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Segnalato da: laRepubblica, IlGiornale, Salute33, ForumSalute.it
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Ortopedico della colonna vertebrale: cosa fa, cosa cura e come scegliere lo specialista


Dolore, rigidità, difficoltà nei movimenti e formicolii agli arti possono avere origine dalla colonna vertebrale e richiedere una valutazione specialistica. Comprendere a quale medico rivolgersi, però, non è sempre semplice, in quanto sono molti gli specialisti che si occupano, seppur con competenze e ambiti differenti, di questo distretto.


I disturbi che interessano schiena e colonna vertebrale sono, del resto, molto diffusi. Tra i più comuni rientra la lombalgia, termine con cui si indica il dolore localizzato nella regione lombare, cioè nella parte bassa della schiena. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’agenzia delle Nazioni Unite che coordina le politiche sanitarie internazionali, nel 2020 la lombalgia interessava circa 619 milioni di persone e potrebbe arrivare a coinvolgerne 843 milioni entro il 2050.


Cerchiamo, dunque, di comprendere quali problemi tratta l’ortopedico della colonna, come si svolge la visita e quali elementi considerare ai fini della scelta dello specialista più adatto.


Chi è l’ortopedico della colonna vertebrale e cosa fa?


L’ortopedico della colonna vertebrale è un medico specializzato in Ortopedia e Traumatologia che ha maturato competenze specifiche sui disturbi della colonna. Si occupa dei tratti cervicale, dorsale, lombare e sacrale, analizzando le condizioni di vertebre, dischi intervertebrali, articolazioni, legamenti e i rapporti con le strutture nervose. Il suo compito prevede diverse importanti attività, in particolare:


  • Individuare l’origine dei sintomi e stabilire se il problema dipenda da alterazioni strutturali, processi degenerativi, deformità o traumi;
  • Interpretare gli esami diagnostici;
  • Formulare una diagnosi;
  • Definire il percorso terapeutico più adatto, che può essere conservativo o chirurgico.


ortopedico della colonna vertebrale


Quali patologie della colonna cura l’ortopedico?


L’ortopedico vertebrale tratta patologie che possono interessare ossa, dischi intervertebrali, articolazioni, legamenti e strutture nervose collegate alla colonna. Le condizioni possono essere degenerative, traumatiche, deformative o congenite.


CategoriaPrincipali patologie
DegenerativeArtrosi vertebrale, degenerazione dei dischi e stenosi, cioè restringimento del canale vertebrale
Discali e da compressioneProtrusione o ernia del disco, radicolopatia e compressione delle radici nervose
Deformative e strutturaliScoliosi, cifosi, instabilità e spondilolistesi, ossia scivolamento di una vertebra
TraumaticheFratture vertebrali, lesioni dei legamenti ed esiti di incidenti o cadute
Complesse e meno frequentiInfezioni, tumori vertebrali e deformità già sottoposte a intervento


Questi problemi possono provocare dolore, rigidità, alterazioni della postura, difficoltà nel movimento oppure sintomi che si irradiano verso braccia e gambe. La diagnosi serve a identificare la causa precisa e a distinguere condizioni apparentemente simili.


Quando è indicata una visita ortopedica per la schiena?


Un dolore occasionale e di breve durata non richiede necessariamente una visita specialistica. È invece opportuno consultare un ortopedico della colonna quando i sintomi persistono, peggiorano o limitano le normali attività. La visita può essere indicata in presenza di:


  • Dolore ricorrente o continuo a collo, dorso o zona lombare;
  • Dolore che si irradia verso braccia, glutei o gambe;
  • Formicolii, intorpidimento o perdita di forza;
  • Rigidità e riduzione della capacità di svolgere determinati movimenti;
  • Difficoltà nel cammino o nell’equilibrio;
  • Curvature o asimmetrie visibili della schiena;
  • Dolore comparso dopo una caduta, un incidente o un altro trauma;
  • Sospetta frattura vertebrale, soprattutto nelle persone con osteoporosi.


Il mal di schiena può causare significative ripercussioni anche in ambito lavorativo. Secondo l’ISTAT, l’istituto pubblico che produce le statistiche ufficiali italiane, nel 2020 rappresentava il disturbo più frequente tra gli occupati che dichiaravano problemi di salute causati o aggravati dall’attività lavorativa, con una quota del 36,5%.


In presenza di sintomi come perdita del controllo di vescica o intestino, minore sensibilità nella zona inguinale e diminuzione della forza nelle gambe che compare o peggiora in poco tempo è importante sottoporsi quanto prima a una visita. L’American Association of Neurological Surgeons, associazione scientifica statunitense di neurochirurgia, indica questi sintomi tra i possibili segnali della sindrome della cauda equina, una rara compressione delle radici nervose che va trattata velocemente.


Come si svolge la visita della colonna e quali esami possono essere prescritti?


La visita comincia con la raccolta delle informazioni sui sintomi. L'ortopedico cerca di comprendere quando sono comparsi, dove si localizzano, se si estendono agli arti e quali movimenti li peggiorano. Lo specialista, inoltre, ai fini di una valutazione completa e attendibile, deve considerare eventuali traumi, attività lavorative o sportive svolte dal paziente, patologie già diagnosticate e cure precedenti.


La visita prosegue, poi, con l'esame obiettivo, nel corso del quale il medico osserva la postura, le curvature della colonna e il modo di camminare. Valuta inoltre:


  • Mobilità del collo e della schiena;
  • Forza muscolare;
  • Sensibilità di braccia e gambe;
  • Riflessi;
  • Presenza di dolore durante specifici movimenti.


Gli esami strumentali vengono prescritti soltanto se potenzialmente utili a chiarire la causa dei sintomi o a orientare il trattamento e, in ogni caso, non possono sostituire la valutazione clinica.


EsameCosa consente di valutare
RadiografiaVertebre, allineamento della colonna, curvature, artrosi e possibili fratture
Risonanza magneticaDischi intervertebrali, midollo spinale, radici nervose, legamenti e altri tessuti non ossei
Tomografia computerizzataStrutture ossee con maggiore dettaglio, soprattutto in caso di fratture complesse o prima di un intervento
ElettromiografiaFunzionamento di nervi e muscoli in presenza di dolore irradiato, formicolii o perdita di forza
MOCDensità delle ossa quando si sospettano osteoporosi o fratture vertebrali da fragilità


Quali cure può proporre l'ortopedico?


La terapia dipende dalla causa dei sintomi, dalla loro intensità e dall’eventuale coinvolgimento delle strutture nervose. In assenza di indicazioni urgenti, l’ortopedico privilegia generalmente un approccio conservativo che potrebbe prevedere:


  • Farmaci antidolorifici o antinfiammatori, quando appropriati;
  • Fisioterapia ed esercizi per migliorare mobilità, forza e postura;
  • Modifica temporanea delle attività che provocano dolore;
  • Corsetti o altri supporti;
  • Infiltrazioni o trattamenti ad hoc contro il dolore.


La chirurgia viene presa in considerazione soprattutto in presenza di fratture instabili, deformità importanti, compressione di nervi o midollo oppure di sintomi che persistono nonostante cure conservative adeguate. A seconda della patologia, l’intervento può servire a:


  • Liberare le strutture nervose;
  • Rimuovere una parte di disco danneggiato;
  • Stabilizzare le vertebre;
  • Correggere una deformità.


In un’intervista pubblicata da MedStar Health, rete sanitaria e ospedaliera statunitense, il dottor Oliver Tannous, chirurgo ortopedico della colonna, riassume così il ruolo dello specialista: «I pazienti spesso soffrono di un dolore debilitante e non sono in grado di fare le cose che desiderano, come andare a prendere i nipoti o guidare fino al negozio. Questo influisce sulla loro felicità generale e sulla qualità della vitaIl mio compito è trovare la soluzione migliore per risolvere il loro problema, con o senza chirurgia».


La scelta del trattamento dovrebbe quindi basarsi sulla diagnosi e sugli obiettivi del paziente, non sulla disponibilità di una specifica tecnica.


Come scegliere l'ortopedico per la colonna vertebrale?


Non esiste in assoluto il miglior ortopedico per la colonna vertebrale. Ai fini della scelta del professionista a cui affidarsi, però, può essere importante valutare:


  • Formazione e attività specifica nel campo della chirurgia vertebrale;
  • Esperienza nella patologia diagnosticata e nel trattamento proposto;
  • Disponibilità a considerare anche soluzioni non chirurgiche;
  • Chiarezza nel descrivere benefici, rischi e possibili alternative;
  • Collaborazione con fisiatri, neurologi, neurochirurghi e fisioterapisti;
  • Organizzazione e dotazioni della struttura in cui opera.


Una revisione sistematica pubblicata sull’European Spine Journal, rivista scientifica dedicata alle patologie vertebrali, ha associato una maggiore esperienza operatoria a minori complicanze dopo l'intervento, ricoveri più brevi e minori probabilità di nuovi interventi.


In Italia è possibile consultare anche il Programma Nazionale Esiti di AGENAS, l’ente pubblico che valuta le prestazioni delle strutture sanitarie. Il programma consente di individuare i centri che eseguono l’artrodesi vertebrale, intervento che unisce stabilmente due o più vertebre, e di conoscerne i volumi annuali. Per la chirurgia della colonna, però, non sono disponibili dati su tutte le procedure: l’indicatore pubblicato riguarda soltanto le artrodesi vertebrali.


Molto importante è anche la qualità del dialogo che si riesce a costruire con lo specialista. Lo spiega molto bene il paziente Keith Walters nella sua testimonianza pubblicata dall’Hospital for Special Surgery, ospedale ortopedico di New York: «Il medico mi consigliò una fusione spinale a livello delle vertebre L4-L5. Non sapendo esattamente cosa comportasse, gli feci molte domande, alle quali rispose con grande disponibilità. Mi spiegò la differenza tra la chirurgia mininvasiva e quella tradizionale. Esaminò con me tutte le immagini della mia colonna vertebrale, indicandomi cosa vedeva e spiegandomi la procedura per correggerla.».


Ortopedico vertebrale, neurochirurgo o fisiatra: quali sono le differenze?


Tutti e tre gli specialisti possono occuparsi del mal di schiena, ma hanno formazione e competenze differenti. In alcuni casi possono collaborare sia nelle fase della diagnosi che in quella del trattamento.


SpecialistaDi cosa si occupa
Ortopedico vertebraleValuta vertebre, dischi, articolazioni, deformità, fratture e instabilità. Può prescrivere cure conservative ed eseguire interventi sulla colonna
NeurochirurgoTratta le patologie che coinvolgono midollo spinale, radici nervose e altre strutture del sistema nervoso. Può operare ernie, stenosi, tumori e compressioni neurologiche
FisiatraSi concentra sul recupero della mobilità e dell’autonomia. Imposta percorsi non chirurgici basati su riabilitazione, esercizio, farmaci e, in casi selezionati, procedure contro il dolore


I confini tra ortopedico vertebrale e neurochirurgo non sono rigidi. Entrambi, se in possesso di una preparazione specifica sulla colonna, possono trattare chirurgicamente ernie del disco, stenosi e altre patologie vertebrali. Le competenze ortopediche e neurochirurgiche vengono spesso considerate non come differenti ma complementari, soprattutto negli interventi più complessi.


Il fisiatra, invece, non esegue interventi chirurgici sulla colonna. Il suo ruolo può essere, però, importante nella definizione della diagnosi delle cause del dolore, nel supporto alle attività di recupero delle funzionalità e nel coordinamento del programma terapeutico.


Domande frequenti


Quanto costa una visita con un ortopedico della colonna?


In ambito privato una visita ortopedica costa generalmente tra 70 e 200 euro. Il prezzo varia in base alla città, allo specialista e alla struttura; gli eventuali esami sono di norma esclusi. Su EccellenzaMedica.it, sito di prenotazioni mediche online, è possibile conoscere le tariffe proposte dai vari specialisti e ricevere assistenza per la prenotazione presso i migliori centri di ortopedia.


La visita ortopedica della colonna è dolorosa?


Generalmente no. Alcuni movimenti eseguiti durante l’esame potrebbero temporaneamente riprodurre il dolore già presente, ma l’ortopedico adatta le manovre alle condizioni del paziente.


Quanto dura una visita ortopedica della colonna?


In genere dura circa 20-30 minuti. Una prima visita o la valutazione di un problema complesso possono richiedere più tempo.


Come prepararsi alla visita della schiena?


È consigliabile portare referti, radiografie, risonanze e documentazione relativa a cure precedenti. Può essere utile anche preparare un elenco dei farmaci assunti e indossare abiti che consentano di muovere e scoprire facilmente la schiena.


Per il mal di schiena è meglio un ortopedico o un neurochirurgo?


L’ortopedico vertebrale è indicato per valutare problemi che interessano vertebre, dischi, articolazioni e postura. Il neurochirurgo può essere preferibile quando esiste una compressione del midollo o dei nervi. Molte patologie possono comunque essere trattate da entrambi, se specializzati nella colonna.


Il mal di schiena dipende sempre dalla colonna vertebrale?


No. Il dolore può provenire anche da muscoli, legamenti, articolazioni dell’anca o, più raramente, da reni e altri organi interni. La visita serve anche a capire se siano necessari accertamenti in un altro ambito medico.


L’ortopedico vertebrale visita anche bambini e adolescenti?


Sì, se possiede competenze specifiche in età pediatrica. Per scoliosi, cifosi, deformità congenite o problemi della crescita è preferibile rivolgersi a un ortopedico pediatrico esperto di colonna.


Si può fare una visita ortopedica della colonna in gravidanza?


Sì. La visita clinica non espone a radiazioni e le manovre possono essere adattate alla gravidanza. È importante informare lo specialista, che prescriverà eventuali esami diagnostici soltanto se necessari e con le opportune precauzioni.


Una videoconsulenza può sostituire la visita in presenza?


Non sempre. Può essere utile per esaminare i referti, ottenere un primo orientamento o effettuare un controllo, ma non permette di valutare direttamente forza, sensibilità, riflessi e mobilità. Se serve un esame fisico, è necessaria la visita in presenza.


Rachide, colonna vertebrale e spina dorsale indicano la stessa cosa?


Sì, nel linguaggio comune indicano la stessa struttura. “Rachide” è il termine medico, “colonna vertebrale” quello anatomico più preciso e “spina dorsale” un’espressione di uso comune. Il midollo spinale, invece, è la struttura nervosa contenuta nella colonna.


Quale sport fa bene alla colonna vertebrale?


Non esiste uno sport migliore per tutti. Camminata, nuoto e attività che migliorano forza, mobilità e controllo della postura possono essere utili se praticati regolarmente e senza provocare dolore. In presenza di una patologia vertebrale, il programma dovrebbe essere personalizzato dallo specialista o dal fisioterapista.


Fonti e bibliografia


  • Who.int/news-room/fact-sheets/detail/low-back-pain;
  • Istat.it/storage/rapporti-tematici/sdgs/2022/goal8.pdf;
  • Medstarhealth.org/blog/neck-back-pain-basics-need-know;
  • Malik AT, Panni UY, Mirza MU, Tetlay M, Noordin S. The impact of surgeon volume on patient outcome in spine surgery: a systematic review. Eur Spine J. 2018 Mar;27(3):530-542. doi: 10.1007/s00586-017-5447-2. Epub 2018 Jan 17. PMID: 29344731;
  • Pne.agenas.it/ospedaliera/indicatori?noso=muscoloscheletrico&cond=artrodesi%20vertebrale;
  • Hss.edu/back-in-the-game/stories/2025/07/keith-walters.

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