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Segnalato da: laRepubblica, IlGiornale, Salute33, ForumSalute.it
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Prevenzione dei tumori polmonari: cosa fare per ridurre il rischio?


Non sempre si può prevenire il tumore al polmone. È, però, possibile ridurre il rischio evitando il tabacco, proteggendosi dal fumo passivo e limitando l’esposizione a radon, inquinamento e sostanze cancerogene presenti in alcuni ambienti di lavoro.


Secondo il rapporto “I numeri del cancro in Italia 2025”, realizzato da AIOM, AIRTUM, Istituto Superiore di Sanità e altre istituzioni scientifiche, nel 2024 nel nostro Paese sono state stimate 44.831 nuove diagnosi di tumore polmonare. Nel 2022 la malattia ha causato circa 35.700 decessi.


A livello mondiale, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’agenzia delle Nazioni Unite che coordina le politiche sanitarie internazionali, ha registrato nel 2022 circa 2,5 milioni di nuovi casi e 1,8 milioni di decessi. L’OMS indica il fumo come il principale fattore di rischio modificabile, seguito dall’inquinamento atmosferico e dalle esposizioni professionali.


Cosa s'intende per prevenzione del tumore al polmone?


La prevenzione del tumore al polmone comprende l'insieme delle azioni che riducono la probabilità di sviluppare la malattia e i controlli che consentono di individuarla nelle fasi iniziali. Si distingue principalmente in prevenzione primaria e secondaria.


Tipo di prevenzioneIn cosa consiste
Prevenzione primariaInterviene prima che il tumore si sviluppi. Prevede l'eliminazione del tabacco e la riduzione dell'esposizione a fumo passivo, radon, inquinamento e cancerogeni professionali
Prevenzione secondariaCerca di individuare precocemente un tumore già presente ma asintomatico. Nelle persone ad alto rischio si concretizza con l'esecuzione di una TC del torace a basso dosaggio.


La prevenzione primaria riguarda tutta la popolazione, ma è particolarmente importante per i fumatori, gli ex fumatori e chi è esposto a sostanze cancerogene. La prevenzione secondaria, invece, non è indicata indistintamente per tutti: lo screening polmonare viene proposto a persone asintomatiche che presentano requisiti precisi.


Nessun comportamento può garantire una protezione assoluta. Anche chi non ha mai fumato può sviluppare un tumore polmonare a causa di fattori ambientali, professionali, biologici o genetici. Ridurre le esposizioni ai fattori di rischio modificabili permette comunque di diminuire il rischio individuale.


prevenzione tumori polmonari


Perché smettere di fumare è la misura preventiva più efficace?


Smettere di fumare è la misura più efficace per ridurre il rischio di tumore polmonare. Il tabacco espone le cellule dei polmoni a sostanze cancerogene che possono danneggiarne il DNA. Il pericolo aumenta in base al numero di sigarette fumate, agli anni di consumo e all’età in cui si è iniziato.


Il National Cancer Institute, l’istituto federale statunitense che coordina la ricerca oncologica, stima che i fumatori presentino mediamente un rischio di tumore polmonare circa 20 volte superiore rispetto ai non fumatori.


Si tratta di un problema abbastanza diffuso anche in Italia. I dati PASSI 2023-2024, inclusi nel rapporto “I numeri del cancro in Italia 2025”, indicano che fuma il 23,8% degli adulti tra 18 e 69 anni.


Smettere produce benefici anche dopo molti anni di consumo. Secondo i Centers for Disease Control and Prevention, l’agenzia statunitense di sanità pubblica, dopo 10-15 anni dalla cessazione il rischio aggiuntivo di tumore polmonare si riduce di circa il 50% rispetto a chi continua a fumare. Il rischio non torna necessariamente allo stesso livello di chi non ha mai fumato, ma diminuisce progressivamente.


Per eliminare il fumo è consigliabile:


  • Parlare con il medico di famiglia;
  • Stabilire una data in cui smettere;
  • Individuare le situazioni che stimolano il desiderio di fumare;
  • Seguire un percorso di supporto psicologico;
  • Valutare con un professionista eventuali trattamenti farmacologici;
  • Rivolgersi a un Centro Antifumo.


In Italia è disponibile il Telefono Verde contro il Fumo 800 554088 dell’Istituto Superiore di Sanità. Il servizio è gratuito e offre consulenza telefonica, informazioni e orientamento verso i Centri Antifumo presenti sul territorio.


A confermare l’importanza di un aiuto strutturato è anche il dottor Robert Herron, chirurgo toracico statunitense che opera in West Virginia. In un’intervista pubblicata dall’American Lung Association, organizzazione impegnata nella prevenzione delle malattie respiratorie, Herron ha descritto le principali cause delle patologie ai polmoni: «Mi occupo di malattie polmonari come il cancro ai polmoni, l'enfisema, il collasso polmonare, i tumori polmonari e le infezioni polmonari. Per molti dei pazienti che visito, i problemi polmonari sono in gran parte causati da una precedente esposizione al fumo, sia attivo che passivo».


Il medico racconta che diversi pazienti sono riusciti a smettere grazie a programmi strutturati, compresi quelli che avevano già tentato senza successo. Secondo Herron, per combattere la dipendenza da nicotina è necessario investire sui trattamenti e sulla sensibilizzazione rispetto ai rischi del tabacco.


Come ridurre fumo passivo, radon e rischi ambientali o professionali?


Anche chi non fuma può essere esposto a sostanze capaci di aumentare il rischio di tumore polmonare. Tra le più importanti rientrano il fumo passivo, il radon, l’inquinamento atmosferico e alcuni cancerogeni presenti negli ambienti di lavoro.


Fattore di rischioCome ridurre l'esposizione
Fumo passivoLiberare dal fumo casa, automobile e altri spazi chiusi condivisi con altre persone
RadonMisurarne la concentrazione negli edifici e, se elevata, rivolgersi a professionisti esperti in risanamento
Cancerogeni professionaliRispettare le procedure di sicurezza, utilizzare i dispositivi di protezione e sottoporsi alla sorveglianza sanitaria prevista
Inquinamento atmosfericoControllare la qualità dell'aria, evitare le aree ad alta densità di traffico nelle ore di punta e limitare le combustioni inquinanti negli ambienti chiusi


Il fumo passivo contiene molte delle sostanze cancerogene presenti nel fumo inalato direttamente. Il National Cancer Institute stima che, nelle persone che non hanno mai fumato, l’esposizione aumenti il rischio di tumore polmonare di circa il 20% rispetto all’assenza di esposizione.


Aprire le finestre, utilizzare un purificatore o fumare in un’altra stanza non elimina il pericolo. La misura più efficace consiste nel vietare completamente il fumo negli ambienti chiusi e nelle automobili.


Il radon è invece un gas radioattivo naturale, incolore, inodore e insapore. Può risalire dal terreno e accumularsi soprattutto nei piani bassi, nelle cantine e negli ambienti scarsamente ventilati. Per stimare i livelli di radon è necessario eseguire una misurazione con strumenti idonei, preferibilmente per un periodo abbastanza lungo da considerare le variazioni stagionali. In caso di valori elevati, un professionista può valutare interventi di ventilazione, isolamento o depressurizzazione del terreno.


Il Piano nazionale d’azione per il radon 2023-2032, adottato dal Ministero della Salute, definisce le azioni da mettere in atto per individuare gli edifici più esposti e ridurre la concentrazione del gas nelle abitazioni e nei luoghi di lavoro. Tra i principali cancerogeni professionali associati al tumore polmonare rientrano:


  • Amianto;
  • Arsenico;
  • Berillio;
  • Cadmio;
  • Cromo e nichel;
  • Silice cristallina;
  • Gas di scarico dei motori diesel.


Chi lavora o ha lavorato a contatto con queste sostanze dovrebbe parlarne con uno specialista o con il proprio medico di base. I materiali che potrebbero contenere amianto non devono essere rimossi, tagliati o danneggiati autonomamente.


Una testimonianza significativa è quella di Bonnie Norris, pubblicata nel 2026 dalla Canadian Cancer Society, organizzazione canadese impegnata nella ricerca oncologica e nel sostegno ai pazienti. Bonnie non aveva mai fumato, praticava attività fisica e seguiva un’alimentazione equilibrata. Quando nel 2022 le fu diagnosticato un tumore polmonare, la sua prima reazione fu: «Pensavo fosse impossibile: non fumavo e conducevo una vita sana. Avevo iniziato una dieta completamente a base di alimenti integrali e vegetali due anni prima e pensavo di fare tutto nel modo giusto. Mi ha davvero sconvolto».


Dopo la diagnosi partecipò a un incontro informativo sul radon e decise di misurarne la concentrazione nella propria abitazione. Il test evidenziò livelli elevati. Non è possibile stabilire se il radon abbia causato il suo tumore, ma l’esperienza spinse Bonnie a promuovere la misurazione nelle abitazioni e una maggiore conoscenza di questo fattore di rischio.


Alimentazione, attività fisica e integratori aiutano davvero?


Un’alimentazione equilibrata e l’attività fisica migliorano la salute generale, ma non possono compensare i danni causati dal tabacco o da altre sostanze cancerogene. Le prove sul loro effetto specifico nella prevenzione del tumore polmonare sono meno solide rispetto a quelle disponibili per fumo, radon ed esposizioni professionali.


Comportamento o prodottoCosa indicano le evidenze
Alimentazione equilibrataÈ consigliata per la prevenzione oncologica generale ma nessun alimento da solo previene il tumore polmonare
Attività fisicaProduce numerosi benefici ma non ci sono ancora prove rispetto a un effetto preventivo specifico sul tumore del polmone
Integratori di betacaroteneNon prevengono la malattia. Nei forti fumatori, in caso di assunzione in dosi elevate, il rischio potrebbe aumentare
Integratori di vitamina ENon hanno dimostrato di ridurre l'incidenza del tumore polmonare


Il National Cancer Institute precisa che gli studi disponibili non permettono di stabilire con certezza se alimentazione e attività fisica riducano direttamente il rischio. È, infatti, difficile separare il loro effetto da quello del fumo e da altre abitudini personali. È comunque consigliabile seguire un’alimentazione varia, basata prevalentemente su:


  • Frutta e verdura;
  • Legumi;
  • Cereali integrali;
  • Pesce;
  • Frutta secca e semi;
  • Olio extravergine di oliva;
  • Fonti proteiche poco lavorate.


Particolare cautela è necessaria anche con gli integratori antiossidanti. Lo studio clinico randomizzato Alpha-Tocopherol, Beta-Carotene Cancer Prevention Study (ATBC), pubblicato sul New England Journal of Medicine, ha coinvolto 29.133 fumatori finlandesi di sesso maschile. Nei partecipanti che assumevano betacarotene, i ricercatori hanno rilevato un aumento del 18% dell’incidenza del tumore polmonare rispetto a chi non lo assumeva.


Lo studio ATBC dimostra che una sostanza considerata genericamente salutare può produrre effetti diversi quando viene assunta ad alte dosi sotto forma di integratore. Per questo motivo, in assenza di una specifica indicazione medica, vitamine e antiossidanti non devono essere utilizzati per prevenire il tumore polmonare.


Quando la prevenzione va affiancata allo screening?


La prevenzione primaria riduce la probabilità che il tumore si sviluppi. Lo screening, invece, cerca di individuare precocemente una malattia già presente in persone che non manifestano sintomi.


L’esame utilizzato è la TC del torace a basso dosaggio. Non viene raccomandata come controllo generico per tutta la popolazione, ma può essere proposta a fumatori ed ex fumatori che presentano un rischio elevato sulla base dell’età e dell’esposizione complessiva al tabacco.


Smettere di fumare è fondamentale anche per chi si sottopone periodicamente alla TC. Un risultato negativo non protegge dalla possibile comparsa futura della malattia e lo screening non elimina i danni provocati dal tabacco. L’eventuale indicazione deve essere valutata dal medico, considerando:


  • Età;
  • Numero di sigarette fumate;
  • Durata dell’abitudine al fumo;
  • Anni trascorsi dalla cessazione;
  • Condizioni generali di salute.


A chi rivolgersi per una programma di prevenzione personalizzato?


Il primo punto di riferimento è generalmente il medico di famiglia, il quale in base al profilo di rischio individuale può consigliare un Centro Antifumo, una visita pneumologica o ulteriori accertamenti.


PercorsoQuali servizi può offrire
SSNMedico di famiglia, visite pneumologiche, Centri Antifumo, medicina del lavoro ed eventuali programmi pubblici di diagnosi precoce.
Sanità privataVisita pneumologica, valutazione personalizzata del rischio, TC torace a basso dosaggio quando indicata e gestione degli eventuali reperti.


Lo screening polmonare non è ancora disponibile in modo uniforme presso tutte le ASL italiane. Il Ministero della Salute precisa che l’Italia sta adottando un approccio graduale attraverso programmi sperimentali.


Tra le iniziative pubbliche rientra la Rete Italiana Screening Polmonare, programma multicentrico gratuito promosso dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. L’accesso è riservato alle persone che rispettano specifici criteri anagrafici e di esposizione al fumo ma è subordinato alla disponibilità dei centri partecipanti.


Chi non può accedere a un programma pubblico oppure desidera valutare le disponibilità del settore privato può rivolgersi a strutture specializzate. Attraverso EccellenzaMedica.it, sito di prenotazioni mediche online, è possibile individuare centri d'eccellenza e pneumologi nelle principali città italiane presso i quali richiedere una valutazione del rischio o un check-up polmonare.


Domande frequenti


A che età bisogna iniziare la prevenzione del tumore al polmone?


La prevenzione dovrebbe cominciare fin dall’adolescenza, evitando il tabacco. Smettere di fumare produce benefici a qualsiasi età.


Fumare poche sigarette o soltanto ogni tanto è meno pericoloso?


Ridurre il consumo diminuisce l’esposizione ma il fumo occasionale non mette al riparo da rischi.


Sigarette elettroniche e tabacco riscaldato riducono il rischio?


Non sono prodotti innocui e il rischio oncologico a lungo termine non è ancora completamente definito. Un consumo combinato con le sigarette tradizionali non rappresenta una strategia di prevenzione.


Esistono metodi per “pulire” i polmoni dopo aver smesso di fumare?


No. Tisane, integratori e prodotti detox non eliminano i danni del tabacco. Dopo la cessazione, l’organismo avvia gradualmente processi naturali di recupero.


Chi ha familiari con tumore al polmone deve eseguire test genetici?


Non necessariamente. I test genetici non sono raccomandati di routine, ma può essere utile chiedere un parere medico in presenza di più casi all'interno della propria famiglia o di diagnosi in giovane età.


Esiste un vaccino o un farmaco per prevenire il tumore polmonare?


No. Non esistono vaccini o farmaci in grado di prevenire la comparsa del tumore polmonare nella popolazione generale.


Le analisi del sangue possono escludere un tumore ai polmoni?


No. Analisi del sangue e marcatori tumorali non possono escludere con certezza la presenza di un tumore polmonare.


La radiografia del torace è utile come controllo preventivo?


No, non ci sono prove che dimostrano che la radiografia, se utilizzata come test di screening, riduce la mortalità. Nelle persone ad alto rischio si impiega la TC a basso dosaggio.


Una TC negativa esclude la comparsa futura di un tumore?


No. Una TC negativa descrive la situazione nel momento in cui si svolge l'esame, ma non annulla il rischio futuro.


Quando una tosse persistente richiede una valutazione medica?


Quando non scompare o peggiora. Bisogna rivolgersi rapidamente al medico se compaiono sangue nell’espettorato, affanno, dolore toracico o perdita di peso.


Fonti e bibliografia


  • Aiom.it/wp-content/uploads/2025/12/2025_NDC_web.pdf;
  • Who.int/news-room/fact-sheets/detail/lung-cancer;
  • Cancer.gov/types/lung/hp/lung-prevention-pdq;
  • Cdc.gov/tobacco/about/benefits-of-quitting.html;
  • Lung.org/blog/doctor-on-tobacco-impacts-sotc;
  • Smettodifumare.iss.it/centri-antifumo;
  • Salute.gov.it/new/it/pubblicazione/piano-nazionale-dazione-il-radon-2023-2032/;
  • Cancer.ca/en/about-us/stories/2026/raising-radon-awareness;
  • Alpha-Tocopherol, Beta Carotene Cancer Prevention Study Group. The effect of vitamin E and beta carotene on the incidence of lung cancer and other cancers in male smokers. N Engl J Med. 1994 Apr 14;330(15):1029-35. doi: 10.1056/NEJM199404143301501. PMID: 8127329.

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