa sudorazione.


Anche il succo di limone viene spesso proposto come rimedio preventivo perché contiene citrato, una sostanza che può ostacolare la formazione di alcuni calcoli. Non è però utile in tutti i casi e le bevande zuccherate possono avere un effetto contrario. Per questo motivo non dovrebbe essere considerato un trattamento universale, ma eventualmente inserito in un piano definito sulla base del tipo di calcolo e dei risultati degli esami urinari.


Sul sito del Children's Hospital of Philadelphia (CHOP) è raccontata la storia di Emma, una ragazza che ha sviluppato il primo calcolo renale a soli 6 anni. Dopo una lunga fase senza sintomi, in adolescenza ha dovuto sottoporsi a un intervento per rimuovere nuovi calcoli presenti in entrambi i reni.


Il suo percorso, però, non si è concluso con l'operazione. Al contrario, i medici hanno impostato un programma di prevenzione personalizzato basato su:


  • Elevata idratazione;
  • Dieta controllata;
  • Assunzione di citrato di potassio;
  • Controlli metabolici periodici con raccolta delle urine delle 24 ore.


«Non troverete mai Emma senza una bottiglia d'acqua o anche tre al suo fianco», racconta il CHOP, spiegando che la giovane beve circa 3 litri di acqua al giorno per ridurre il rischio di nuovi calcoli. La stessa Emma descrive con semplicità come la prevenzione sia ormai diventata parte della sua quotidianità: «Non avrei mai immaginato di ricevere una diagnosi di malattia renale da adolescente. Ma ora fa semplicemente parte di me».


Questa testimonianza ricorda come, soprattutto nelle persone predisposte, la prevenzione non si esaurisca con il trattamento del primo episodio, ma richieda costanza, controlli regolari e uno stile di vita adeguato.


Quali esami svolgere?


Non esiste un unico esame di screening valido per tutta la popolazione. La scelta degli accertamenti dipende dalla presenza di sintomi, da precedenti episodi di calcolosi e dai fattori di rischio individuali. Ecco i principali esami che è possibile svolgere.


EsameA cosa serve
Esame delle urineConsente di individuare sangue, infezioni o cristalli che possono suggerire la presenza di calcoli o di alterazioni urinarie.
Raccolta delle urine delle 24 oreÈ uno degli esami più importanti dopo un episodio di calcolosi. Misura il volume urinario e la quantità di calcio, ossalato, acido urico, citrato e altre sostanze coinvolte nella formazione dei calcoli.
Esami del sangueValutano la funzionalità renale e i livelli di sostanze come calcio, acido urico e altri parametri metabolici che possono favorire la comparsa dei calcoli.
Ecografia renaleÈ l'esame di primo livello per controllare reni e vie urinarie. È priva di radiazioni e consente di identificare molti calcoli nonché eventuali complicanze, come la dilatazione delle vie urinarie.
Analisi del calcolo espulsoQuando possibile, il calcolo recuperato viene analizzato in laboratorio per determinarne la composizione chimica (ossalato di calcio, acido urico, struvite, cistina ecc.).


In alcuni casi, non è da escludere la possibilità di eseguire un vero e proprio check-up renale, così da eseguire un controllo accurato relativo alla funzionalità dei reni.


Cosa mangiare per prevenire i calcoli renali?


L'alimentazione può contribuire in modo significativo alla prevenzione dei calcoli renali, ma deve essere adattata alla loro composizione. I calcoli di ossalato di calcio, acido urico, cistina o fosfato di calcio, infatti, non richiedono necessariamente le stesse modifiche dietetiche.


Alimenti da privilegiare


È opportuno consumare regolarmente:


  • Frutta e verdura, variandone tipologie e colori;
  • Cereali integrali;
  • Legumi;
  • Fonti vegetali di proteine;
  • Latte, yogurt e altri alimenti ricchi di calcio, nelle quantità indicate dal medico;
  • Acqua, distribuita durante tutta la giornata.


Frutta e verdura apportano acqua, potassio, magnesio, fibre e citrato, sostanze che possono contribuire a rendere le urine meno predisposte alla formazione dei cristalli.


Alimenti da limitare


È invece consigliabile ridurre:


  • Sale e alimenti molto salati, come snack, salumi, cibi pronti e prodotti in scatola;
  • Quantità eccessive di carne, pesce e altre proteine animali;
  • Bevande zuccherate e gassate;
  • Dolci e zuccheri aggiunti;
  • Prodotti ultra-processati.


Un consumo elevato di sodio favorisce l'eliminazione del calcio nelle urine, mentre l'eccesso di proteine animali può aumentare l'acidità urinaria e la produzione di acido urico.


Domande frequenti


Bere molta acqua previene davvero i calcoli renali?


Sì. Una corretta idratazione riduce la concentrazione delle sostanze che formano i calcoli ed è la misura preventiva più efficace.


Il limone aiuta a prevenire i calcoli renali?


Può essere utile in alcuni casi perché contiene citrato, una sostanza che ostacola la formazione di alcuni tipi di calcoli. Tuttavia, non sostituisce una corretta idratazione né le indicazioni del medico.


Chi ha già avuto un calcolo può prevenirne la ricomparsa?


Sì. Bere a sufficienza, seguire una dieta adeguata e trattare eventuali fattori di rischio può ridurre significativamente il rischio di recidiva.


Ogni quanto bisogna fare i controlli se si soffre di calcoli renali?


La frequenza dei controlli dipende dal tipo di calcolo, dal rischio di recidiva e dalle indicazioni dello specialista. Non esiste una cadenza valida per tutti.


I calcoli renali sono ereditari?


Possono esserlo in parte. Avere un familiare con calcoli renali aumenta il rischio, anche se la genetica non è l'unico fattore coinvolto.


I calcoli renali possono essere prevenuti in gravidanza?


Sì. Una buona idratazione e un'alimentazione equilibrata aiutano a ridurre il rischio. In gravidanza è importante seguire sempre le indicazioni del ginecologo e dell'urologo.


L'acqua calcarea favorisce i calcoli renali?


No. Le evidenze scientifiche non dimostrano che l'acqua ricca di calcio aumenti il rischio di calcoli nella popolazione generale.


I bambini possono sviluppare calcoli renali?


Sì, anche se sono meno frequenti rispetto agli adulti. In presenza di sintomi o di una storia familiare è opportuno rivolgersi al pediatra o al nefrologo pediatrico.


Bisogna eliminare il calcio?


No. Ridurre drasticamente il calcio alimentare può aumentare, anziché diminuire, il rischio dei più comuni calcoli di ossalato di calcio. Il calcio assunto durante i pasti si lega infatti all'ossalato nell'intestino, limitandone l'assorbimento e la successiva eliminazione nelle urine. In assenza di diverse indicazioni mediche, è quindi preferibile assumere il calcio attraverso gli alimenti, come latte e yogurt, anziché ricorrere autonomamente agli integratori.


Bisogna eliminare gli alimenti ricchi di ossalati?


Non sempre. Spinaci, bietole, rabarbaro, barbabietole, frutta secca, cioccolato e alcuni prodotti a base di soia contengono quantità elevate di ossalato, ma una dieta rigidamente povera di questa sostanza non è indicata per tutti. La limitazione può essere utile nelle persone con calcoli di ossalato di calcio e valori elevati di ossalato nelle urine. Anche in questi casi, però, è spesso più efficace:


  • Evitare gli alimenti con concentrazioni particolarmente elevate;
  • Associarli a una fonte alimentare di calcio durante lo stesso pasto;
  • Bere adeguatamente;
  • Non assumere dosi elevate di vitamina C senza indicazione medica.


Fonti e bibliografia


  • Uroweb.org/guidelines/urolithiasis/chapter/guidelines;
  • Skolarikos A, Somani B, Neisius A, Jung H, Petřík A, Tailly T, Davis N, Tzelves L, Geraghty R, Lombardo R, Bezuidenhout C, Gambaro G. Metabolic Evaluation and Recurrence Prevention for Urinary Stone Patients: An EAU Guidelines Update. Eur Urol. 2024 Oct;86(4):343-363. doi: 10.1016/j.eururo.2024.05.029. Epub 2024 Jul 27. PMID: 39069389;
  • Massgeneralbrigham.org/en/about/newsroom/articles/kidney-stones-symptoms-treatment-diagnosis;
  • Nhs.uk/conditions/kidney-stones/prevention/;
  • Chop.edu/stories/emma-s-story-preventing-kidney-stone-recurrence.

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