- Che cos'è il neuroma di Morton e dove si trova?
- Quali sono i sintomi del neuroma di Morton?
- Perché viene il neuroma di Morton? Cause e fattori di rischio
- Come si diagnostica il neuroma di Morton?
- Scarpe, plantari ed esercizi: cosa può aiutare?
- Come si cura il neuroma di Morton senza intervento?
- Quando bisogna operare il neuroma di Morton?
- Quanto dura il recupero dopo l'intervento?
- Domande Frequenti
Il neuroma di Morton è una condizione dolorosa dell’avampiede caratterizzata dall’ispessimento dei tessuti attorno a uno dei nervi che raggiungono le dita del piede. Nonostante il nome, non è un tumore. Si localizza più spesso tra il terzo e il quarto dito e può provocare dolore, bruciore, formicolio o la sensazione di avere un sassolino nella scarpa.
I sintomi possono comparire soprattutto durante la camminata o altre attività che caricano l’avampiede. In molti casi, plantari, infiltrazioni, scarpe adeguate e altri trattamenti conservativi possono aiutare; quando il dolore persiste, il medico può valutare anche l’intervento chirurgico.
Che cos'è il neuroma di Morton e dove si trova?
Il neuroma di Morton è un'alterazione di uno dei nervi digitali plantari, piccoli nervi che attraversano l'avampiede e raggiungono le dita. La compressione e l'irritazione ripetuta del nervo possono provocare un ispessimento e la formazione di tessuto fibroso attorno al nervo. Per questo motivo, dal punto di vista medico, non si tratta di un vero neuroma tumorale.
Secondo il dottor Vandan Patel, chirurgo ortopedico specializzato presso l'Istituto per la Ricostruzione del Piede e della Caviglia del Mercy Medical Center: «La sede più comune del neuroma di Morton è tra il terzo e il quarto dito del piede. I nervi passano tra le ossa metatarsali e si diramano verso le dita. Non c'è molto spazio tra la pianta dei piedi e i nervi possono essere compressi». Più raramente può interessare lo spazio tra il secondo e il terzo dito.
Il neuroma di Morton viene chiamato anche neuroma interdigitale o intermetatarsale. Il suo nome potrebbe quindi essere fuorviante: la caratteristica principale non è la crescita di una massa tumorale, bensì l'alterazione del nervo e dei tessuti che lo circondano.
Il neuroma di Morton interessa soprattutto le donne. Uno studio britannico pubblicato sul Journal of Neurology, Neurosurgery & Psychiatry, condotto sui dati di 253 ambulatori di medicina generale e oltre 1,8 milioni di anni-persona di osservazione, ha stimato ogni anno 87,5 nuovi casi ogni 100.000 donne e 50,2 ogni 100.000 uomini. Le nuove diagnosi risultavano più frequenti tra i 55 e i 64 anni.

Quali sono i sintomi del neuroma di Morton?
Il sintomo più caratteristico del neuroma di Morton è il dolore nella parte anteriore della pianta del piede, spesso localizzato tra il terzo e il quarto dito. Il dolore può essere bruciante o pungente e talvolta irradiarsi verso le dita. Molti pazienti descrivono inoltre una sensazione particolare: come avere un sassolino, una biglia o una piega della calza sotto l'avampiede.
| Sintomo | Come si manifesta |
| Dolore | Bruciore o fitta nella parte anteriore del piede |
| Sensazione di corpo estraneo | Impressione di avere un sassolino sotto il piede |
| Formicolio | Pizzicore che può estendersi alle dita |
| Intorpidimento | Diminuzione della sensibilità di una o più dita |
| Dolore durante il movimento | Può aumentare camminando, correndo o spingendo sull'avampiede |
| Fastidio con alcune scarpe | Può accentuarsi con scarpe strette o con tacchi alti |
Generalmente, tale condizione non si manifesta attraverso segni visibili esterni, come un nodulo o alterazioni del colore della pelle. Il dolore notturno, inoltre, è poco comune. L'intensità dei sintomi può variare: inizialmente il disturbo può comparire solo in determinate situazioni, mentre con il tempo può diventare più frequente e limitare la camminata o l'attività sportiva.
Perché viene il neuroma di Morton? Cause e fattori di rischio
La causa esatta del neuroma di Morton non è sempre identificabile. L’ipotesi più accreditata è che il nervo digitale plantare subisca compressioni e microtraumi ripetuti nell’avampiede. Nel tempo, questa irritazione può favorire l’ispessimento dei tessuti attorno al nervo. Alcuni fattori possono aumentare la pressione sull’avampiede o favorire l’irritazione del nervo, in particolare:
- Conformazione del piede: piede piatto, piede cavo e alluce valgo possono modificare il modo in cui il peso viene distribuito sull’avampiede;
- Attività ripetitive: corsa e altre attività che comportano una spinta frequente sull’avampiede possono sollecitare maggiormente questa zona;
- Traumi o pressioni ripetute sul piede;
- Scarpe strette o con punta molto affusolata, che comprimono l’avampiede;
- Tacchi alti, che trasferiscono una maggiore parte del carico verso la parte anteriore del piede.
Su quest’ultimo punto è importante non confondere associazione e causa. L’American Academy of Orthopaedic Surgeons (AAOS), la principale società scientifica statunitense di ortopedia, spiega che scarpe strette, tacchi alti e alcune attività possono aumentare la pressione sull’avampiede e aggravare l’irritazione del nervo. Non è però possibile individuare in tutti i pazienti una singola causa responsabile del neuroma di Morton.
Come si diagnostica il neuroma di Morton?
La diagnosi del neuroma di Morton parte dalla visita ortopedica. L'ortopedico valuta sede e caratteristiche del dolore, esamina il piede e comprime gli spazi tra i metatarsi per tentare di riprodurre i sintomi tipici di tale condizione.
Durante la visita, lo specialista potrebbe effettuare anche la manovra di Mulder: comprimendo l’avampiede e la zona interessata, alcuni pazienti avvertono un piccolo scatto accompagnato dal dolore caratteristico del neuroma di Morton. Tale segno, però, non è sempre presente.
Gli esami di imaging possono confermare il sospetto o escludere altre possibili cause del dolore.
| Esame | A cosa serve |
| Radiografia | Non mostra direttamente il neuroma, ma può escludere problemi ossei, come fratture da stress o artrosi |
| Ecografia | Permette di vedere il nervo e l'eventuale ispessimento; può essere utilizzata anche per guidare le infiltrazioni |
| Risonanza magnetica (RM) | Studia dettagliatamente i tessuti molli e può essere utile nei casi dubbi o quando bisogna valutare altre possibili cause del dolore |
L’ecografia è generalmente l’esame gold standard per la diagnosi del neuroma di Morton. Una metanalisi pubblicata su European Radiology, realizzata anche dai ricercatori dell’Università di Genova e basata su 14 studi, ha rilevato una sensibilità del 91% per l’ecografia e del 90% per la risonanza magnetica. In altre parole, i due esami hanno mostrato una capacità molto simile di individuare il neuroma nei pazienti studiati.
Il risultato dell’imaging, però, va sempre interpretato insieme ai sintomi e alla visita: la presenza di un neuroma all’ecografia o alla RM non significa automaticamente che sia quello a provocare il dolore.
Scarpe, plantari ed esercizi: cosa può aiutare?
Nelle fasi iniziali del neuroma di Morton, ridurre la pressione esercitata sull’avampiede può contribuire ad alleviare i sintomi. Per questo motivo, il primo approccio comprende spesso modifiche delle calzature e, quando indicato, l'utilizzo di plantari.
Quali scarpe scegliere?
Le scarpe migliori sono quelle con:
- Punta larga, che lasci spazio alle dita;
- Tacco basso;
- Suola morbida;
- Che non comprimano lateralmente l'avampiede.
Meglio invece limitare scarpe molto strette e tacchi alti, soprattutto quando provocano o accentuano il dolore.
I plantari possono essere utili?
Plantari e supporti metatarsali possono aiutare a distribuire meglio il carico sull'avampiede e ridurre la pressione nella zona del neuroma. La scelta deve però tenere conto delle caratteristiche del piede e dei sintomi del singolo paziente.
Uno studio clinico randomizzato in doppio cieco pubblicato su Clinical Rehabilitation ha coinvolto 72 pazienti. Il gruppo che utilizzava un plantare personalizzato con supporto dell'arco e metatarsale ha ottenuto un miglioramento del dolore durante la camminata e di alcuni parametri funzionali rispetto a chi utilizzava un plantare piatto.
Quali esercizi fare per il neuroma di Morton?
Gli esercizi non eliminano il neuroma di Morton, ma possono contribuire a migliorare la mobilità del piede e della caviglia, rinforzare la muscolatura e ridurre il carico sull'avampiede. Tra gli esercizi che possono essere utilizzati troviamo:
- Stretching del polpaccio a gamba tesa: appoggiare le mani a una parete, portare indietro la gamba interessata mantenendo ginocchio disteso e tallone a terra e inclinarsi lentamente in avanti. Mantenere la posizione per circa 30 secondi e ripetere 3 volte;
- Stretching del polpaccio a ginocchio piegato: dalla stessa posizione, piegare leggermente il ginocchio della gamba posteriore senza sollevare il tallone. Anche in questo caso mantenere l'allungamento per circa 30 secondi e ripetere 3 volte;
- Presa dell'asciugamano con le dita: da seduti, appoggiare il piede scalzo sopra un asciugamano e utilizzare le dita per arricciarlo e trascinarlo verso di sé. L'esercizio serve soprattutto a coinvolgere i piccoli muscoli del piede;
- Esercizi di rinforzo con elastico: una banda elastica può essere utilizzata per allenare in modo progressivo la muscolatura del piede, preferibilmente dopo aver appreso il movimento corretto da un fisioterapista.
Le evidenze scientifiche sull'impatto degli esercizi rispetto a tale condizione rimangono però limitate. Per questo l'esercizio va considerato parte del trattamento conservativo e adattato al singolo paziente, soprattutto se un movimento aumenta dolore, bruciore o formicolio.
Come si cura il neuroma di Morton senza intervento?
Quando scarpe adeguate, modifica delle attività e plantari non sono sufficienti, il medico può valutare altri trattamenti conservativi o procedure mini-invasive. La scelta dipende dall'intensità dei sintomi, dalla loro durata e dalla risposta alle terapie già provate.
| Trattamento | In cosa consiste |
| Farmaci antinfiammatori (FANS) | Possono essere utilizzati per controllare dolore e infiammazione, ma non eliminano il neuroma |
| Infiltrazioni di corticosteroidi | Il farmaco viene iniettato vicino al nervo per cercare di ridurre dolore e infiammazione |
| Alcolizzazione | Iniezioni di alcol mirano a danneggiare chimicamente il nervo e ridurre la trasmissione del dolore |
| Radiofrequenza | Utilizza energia termica per agire sul nervo e ridurre il segnale doloroso |
| Onde d'urto | Trattamento non chirurgico proposto in alcuni pazienti, ma le evidenze specifiche sono ancora limitate |
Le infiltrazioni sono efficaci?
Le infiltrazioni di corticosteroide, spesso associate a un anestetico locale, rappresentano uno dei trattamenti più efficaci. Possono essere eseguite anche sotto guida ecografica, così da individuare con precisione la zona da trattare.
Una revisione Cochrane pubblicata nel 2024, basata su 6 studi randomizzati e 373 pazienti, invita però alla cautela. Nel confronto con il solo anestetico locale, l'aggiunta del corticosteroide ha mostrato benefici incerti su dolore e funzione. Un risultato più netto riguarda la tecnica utilizzata: in 2 studi su 116 piedi, a sei mesi le infiltrazioni di corticosteroide e anestetico ecoguidate hanno ridotto maggiormente il dolore e migliorato la funzionalità del piede rispetto alle stesse infiltrazioni eseguite senza guida ecografica.
Per alcolizzazione, radiofrequenza, onde d'urto e altre procedure, esistono risultati promettenti, ma le evidenze sono meno robuste. Di conseguenza, non esiste un trattamento conservativo migliore per tutti i pazienti.
Interessante, in tal senso, è la storia di Maria McDavid, golfista statunitense, che ha raccontato all'Hospital for Special Surgery di New York la propria esperienza: «Sono un'appassionata di golf e amo competere. Ho sviluppato due neuromi al piede sinistro che mi causavano un dolore fortissimo e mi costringevano a smettere di camminare sul campo da golf e, a volte, persino di camminare del tutto. Grazie ad un'iniezione ecoguidata, nel giro di pochi mesi il dolore si è ridotto di circa l'80%. Continuo a sottopormi a iniezioni quando necessario e ora posso allenarmi e gareggiare senza alcun dolore».
Si tratta naturalmente di un'esperienza individuale, utile per comprendere il percorso di una paziente ma non sufficiente, da sola, a dimostrare l'efficacia del trattamento.
Quando bisogna operare il neuroma di Morton?
L’intervento chirurgico viene generalmente preso in considerazione quando il dolore persiste nonostante i trattamenti conservativi e arriva a limitare camminata, sport o normali attività quotidiane. Di solito, il chirurgo può valutare l’operazione se i sintomi non migliorano dopo circa 3-6 mesi di trattamento o ricompaiono.
Le principali tecniche chirurgiche sono:
- Decompressione: il chirurgo libera il nervo dai tessuti che lo comprimono, cercando di preservarne la sensibilità;
- Neurectomia: viene rimossa la porzione di nervo interessata. Può offrire un buon controllo del dolore, a fronte però di una perdita permanente di sensibilità.
Il chirurgo può raggiungere il nervo attraverso un’incisione dorsale, sulla parte superiore del piede, oppure plantare, dalla pianta. La tecnica e la via di accesso vengono scelte in base alle caratteristiche del neuroma e del paziente.
Nonostante percentuali di successo, per la chirurgia, che oscillano tra l’80 e il 95%, l’intervento non garantisce sempre la scomparsa definitiva dei disturbi. Tra le possibili complicanze rientrano:
- Infezione della ferita;
- Dolore persistente;
- Problemi legati alla cicatrice;
- Intorpidimento permanente dopo la neurectomia;
- Formazione di un neuroma del moncone, cioè una nuova alterazione dolorosa all’estremità del nervo tagliato.
Quanto dura il recupero dopo l'intervento?
I tempi di recupero dopo l'intervento per il neuroma di Morton variano in base alla tecnica utilizzata, al tipo di lavoro e alla risposta individuale. Ecco alcune indicazioni orientative:
- Prime 2 settimane: è consigliabile limitare la camminata e, quando previsto dal chirurgo, appoggiare soprattutto il tallone. Tenere il piede sollevato aiuta a contenere il gonfiore;
- Dopo circa 2 settimane: vengono generalmente controllati la ferita e i punti e si può aumentare gradualmente la camminata;
- Ritorno al lavoro: può avvenire dopo circa 2-3 settimane per un'attività sedentaria, mentre un lavoro fisicamente impegnativo può richiedere anche fino a 2 mesi;
- Guida: si può riprendere soltanto quando il piede consente di controllare completamente i pedali ed eseguire in sicurezza una frenata d'emergenza;
- Sport: la ripresa deve essere graduale. Molti pazienti riescono a tornare alla maggior parte delle attività entro circa 3 mesi.
Anche i tempi per il ritorno alle normali scarpe non sono identici per tutti (orientativamente 4-6 settimane), optando inizialmente per scarpe larghe, basse e comode.
Domande frequenti
Il neuroma di Morton è un tumore?
No. Nonostante il nome, non è un tumore, ma un ispessimento fibroso dei tessuti attorno a un nervo dell’avampiede.
Il neuroma di Morton può guarire da solo?
In genere non scompare spontaneamente, ma i sintomi possono ridursi modificando calzature, attività e carico sull’avampiede.
Il neuroma di Morton può colpire entrambi i piedi?
Sì. Il neuroma può essere bilaterale, anche se più frequentemente interessa un solo piede.
Si possono avere più neuromi nello stesso piede?
Sì. È possibile avere più neuromi in differenti spazi intermetatarsali dello stesso piede, anche se è meno comune.
Si può avere un neuroma di Morton senza sintomi?
Sì. Ecografia o risonanza possono evidenziare neuromi anche in persone senza dolore o altri sintomi.
Neuroma di Morton e metatarsalgia sono la stessa cosa?
No. La metatarsalgia indica genericamente un dolore all’avampiede; il neuroma di Morton è una delle possibili cause di questo dolore.
Il neuroma di Morton può tornare dopo l'intervento?
Sì. Dopo l'intervento i sintomi possono persistere o ricomparire, per esempio a causa della formazione di un neuroma del moncone.
Si può prevenire il neuroma di Morton?
Non sempre. Scarpe comode con punta larga e tacco basso e una corretta gestione del carico sull’avampiede possono però ridurre i fattori che favoriscono l'irritazione del nervo.
A quale specialista rivolgersi per il neuroma di Morton?
All'ortopedico, preferibilmente specializzato nelle patologie del piede e della caviglia.
Si può camminare con il neuroma di Morton?
Sì, se il dolore lo consente. Se camminare aumenta i sintomi, è opportuno ridurre temporaneamente il carico e rivolgersi allo specialista.
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