- Che cos'è lo screening mammografico?
- A che età inizia lo screening mammografico?
- Cosa si vede con lo screening mammografico?
- Come si esegue lo screening mammografico?
- Quanto costa una mammografia?
- Dove fare uno screening mammografico?
- Domande Frequenti
Che cos'è lo screening mammografico?
Lo screening mammografico è un esame di prevenzione che permette di individuare precocemente eventuali tumori della mammella, spesso prima che provochino sintomi o siano percepibili alla palpazione.
Lo screening si basa sulla mammografia, un esame radiologico che utilizza basse dosi di raggi X per ottenere immagini dettagliate del tessuto mammario. Durante l'esame vengono generalmente acquisite due immagini per ciascuna mammella, successivamente valutate da medici radiologi esperti.
La mammografia è in grado di evidenziare alterazioni molto piccole del seno, come noduli o microcalcificazioni, che potrebbero rappresentare i primi segnali di un tumore mammario. Qualora vengano riscontrate anomalie sospette, possono essere richiesti ulteriori accertamenti diagnostici, come ecografia mammaria, risonanza magnetica o biopsia.
Grazie alla sua capacità di individuare lesioni ancora non palpabili, lo screening mammografico rappresenta uno degli strumenti più efficaci per la diagnosi precoce del tumore al seno.
Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l'agenzia delle Nazioni Unite che si occupa della tutela della salute pubblica a livello globale, nel 2022 sono stati diagnosticati circa 2,3 milioni di nuovi casi di tumore al seno nel mondo, rendendolo una delle neoplasie più diffuse nella popolazione femminile.
L'OMS evidenzia inoltre che il tumore della mammella può colpire donne di qualsiasi età dopo la pubertà, con un'incidenza che tende ad aumentare con l'avanzare degli anni. Un dato particolarmente significativo riguarda i fattori di rischio: circa l'80% dei tumori al seno si sviluppa in donne che non presentano fattori di rischio specifici, ad eccezione del sesso femminile e dell'età.
Interessante anche la riflessione della Dr.ssa Marina Feldman, radiologa specializzata in diagnostica senologica presso l'Elliot Breast Health Center di Manchester, nel New Hampshire (Stati Uniti). La specialista vanta una lunga esperienza nell'imaging mammario, è membro dell'American College of Radiology (ACR) e ha contribuito alla redazione del sistema internazionale BI-RADS, utilizzato dai radiologi per la classificazione delle lesioni della mammella.
Nel corso di un'intervista pubblicata da SolutionHealth, una rete sanitaria no-profit statunitense che riunisce diverse strutture ospedaliere e centri specialistici del New Hampshire, la Dr.ssa Feldman ha sottolineato il ruolo fondamentale della mammografia nella lotta contro il tumore al seno: "Sappiamo che la mortalità per tumore al seno è diminuita del 40% tra il 1989 e il 2016 e che questo progresso è attribuibile ai miglioramenti nella diagnosi precoce. Conosciamo questo strumento con il nome di mammografia".
Ciò conferma la straordinaria importanza degli screening mammografici. Individuare eventuali alterazioni quando sono ancora molto piccole e prima della comparsa dei sintomi può consentire di avviare tempestivamente gli approfondimenti diagnostici e i trattamenti necessari.

A che età inizia lo screening mammografico?
In Italia, i programmi di screening organizzati dal Servizio Sanitario Nazionale sono generalmente rivolti alle donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni, fascia nella quale il rischio di sviluppare un tumore al seno aumenta e per la quale sono disponibili evidenze scientifiche consolidate sui benefici della mammografia periodica.
Chiaramente, ciò non significa che i controlli debbano iniziare necessariamente a 50 anni. Molti specialisti consigliano di valutare un percorso di prevenzione personalizzato già a partire dai 40 anni, soprattutto in presenza di fattori di rischio come:
- Familiarità per tumore al seno;
- Mutazioni genetiche ereditarie (ad esempio BRCA1 o BRCA2);
- Precedenti patologie mammarie;
- Altre condizioni che possono aumentare la probabilità di sviluppare la malattia.
È altamente consigliabile una visita senologica, indipendentemente dall'età e dall'inclusione ai programmi di screening, in presenza di sintomi sospetti come:
- Nodulo al seno;
- Alterazioni della cute;
- Secrezioni dal capezzolo;
- Cambiamenti nella forma della mammella.
Cosa si vede con lo screening mammografico?
Lo screening mammografico consente di osservare il tessuto mammario e di individuare eventuali alterazioni potenzialmente associate a un tumore al seno, anche quando non sono ancora presenti sintomi o noduli percepibili al tatto. Attraverso le immagini ottenute con la mammografia, il radiologo può appurare o escludere la presenza di:
- Noduli;
- Addensamenti del tessuto mammario;
- Asimmetrie tra le due mammelle;
- Microcalcificazioni, cioè piccoli depositi di calcio che in alcuni casi possono rappresentare un segnale precoce di malattia.
Oggi l'esame può essere eseguito mediante mammografia digitale tradizionale oppure mediante tomosintesi mammaria (mammografia 3D), una tecnologia più recente che consente di ottenere immagini stratificate della mammella e di analizzare il tessuto con maggiore dettaglio.
È importante ricordare che la mammografia non permette di diagnosticare con certezza un tumore. L'esame può evidenziare anomalie sospette che, se necessario, vengono approfondite con ulteriori accertamenti.
Come si esegue lo screening mammografico?
Lo screening mammografico è un esame rapido e non invasivo, eseguito da tecnici di radiologia e successivamente interpretato da medici radiologi esperti in diagnostica senologica.
Preparazione all'esame
La mammografia non richiede particolari preparazioni o il digiuno. Il giorno dell'esame è consigliabile evitare l'applicazione di deodoranti, creme, talco o lozioni nella zona del torace e delle ascelle, poiché potrebbero interferire con la qualità delle immagini radiologiche.
Le donne in gravidanza, in allattamento o portatrici di protesi mammarie dovrebbero informare preventivamente il personale sanitario. Se si è ancora in età fertile, può essere utile programmare l'esame lontano dal periodo mestruale, quando il seno tende ad essere meno sensibile alla compressione.
Come si svolge la mammografia?
Durante l'esame la paziente viene invitata a scoprire il torace e a posizionare una mammella alla volta sull'apposito supporto dell'apparecchiatura mammografica. Per ottenere immagini nitide e accurate, il seno viene delicatamente compresso per alcuni secondi tra due piastre. Questa fase può provocare una sensazione di pressione o un lieve fastidio, ma è fondamentale per migliorare la qualità delle immagini e ridurre la dose di radiazioni necessaria.
Generalmente vengono acquisite due immagini per ciascuna mammella da diverse angolazioni. Durante questa procedura, della durata di pochi minuti, è importante rimanere immobili per pochi secondi.
Cosa succede dopo l'esame?
Al termine della mammografia è possibile riprendere immediatamente le normali attività quotidiane senza particolari limitazioni. Le immagini vengono successivamente analizzate dal radiologo, che verifica l'eventuale presenza di alterazioni sospette, come noduli, addensamenti o microcalcificazioni. Nella maggior parte dei casi non sono necessari ulteriori accertamenti. Qualora emergano immagini dubbie o meritevoli di approfondimento, lo specialista potrebbe consigliare esami aggiuntivi, come:
- Ecografia mammaria;
- Risonanza magnetica;
- Biopsia.
È importante precisare che la richiesta di ulteriori controlli non implica necessariamente la presenza di un tumore: molte delle anomalie individuate durante lo screening si rivelano infatti di natura benigna.
| Fase | Cosa accade |
| Preparazione | Evitare deodoranti, creme e talco |
| Accoglienza | Raccolta delle informazioni cliniche |
| Posizionamento | Una mammella alla volta sull'apparecchiatura |
| Acquisizione immagini | Compressione del seno per pochi secondi |
| Refertazione | Analisi delle immagini da parte del radiologo |
| Eventuali approfondimenti | Ecografia, RM o biopsia (se necessari) |
Quanto costa una mammografia?
Il costo di una mammografia può variare in base alla struttura scelta e agli eventuali esami associati. Nell'ambito dei programmi di screening organizzati dal Servizio Sanitario Nazionale, la mammografia è generalmente gratuita per le donne che rientrano nelle fasce di età previste e che ricevono l'invito da parte della propria ASL.
Al di fuori dei programmi di screening, l'esame può essere effettuato tramite il Servizio Sanitario Nazionale con il pagamento del ticket, il cui importo varia a seconda della Regione, dell'eventuale esenzione e delle prestazioni prescritte.
In ambito privato, il costo di una mammografia si colloca generalmente tra 70 e 100 euro quando viene eseguito il solo esame radiologico. Se la prestazione comprende anche una visita senologica specialistica, il costo complessivo può arrivare a circa 150 euro. Le tariffe possono aumentare ulteriormente qualora siano necessari esami di approfondimento prescritti dal medico in base ai risultati dello screening o alla situazione clinica della paziente.
Dove fare uno screening mammografico?
Lo screening mammografico può essere effettuato presso strutture pubbliche accreditate, ospedali, centri di diagnostica per immagini e cliniche private specializzate nella prevenzione e nella diagnosi delle patologie della mammella.
Le donne che rientrano nei programmi di screening organizzati dal Servizio Sanitario Nazionale possono accedere gratuitamente alla mammografia presso i centri indicati dalla propria ASL. In alternativa, è possibile effettuare l'esame privatamente, spesso con tempi di attesa più brevi e con la possibilità di integrare la mammografia con una visita senologica o altri esami di approfondimento.
La scelta della struttura dovrebbe basarsi non solo sui costi, ma anche sulla qualità delle apparecchiature diagnostiche, sull'esperienza degli specialisti coinvolti e sulla disponibilità di un percorso completo di prevenzione e approfondimento diagnostico.
Attraverso EccellenzaMedica.it, sito di prenotazioni mediche online, è possibile individuare centri e specialisti che eseguono mammografie, visite senologiche ed esami di approfondimento, con la possibilità di confrontare le diverse opzioni disponibili e prenotare la prestazione più adatta alle proprie esigenze.
Una testimonianza particolarmente significativa rispetto all'importanza della scelta della struttura a cui affidarsi arriva da Angela Garrison, agente di polizia di Kansas City, la cui storia è stata pubblicata dal The University of Kansas Cancer Center, uno dei principali centri oncologici accademici degli Stati Uniti.
Angela si sottoponeva regolarmente alla mammografia fin dai vent'anni a causa di una storia familiare di tumore al seno e aveva sempre eseguito i controlli raccomandati. "Quando ho scoperto che il centro diagnostico a cui mi ero rivolta per oltre 20 anni non aveva individuato un tumore al seno di grandi dimensioni, sono rimasta sconvolta - ricorda Angela - . Mi sento estremamente fortunata di essermi rivolta al The University of Kansas Cancer Center, che ha approfondito il caso e ha individuato il tumore".
Domande frequenti
Quanto dura lo screening mammografico?
Lo screening mammografico dura generalmente tra 15 e 20 minuti, compresa la fase di preparazione e acquisizione delle immagini.
Lo screening mammografico è doloroso?
La mammografia può provocare una sensazione di pressione o lieve fastidio dovuta alla compressione del seno. L'eventuale disagio è generalmente temporaneo e dura solo pochi secondi.
Ogni quanto va fatta la mammografia?
La frequenza della mammografia dipende dall'età, dai fattori di rischio e dalle indicazioni dello specialista. Nelle donne a rischio medio viene generalmente consigliata ogni 1-2 anni. Nel programma di screening nazionale, per le donne in età compresa tra i 50 e i 69 anni, la mammografia va ripetuta ogni due anni.
Cosa succede se lo screening risulta positivo?
Un risultato positivo non significa necessariamente che sia presente un tumore. Nella maggior parte dei casi vengono semplicemente richiesti ulteriori accertamenti, come ecografia, mammografia di approfondimento o biopsia.
La mammografia è sicura? Ci sono radiazioni?
Sì. La mammografia utilizza dosi molto basse di radiazioni e i benefici della diagnosi precoce superano ampiamente i potenziali rischi legati all'esposizione.
Qual è la differenza tra mammografia ed ecografia mammaria?
La mammografia utilizza raggi X ed è l'esame di riferimento per lo screening del tumore al seno. L'ecografia utilizza ultrasuoni ed è spesso impiegata come esame complementare per approfondire eventuali anomalie emerse durante la mammografia.
Chi ha protesi al seno può fare la mammografia?
Sì. Le donne con protesi mammarie possono sottoporsi alla mammografia, informando preventivamente il personale sanitario della presenza degli impianti.
Fonti e bibliografia
- Who.int/news-room/fact-sheets/detail/breast-cancer;
- Support.doctorpodcasting.com/client/elliothealth/item/43462-the-importance-of-breast-cancer-screenings;
- Kucancercenter.org/news-room/patient-stories/2022/06/angela-garrison-breast-cancer-journey.

