- Che cos'è lo screening del colon-retto?
- Qual è la fascia di età per lo screening del colon-retto?
- Quali sono i test di screening per il cancro del colon-retto?
- Come si esegue lo screening del colon-retto?
- Come si fa lo screening per il sangue occulto nelle feci?
- Cosa succede se lo screening è positivo?
- Quanto costa lo screening del colon-retto?
- Domande Frequenti
Che cos'è lo screening del colon-retto?
Lo screening del tumore del colon-retto è un programma di prevenzione rivolto a persone apparentemente sane che ha l'obiettivo di individuare precocemente eventuali lesioni precancerose o tumori prima della comparsa dei sintomi. Grazie a controlli periodici è infatti possibile identificare alterazioni dell'intestino in una fase iniziale, quando le possibilità di trattamento e guarigione sono generalmente più elevate.
L'importanza di questi programmi emerge anche dai dati epidemiologici italiani. Secondo il rapporto "I numeri del cancro in Italia 2025", realizzato da AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) e AIRTUM (Associazione Italiana Registri Tumori), nel nostro Paese il cancro del colon-retto rappresenta il terzo tumore più frequente, con una stima di circa 41.700 nuove diagnosi nel 2025 (22.800 negli uomini e 18.900 nelle donne).
Il Ministero della Salute sottolinea che il tumore del colon-retto deriva spesso dall'evoluzione di polipi intestinali benigni che impiegano molti anni per trasformarsi in forme maligne. Proprio questa lenta evoluzione rende lo screening uno strumento particolarmente efficace.
A confermare l'importanza dello screening è anche il Dott. Andrea Favara, Responsabile dell'Unità di Coloproctologia della Società Italiana di Chirurgia Colorettale – sede di Cantù e Dirigente Medico presso l'ASST Lariana – Ospedale di Cantù nonché medico accreditato dal sito di prenotazioni mediche online EccellenzaMedica.it.
Nel corso di un'intervista pubblicata su Lacolonscopia.it, lo specialista sottolinea il ruolo determinante della diagnosi precoce: "Lo screening di questo tumore - spiega il Dott. Favara - ha dimostrato in diverse esperienze una riduzione significativa della mortalità e sicuramente il modo migliore e più efficace per trattare questa malattia è impedirne la comparsa o identificarla nelle fasi iniziali".

Qual è la fascia di età per lo screening del colon-retto?
L'età consigliata per iniziare lo screening del tumore del colon-retto può variare in base alle linee guida adottate dai diversi Paesi e alla presenza di eventuali fattori di rischio individuali.
In Italia, i programmi organizzati di screening promossi dal Servizio Sanitario Nazionale sono generalmente rivolti alle persone tra i 50 e i 69 anni, con estensione fino ai 74 anni in alcune Regioni. Il test del sangue occulto nelle feci viene normalmente proposto con cadenza biennale.
Negli ultimi anni, però, alla luce dell'aumento dell'incidenza del tumore del colon-retto nelle fasce di popolazione più giovani, in diversi Paesi l'inizio dello screening è stato anticipato a 45 anni.
È importante ricordare che queste indicazioni riguardano le persone considerate a rischio medio, cioè prive di sintomi e senza particolari fattori predisponenti. In presenza di condizioni che aumentano il rischio di sviluppare un tumore del colon-retto, il medico può consigliare di iniziare lo screening prima dell'età prevista. Tra i principali fattori di rischio rientrano:
- Familiarità per tumore del colon-retto o polipi intestinali;
- Malattie infiammatorie croniche intestinali, come morbo di Crohn e rettocolite ulcerosa;
- Sindromi genetiche ereditarie, come la sindrome di Lynch o la poliposi adenomatosa familiare (FAP);
- Precedenti personali di polipi adenomatosi o tumore del colon-retto.
In questi casi il percorso di prevenzione viene personalizzato dal gastroenterologo o dallo specialista di riferimento, che stabilirà quando iniziare i controlli e quale esame risulti più appropriato.
Quali sono i test di screening per il cancro del colon-retto?
Lo screening del tumore del colon-retto può essere effettuato attraverso diversi esami, scelti in base all'età della persona, ai fattori di rischio e alle indicazioni del medico. In Italia, la ricerca del sangue occulto nelle feci rappresenta il test di primo livello per le persone a rischio medio che partecipano ai programmi di screening organizzati. Gli altri esami vengono generalmente prescritti quando è necessario approfondire un risultato positivo oppure in presenza di specifici fattori di rischio.
| Test | Caratteristiche principali |
| Ricerca del sangue occulto nelle feci (FIT) | È il test di screening più utilizzato. Consente di rilevare eventuali tracce di sangue non visibili a occhio nudo che potrebbero essere associate alla presenza di polipi o tumori del colon-retto. |
| Colonscopia | Permette di osservare direttamente tutto il colon e il retto e, se necessario, di rimuovere polipi o eseguire biopsie. È utilizzata soprattutto come esame di approfondimento dopo un test positivo o nei soggetti a rischio elevato. |
| Colonscopia virtuale (TC colonografica) | Esame radiologico che ricostruisce immagini tridimensionali del colon mediante tomografia computerizzata. Può rappresentare un'alternativa in alcuni casi, ma ha il limite di non permettere la rimozione di eventuali polipi durante l'esame. |
| Test del DNA fecale (FIT-DNA) | Analizza il campione di feci ricercando sia tracce di sangue sia alterazioni genetiche associate al tumore del colon-retto. È scarsamente diffuso nei programmi di screening italiani mentre è maggiormente adoperato all'estero. |
| Rettosigmoidoscopia flessibile | Consente di esplorare il retto e l'ultima parte del colon mediante uno strumento flessibile. Oggi è meno utilizzata rispetto alla colonscopia completa. |
Come si esegue lo screening del colon-retto?
Nella maggior parte delle Regioni italiane lo screening del tumore del colon-retto è organizzato dal Servizio Sanitario Nazionale attraverso programmi di prevenzione rivolti alla popolazione che rientra nella fascia di età prevista. Il percorso è semplice, gratuito e può essere svolto in gran parte direttamente a casa, senza la necessità di recarsi in ospedale. Generalmente, lo screening si articola nelle seguenti fasi:
| Fase | Cosa succede |
| Invito | La ASL invia una lettera, un'e-mail o altra comunicazione ai cittadini che rientrano nel programma di screening, con le istruzioni per aderirvi. |
| Ritiro del kit | Il kit per la raccolta del campione può essere ritirato presso il Distretto sanitario, il medico di medicina generale o altri punti indicati dalla propria ASL. |
| Raccolta del campione | Il campione di feci viene raccolto autonomamente a domicilio seguendo le istruzioni fornite insieme al kit. |
| Riconsegna | Il kit viene riconsegnato presso la sede indicata dalla ASL o negli altri punti di raccolta previsti dal programma di screening. |
| Analisi | Il laboratorio analizza il campione per verificare l'eventuale presenza di sangue occulto nelle feci, non visibile a occhio nudo. |
| Comunicazione dell'esito | L'esito viene comunicato al cittadino secondo le modalità previste dalla propria ASL (ad esempio tramite lettera, e-mail, telefono o Fascicolo Sanitario Elettronico). |
Chi preferisce un percorso privato può invece rivolgersi direttamente a un gastroenterologo o a un centro specializzato in gastroenterologia. In questo caso è possibile prenotare una visita gastroenterologica oppure, quando indicato, una colonscopia, senza attendere la convocazione del programma di screening regionale.
Come si fa lo screening per il sangue occulto nelle feci?
La ricerca del sangue occulto nelle feci (FIT) è un esame semplice, non invasivo e facilmente eseguibile a domicilio. Il suo scopo è rilevare l'eventuale presenza di piccole tracce di sangue non visibili a occhio nudo, che potrebbero essere associate a polipi intestinali o ad altre alterazioni del colon-retto.
Nella maggior parte dei programmi di screening è sufficiente raccogliere un solo campione di feci, utilizzando il materiale contenuto nel kit fornito dalla ASL o dalla struttura sanitaria. La procedura è generalmente la seguente:
- Raccolta delle feci su un supporto pulito, evitando che entrino in contatto con acqua o urine;
- Apertura del contenitore fornito nel kit ed estrazione dell'apposita asticella di raccolta;
- Prelievo di una piccola quantità di campione, seguendo le indicazioni riportate nel foglietto illustrativo;
- Reinserimento dell'asticella nella provetta e chiusura accurata del contenitore;
- Consegna del campione entro i tempi indicati dalla struttura sanitaria, così da garantirne la corretta conservazione e analisi.
Come prepararsi all'esame del sangue occulto?
A differenza di quanto avveniva con alcuni test utilizzati in passato, il moderno test immunochimico (FIT) non richiede particolari restrizioni alimentari né la sospensione della maggior parte dei farmaci. Nella maggior parte dei casi è quindi possibile seguire la normale alimentazione, salvo diverse indicazioni del proprio medico o della struttura che esegue lo screening. Per ottenere un risultato il più possibile affidabile è comunque consigliabile:
- Leggere attentamente le istruzioni contenute nel kit;
- Evitare di contaminare il campione con urine o acqua;
- Non eseguire il prelievo durante il ciclo mestruale o in presenza di sanguinamenti emorroidari importanti, quando possibile;
- Rispettare i tempi previsti per la consegna del campione al laboratorio.
Cosa succede se lo screening è positivo?
Un risultato positivo al test del sangue occulto nelle feci non significa necessariamente avere un tumore del colon-retto. Indica semplicemente che è stata rilevata la presenza di sangue nel campione e che sono necessari ulteriori accertamenti per individuarne la causa.
Il sanguinamento può infatti essere dovuto a diverse condizioni, non necessariamente tumorali, come polipi intestinali, emorroidi, diverticoli o altre patologie dell'apparato digerente. Per questo motivo il test positivo deve essere sempre approfondito mediante una colonscopia, esame gold standard per valutare direttamente il colon e il retto.
Chi aderisce ai programmi di screening del Servizio Sanitario Nazionale viene generalmente preso in carico dalla propria ASL, che organizza gratuitamente gli approfondimenti previsti dal percorso diagnostico.
In alternativa, alcune persone preferiscono rivolgersi a un gastroenterologo o a un centro specialistico privato, soprattutto quando desiderano eseguire la colonscopia in tempi più rapidi o ricevere una valutazione specialistica senza attendere la convocazione del programma di screening. In questi casi sarà lo specialista a definire il percorso diagnostico più appropriato sulla base dell'età, dei sintomi, della familiarità e dell'esito del test.
Quanto costa lo screening del colon-retto?
Il costo dello screening del tumore del colon-retto dipende dal percorso scelto. Le persone che rientrano nei programmi organizzati del Servizio Sanitario Nazionale possono generalmente effettuare il test del sangue occulto nelle feci gratuitamente, così come gli eventuali approfondimenti previsti dal programma, compresa la colonscopia in caso di positività.
Chi preferisce rivolgersi a una struttura privata può invece sostenere costi variabili in base agli esami eseguiti, alla struttura scelta e all'eventuale visita specialistica. Di seguito una panoramica indicativa della media dei prezzi in Italia:
| Prestazione | Costo indicativo |
| Ricerca del sangue occulto nelle feci (FIT) | 20-50 € |
| Visita gastroenterologica | 100-180 € |
| Colonscopia | 250-600 € |
| Colonscopia con sedazione profonda | 400-800 € |
| Colonscopia con biopsie o polipectomia | 500-1.000 € |
Domande frequenti
Cosa contiene il kit per lo screening del colon retto?
Il kit contiene generalmente una provetta con il dispositivo di raccolta del campione e le istruzioni per eseguire correttamente il test.
La colonscopia è un esame di screening?
Sì, ma nei programmi di screening viene utilizzata soprattutto come esame di secondo livello dopo un test del sangue occulto nelle feci positivo o nei soggetti a rischio elevato.
Quanto è attendibile lo screening del sangue occulto?
Il test immunochimico (FIT) è uno strumento affidabile per lo screening del tumore del colon-retto, ma non è infallibile. Un risultato negativo riduce il rischio, senza escluderlo completamente.
Ogni quanto fare lo screening per il tumore del colon-retto?
Nei programmi di screening italiani il test del sangue occulto nelle feci viene generalmente ripetuto ogni due anni.
Cosa non mangiare prima di fare l'esame del sangue occulto nelle feci?
Il moderno test immunochimico (FIT) non richiede particolari restrizioni alimentari. È comunque opportuno seguire le indicazioni fornite dalla struttura sanitaria.
Dove fare lo screening del colon-retto?
Lo screening può essere effettuato gratuitamente attraverso i programmi della propria ASL oppure, in alternativa, presso centri privati e specialisti in gastroenterologia.
Quanto tempo ci vuole per avere i risultati dello screening?
I risultati sono generalmente disponibili entro pochi giorni o alcune settimane, a seconda dell'organizzazione della ASL o del laboratorio che esegue l'analisi.
Lo screening può individuare un tumore in fase iniziale?
Sì. Lo screening è progettato proprio per individuare tumori del colon-retto nelle fasi iniziali, quando le possibilità di trattamento e guarigione sono generalmente più elevate.
Lo screening serve anche a trovare i polipi?
Sì. Se il test risulta positivo, la colonscopia può individuare e rimuovere polipi intestinali prima che evolvano in un tumore.
Si può fare lo screening anche senza sintomi?
Sì. Lo screening è rivolto proprio alle persone apparentemente sane e senza sintomi, con l'obiettivo di individuare eventuali alterazioni in fase precoce.
Quando raccogliere le feci per lo screening del sangue occulto?
Il campione può essere raccolto in qualsiasi momento della giornata, seguendo le istruzioni del kit e consegnandolo nei tempi indicati dalla struttura sanitaria.
Fonti e bibliografia
- Aiom.it/wp-content/uploads/2025/12/2025_NDC_web.pdf;
- Salute.gov.it/new/it/tema/tumori-e-screening/screening-il-cancro-del-colon-retto/;
- Lacolonscopia.it/tumore-colon-retto-andrea-favara.

