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Segnalato da: laRepubblica, IlGiornale, Salute33, ForumSalute.it
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Visita ortopedica dell'anca: cos’è, quando farla e come si svolge?


La visita ortopedica dell’anca permette di individuare l’origine di dolore, rigidità, zoppia o difficoltà nei movimenti. Il consulto può essere indicato dopo un trauma, quando i sintomi persistono oppure se diventa difficile camminare, salire le scale e svolgere le normali attività quotidiane.


I disturbi dell’anca possono interessare persone di qualsiasi età, anche se alcune patologie diventano più frequenti con l’invecchiamento. Secondo ISSalute, il portale informativo dell’Istituto Superiore di Sanità, circa il 12% della popolazione italiana presenta problemi osteoarticolari classificabili come artrosi. L’anca è tra le articolazioni maggiormente interessate da questa condizione.


In sintesi:


  • La visita ortopedica serve a individuare la possibile origine di dolore, rigidità o difficoltà nel camminare;
  • Comprende un colloquio con il paziente e l’esame fisico dell’articolazione;
  • L’ortopedico valuta postura, cammino, mobilità e forza muscolare;
  • Al termine del consulto, il medico potrebbe prescrivere ulteriori esami oppure uno specifico trattamento.


Che cos’è la visita ortopedica dell'anca?


La visita ortopedica dell’anca è una valutazione specialistica eseguita da un medico ortopedico, allo scopo di analizzare lo stato dell’articolazione e delle strutture circostanti, come muscoli, tendini e borse sierose.


visita ortopedica anca


A cosa serve?


La visita ortopedica dell’anca serve a individuare la possibile causa dei sintomi e a stabilire il percorso diagnostico o terapeutico più appropriato. Dolore, rigidità e difficoltà nel camminare, infatti, possono dipendere da problemi differenti. Tra le condizioni che lo specialista può sospettare o riconoscere rientrano:


  • Artrosi dell’anca o coxartrosi;
  • Borsite trocanterica;
  • Tendinopatie e lesioni muscolari;
  • Conflitto femoro-acetabolare;
  • Lesioni del labbro acetabolare;
  • Displasia dell’anca;
  • Osteonecrosi della testa del femore;
  • Fratture e conseguenze di precedenti traumi;
  • Patologie dell’anca presenti dalla nascita o sviluppate durante la crescita.


Il consulto permette, inoltre, di comprendere se il dolore proviene realmente dall’articolazione. Un disturbo avvertito nella zona dell’anca può, infatti, avere origine dalla colonna lombare, dall’articolazione sacroiliaca, dai muscoli o dai nervi. Al contrario, una patologia dell’anca può provocare dolore all’inguine, alla coscia, al gluteo o perfino al ginocchio. Per questo motivo, l’ortopedico dell'anca non si limita a esaminare il punto indicato dal paziente, ma valuta la distribuzione dei sintomi e il funzionamento dell’intero arto inferiore.


Quando fare una visita ortopedica all'anca?


È consigliabile richiedere una visita ortopedica quando il dolore all’anca persiste, ritorna frequentemente o limita i movimenti. Non è necessario attendere che il disturbo diventi molto intenso: anche rigidità, zoppia o difficoltà nelle attività quotidiane possono giustificare un controllo. La valutazione è indicata soprattutto in presenza di:


  • Dolore all’inguine, al fianco, al gluteo o alla parte superiore della coscia;
  • Rigidità dopo il riposo o al risveglio;
  • Difficoltà nel camminare, salire le scale o alzarsi da una sedia;
  • Zoppia o sensazione di cedimento della gamba;
  • Scatti, blocchi o rumori accompagnati da dolore;
  • Fastidio quando si rimane seduti a lungo o ci si sdraia sul fianco;
  • Diminuzione della mobilità;
  • Dolore comparso dopo un trauma o un’attività sportiva;
  • Sintomi che non migliorano con il riposo o che disturbano il sonno.


SintomoQuando richiedere un consulto
Dolore ricorrenteQuando ritorna durante il cammino, lo sport o altri movimenti
Rigidità e mobilità ridottaSe ostacolano le normali attività quotidiane
Zoppia, scatti o cedimentiQuando compaiono senza una causa chiara o peggiorano
Dolore dopo un traumaIl prima possibile, soprattutto se è difficile appoggiare la gamba


Il National Health Service (NHS), il servizio sanitario pubblico britannico, consiglia di rivolgersi a un medico quando il dolore impedisce le normali attività, disturba il sonno, peggiora o continua a ripresentarsi. Non bisogna, invece, attendere una normale visita ambulatoriale ma rivolgersi al Pronto Soccorso se compaiono:


  • Dolore molto intenso dopo una caduta o un incidente;
  • Impossibilità di muovere la gamba, camminare o mantenersi in piedi;
  • Deformità evidente dell’arto;
  • Anca gonfia e calda associata a febbre o malessere;
  • Perdita di sensibilità o formicolio dopo un trauma.


In un’intervista dedicata al dolore dell’anca, il dottor Jorge Chahla, chirurgo ortopedico di Chicago specializzato in medicina sportiva e chirurgia conservativa articolare, sottolinea che l’intensità del disturbo non sempre riflette la gravità della causa: «Il dolore all’anca, anche se relativamente lieve, può indicare un problema serio. Valutarlo il prima possibile facilita il recupero e il ritorno alle proprie attività.».


Lo specialista ricorda inoltre che la posizione del dolore offre indizi importanti. Il dolore profondo all’inguine può essere collegato all’articolazione, mentre quello laterale può interessare tendini, muscoli o borse reminders. La sede dei sintomi, in ogni caso, non è sufficiente per giungere a una diagnosi.


L’International Hip Dysplasia Institute, organizzazione internazionale dedicata alla displasia dell’anca, ha pubblicato la testimonianza di Amanda, una giovane atleta che iniziò ad avvertire un forte dolore durante una gara di corsa. Il disturbo peggiorò progressivamente, coinvolse entrambe le anche e cominciò a condizionare anche la vita universitaria: «All'epoca ero al primo anno di università e camminare per andare a lezione e partecipare agli eventi sociali era diventato per me un incubo.».


Amanda si rivolse a due ortopedici e, attraverso l’esame fisico e una risonanza magnetica con contrasto, furono individuate lesioni del labbro acetabolare associate a conflitto femoro-acetabolare. La sua esperienza mostra che un dolore persistente merita attenzione anche nelle persone giovani, sportive e apparentemente in buona salute.


Come prepararsi?


La visita ortopedica dell’anca non richiede digiuno né una preparazione specifica. È però utile raccogliere in anticipo alcune informazioni e portare i documenti che possono aiutare lo specialista a ricostruire il problema. Prima dell’appuntamento è consigliabile:


  • Annotare quando è comparso il dolore e come si è modificato nel tempo;
  • Indicare con precisione dove si avverte il fastidio;
  • Ricordare eventuali cadute, traumi o attività che hanno preceduto i sintomi;
  • Preparare un elenco dei farmaci assunti e dei trattamenti già provati;
  • Portare referti di precedenti visite, interventi o terapie;
  • Portare radiografie, ecografie, TC o risonanze magnetiche già eseguite;
  • Indossare abiti comodi che permettano di muovere ed esaminare facilmente l’anca.


Non è necessario effettuare autonomamente una radiografia o una risonanza prima della visita. Sarà l’ortopedico a stabilire se occorrono esami nonché la tecnica diagnostica più indicata.


Come si svolge la visita?


La visita ortopedica dell’anca comprende generalmente anamnesi, osservazione del paziente ed esame fisico. Lo specialista adatta la valutazione all’età, ai sintomi e alle condizioni della persona: non tutti i pazienti vengono quindi sottoposti alle stesse manovre.


Fase della visitaCosa valuta l'ortopedico
AnamnesiOrigine, sede e andamento dei sintomi
OsservazionePostura, appoggio degli arti e modo di camminare
PalpazioneDolore localizzato e sensibilità dei tessuti
Movimenti e testMobilità, forza e riproduzione del dolore


La visita comincia con un colloquio, nel corso del quale il medico chiede al paziente quando è comparso il dolore, dove viene avvertito e quali movimenti lo aggravano o lo riducono. Può inoltre informarsi su:


  • Cadute, traumi o attività sportive;
  • Dolore notturno o presente a riposo;
  • Scatti, blocchi o sensazione di instabilità;
  • Difficoltà nel camminare, salire le scale o sedersi;
  • Precedenti patologie, operazioni o problemi alla schiena;
  • Farmaci e trattamenti già provati.


L’ortopedico può osservare il paziente mentre è in piedi e cammina, cercando eventuali differenze nell’appoggio, zoppia o inclinazioni del bacino. Successivamente esamina l’anca con il paziente disteso sul lettino. Lo specialista può:


  • Palpare l’inguine, la parte laterale dell’anca e la zona glutea;
  • Confrontare la lunghezza e la posizione degli arti;
  • Valutare la forza muscolare;
  • Chiedere al paziente di muovere autonomamente la gamba;
  • Muovere passivamente l’articolazione;
  • Controllare flessione, estensione e rotazione dell’anca;
  • Confrontare il lato dolorante con quello privo di sintomi.


La visita può comprendere anche un controllo del ginocchio, del bacino e della colonna lombare qualora il medico sospetti che il dolore provenga da un’altra sede.


In base ai sintomi, l’ortopedico può utilizzare alcune manovre per riprodurre il dolore e comprendere quali strutture potrebbero essere coinvolte. Tra le più conosciute rientrano:


  • Test FADIR, che prevede flessione, adduzione e rotazione interna dell’anca;
  • Test FABER, che valuta l’anca in flessione, abduzione e rotazione esterna;
  • Test di Trendelenburg, utile per osservare il controllo del bacino e la funzione dei muscoli glutei;
  • Valutazione dell’elevazione della gamba, che può fornire indicazioni anche su un possibile coinvolgimento lombare o nervoso.


Il risultato di una singola manovra non sempre permette di pervenire ad una diagnosi. Per questo motivo, l’ortopedico interpreta le manovre insieme ai sintomi, alla storia clinica e agli eventuali esami di imaging.


Quanto costa una visita ortopedica dell'anca?


In regime privato, una visita ortopedica dell’anca costa indicativamente da 80 a 250 euro. Il prezzo può variare in base alla città, alla struttura e all’esperienza dello specialista. Radiografie, ecografie e altri esami diagnostici possono avere un costo separato. Nel Servizio Sanitario Nazionale si paga invece il ticket previsto dalla propria Regione, salvo eventuali esenzioni, ed è generalmente necessaria l’impegnativa del medico.


Dove farla?


La visita può essere effettuata presso un ambulatorio ospedaliero, un centro ortopedico, un poliambulatorio o uno studio privato. Attraverso EccellenzaMedica.it, sito di prenotazioni mediche online, è possibile individuare i migliori specialisti dell'anca e strutture selezionate nelle principali città italiane. Se è già stata prospettata un’operazione, può essere utile consultare un chirurgo ortopedico dell’anca.


Domande Frequenti


Quanto dura una visita ortopedica dell’anca?


In genere dura 20-30 minuti, ma può richiedere più tempo nei casi complessi o quando bisogna esaminare numerosi referti.


La visita ortopedica dell’anca è dolorosa?


Normalmente no. Alcune manovre possono riprodurre temporaneamente il dolore, ma il paziente può chiedere al medico di interromperle.


Serve l’impegnativa per prenotare la visita?


Nel privato non è necessaria. Per una visita tramite il Servizio Sanitario Nazionale è generalmente richiesta l’impegnativa del medico.


L’ortopedico controlla entrambe le anche?


Sì, quando è utile. Il confronto tra i due lati aiuta a riconoscere differenze nella mobilità, nella forza e nella risposta ai test.


La visita ortopedica dell’anca può essere eseguita in gravidanza?


Sì. La visita clinica può essere effettuata, ma è importante comunicare la gravidanza prima di eventuali esami diagnostici, che verranno scelti valutando benefici e rischi.


I bambini possono sottoporsi a una visita ortopedica dell’anca?


Sì. Per neonati, bambini e adolescenti è preferibile rivolgersi a un ortopedico pediatrico, esperto nelle patologie dell’anca durante la crescita.


È possibile valutare l’anca attraverso una visita online?


Una consulenza online può servire per esaminare sintomi e referti, ma non sostituisce completamente la visita in presenza e i test fisici.


Dopo la visita ortopedica dell’anca si può guidare?


Generalmente sì. È meglio evitare di guidare se il dolore limita i movimenti o se durante l’appuntamento vengono effettuate infiltrazioni o altre procedure.


Fonti e bibliografia


  • Nhs.uk/symptoms/hip-pain/;
  • Jorgechahlamd.com/10-facts-about-hip-pain/;
  • Hipdysplasia.org/patient-stories/patient-storiesihdi/amandas-story/;
  • Issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/a/artrosi-dell-anca.

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