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Segnalato da: laRepubblica, IlGiornale, Salute33, ForumSalute.it
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Check-up udito: cos'è, quali esami comprende, quanto costa?


Cos’è un check-up udito?


Il check-up dell'udito è un insieme di visite ed esami diagnostici che permettono di valutare la funzionalità dell’apparato uditivo e identificare eventuali alterazioni della capacità di sentire suoni, parole e frequenze sonore. Questo tipo di controllo viene eseguito per verificare lo stato di salute dell’orecchio e individuare precocemente possibili disturbi dell’udito.


Il processo uditivo coinvolge diverse strutture dell’orecchio esterno, medio e interno, oltre ai nervi e alle aree cerebrali deputate all’elaborazione dei suoni. Quando uno di questi elementi non funziona correttamente, possono comparire difficoltà nel percepire i suoni o nel comprendere le conversazioni.


Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di salute pubblica a livello globale, i disturbi dell’udito rappresentano un problema sanitario sempre più diffuso. L’OMS stima infatti che:


  • Oltre 430 milioni di persone nel mondo convivano con una perdita uditiva invalidante;
  • Entro il 2050 più di 700 milioni di persone avranno bisogno di percorsi di riabilitazione uditiva;
  • Oltre il 25% delle persone sopra i 60 anni soffre di una forma significativa di perdita dell’udito;
  • Oltre 1 miliardo di giovani adulti è a rischio di danni uditivi permanenti a causa dell’esposizione prolungata a rumori elevati e pratiche di ascolto non sicure.


check-up udito


Quando fare un controllo dell’udito?


Un controllo dell’udito può essere utile ogni volta che si avverte un cambiamento nella capacità di percepire i suoni o comprendere le conversazioni. In molti casi, infatti, il calo uditivo si sviluppa lentamente e in modo graduale. Tra i segnali più comuni che non dovrebbero essere sottovalutati ci sono:


  • Difficoltà a comprendere le parole, soprattutto nei luoghi rumorosi;
  • Sensazione che le voci siano ovattate;
  • Tendenza ad aumentare spesso il volume della televisione o del telefono;
  • Difficoltà a percepire suoni acuti come suonerie, sirene o voci femminili;
  • Presenza di fischi o ronzii alle orecchie (acufeni);
  • Stanchezza mentale dopo una conversazione per lo sforzo di ascolto.


In alcuni casi sono proprio i familiari o le persone vicine ad accorgersi per primi di un possibile problema uditivo. In un approfondimento pubblicato dal quotidiano britannico The Guardian, il professor Kevin Munro ha sottolineato l’importanza della prevenzione e dei controlli dell’udito. Munro è professore di Audiologia e direttore del Manchester Centre for Audiology and Deafness presso la University of Manchester, uno dei principali centri di ricerca britannici dedicati ai disturbi uditivi.


Nel corso dell’intervista, l’esperto ha spiegato che: “Per la maggior parte delle persone, la perdita dell’udito è un cambiamento graduale nel corso della vita. Arriva il momento in cui iniziano a pensare che siano gli altri a parlare male o a borbottare. Poi le persone con cui vivono iniziano a dire: ‘Perché il volume del televisore è così alto? Perché devo ripetere tutto?’. È in quel momento che bisogna fermarsi e prestare attenzione”.


Una testimonianza molto significativa, in tal senso, è quella di Sheila, riportata dalla Royal National Institute for Deaf People, una delle principali organizzazioni britanniche dedicate al supporto delle persone con problemi uditivi.


Fu mia madre - ammette Sheila - a parlarmi della mia perdita dell’udito. Si era accorta che non sentivo bene e mi suggerì di fare un controllo. La mia prima reazione fu negare il problema. Se qualcuno vi dice che potreste avere una perdita dell’udito, non ignoratelo. Fate controllare il vostro udito”.


È importante, dunque, non ignorare questi segnali. Una perdita uditiva non trattata può infatti causare difficoltà comunicative, isolamento sociale e maggiore stress durante le interazioni quotidiane. Alcuni sintomi richiedono invece una valutazione medica rapida, soprattutto quando la perdita dell’udito:


  • Compare improvvisamente;
  • Interessa un solo orecchio;
  • Si accompagna a dolore, secrezioni o sensazione di forte pressione auricolare.


Anche in assenza di disturbi evidenti, controllare periodicamente l’udito può essere utile con l’avanzare dell’età o in presenza di fattori di rischio come esposizione frequente a rumori intensi, uso prolungato di cuffie ad alto volume o familiarità per problemi uditivi.


Quali esami comprende un check-up uditivo?


Un check-up uditivo può comprendere diversi esami specialistici utili a valutare la capacità uditiva e il corretto funzionamento delle strutture dell’orecchio. I test vengono scelti in base all’età del paziente, ai sintomi presenti e al sospetto clinico.


L’obiettivo degli esami è capire se esiste una perdita dell’udito, identificarne la gravità e distinguere eventuali alterazioni che coinvolgono orecchio esterno, medio, interno o vie nervose uditive.


Ecco gli esami più utilizzati durante un controllo dell’udito.


Esame audiometrico tonale


L’audiometria tonale serve a misurare la soglia uditiva, cioè il volume minimo dei suoni che una persona riesce a percepire alle diverse frequenze. Questo test consente di individuare eventuali deficit uditivi e di valutare se il problema riguarda la trasmissione del suono oppure le strutture nervose dell’udito.


Audiometria vocale


L’audiometria vocale valuta la capacità di comprendere le parole e distinguere correttamente il linguaggio parlato. È particolarmente utile perché alcune persone riescono a sentire i suoni ma hanno difficoltà a comprendere le conversazioni, soprattutto in ambienti rumorosi.


Impedenzometria o test dell’orecchio medio


L’impedenzometria analizza il funzionamento del timpano e dell’orecchio medio. Questo esame può aiutare a identificare condizioni come:


  • Accumulo di liquido nell’orecchio medio;
  • Infezioni;
  • Alterazioni della membrana timpanica;
  • Disfunzioni della tuba di Eustachio;
  • Presenza di cerume o ostruzioni del condotto uditivo.


Potenziali evocati uditivi (ABR)


I potenziali evocati uditivi, chiamati anche ABR, valutano il funzionamento delle vie nervose che collegano l’orecchio al cervello. Sono utilizzati soprattutto nei bambini piccoli, nei pazienti che non riescono a collaborare durante gli esami tradizionali o quando si sospettano alterazioni del nervo acustico.


Otoemissioni acustiche (OAE)


Le otoemissioni acustiche servono a verificare la funzionalità dell’orecchio interno, in particolare della coclea. Questo test viene spesso impiegato nello screening uditivo neonatale e nel monitoraggio di alcune forme di danno uditivo.


Come si svolge un check-up dell’udito?


Un check-up dell’udito viene generalmente eseguito da un audiologo o da un medico otorinolaringoiatra e comprende una serie di valutazioni utili a capire come funzionano orecchio, timpano e sistema uditivo.


La visita otorinolaringoiatrica


Prima degli esami strumentali, la visita inizia quasi sempre con una raccolta di informazioni sui sintomi, sulle abitudini del paziente e sulla storia clinica. In questa fase possono essere approfonditi aspetti come:


  • Difficoltà a comprendere le conversazioni;
  • Esposizione frequente a rumori intensi;
  • Presenza di acufeni;
  • Infezioni auricolari ricorrenti;
  • Precedenti problemi uditivi;
  • Eventuali terapie farmacologiche.


Lo specialista esegue poi una otoscopia, allo scopo di controllare la presenza di:


  • Tappi di cerume;
  • Infiammazioni;
  • Infezioni;
  • Alterazioni del timpano;
  • Secrezioni;
  • Eventuali ostruzioni del condotto uditivo.


Questa valutazione è importante perché alcuni problemi dell’udito possono dipendere da condizioni facilmente trattabili, come un accumulo di cerume o una disfunzione dell’orecchio medio.


Gli esami audiologici


Dopo la visita iniziale vengono eseguiti i principali test audiologici. In genere il paziente indossa cuffie o auricolari e viene sottoposto a diversi stimoli sonori per valutare la capacità uditiva alle varie frequenze.


Alcuni esami richiedono di segnalare quando si percepisce un suono o di ripetere parole ascoltate attraverso le cuffie. Altri test, invece, analizzano automaticamente la risposta dell’orecchio interno o delle vie nervose uditive senza richiedere una partecipazione attiva.


Durante il controllo possono inoltre essere effettuati test specifici per valutare il movimento del timpano e la funzionalità dell’orecchio medio mediante variazioni di pressione e stimoli acustici.


Cosa succede dopo il check-up


Nella maggior parte dei casi i risultati sono disponibili subito dopo gli esami. Se viene riscontrata una riduzione dell’udito, lo specialista può spiegare:


  • Grado della perdita uditiva;
  • Possibile causa del problema;
  • Se il disturbo interessa orecchio esterno, medio o interno;
  • Quali trattamenti o approfondimenti possono essere necessari.


In base al quadro clinico, il paziente può essere indirizzato verso ulteriori controlli specialistici, terapie specifiche o soluzioni come protesi acustiche e percorsi di riabilitazione uditiva.


Quanto costa un check-up udito?


Il costo di un check-up udito può variare in base alla struttura scelta, agli esami inclusi e alla presenza di una visita specialistica otorinolaringoiatrica. In genere, il prezzo di un controllo dell’udito oscilla tra 50 e 100 euro per una valutazione audiologica completa. Alcuni centri possono offrire screening uditivi di base a costi inferiori, mentre i controlli più approfonditi con esami specialistici possono avere tariffe più elevate.


Dove fare un check-up dell’udito?


Per effettuare un check-up dell’udito è importante rivolgersi a strutture specializzate dotate di personale qualificato e strumentazione audiologica dedicata. EccellenzaMedica.it, sito di prenotazioni mediche online di esami e visite specialistiche, permette di prenotare check-up presso centri di eccellenza selezionati nelle principali città italiane (Roma, Milano, Napoli, Torino, Bari, Firenze etc.).


In alternativa, il controllo dell’udito può essere effettuato anche presso:


  • Ospedali pubblici;
  • Cliniche private;
  • Centri di audiologia;
  • Ambulatori ORL specializzati.


Domande frequenti


A che età bisogna controllare l’udito?


Il controllo dell’udito può essere utile a qualsiasi età. Nei neonati lo screening uditivo viene generalmente effettuato subito dopo la nascita, mentre negli adulti senza particolari fattori di rischio è consigliabile eseguire controlli periodici soprattutto dopo i 50 anni.


Come capire se si sta abbassando l’udito?


Alcuni segnali comuni sono: difficoltà a capire le conversazioni, necessità di alzare il volume della TV, richiesta frequente di ripetere le parole, percezione ovattata delle voci, difficoltà nei luoghi rumorosi e presenza di ronzii o fischi alle orecchie.


Il test dell’udito è doloroso?


No, il test dell’udito è indolore. Alcuni esami possono provocare una lieve sensazione di pressione nell’orecchio, ma generalmente non causano dolore.


Quanto dura un check-up dell'udito?


Un check-up dell’udito dura mediamente tra 30 minuti e 1 ora, in base agli esami eseguiti e alla complessità della valutazione.


Quali sono le patologie che possono derivare dall'orecchio?


I disturbi dell’orecchio possono essere associati a diverse condizioni, tra cui:


  • Ipoacusia;
  • Acufeni;
  • Otiti;
  • Perforazione del timpano;
  • Vertigini;
  • Labirintite;
  • Malattia di Ménière;
  • Infezioni dell’orecchio medio o interno.


Fonti e bibliografia


  • Who.int/news-room/fact-sheets/detail/deafness-and-hearing-loss;
  • Theguardian.com/lifeandstyle/2025/jun/24/get-earplugs-and-never-remove-wax-at-home-16-ways-to-protect-your-hearing-chosen-by-audiologists;
  • Rnid.org.uk/2024/05/sheilas-story-it-does-matter/.

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