- È possibile prevenire il tumore al pancreas?
- Quali sono i campanelli d'allarme?
- Chi è a rischio di tumore al pancreas?
- Quali esami fare per prevenire il tumore al pancreas?
- Cosa mangiare per prevenire il tumore al pancreas?
- Domande Frequenti
È possibile prevenire il tumore al pancreas?
Ad oggi non esiste un modo per prevenire completamente il tumore del pancreas. Numerosi studi, però, dimostrano che una parte del rischio dipende da fattori modificabili. Ridurre l'esposizione a questi fattori, mantenere un peso nella norma, seguire un'alimentazione equilibrata e praticare regolarmente attività fisica può contribuire ad abbassare il rischio di sviluppare la malattia, pur senza eliminarlo completamente.
Nei soggetti con una forte familiarità o con specifiche sindromi genetiche ereditarie, invece, la prevenzione si basa soprattutto sull'identificazione precoce del rischio e sull'eventuale inserimento in programmi di sorveglianza dedicati.
Secondo le più recenti stime di GLOBOCAN 2022, il database epidemiologico realizzato dall'International Agency for Research on Cancer (IARC) dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, nel solo 2022 nel mondo sono stati diagnosticati 510.992 nuovi casi di tumore del pancreas. Cina, Stati Uniti e Giappone sono i Paesi con il maggior numero assoluto di nuove diagnosi, ma anche diversi Paesi europei presentano un'incidenza elevata.
L'Italia rientra infatti tra le nazioni maggiormente interessate da questa patologia. Sempre secondo GLOBOCAN, nel 2022 sono stati registrati 15.710 nuovi casi di tumore del pancreas, che collocano il nostro Paese al settimo posto nel mondo per numero assoluto di diagnosi. Nello stesso anno si sono verificati 14.903 decessi, a conferma dell'elevata aggressività di questa neoplasia e dell'importanza della diagnosi precoce nelle persone a rischio.
Per confrontare correttamente popolazioni con una diversa distribuzione per età, GLOBOCAN utilizza anche il cosiddetto tasso standardizzato per età (Age-Standardized Rate, ASR), espresso come numero di nuovi casi ogni 100.000 abitanti. A livello mondiale il tumore del pancreas presenta un ASR pari a 4,7 casi ogni 100.000 persone, mentre in Italia il valore sale a 8 casi ogni 100.000 abitanti, evidenziando un'incidenza superiore alla media globale.

Quali sono i campanelli d'allarme?
In un'intervista pubblicata da Johns Hopkins Medicine, una delle istituzioni sanitarie e accademiche più autorevoli al mondo, il Prof. Jin He, professore di Chirurgia presso la Johns Hopkins University School of Medicine, direttore della Divisione di Chirurgia Oncologica Epato-Pancreato-Biliare e Gastrointestinale e specialista nella chirurgia dei tumori del pancreas, sottolinea un concetto fondamentale: "Il cancro al pancreas di solito non causa sintomi, quindi circa il 50% dei casi non viene identificato finché non ha già metastatizzato (si è diffuso ad altre parti del corpo)".
Quando invece i sintomi compaiono, ecco quelli che potrebbero essere i principali campanelli d'allarme:
| Sintomo | Cosa può indicare |
| Dolore addominale o alla schiena | Può iniziare nella parte alta dell'addome e irradiarsi posteriormente, talvolta peggiorando dopo i pasti o quando si è sdraiati. |
| Perdita di peso involontaria | Dimagrimento progressivo senza cambiamenti nella dieta o nell'attività fisica. |
| Ittero (pelle e occhi gialli) | È uno dei segni più caratteristici, soprattutto quando il tumore ostruisce le vie biliari. Può associarsi a urine scure, feci chiare e prurito diffuso. |
| Perdita dell'appetito | Spesso accompagnata da senso di sazietà precoce e riduzione dell'introito alimentare. |
| Disturbi digestivi | Gonfiore, nausea, vomito, digestione difficile, eruttazioni frequenti e sensazione di pesantezza dopo i pasti. |
| Alterazioni dell'alvo | Diarrea, stitichezza oppure feci chiare, untuose, maleodoranti e difficili da eliminare (steatorrea). |
| Diabete di nuova insorgenza | In particolare dopo i 50 anni, oppure improvviso peggioramento di un diabete già noto senza una causa apparente. |
| Stanchezza persistente | Debolezza e affaticamento che non migliorano con il riposo. |
| Trombosi venosa | In alcuni casi il primo segnale può essere la formazione di coaguli nelle vene degli arti inferiori. |
È importante ricordare che nessuno di questi sintomi è specifico del tumore del pancreas e, nella maggior parte dei casi, è dovuto a condizioni molto più frequenti e meno gravi. In ogni caso, la presenza di più sintomi contemporaneamente, soprattutto se persistono per diverse settimane, oppure la comparsa di ittero, di una perdita di peso inspiegabile o di un diabete improvviso in età adulta, rappresentano segnali che meritano una valutazione medica tempestiva.
Chi è a rischio di tumore al pancreas?
Il rischio di tumore al pancreas aumenta in presenza di:
- Fattori non modificabili, come età, sesso, familiarità e predisposizione genetica;
- Fattori modificabili, legati soprattutto allo stile di vita e ad alcune condizioni metaboliche o infiammatorie.
Una review scientifica pubblicata nel 2024 sulla rivista Life ha sottolineato come l'identificazione dei fattori di rischio sia un passaggio fondamentale per migliorare la prevenzione e favorire una diagnosi più precoce nelle persone maggiormente esposte. Lo studio evidenzia in particolare il ruolo di fumo, obesità, diabete, pancreatite cronica, familiarità e mutazioni genetiche ereditarie.
Tra i fattori non modificabili, l'età è uno dei più importanti: il tumore del pancreas si manifesta più spesso tra i 60 e gli 80 anni. Inoltre, il sesso maschile presenta un rischio lievemente più elevato rispetto a quello femminile, probabilmente anche a causa di una maggiore esposizione storica ad alcuni fattori di rischio, come il fumo.
Un altro elemento importante è la familiarità. Una quota minoritaria dei tumori pancreatici è legata a sindromi genetiche ereditarie o mutazioni come BRCA1, BRCA2, CDKN2A, STK11, PRSS1 e geni associati alla sindrome di Lynch. In questi casi, lo specialista può valutare percorsi di sorveglianza dedicati.
Tra i fattori modificabili, invece, il fumo è uno dei più documentati: secondo la review, può essere responsabile fino a circa un terzo dei casi di tumore del pancreas e il rischio cresce all'aumentare del numero di sigarette fumate. Anche obesità, sedentarietà, diabete, pancreatite cronica e consumo elevato di alcol possono contribuire ad aumentare il rischio.
| Fattori non modificabili | Fattori modificabili o controllabili |
| Età avanzata, soprattutto dopo i 60 anni | Fumo di sigaretta |
| Sesso maschile | Sovrappeso e obesità |
| Familiarità per tumore del pancreas | Sedentarietà |
| Mutazioni genetiche ereditarie | Diabete, soprattutto se di nuova insorgenza dopo i 50 anni |
| Sindromi ereditarie associate a tumori | Pancreatite cronica |
| Gruppo sanguigno non O, secondo alcuni studi | Consumo elevato di alcol |
| Lesioni pancreatiche precancerose o cistiche selezionate | Dieta ricca di carni rosse, grassi saturi e alimenti molto processati |
Quali esami fare per prevenire il tumore al pancreas?
Non esiste un esame capace di prevenire con certezza il tumore al pancreas. Gli accertamenti disponibili servono piuttosto a valutare eventuali sintomi sospetti, monitorare le persone considerate ad alto rischio e favorire, quando possibile, una diagnosi più precoce.
In assenza di sintomi o fattori di rischio specifici, non è raccomandato uno screening del pancreas rivolto a tutta la popolazione. Diverso è il caso dei soggetti con familiarità importante, mutazioni genetiche ereditarie, pancreatite cronica, lesioni pancreatiche cistiche o diabete di nuova insorgenza dopo i 50 anni: in queste situazioni il medico può valutare un percorso di sorveglianza personalizzato.
Visita specialistica e anamnesi
Il primo passaggio è la valutazione clinica. Il medico raccoglie informazioni su sintomi, storia familiare e fattori di rischio. In base al quadro emerso, lo specialista può indirizzare il paziente verso un gastroenterologo o prescrivere ulteriori accertamenti.
Esami di imaging
Gli esami più utilizzati per studiare il pancreas sono:
- Ecografia addominale, utile come primo controllo in presenza di disturbi addominali, anche se non sempre riesce a visualizzare bene il pancreas;
- TC addome con protocollo pancreatico, spesso impiegata quando c'è un sospetto clinico più concreto;
- Risonanza magnetica e colangio-RM, utili per valutare pancreas, vie biliari e dotti pancreatici;
- Ecoendoscopia (EUS), esame molto accurato che consente di studiare il pancreas dall'interno del tratto digestivo e, se necessario, eseguire biopsie.
Analisi del sangue
Le analisi del sangue possono aiutare a valutare lo stato generale del paziente e alcuni segnali indiretti. In caso di ittero, ad esempio, possono essere richiesti esami della funzionalità epatica e bilirubina. Nei soggetti a rischio può essere utile controllare anche glicemia ed emoglobina glicata, soprattutto quando compare un diabete improvviso in età adulta.
Il marcatore tumorale CA 19-9 può essere utilizzato in alcuni contesti clinici, ma non è abbastanza preciso per essere impiegato da solo come test di screening. Può infatti risultare normale in alcuni pazienti con tumore del pancreas o aumentare per cause non tumorali.
Test genetici e sorveglianza nei soggetti ad alto rischio
Nei pazienti con forte familiarità per tumore del pancreas o con mutazioni ereditarie note, come BRCA1, BRCA2, PALB2, CDKN2A, STK11 o geni associati alla sindrome di Lynch, può essere indicata una consulenza genetica. In base al risultato, lo specialista può proporre controlli periodici con risonanza magnetica, colangio-RM o ecoendoscopia.
Cosa mangiare per prevenire il tumore al pancreas?
L'alimentazione rappresenta uno dei principali fattori modificabili nella prevenzione del tumore del pancreas. Sebbene nessun alimento possa impedirne con certezza la comparsa, numerosi studi hanno dimostrato che seguire una dieta equilibrata e mantenere un peso corporeo adeguato può contribuire a ridurre il rischio.
Una review pubblicata su Nutrients ha evidenziato che sovrappeso, obesità e un'alimentazione ricca di calorie, zuccheri, grassi e carni rosse sono associati a un aumento del rischio di tumore pancreatico. Al contrario, una dieta ricca di alimenti di origine vegetale sembra esercitare un effetto protettivo. In particolare, gli autori sottolineano il possibile beneficio di un'alimentazione che prevede:
- Abbondante consumo di frutta e verdura;
- Cereali integrali;
- Legumi;
- Frutta secca a guscio;
- Alimenti ricchi di fibre;
- Adeguato controllo dell'apporto calorico per prevenire sovrappeso e obesità.
Secondo lo studio, questi alimenti apportano fibre e numerosi composti bioattivi di origine vegetale che, nel loro insieme, possono contribuire a ridurre l'infiammazione, limitare lo stress ossidativo e favorire il mantenimento di un corretto equilibrio metabolico, tutti aspetti associati a un minor rischio di sviluppare diverse forme di tumore, incluso quello del pancreas.
Al contrario, è consigliabile limitare il consumo abituale di:
- Carni rosse e carni lavorate;
- Alimenti ultra-processati;
- Bevande zuccherate;
- Cibi ad elevato contenuto calorico e ricchi di grassi saturi.
Più che concentrarsi su un singolo alimento, la prevenzione passa quindi attraverso uno stile alimentare complessivamente sano, associato ad attività fisica regolare e al mantenimento di un peso corporeo nella norma.
Domande frequenti
Esiste il mese della prevenzione del tumore al pancreas?
Sì. Il mese della sensibilizzazione sul tumore al pancreas è novembre, durante il quale associazioni e istituzioni promuovono campagne informative per aumentare la consapevolezza sui fattori di rischio, sui sintomi e sull'importanza della diagnosi precoce.
Prevenzione tumore pancreas: può essere utile fare un'ecografia?
L'ecografia addominale può rappresentare un primo esame di valutazione, ma da sola non è sufficiente per escludere un tumore del pancreas. In presenza di sintomi sospetti o di un rischio elevato possono essere indicati esami più accurati, come TC, risonanza magnetica o ecoendoscopia.
Esiste uno screening per il tumore al pancreas?
No. Attualmente non esiste uno screening raccomandato per tutta la popolazione. I programmi di sorveglianza sono riservati alle persone con un elevato rischio familiare o genetico e vengono effettuati in centri specializzati.
Chi dovrebbe fare controlli periodici del pancreas?
I controlli periodici sono consigliati soprattutto alle persone con una forte familiarità per tumore del pancreas, portatrici di specifiche mutazioni genetiche o affette da sindromi ereditarie che aumentano il rischio della malattia. La necessità di una sorveglianza deve essere valutata dallo specialista.
Si può prevenire completamente il tumore al pancreas?
No. Non è possibile prevenire completamente il tumore del pancreas. Tuttavia, evitare il fumo, mantenere un peso adeguato, seguire un'alimentazione equilibrata, praticare attività fisica e controllare i fattori di rischio può contribuire a ridurne la probabilità di comparsa.
I test genetici possono aiutare nella prevenzione del tumore al pancreas?
Sì, nelle persone con una forte storia familiare o con sospette sindromi ereditarie. I test genetici possono identificare mutazioni associate a un rischio più elevato e consentire l'accesso a programmi di sorveglianza dedicati.
L'attività fisica aiuta a prevenire il tumore al pancreas?
Sì. Un'attività fisica regolare contribuisce a mantenere un peso corporeo sano, migliorare il metabolismo e ridurre alcuni fattori di rischio associati al tumore del pancreas. Anche una moderata attività svolta con costanza può avere un effetto protettivo.
Fonti e bibliografia
- Wcrf.org/preventing-cancer/cancer-statistics/pancreatic-cancer-statistics/;
- Grigorescu, R.R.; Husar-Sburlan, I.A.; Gheorghe, C. Pancreatic Cancer: A Review of Risk Factors. Life 2024, 14, 980. Doi.org/10.3390/life14080980;
- Casari, Ilaria, and Marco Falasca. “Diet and Pancreatic Cancer Prevention.” Cancers vol. 7,4 2309-17. 23 Nov. 2015, doi:10.3390/cancers7040892;
- Hopkinsmedicine.org/health/conditions-and-diseases/pancreatic-cancer/pancreatic-cancer-experts-answer-10-commonly-asked-questions.

