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Metatarsalgia: sintomi, rimedi ed esercizi consigliati


Cos'è la metatarsalgia?


La metatarsalgia è un dolore localizzato nell’avampiede, cioè la parte anteriore del piede, formata dai cinque metatarsi e dalle dita. Il dolore si concentra soprattutto sotto le teste metatarsali, le estremità dei metatarsi vicine alla base delle dita, importanti perché contribuiscono a sostenere e distribuire il peso durante la camminata e la corsa.


Il termine metatarsalgia non indica una singola malattia e non implica necessariamente la presenza di un’infiammazione. Descrive un sintomo che può avere origini differenti: individuare quella specifica è fondamentale per scegliere il trattamento più adatto.


Non sono disponibili dati precisi sull’incidenza annuale della metatarsalgia. Una revisione scientifica pubblicata nel 2025 riferisce però che il dolore dell’avampiede interessa circa il 10% della popolazione generale e diventa più frequente con l’avanzare dell’età. Il dato riguarda quindi la prevalenza del dolore all’avampiede e non il numero annuale di nuovi casi di metatarsalgia.


metatarsalgia


Quali sono i sintomi della metatarsalgia?


Il sintomo principale della metatarsalgia è il dolore nella parte anteriore della pianta del piede, subito dietro le dita. Può interessare una o più teste metatarsali e manifestarsi improvvisamente oppure svilupparsi in modo graduale. Il dolore può essere descritto come:


  • Bruciante;
  • Pungente o trafittivo;
  • Sordo e continuo;
  • Simile alla sensazione di avere un sassolino nella scarpa.


Generalmente aumenta quando si rimane in piedi, si cammina, si corre o si svolgono attività che caricano l’avampiede. Può risultare più intenso camminando scalzi su superfici dure e tende invece ad attenuarsi con il riposo. In alcuni casi possono comparire anche:


  • Formicolio o intorpidimento delle dita;
  • Fitte che si irradiano verso le dita;
  • Gonfiore o arrossamento dell’avampiede;
  • Difficoltà a camminare normalmente o a indossare determinate scarpe.


La presenza di formicolio, intorpidimento o sensazione di corpo estraneo può indicare anche il coinvolgimento di un nervo, come accade nel neuroma di Morton. I soli sintomi, quindi, non sempre sono sufficienti per individuare la causa del dolore.


Quali sono le cause?


La metatarsalgia è causata generalmente da una pressione eccessiva o distribuita in modo non uniforme sulle teste metatarsali. Spesso non dipende da un solo problema, ma può essere il risultato di caratteristiche anatomiche, attività svolte e calzature utilizzate.


Cause e fattori di rischioCome possono causare dolore
Corsa, salti e sport ad alto impattoSottopongono ripetutamente l’avampiede a carichi elevati, soprattutto se l’intensità degli allenamenti viene incrementata troppo rapidamente
Lunghi periodi in piedi o camminate prolungateAumentano il tempo durante il quale il peso grava sulle teste metatarsali
Scarpe inadatteTacchi alti, punta stretta, suole consumate o poco ammortizzate possono concentrare la pressione sull’avampiede
Forma e struttura del piedePiede cavo, secondo dito più lungo dell’alluce e altre caratteristiche anatomiche possono modificare la distribuzione del carico
Deformità del piede e delle ditaAlluce valgo, dita a martello o ad artiglio possono trasferire una quantità maggiore di peso sui metatarsi centrali
Sovrappeso e obesitàUn peso corporeo maggiore favorisce fa sì che il carico sostenuto dall’avampiede durante il movimento sia maggiore
Lesioni o patologie localiFratture da stress, lesioni della placca plantare, borsiti, sesamoidite, neuroma di Morton e malattia di Freiberg possono causare dolore metatarsale
Malattie articolari o sistemicheArtrite reumatoide, gotta e alcune patologie neurologiche o metaboliche possono coinvolgere le strutture dell’avampiede
Precedenti interventi chirurgiciIn alcuni casi, un intervento sull’avampiede può modificare l’appoggio e trasferire il carico verso altri metatarsi


In ambito specialistico le cause vengono spesso suddivise in tre categorie:


  • Metatarsalgia primaria, dovuta alla conformazione del piede o ad alterazioni biomeccaniche che modificano direttamente il carico sui metatarsi;
  • Metatarsalgia secondaria, collegata a una patologia, una lesione o un’attività che aumenta la pressione sull’avampiede;
  • Metatarsalgia iatrogena, che può comparire come conseguenza di un intervento chirurgico, per esempio quando la correzione di una deformità sposta il carico verso i metatarsi vicini.


Tra le persone maggiormente esposte rientrano:


  • Runner;
  • Chi pratica sport con corsa e salti;
  • Chi utilizza frequentemente scarpe con tacchi alti o poco adatte;
  • Chi presenta deformità del piede o malattie articolari infiammatorie.


Come si diagnostica la metatarsalgia?


La diagnosi della metatarsalgia si basa innanzitutto sui sintomi e sull’esame del piede. Poiché il termine descrive un dolore dell’avampiede e non una singola patologia, l’obiettivo della visita è soprattutto individuarne la causa. Il medico raccoglie informazioni su:


  • Punto preciso e caratteristiche del dolore;
  • Momento e modalità di comparsa;
  • Attività sportive o lavorative svolte;
  • Eventuali traumi;
  • Calzature utilizzate;
  • Precedenti interventi al piede;
  • Patologie articolari, neurologiche o metaboliche.


Durante l’esame può osservare il piede sia da seduti sia in posizione eretta, analizzando l’appoggio e la camminata. Controlla inoltre la presenza di punti dolorosi, callosità, gonfiore, deformità delle dita e limitazioni dei movimenti. Anche l’usura delle scarpe può fornire indicazioni sulla distribuzione del carico. Gli esami strumentali non sono sempre necessari, ma possono servire quando il dolore persiste, è comparso dopo un trauma oppure si sospetta una patologia specifica.


EsameQuando può essere utile
Radiografia sotto caricoIn genere, è l'esame di primo livello per valutare l'allineamento del piede, le deformità, l'artrosi e alcune lesioni ossee
EcografiaPermette di esaminare tendini, borse, nervi e altri tessuti molli anche durante il movimento
Risonanza magneticaPuò individuare fratture da stress non visibili inizialmente, lesioni della placca plantare, neuromi e altre alterazioni dei tessuti
TCFornisce immagini dettagliate delle ossa ed è utilizzata nei casi complessi o per pianificare un intervento


Per una prima valutazione ci si può rivolgere al medico di medicina generale. Se il dolore non si placa o limita la camminata, si consiglia una visita con un ortopedico specializzato nelle patologie del piede e della caviglia. Il podologo può invece contribuire alla valutazione dell’appoggio e alla gestione di plantari e calzature, nell’ambito delle proprie competenze.


Come distinguere la metatarsalgia da altre patologie del piede?


Neuroma di Morton, sesamoidite e frattura da stress possono rappresentare alcune delle possibili cause del dolore all'avampiede. La sede e le caratteristiche dei sintomi possono fornire indicazioni, ma per una diagnosi certa è necessaria una valutazione medica.


CondizioneDove fa male e come si manifesta
Metatarsalgia meccanincaDolore soprattutto sotto le teste metatarsali centrali, dietro le dita. Aumenta camminando, correndo o rimanendo a lungo in piedi e tende a diminuire con il riposo
Neuroma di MortonDolore bruciante o simile a una scossa, generalmente tra il terzo e il quarto dito. Può associarsi a formicolio, intorpidimento e sensazione di avere un sassolino nella scarpa
Fascite plantareIl dolore è localizzato prevalentemente sotto il tallone, anziché nell’avampiede. È spesso più intenso durante i primi passi del mattino o dopo un periodo di riposo
SesamoiditeIl dolore si concentra sotto l’articolazione dell’alluce e può aumentare piegando il dito o caricando la parte interna dell’avampiede
Fratture da stressProvoca un dolore ben localizzato sopra un osso metatarsale, che peggiora progressivamente con il carico. Possono comparire gonfiore e forte sensibilità alla pressione


Quali sono i rimedi per la metatarsalgia?


Come spiegato dalla dottoressa Bryanna D. Vesely, specialista e chirurga del piede e della caviglia presso l’Orthopaedic & Spine Center di Newport News (Virginia): "Il trattamento dipende dalla causa alla base dell’infiammazione. Se il problema è dovuto al sovraccarico, riposo, ghiaccio, farmaci antinfiammatori ed esercizi delicati di rafforzamento e stretching possono spesso risolverlo".


I principali rimedi, dunque, comprendono:


  • Riposo relativo e sospensione temporanea delle attività che aumentano il dolore;
  • Ghiaccio;
  • Farmaci antidolorifici o antinfiammatori, quando indicati;
  • Utilizzo di scarpe comode e adeguatamente ammortizzate;
  • Cuscinetti metatarsali, solette o plantari;
  • Esercizi mirati e fisioterapia;
  • Diminuzione del peso corporeo, se il sovrappeso contribuisce al sovraccarico;
  • Trattamento della deformità, lesione o patologia responsabile;
  • Intervento chirurgico.


Per controllare il dolore possono essere utilizzati farmaci antinfiammatori non steroidei, in compresse o sotto forma di gel e pomate. Non esiste però una pomata specifica capace di curare la metatarsalgia. Questi medicinali possono alleviare temporaneamente i sintomi e vanno assunti o applicati rispettando le indicazioni del medico, soprattutto in presenza di altre patologie o terapie.


Esistono rimedi naturali efficaci?


Non esiste un rimedio naturale capace di curare tutte le forme di metatarsalgia. Alcune misure non farmacologiche possono però ridurre il dolore nelle forme lievi dovute al sovraccarico:


  • Limitare temporaneamente corsa, salti e lunghe camminate;
  • Tenere il piede sollevato dopo essere rimasti a lungo in piedi;
  • Applicare il ghiaccio per 15-20 minuti;
  • Preferire attività a basso impatto, se non provocano dolore;
  • Evitare di camminare scalzi su superfici dure;
  • Utilizzare calzature comode e ammortizzate.


Pediluvi, massaggi e creme naturali possono eventualmente offrire un sollievo temporaneo, ma non correggono deformità, alterazioni dell’appoggio, lesioni o altre cause del dolore. Le principali fonti cliniche non indicano inoltre erbe o integratori specifici come trattamenti della metatarsalgia. Se i sintomi persistono o si ripresentano, affidarsi soltanto ai rimedi casalinghi può ritardare l’individuazione della causa. In questi casi è consigliabile sottoporsi a una valutazione specialistica.


Plantari e solette sono utili per la metatarsalgia?


Plantari, solette e cuscinetti metatarsali possono ridurre il dolore, soprattutto quando la metatarsalgia dipende da un sovraccarico o da una distribuzione non uniforme del peso sull’avampiede. Questi dispositivi non curano però tutte le possibili cause del disturbo. Le principali soluzioni sono:


  • Solette ammortizzanti, che attenuano l’impatto e rendono più confortevole l’appoggio;
  • Cuscinetti metatarsali, piccoli supporti che aiutano a distribuire il carico su una superficie più ampia;
  • Plantari personalizzati, realizzati in base alla forma del piede e alle alterazioni dell’appoggio della singola persona.


Il cuscinetto metatarsale deve essere generalmente collocato subito dietro le teste dei metatarsi, non direttamente sotto il punto doloroso. Se posizionato male può risultare inefficace o persino causare un aumento del fastidio. Anche il plantare deve lasciare spazio sufficiente all’interno della scarpa e non comprimere ulteriormente l’avampiede.


Una revisione sistematica pubblicata nel 2024 ha rilevato che i plantari personalizzati possono ridurre la pressione sotto le teste dei metatarsi centrali. Le prove disponibili riguardano però soprattutto la distribuzione del carico e non permettono di garantire lo stesso miglioramento del dolore in tutti i pazienti (Ruiz-Ramos et al., 2024).


In uno studio osservazionale condotto su 45 pazienti, le solette con cuscinetto metatarsale sono state associate a una diminuzione media del dolore di 3,2 punti e a un miglioramento della funzionalità del piede di 24,2 punti su 100. Poiché mancava un gruppo di controllo, i risultati sono favorevoli ma non sufficienti a dimostrare l'efficacia del dispositivo per ogni forma di metatarsalgia (Männikkö e Sahlman, 2017).


Per un dolore lieve e occasionale può essere sufficiente provare una soletta ammortizzante o un cuscinetto correttamente posizionato. Se il dolore persiste, sono presenti deformità o il dispositivo causa un peggioramento dei sintomi, è preferibile far valutare l’appoggio da un professionista.


Quali sono gli esercizi consigliati per la metatarsalgia?


Gli esercizi possono contribuire a rafforzare i muscoli del piede, migliorare la mobilità delle dita e distribuire meglio il carico sull’avampiede. Sono indicati soprattutto nelle forme di metatarsalgia da sovraccarico o associate a debolezza muscolare, ma devono essere scelti in base alla causa del dolore. Tra gli esercizi più utilizzati rientrano:


EsercizioCome si esegue
Presa dell’asciugamanoDa seduti, appoggiare il piede su un asciugamano e raccoglierlo lentamente verso di sé flettendo le dita, senza sollevare il tallone
Apertura e chiusura delle ditaAllargare le dita il più possibile, mantenerle aperte per qualche secondo e poi rilassarle; successivamente fletterle delicatamente verso la pianta
Rinforzo dell’arco plantareCon il piede appoggiato a terra, avvicinare leggermente la base delle dita al tallone senza arricciare le dita e senza sollevare l’avampiede
Mobilizzazione con una pallinaDa seduti, far scorrere delicatamente una pallina morbida sotto l’avampiede, evitando di esercitare una pressione intensa sul punto doloroso
Stretching del polpaccioIn piedi davanti a una parete, portare indietro la gamba da allungare mantenendo il tallone a terra e inclinarsi gradualmente in avanti


Gli esercizi devono essere eseguiti lentamente. Non esiste una frequenza adatta a tutti: inizialmente possono essere svolti per pochi minuti, aumentando gradualmente durata e ripetizioni in base alla tolleranza e alle indicazioni del fisioterapista.


In uno studio condotto su 41 pazienti affetti da metatarsalgia primaria, sono stati analizzati i risultati di un programma di otto settimane che comprendeva esercizi come la presa dell’asciugamano e movimenti di flessione e apertura delle dita per 10 minuti, due volte al giorno.


Al termine del programma sono migliorati la forza delle dita, l’equilibrio, la funzionalità e il dolore medio, sceso da 5,2 a 2,5 punti. Lo studio non aveva però un gruppo di controllo e riguardava pazienti selezionati senza fratture, lesioni della placca plantare, neuroma di Morton o deformità rigide: i risultati non possono quindi essere estesi a tutte le forme di metatarsalgia (Amaha et al., 2020).


Gli esercizi vanno interrotti in caso di dolore acuto, aumento del gonfiore o peggioramento persistente dei sintomi. In presenza di una frattura da stress, di una lesione recente o di una patologia infiammatoria, alcuni movimenti possono essere controindicati. Per questo motivo, se la causa non è stata individuata, è preferibile evitare programmi intensivi fai da te e rivolgersi a un medico o a un fisioterapista.


Quali sono le scarpe adatte a chi soffre di metatarsalgia?


Le scarpe adatte in caso di metatarsalgia sono quelle che riducono la pressione sull’avampiede e lasciano spazio sufficiente alle dita. Non esiste però un modello ideale per tutti: la scelta dipende dalla forma del piede, dall’attività svolta e dalla causa del dolore. In genere, è preferibile scegliere calzature con:


  • Punta ampia, che non comprima le dita e le teste metatarsali;
  • Tacco basso, per evitare di spostare una parte eccessiva del peso sull’avampiede;
  • Suola ammortizzata, capace di attenuare l’impatto durante la camminata;
  • Buon sostegno dell’arco plantare;
  • Misura corretta, né troppo stretta né troppo larga;
  • Spazio interno sufficiente per eventuali solette, cuscinetti o plantari.


In alcuni casi possono essere utili scarpe con suola rigida o leggermente curva, detta rocker. Questa conformazione favorisce il passaggio dal tallone alla punta e limita la flessione delle articolazioni dell’avampiede, riducendo il carico sulle teste metatarsali. Non è però adatta indistintamente a tutti e dovrebbe essere consigliata dopo aver valutato l’appoggio e la causa del dolore.


È invece opportuno limitare:


  • Tacchi alti;
  • Scarpe a punta stretta;
  • Calzature troppo morbide e prive di sostegno;
  • Suole sottili o consumate;
  • Scarpe sportive usurate, che hanno perso parte della capacità ammortizzante.


Chi corre o pratica sport con salti dovrebbe utilizzare scarpe specifiche per l’attività svolta e sostituirle quando risultano deteriorate. Anche una calzatura adeguata, però, potrebbe non essere sufficiente se la metatarsalgia dipende da una deformità, una lesione o una patologia dell’avampiede.


Quando è necessario l'intervento chirurgico?


L’intervento chirurgico viene preso in considerazione quando il dolore è persistente e invalidante, i trattamenti conservativi non hanno dato risultati e gli esami hanno individuato una causa anatomica correggibile. Nella maggior parte dei casi, quindi, la chirurgia non rappresenta la prima scelta. Non si opera la metatarsalgia in sé, ma il problema che provoca una distribuzione anomala del carico sull’avampiede. In base alla causa, l’intervento può servire a:


  • Accorciare, sollevare o riallineare uno o più metatarsi;
  • Correggere un alluce valgo o dita a martello o ad artiglio;
  • Riparare una lesione della placca plantare;
  • Trattare un neuroma di Morton;
  • Correggere le conseguenze di un precedente intervento al piede.


Tra le procedure utilizzate rientrano le osteotomie metatarsali, nelle quali il chirurgo taglia e riposiziona una parte dell’osso per distribuire meglio il peso. Possono essere eseguite con tecnica tradizionale oppure mini-invasiva. La scelta dipende dalla deformità presente e non dal solo punto in cui viene avvertito il dolore.


Quanto dura la metatarsalgia? I tempi di recupero


I tempi di recupero dalla metatarsalgia dipendono dalla causa, dalla gravità dei sintomi e dal trattamento necessario. Un dolore provocato dal sovraccarico può migliorare in alcune settimane, mentre una frattura da stress, una deformità del piede o un intervento chirurgico richiedono tempi più lunghi.


Causa o trattamentoTempi indicativi
Sovraccarico senza lesioni strutturaliNella maggior parte dei casi, una riacutizzazione può risolversi entro circa 6 settimane riducendo il carico e correggendo calzature e attività
Frattura da stressGeneralmente occorrono 6-8 settimane per la guarigione dell’osso; alcune fratture possono richiedere tempi maggiori
Trattamento con plantari ed eserciziIl miglioramento è solitamente graduale e può richiedere diverse settimane, soprattutto se sono presenti alterazioni dell’appoggio
Intervento chirurgicoIl recupero può durare da alcuni mesi fino a un anno, in base alla procedura eseguita e alle eventuali correzioni associate


Metatarsalgia: le esperienze dei pazienti


Le esperienze dei pazienti mostrano che l’evoluzione della metatarsalgia può essere molto diversa: alcuni ottengono un miglioramento dopo aver corretto chirurgicamente la causa, altri riescono soprattutto a controllare i sintomi modificando le proprie attività, mentre una diagnosi incerta può condurre a trattamenti inefficaci. Le testimonianze individuali non permettono però di prevedere il risultato di una cura.


Jeff: dolore risolto dopo l’intervento


Jeff Dorsey, 58 anni, soffriva di artrite reumatoide, metatarsalgia, lesione della placca plantare e dita ad artiglio. Un plantare e alcune calzature specifiche gli procurarono inizialmente sollievo, ma dopo circa otto settimane il dolore ricomparve, compromettendo la camminata e provocando fastidio anche all’anca.


Jeff decise quindi di sottoporsi a un intervento presso il The Christ Hospital di Cincinnati. Dopo due settimane con uno stivaletto postoperatorio e circa quattro con una scarpa specifica, le ossa consolidarono correttamente e il dolore che limitava le sue attività scomparve. «Il mio recupero è stato piuttosto regolare e senza particolari problemi. Anche se all’inizio non volevo operarmi, alla fine si è rivelata la scelta giusta».


Un miglioramento ottenuto rinunciando alla corsa


Un utente della community Reddit racconta di avere sviluppato dolore e gonfiore all’avampiede dopo essere tornato a correre. Riposo, farmaci antinfiammatori e plantari non risolsero inizialmente il problema. Un’infiltrazione di cortisone gli permise di riprendere la corsa e completare una gara di cinque chilometri, ma nei mesi successivi i sintomi si ripresentarono più volte.


L'utente decise quindi di abbandonare la corsa, continuando a camminare, fare trekking e andare in bicicletta. Grazie anche a scarpe con una punta più ampia, riferisce di avvertire ormai raramente il dolore: «La mia soluzione è stata smettere di correre: posso ancora camminare e fare trekking, ma ora mi alleno soprattutto in bicicletta».


Domande frequenti


Quale pomata si può usare per la metatarsalgia?


Un gel antinfiammatorio a base di FANS può alleviare temporaneamente dolore e infiammazione, se non vi sono controindicazioni. Non elimina però la causa della metatarsalgia.


È meglio applicare ghiaccio o calore?


In presenza di dolore e infiammazione è generalmente preferibile il ghiaccio, avvolto in un panno e applicato per non più di 20 minuti. Il calore non è indicato durante una fase acuta con gonfiore.


La metatarsalgia passa da sola?


Le forme lievi dovute al sovraccarico possono risolversi con riposo, ghiaccio e calzature adeguate. Se la causa persiste o è strutturale, il dolore può continuare o ripresentarsi.


Si può camminare con la metatarsalgia?


Sì, se il dolore lo consente. È consigliabile evitare lunghe camminate e ridurre il carico finché i sintomi non migliorano.


Si può correre con la metatarsalgia?


È meglio sospendere la corsa durante la fase dolorosa. La ripresa deve essere graduale e avvenire quando camminata e carico non provocano più dolore.


La metatarsalgia può diventare cronica?


Sì. Può diventare persistente o recidivante se non viene corretta la condizione che provoca il dolore.


La metatarsalgia è invalidante?


Può limitare anche notevolmente la camminata, il lavoro e lo sport, ma nella maggior parte dei casi non determina un’invalidità permanente.


Quali sono i rischi dell'intervento chirurgico?


Come ogni operazione, anche questi interventi possono comportare complicanze, tra cui:


  • Gonfiore prolungato;
  • Rigidità delle dita;
  • Ritardo o mancata consolidazione dell’osso;
  • Infezioni;
  • Persistenza del dolore;
  • Spostamento del sovraccarico verso altri metatarsi, definito metatarsalgia da trasferimento;
  • Comparsa del cosiddetto dito flottante, che non appoggia completamente a terra.


Quando il dolore al metatarso deve preoccupare?


Serve una valutazione urgente se il dolore è molto intenso, non si riesce a camminare, il piede è deformato, caldo e gonfio oppure il trauma è stato accompagnato da uno schiocco. Il medico va consultato anche se il disturbo peggiora, ritorna o non migliora entro due settimane.


Come si può prevenire la metatarsalgia?


È utile indossare scarpe della misura corretta e ben ammortizzate, aumentare gradualmente l’attività fisica, evitare sovraccarichi e mantenere un peso adeguato. Plantari o supporti dell’arco possono essere indicati in presenza di alterazioni dell’appoggio.


Fonti e bibliografia


  • Palka, O., Guillin, R., Lecigne, R. et al. Radiological approach to metatarsalgia in current practice: an educational review. Insights Imaging 16, 94 (2025). Doi.org/10.1186/s13244-025-01945-3;
  • Ruiz-Ramos, Maria et al. “Effectiveness of bespoke or customised orthotic treatment in plantar pressure reduction of the central metatarsals: A systematic review and meta-analysis.” Journal of orthopaedics vol. 59 111-118. 1 Jan. 2024, doi:10.1016/j.jor.2023.12.006;
  • Männikkö K, Sahlman J. The Effect of Metatarsal Padding on Pain and Functional Ability in Metatarsalgia. Scand J Surg. 2017 Dec;106(4):332-337. doi: 10.1177/1457496916683090. Epub 2017 Mar 1. PMID: 28737072;
  • Amaha, K., Arimoto, T. & Kitamura, N. Effect of toe exercises and toe grip strength on the treatment of primary metatarsalgia. J Orthop Surg Res 15, 580 (2020). Doi.org/10.1186/s13018-020-02113-7;
  • Osc-ortho.com/services/metatarsalgia/;
  • Reddit.com/r/FootFunction/comments/12jipaf/metatarsalgia_help/;
  • Thechristhospital.com/news-and-events/blogs/new-twist-on-foot-procedure-metatarsalgia-hammertoe-claw-toe/.


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