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Segnalato da: laRepubblica, IlGiornale, Salute33, ForumSalute.it
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Operazione per ernia del disco: quando serve, tecniche e recupero


L’operazione per ernia del disco serve a liberare una radice nervosa compressa dal materiale fuoriuscito da un disco intervertebrale. L’obiettivo è ridurre soprattutto il dolore che si irradia lungo la gamba, chiamato sciatica, e migliorare le limitazioni associate alla compressione del nervo.


Prima di optare per un'operazione, lo specialista valuta i sintomi, la forza muscolare, la sensibilità e la risposta del paziente alle cure non chirurgiche. L’intervento può diventare necessario quando il dolore resta invalidante nonostante i trattamenti oppure quando compaiono deficit neurologici importanti.


In questo articolo ci concentriamo sull’intervento per ernia del disco lombare, comprese le ernie L4-L5 e L5-S1, situate nella parte bassa della schiena.


In breve:


  • Quando operare: se le cure conservative non offrono un sollievo sufficiente o in presenza di specifici problemi neurologici; alcune condizioni richiedono una valutazione urgente;
  • Come si interviene: il chirurgo rimuove il materiale discale che comprime il nervo, con tecniche microchirurgiche o endoscopiche;
  • Recupero: la ripresa è graduale e dipende dalla procedura, dalle condizioni iniziali e dalle attività da svolgere;
  • Risultati: il dolore alla gamba può migliorare prima del formicolio o della debolezza; il mal di schiena, però, può avere anche altre cause;
  • Rischi: l’operazione può comportare complicanze e non esclude la possibilità di insorgenza di una nuova ernia.


Quando operare l’ernia del disco: indicazioni per L4-L5 e L5-S1


L’intervento per ernia del disco si prende in considerazione quando il dolore alla gamba continua ad essere invalidante nonostante le cure oppure quando la compressione del nervo provoca una significativa o progressiva perdita di forza. Ai fini dell'indicazione chirurgica è importante che i sintomi indicati dal paziente e l'esito della visita ortopedica siano coerenti con quanto mostrato dalla risonanza magnetica.


Le sigle L4-L5 e L5-S1 indicano la posizione del disco interessato: rispettivamente tra la quarta e la quinta vertebra lombare e tra l’ultima vertebra lombare e il sacro.


In assenza di urgenze, lo specialista può proporre la chirurgia quando:


  • Il dolore limita ancora il sonno, il cammino o il lavoro;
  • Farmaci, fisioterapia ed eventuali infiltrazioni non offrono un beneficio sufficiente;
  • Persistono disturbi riconducibili alla compressione della radice nervosa.


L’Hospital for Special Surgery, ospedale statunitense specializzato in ortopedia e chirurgia vertebrale, suggerisce che la microdiscectomia andrebbe presa in considerazione non prima che siano trascorse 6–12 settimane di trattamento conservativo. Tali indicazioni potrebbero, in ogni caso, variare in base all’andamento dei sintomi e alla presenza di deficit neurologici.


Una debolezza marcata, improvvisa o in peggioramento deve essere valutata con urgenza. Se compaiono difficoltà nuove a urinare, perdita di controllo di vescica o intestino oppure diminuzione della sensibilità attorno ai genitali e al perineo, occorre recarsi subito in pronto soccorso: tali sintomi, infatti, potrebbero indicare la presenza della sindrome della cauda equina, una grave compressione dei nervi nella parte bassa della colonna.


Anche un’ernia espulsa, nella quale il materiale discale ha oltrepassato l’anello esterno del disco, non deve essere necessariamente operata, in quanto potrebbe ridursi spontaneamente. La scelta dipende soprattutto dai sintomi e dalla funzione del nervo, oltre che dalle dimensioni dell’ernia.


operazione ernia del disco


Come si svolge l’intervento per ernia del disco: microdiscectomia e nuove tecniche


Durante l’operazione per ernia del disco lombare, il chirurgo rimuove il materiale discale che comprime la radice nervosa, conservando quanto più possibile della parte residua del disco. Per raggiungerlo potrebbe essere necessario asportare anche una piccola porzione di osso o legamento.


Le tecniche si distinguono soprattutto per il modo in cui il chirurgo raggiunge e visualizza l’ernia.


TecnicaCome funziona
Microdiscectomia con microscopioIl chirurgo esegue una piccola incisione nella schiena e utilizza il microscopio per identificare il nervo e rimuovere i frammenti discali.
Approccio tubolareUna serie di dilatatori separa progressivamente le fibre muscolari. Il chirurgo lavora attraverso un piccolo tubo, limitando il distacco dei muscoli.
Discectomia endoscopicaUna sottile telecamera permette di osservare l’area su uno schermo e rimuovere l’ernia con strumenti dedicati attraverso un accesso ridotto.

La scelta dipende dalla posizione dell’ernia, dall’anatomia del paziente e dall’esperienza del chirurgo.


Nell’intervista pubblicata nel giugno 2026 dalla Cleveland Clinic, centro medico accademico statunitense, il chirurgo vertebrale Dott. Osama Kashlan sottolinea che la mininvasività «non riguarda soltanto la dimensione dell’incisione». Spiega che gli accessi mininvasivi possono separare i muscoli anziché distaccarli e che l’endoscopio porta la telecamera direttamente vicino all’ernia e alla radice nervosa, aiutando il chirurgo a distinguere le strutture durante la rimozione del materiale discale.


Il trattamento con laser funziona invece in modo differente. Nella decompressione laser percutanea, il medico introduce un ago nel disco e, attraverso questo, una fibra che trasmette l’energia laser. Il calore vaporizza una piccola quantità del nucleo polposo, la parte interna gelatinosa del disco, allo scopo di ridurre la pressione all’interno del disco e, indirettamente, la compressione sul nervo.


L'istituto britannico NICE sottolinea che questa procedura è riservata a casi specifici di ernia contenuta, nei quali il materiale discale sporge ma rimane trattenuto dall’anello esterno. Se invece un frammento è già fuoriuscito dal disco, il laser applicato al suo interno non rimuove quel frammento. Per questo la decompressione laser non sostituisce la microdiscectomia o l’endoscopia in tutte le forme di ernia.


Quale anestesia si utilizza?


La microdiscectomia si esegue generalmente in anestesia generale. Per alcune procedure endoscopiche è possibile l'impiego dell'anestesia locale con sedazione o anestesia spinale.


Quanto dura l’intervento e quanti giorni di ricovero servono?


Una microdiscectomia dura indicativamente 30–60 minuti. La durata può, però, aumentare nei casi più complessi. I giorni di ricovero sono generalmente 1–2. Per alcuni pazienti, qualora la struttura in cui si svolge l'intervento lo preveda, potrebbero essere previste anche le dimissioni in giornata.


Operazione ernia del disco: tempi di recupero e convalescenza


Dopo un intervento per ernia del disco lombare, il paziente può generalmente iniziare a camminare già nella giornata dell’operazione o il giorno successivo. Il ritorno al lavoro e agli sforzi maggiori richiede invece più tempo.


La seguente tabella riassume i tempi orientativi di recupero dopo una discectomia lombare senza stabilizzazione vertebrale, cioè senza un intervento aggiuntivo di unione delle vertebre.


AttivitàTempi indicativi di ripresa
Alzarsi e camminareNelle prime ore o il giorno successivo, con l’assistenza iniziale del personale sanitario.
Passeggiate e attività quotidiane leggereRipresa graduale nei primi giorni, alternando movimento e pause.
Lavoro sedentario o poco impegnativo fisicamenteSpesso dopo 2–4 settimane, con eventuali adattamenti delle mansioni.
Lavoro con sollevamento di pesi o sforzi importanti8–12 settimane o più, secondo la valutazione del chirurgo.


Tali indicazioni potrebbero non essere valide per tutti i pazienti. La convalescenza potrebbe prolungarsi in caso ad esempio di interventi più complessi, debolezza presente già prima dell'intervento o altre malattie.


Per quanto concerne il cammino, in fase iniziale sono preferibili passeggiate brevi e frequenti, evitando le lunghe distanze. Chi lavora alla scrivania dovrebbe poter cambiare posizione e fare delle pause regolari.


Per tornare a guidare, occorre riuscire a sedersi, girarsi e azionare i pedali senza limitazioni rilevanti, oltre ad aver sospeso i farmaci che provocano sonnolenza. Serve, invece, un'autorizzazione specifica da parte del chirurgo prima di poter ricominciare a fare sport, specie se parliamo di attività come corsa, discipline che prevedono contatto fisico o sollevamento di pesi.


Dolore e formicolio dopo l’intervento: quanto possono durare


Il dolore alla gamba può diminuire rapidamente dopo l’operazione per ernia del disco, mentre formicolio e intorpidimento possono richiedere più tempo. La rimozione dell’ernia libera il nervo, ma non ne ripristina necessariamente subito la funzione, soprattutto se la compressione si protraeva da molto tempo. È utile distinguere tre situazioni:


  • Dolore nella zona dell’incisione: dipende dalla ferita e dai tessuti coinvolti nell’intervento. È comune nei primi giorni e dovrebbe attenuarsi progressivamente, con l’aiuto della terapia prescritta;
  • Dolore irradiato alla gamba: può migliorare già dopo l’operazione oppure ridursi gradualmente nelle settimane successive;
  • Formicolio e minore sensibilità: possono persistere anche quando il dolore è diminuito. Il recupero potrebbe richiedere mesi e non completarsi del tutto, specie se il nervo ha subito un danno importante.


È necessario analizzare in primis l’andamento dei disturbi. Si consiglia di parlare con l'équipe chirurgica in caso di dolore nuovo molto intenso o in netto peggioramento ma anche febbre, arrossamento o secrezioni dalla ferita.


L’operazione per ernia del disco è pericolosa? Rischi e complicanze


L’intervento per ernia del disco lombare presenta generalmente una bassa probabilità di complicanze gravi, ma non è privo di rischi, anche in caso di impiego di una tecnica mininvasiva. Le possibili complicanze comprendono:


  • Lesione della dura madre, la membrana che riveste i nervi, con possibile perdita di liquido cerebrospinale. Il chirurgo può ripararla durante l’operazione; in alcuni casi potrebbero essere necessarie ulteriori cure;
  • Infezione della ferita o del disco, che può rendere necessarie terapie antibiotiche e, più raramente, un nuovo intervento;
  • Sanguinamento o ematoma, cioè una raccolta di sangue che, se comprime i nervi, può richiedere un trattamento urgente;
  • Danno a una radice nervosa, con possibili alterazioni della sensibilità o della forza;
  • Complicanze generali, come trombosi e reazioni all’anestesia.


Per quantificare alcuni rischi, una revisione sistematica pubblicata nel 2022 sul Journal of Spine Surgery, rivista scientifica dedicata alla chirurgia vertebrale, ha analizzato 35 studi su 7.354 pazienti operati per ernia del disco lombare. Nei gruppi sottoposti a microdiscectomia, gli autori hanno rilevato lesioni della dura madre nel 2,3% dei pazienti e lesioni della radice nervosa nello 0,3%.


Queste percentuali si riferiscono a complicanze diverse, che possono verificarsi anche nello stesso paziente: sommarle non permette quindi di calcolare il rischio complessivo dell’intervento. Inoltre, una lesione della radice nervosa non comporta necessariamente una paralisi. I dati non consentono neppure di stabilire quale tecnica sia più sicura, perché gli studi hanno coinvolto pazienti diversi e registrato le complicanze con criteri non uniformi.


Il rischio individuale va, dunque, analizzato con il chirurgo, considerando condizioni generali di salute del paziente, caratteristiche dell’ernia ed eventuali precedenti operazioni sulla colonna.


Quali risultati può offrire l’intervento per ernia del disco


L’intervento per ernia del disco può aiutare a ottenere sollievo dal dolore alla gamba più rapidamente rispetto alle cure non chirurgiche. Il beneficio sul solo mal di schiena è meno prevedibile, perché tale condizione potrebbe dipendere anche da problemi diversi dalla compressione del nervo.


Una revisione sistematica pubblicata nel 2023 sul BMJ, rivista medica internazionale, ha analizzato 24 studi randomizzati sul trattamento della sciatica da ernia lombare. Di questi, 12 studi, con 1.711 partecipanti, confrontavano la discectomia con trattamenti non chirurgici o infiltrazioni epidurali. Nel confronto con le cure non chirurgiche, i pazienti operati riportavano un dolore alla gamba mediamente inferiore di:


  • Circa 12 punti su una scala da 0 a 100 entro sei settimane;
  • Circa 6,5 punti tra tre e dodici mesi;
  • Circa 2 punti a dodici mesi, una differenza considerata trascurabile.


Tali valori indicano quanto dolore in meno riferivano, in media, i pazienti operati rispetto a quelli trattati senza chirurgia. Gli autori hanno giudicato le prove poco solide, quindi le dimensioni del beneficio restano incerte. Il risultato principale, però, è che la chirurgia può alleviare prima il dolore alla gamba, mentre a dodici mesi la differenza rispetto alle cure non chirurgiche diventa minima. Questo non significa che l’effetto dell’operazione svanisca, ma che nel tempo potrebbero migliorare anche i pazienti non operati.


La storia di Charlie Johnson mostra come l’intervento possa aiutare a riprendere la vita quotidiana e come, invece, possa essere necessario più tempo prima di tornare a fare sport. A raccontarla è la Cleveland Clinic.


Nel 2024, Charlie, studente universitario di 21 anni, soffriva di un’ernia del disco L5-S1 che gli provocava forte dolore alla gamba sinistra e debolezza. Farmaci e fisioterapia non gli avevano dato un sollievo sufficiente, a tal punto da temere di non riuscire a riprendere gli studi. Il chirurgo vertebrale Dott. Jacob Hoffmann gli propose una microdiscectomia, eseguita nel luglio 2024.


«Sono tornato all’università due settimane dopo l’intervento», ricorda Charlie. Il rientro ai suoi impegni da studente, però, non coincise con un recupero completo: camminare lo affaticava e aveva spesso bisogno di sdraiarsi.


Dopo tre mesi ricominciò a giocare a calcio ma i sintomi si riacutizzarono. Riprese quindi le cure riabilitative, senza dover affrontare un’altra operazione.


La sua esperienza mostra, dunque, che la ripresa va valutata in relazione all’attività da svolgere e che, anche in caso di miglioramento del dolore, bisogna attenersi sempre al programma indicato dal chirurgo per quanto concerne il rientro alle attività sportive.


Quanto costa l’operazione per ernia del disco nel privato


Il costo dell’operazione per ernia del disco nel privato si definisce con un preventivo personalizzato, dopo la valutazione chirurgica. Il prezzo dipende dalla tecnica che verrà utilizzata, dalla complessità del caso, dalla struttura e dai giorni di ricovero. Un’eventuale stabilizzazione vertebrale comporta prestazioni e materiali aggiuntivi rispetto alla sola rimozione dell’ernia. Generalmente, i costi partono da circa 10.000 euro.


Prima di confrontare i preventivi, è utile verificare se comprendono:


  • Compensi del chirurgo, dell’équipe e dell’anestesista;
  • Sala operatoria, materiali e degenza;
  • Esami e valutazioni preoperatorie;
  • Medicazioni e visite di controllo;
  • Eventuale riabilitazione, spesso conteggiata separatamente.


Chi dispone di un’assicurazione o di un fondo sanitario dovrebbe verificare copertura, franchigie ed eventuale necessità di autorizzazione preventiva.


Domande frequenti sull’operazione per ernia del disco


Cosa non fare dopo un’operazione di ernia del disco?


Nelle prime settimane bisogna evitare sollevamenti pesanti, torsioni e piegamenti ripetuti della schiena, oltre agli sforzi non autorizzati. Anche restare a letto a lungo è sconsigliato: il movimento va ripreso gradualmente, seguendo le indicazioni ricevute alla dimissione.


Come dormire dopo l’intervento di ernia del disco?


Si può dormire sulla schiena o sul fianco, scegliendo la posizione più confortevole e rispettando eventuali indicazioni del chirurgo. Un cuscino sotto le ginocchia, oppure tra le ginocchia quando si dorme sul fianco, può aiutare a ridurre la tensione lombare.


Quando iniziare la fisioterapia dopo un intervento di ernia del disco?


Gli esercizi iniziali seguono le indicazioni del team chirurgico. Un programma riabilitativo strutturato può iniziare intorno alle 4–6 settimane, ma i tempi cambiano secondo la procedura e il recupero.


L’ernia del disco può tornare dopo l’intervento chirurgico?


Sì. Le raccomandazioni della WFNS, Federazione mondiale delle società di neurochirurgia, pubblicate nel 2024, indicano una recidiva intorno al 5%. Si intende una nuova ernia nello stesso livello e nello stesso lato; non tutti i casi richiedono un’altra operazione.


Chi opera l’ernia del disco: il neurochirurgo o l’ortopedico?


Possono operarla entrambi, purché abbiano una formazione specifica ed esperienza nella chirurgia vertebrale. Conta la competenza nel trattamento della patologia e nella tecnica proposta.


Dove prenotare una visita per valutare l’intervento per ernia del disco?


Puoi consultare il sito di prenotazioni mediche online EccellenzaMedica.it per individuare gli specialisti e le strutture accreditate nelle principali città italiane e verificare la disponibilità di una visita ortopedica della colonna vertebrale.


Fonti e bibliografia


  • Hss.edu/health-library/conditions-and-treatments/microdiscectomy;
  • My.clevelandclinic.org/podcasts/neuro-pathways/endoscopic-spine-surgery;
  • Nice.org.uk/guidance/htg230/resources/percutaneous-intradiscal-laser-ablation-in-the-lumbar-spine-pdf-1809589812222661;
  • Bombieri FF, Shafafy R, Elsayed S. Complications associated with lumbar discectomy surgical techniques: a systematic review. J Spine Surg 2022;8(3):377-389. doi: 10.21037/jss-21-59;
  • Liu C, Ferreira GE, Abdel Shaheed C, Chen Q, Harris IA, Bailey CS, Peul WC, Koes B, Lin CC. Surgical versus non-surgical treatment for sciatica: systematic review and meta-analysis of randomised controlled trials. BMJ. 2023 Apr 19;381:e070730. doi: 10.1136/bmj-2022-070730. PMID: 37076169; PMCID: PMC10498296;
  • My.clevelandclinic.org/patient-stories/903-how-a-life-changing-back-surgery-helped-a-college-student-reclaim-his-future;
  • Zileli M, Oertel J, Sharif S, Zygourakis C. Lumbar disc herniation: Prevention and treatment of recurrence: WFNS spine committee recommendations. World Neurosurg X. 2024 Feb 9;22:100275. doi: 10.1016/j.wnsx.2024.100275. PMID: 38385057; PMCID: PMC10878111.

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