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Segnalato da: laRepubblica, IlGiornale, Salute33, ForumSalute.it
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Protesi all’anca: quali sono i migliori centri in Italia e come sceglierli?


Scegliere dove operarsi per una protesi all’anca significa valutare l’esperienza del centro, il chirurgo che eseguirà l’intervento e l’assistenza durante il recupero. I dati sulle strutture italiane aiutano a orientarsi, ma vanno letti insieme alle esigenze del singolo paziente.


In breve:


  • Centri italiani: i dati AGENAS permettono di confrontare l’attività delle strutture e alcuni risultati delle cure;
  • Scelta del centro: il numero di interventi è un elemento utile, da affiancare all’esperienza nei casi simili al proprio;
  • Chirurgo ed équipe: contano principalmente la pratica nella chirurgia dell’anca e l’organizzazione dell’assistenza;
  • Prima e dopo l’intervento: preparazione, recupero e controlli, in quanto parte del percorso, vanno valutati attentamente;
  • Revisioni: quando occorre sostituire una protesi già impiantata, è importante cercare competenze specifiche.


Protesi all’anca: quali centri considerare in Italia?


Per orientarsi fra i centri italiani è possibile consultare i dati del Programma Nazionale Esiti (PNE), sviluppato da AGENAS, l’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali che aiuta a valutare l’attività e i risultati delle cure nelle strutture sanitarie. Nel 2024, l’indicatore relativo ai ricoveri per interventi di protesi d’anca ha registrato 135.684 ricoveri in Italia. Fra le strutture con volumi elevati figurano i seguenti centri:


Centro e sedeNumero di ricoveri per interventi di protesi d'anca (2024)
Humanitas Research Hospital — Rozzano, Milano2.650
IRCCS Ospedale Galeazzi Sant’Ambrogio — Milano2.580
Istituto Ortopedico Rizzoli — Bologna2.060
Policlinico Universitario Campus Bio-Medico — Roma1.000

Fonte: AGENAS, Programma Nazionale Esiti, indicatore “Intervento di protesi di anca: volume di ricoveri”, anno 2024


Sarebbe fuorviante interpretare la tabella come una classifica assoluta dei migliori centri. I dati descrivono i volumi delle varie strutture: per valutarne i risultati occorrerebbe considerare anche altri indicatori.


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Come leggere i dati AGENAS sui centri per la protesi d’anca?


Nel confronto tra strutture che si occupano di interventi di protesi d'anca è importante distinguere tra i volumi di attività e gli esiti delle cure. I documenti AGENAS permettono di esaminare tre indicatori:


IndicatoreCosa misura
Volume di ricoveriNumero di ricoveri per interventi di protesi d'anca registrati dalla struttura nell'anno considerato.
Riammissioni a 30 giorniPercentuale di pazienti sottoposti a nuovo ricovero entro 30 giorni, secondo i criteri dell'indicatore.
Revisioni entro due anniLa percentuale di pazienti che affrontano un intervento di revisione nei due anni successivi alla protesi


Nei dati AGENAS, la percentuale nazionale di riammissioni a 30 giorni è risultata pari al 3,21% per il 2024. Per le revisioni entro due anni la percentuale è del 2,12%. In quest'ultimo caso, chiaramente, il dato si riferisce a revisioni relative ad interventi di protesi d'anca eseguiti nell'anno 2022. Pertanto, i due indicatori descrivono eventi e periodi differenti.


Per le singole strutture, AGENAS riporta una percentuale grezza, cioè quella osservata, e, quando disponibile, una percentuale aggiustata, che tiene conto delle caratteristiche dei pazienti considerate nel modello statistico. Quest’ultima è utile per porre a confronto strutture che trattano pazienti dal profilo di rischio differente.


Un valore numericamente più basso, però, non dimostra automaticamente che un centro offra cure migliori: è importante considerare anche il numero di casi analizzati e l’incertezza statistica. Allo stesso modo, una riammissione non equivale necessariamente a un problema della protesi ma potrebbe dipendere anche da altri fattori.


In generale, nel confronto tra due centri, i dati andrebbero confrontati utilizzando lo stesso indicatore e lo stesso anno. Volumi, riammissioni e revisioni, infatti, offrono informazioni diverse e andrebbero letti separatamente, senza sommarli al solo scopo di costruire una classifica.


Come scegliere il centro adatto al proprio caso?


Il centro adatto è quello che dispone delle competenze e dell’organizzazione necessarie per gestire al meglio le problematiche del paziente. Per individuarlo, la visita ortopedica all'anca deve chiarire quale intervento è necessario e quali condizioni potrebbero renderlo più complesso. Prima di scegliere, è utile verificare:


  • Esperienza nei casi simili al proprio: precedenti operazioni, deformità dell’anca o una protesi già impiantata potrebbero richiedere competenze specifiche;
  • Gestione delle altre patologie: un paziente affetto da problemi cardiaci, respiratori o metabolici deve poter contare su un team multidisciplinare e coordinato, composto da chirurghi, anestesisti e altri specialisti;
  • Spiegazione della proposta chirurgica: l’équipe dovrebbe chiarire perché consiglia l’intervento, quali alternative esistono e quali sono i risultati realisticamente raggiungibili;
  • Organizzazione del rientro a casa: distanza, disponibilità di un accompagnatore e possibilità di effettuare i controlli incidono sugli aspetti pratici e logistici del percorso di cura.


Quanto conta l’esperienza del chirurgo specializzato nell’anca?


L’esperienza del singolo chirurgo è un elemento da valutare insieme a quella del centro. Il volume di una clinica o di un ospedale comprende infatti l’attività di vari professionisti, pertanto non vi sono riferimenti al numero di protesi eseguite dal singolo medico.


Uno studio pubblicato nel 2025 su Swiss Medical Weekly, rivista scientifica medica svizzera, ha analizzato 74.565 interventi di prima protesi totale d’anca per artrosi, eseguiti da 384 chirurghi. I dati provenivano dal SIRIS, il registro nazionale svizzero delle protesi articolari.


I ricercatori hanno osservato un’associazione fra un maggior numero di operazioni annuali del chirurgo e un minor rischio di revisione entro due anni. Il risultato sostiene l’importanza della pratica regolare, ma non stabilisce una soglia universale che garantisca il successo dell’intervento.


Durante la visita è utile porre al chirurgo ortopedico dell'anca alcune domande, ad esempio:


  • Quante protesi d’anca esegue abitualmente?
  • Da quanti anni lavora con la tecnica proposta?
  • Si occupa con regolarità di pazienti con condizioni simili alle mie?
  • Chi eseguirà l’operazione e chi monitorerà i controlli post-operatori?


Le risposte dovrebbero aiutare ad ottenere indicazioni circa l’esperienza concreta del professionista e il suo ruolo nel percorso di cura.


Quali indicazioni arrivano dagli specialisti dei centri internazionali?


Un’indicazione utile arriva dal Dott. Panos Gikas, chirurgo ortopedico della Cleveland Clinic London. In un’intervista pubblicata nel podcast Exploring Health, Gikas si confronta con il medico Amir Ardakani rispetto al resurfacing, procedura che consiste nel rivestimento delle superfici articolari dell’anca. Durante il colloquio, però, i consigli relativi a tale procedura vengono estesi anche alla protesi totale. Per Gikas è fondamentale scegliere con attenzione sia il professionista sia la struttura.


Riferendosi ai due principali elementi da valutare, Gikas chiarisce: «Uno è il chirurgo, l’altro è la struttura in cui viene eseguita l’operazione». L’intervista aggiunge un ulteriore spunto di riflessione: la proposta chirurgica va elaborata tenendo conto degli obiettivi del paziente. Ad esempio, la diminuzione del dolore nelle attività quotidiane e il ritorno alla pratica sportiva sono obiettivi diversi, da valutare insieme alle condizioni dell’osso e ai vantaggi e limiti delle opzioni disponibili.


Quale assistenza dovrebbe offrire il centro prima e dopo l’intervento?


Il percorso di cura deve comprendere anche la preparazione all’operazione e l’organizzazione del recupero dopo l'intervento. Prima del ricovero, il paziente dovrebbe sapere quali accertamenti eseguire, come gestire i farmaci abitualmente assunti e quale aiuto servirà al rientro a casa. È utile verificare che il centro fornisca:


  • Indicazioni preoperatorie chiare, con esami, visite e istruzioni da seguire;
  • Assistenza durante il ricovero, compreso il supporto per riprendere a muoversi in sicurezza;
  • Programma di recupero personalizzato, con esercizi e indicazioni sull’uso degli ausili;
  • Istruzioni scritte alla dimissione, relative a terapia, ferita e sintomi da segnalare;
  • Controlli programmati e un riferimento da contattare in caso di problemi.


Nancy Kassay racconta la propria esperienza sul sito dell’Hospital for Special Surgery (HSS), ospedale di New York specializzato in ortopedia. Dopo aver ricevuto l’indicazione a una protesi d’anca, aveva confrontato diversi chirurghi ed era convinta di preferire l’accesso anteriore. Il colloquio con lo specialista l’aveva aiutata a prendere in considerazione la differente tecnica che le era stata consigliata.


Nancy ricorda anche un momento concreto della fase di preparazione: «È prevista una giornata per gli esami preoperatori e un incontro sull’intervento in cui viene spiegato cosa aspettarsi prima e dopo l'operazione». La donna descrive quell’incontro come estremamente utile e riferisce, dopo essersi sottoposta alla procedura, di essere tornata a camminare e salire le scale con poco o nessun dolore alla gamba e al ginocchio.


Pur trattandosi di un’esperienza individuale, questa testimonianza evidenzia l'importanza di ricevere, dal centro a cui ci si rivolge, spiegazioni comprensibili e di arrivare all’intervento consapevoli di come verranno gestite sia la procedura che le fasi ad essa successive.


Quando serve un centro specializzato nella revisione della protesi d’anca?


Quando una protesi già impiantata presenta problemi, è utile rivolgersi a un’équipe con esperienza specifica nelle revisioni. Questi interventi possono richiedere la sostituzione di alcuni componenti o dell’intero impianto e, nei casi più complessi, la ricostruzione dell’osso danneggiato. La valutazione specialistica può essere necessaria in presenza di:


  • Perdita di fissaggio della protesi all’osso;
  • Lussazioni frequenti, caratterizzate dalla fuoriuscita della testa protesica dalla propria sede;
  • Infezione dell’impianto;
  • Fratture intorno alla protesi;
  • Usura dei componenti o perdita di tessuto osseo.


L’American Academy of Orthopaedic Surgeons (AAOS), società scientifica statunitense di chirurgia ortopedica, spiega che la revisione è generalmente più complessa del primo impianto e richiede una pianificazione approfondita nonché strumenti e componenti protesici specifici. Nella scelta del centro bisogna quindi verificare l’esperienza della struttura nella gestione delle procedure di revisione.


Domande frequenti


Come cercare un centro per la protesi d’anca con EccellenzaMedica?


È possibile consultare il sito di prenotazioni mediche online EccellenzaMedica.it per conoscere i chirurghi ortopedici, i centri di ortopedia e le prestazioni disponibili nel privato e ricevere assistenza nella prenotazione di una visita ortopedica nelle principali città italiane.


È meglio operarsi in un ospedale pubblico o in una clinica privata?


La natura pubblica o privata della struttura non è sufficiente a determinarne la qualità. È importante valutare competenze, assistenza e organizzazione del percorso; nel privato si consiglia di verificare anche il preventivo e le prestazioni incluse.


Come conoscere i tempi d’attesa per l’intervento?


Chiedi all’ufficio ricoveri della struttura, precisando se vuoi accedere tramite SSN o privatamente. Le tempistiche dipendono dalla valutazione clinica, dalla priorità assegnata e dalle disponibilità.


Si può scegliere un ospedale fuori dalla propria regione tramite il SSN?


Sì, è possibile scegliere una struttura in un’altra regione. Occorre verificare che la struttura scelta eroghi lo specifico intervento a carico del SSN e informarsi su modalità di accesso e lista d’attesa.


Per operarsi all’anca è necessario spostarsi lontano da casa?


Non necessariamente. Un centro vicino può essere adeguato e facilitare controlli e recupero. Uno spostamento può avere senso quando il caso richiede competenze specifiche difficili da trovare nella propria zona.


Un centro che utilizza il robot offre risultati migliori?


La presenza del robot non garantisce risultati migliori. La tecnologia va valutata insieme all’esperienza dell’équipe.


Le recensioni online sono utili per scegliere la struttura?


Possono aiutare a comprendere come i pazienti descrivono comunicazione, accoglienza e organizzazione. Non permettono, però, di valutare la qualità chirurgica: vanno affiancate ai dati disponibili e al colloquio con lo specialista.


Quando è utile chiedere un secondo parere prima di operarsi?


Quando rimangono dubbi sulla necessità dell’intervento, sulle alternative o sulla tecnica proposta. Può essere particolarmente utile nei casi complessi o quando specialisti diversi consigliano percorsi differenti.


Quali documenti portare alla prima visita con il chirurgo dell’anca?


Porta radiografie e altri esami già eseguiti, immagini e referti, precedenti relazioni mediche e l’elenco dei farmaci. Se hai già una protesi, aggiungi la documentazione dell’intervento e i dati dell’impianto, se disponibili.


Fonti e bibliografia


  • Pne.agenas.it/ospedaliera/indicatori?noso=muscoloscheletrico&cond=protesi%20di%20anca;
  • Ladurner A, Giesinger K, Jost B, Zdravkovic V. The relationship between surgeon case load and revision rates in total hip arthroplasty: Evidence from the Swiss National Joint Registry. Swiss Med Wkly. 2025 Mar 25;155:3850. doi: 10.57187/s.3850. PMID: 40135825;
  • My.clevelandclinic.org/podcasts/exploring-health/exploring-hip-resurfacing-with-mr-panos-gikas-and-mr-amir-ardakani;
  • Myhssmedia.hss.edu/back-in-the-game/stories/2019/06/nancy-kassay;
  • Orthoinfo.org/treatment/revision-total-hip-replacement/.

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