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Segnalato da: laRepubblica, IlGiornale, Salute33, ForumSalute.it
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Screening diabete: quali esami fare, valori e costi


Lo screening del diabete permette di individuare un’alterazione della glicemia prima che la malattia provochi sintomi evidenti. Si rivolge soprattutto agli adulti a rischio di diabete di tipo 2 e può comprendere la glicemia a digiuno, l’emoglobina glicata o, in alcuni casi, la curva glicemica.


L’età e i fattori di rischio aiutano il medico a stabilire quando iniziare i controlli e con quale frequenza ripeterli. Un valore alterato non equivale automaticamente a una diagnosi di diabete. È compito del medico valutare il risultato e, quando necessario, confermarlo con un secondo esame.


Che cos’è lo screening del diabete e a cosa serve?


Lo screening del diabete consiste nell’esecuzione di uno o più esami nelle persone che non hanno ancora ricevuto una diagnosi. L’obiettivo principale è riconoscere precocemente il diabete di tipo 2 o una condizione di prediabete, nella quale la glicemia risulta superiore alla norma ma non raggiunge ancora i valori diagnostici della malattia.


Si tratta di un controllo importante perché il diabete di tipo 2 può svilupparsi lentamente e rimanere a lungo inosservato. Nel frattempo, livelli elevati di glucosio nel sangue possono danneggiare progressivamente cuore, vasi sanguigni, reni, occhi e nervi.


Secondo i dati Istat relativi al 2025, l’istituto pubblico che produce le statistiche ufficiali italiane, nel 2025 il diabete interessa il 6,4% della popolazione, rispetto al 2,9% registrato nel 1980. L’International Diabetes Federation, organizzazione mondiale che riunisce associazioni impegnate nella lotta al diabete, stima che nel mondo ne soffrano 589 milioni di adulti tra 20 e 79 anni; circa 252 milioni di essi, pari a oltre quattro persone su dieci, non sanno di avere la malattia.


Lo screening può quindi:


  • Individuare un diabete non ancora riconosciuto;
  • Rilevare un possibile prediabete;
  • Permettere al medico di programmare ulteriori controlli;
  • Favorire interventi di prevenzione sullo stile di vita e sugli altri fattori di rischio.


screening del diabete


Chi dovrebbe sottoporsi allo screening del diabete?


Lo screening del diabete di tipo 2 è indicato soprattutto per gli adulti che hanno raggiunto una determinata età o presentano uno o più fattori di rischio, anche in assenza di sintomi.


L’American Diabetes Association (ADA), organizzazione statunitense che elabora linee guida cliniche sul diabete, raccomanda di iniziare lo screening a 35 anni per tutti gli adulti. Il medico può anticipare i controlli nelle persone con sovrappeso o obesità associate ad almeno uno dei seguenti fattori:


  • Un genitore, un fratello o una sorella con diabete;
  • Pressione alta;
  • Livelli ridotti di colesterolo HDL o trigliceridi elevati;
  • Malattie cardiovascolari;
  • Sindrome dell’ovaio policistico;
  • Scarsa attività fisica;
  • Condizioni associate a insulino-resistenza.


Un’attenzione particolare è necessaria anche per chi ha già ricevuto una diagnosi di prediabete, ha avuto il diabete gestazionale oppure assume farmaci che potrebbero causare un aumento della glicemia, come alcuni corticosteroidi o antipsicotici. Anche determinate malattie del pancreas possono richiedere controlli specifici.


Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), principale ente pubblico italiano per la ricerca e la tutela della salute, circa il 40% delle persone con diabete di tipo 2 ha almeno un parente di primo grado affetto dalla stessa malattia. La familiarità aumenta quindi il rischio, ma non significa che il diabete si svilupperà necessariamente.


Per stabilire se sia opportuno anticipare lo screening, il medico di famiglia dovrà valutare fattori come età, peso, precedenti personali e familiari. In presenza di sintomi come sete intensa, aumento della quantità di urina, perdita di peso inspiegabile o stanchezza marcata, occorre rivolgersi quanto prima al medico per un accertamento diagnostico.


Quali esami si usano per lo screening?


Lo screening del diabete di tipo 2 si basa principalmente su tre esami del sangue: glicemia plasmatica a digiuno, emoglobina glicata e curva da carico orale di glucosio. Non è sempre necessario eseguirli tutti: il medico sceglie il test più adatto in base alle caratteristiche del paziente.


EsameCosa permette di valutare
Glicemia plasmatica a digiunoMisura la quantità di glucosio presente nel sangue in un preciso momento
Emoglobina glicata (HbA1c)Stima l’andamento medio della glicemia negli ultimi 2-3 mesi
Curva glicemica (OGTT)Valuta come l’organismo gestisce il glucosio, confrontando la glicemia a digiuno con quella misurata dopo l’assunzione di 75 grammi di glucosio


La glicemia a digiuno è l’esame più semplice, economico e facilmente disponibile. Fotografa però la situazione in un singolo momento e può risentire di condizioni temporanee, come una malattia acuta o un forte stress.


L’emoglobina glicata, chiamata anche HbA1c, misura la percentuale di emoglobina alla quale si è legato il glucosio. Offre quindi una visione più ampia rispetto alla singola glicemia. In alcune condizioni, tra cui determinate forme di anemia, recenti trasfusioni o malattie che modificano la durata dei globuli rossi, il risultato può essere meno attendibile.


La curva glicemica, conosciuta anche come OGTT, richiede più tempo ma può rilevare alterazioni che non emergono con gli altri esami.


Come si svolge lo screening e come prepararsi?


Lo svolgimento dello screening dipende dal tipo di esame che viene prescritto. La glicemia a digiuno e l’emoglobina glicata richiedono un normale prelievo di sangue venoso, mentre la curva glicemica prevede più fasi e dura almeno due ore.


Per la glicemia a digiuno bisogna restare senza cibo per almeno 8 ore. È possibile bere acqua, ma occorre evitare bevande zuccherate, caffè, gomme da masticare, fumo e attività fisica prima del prelievo. L’esame viene solitamente eseguito al mattino.


L’emoglobina glicata non richiede il digiuno, pertanto può essere misurata in qualsiasi momento della giornata.


Per quanto riguarda la curva glicemica, ecco i vari passaggi:


  • Si esegue un primo prelievo a digiuno;
  • Il paziente beve una soluzione contenente 75 grammi di glucosio;
  • Dopo due ore viene effettuato un secondo prelievo.


Nei giorni precedenti al test è importante non modificare il proprio regime alimentare e, dunque, non eliminare o ridurre appositamente i carboidrati. Durante l’attesa non si può mangiare e occorre seguire le istruzioni fornite dal laboratorio.


Alcuni farmaci e condizioni temporanee, come una malattia acuta o un forte stress fisico, potrebbero alterare i valori della glicemia. Prima dell’esame è quindi opportuno comunicare al medico eventuali medicinali e integratori assunti. È importante evitare di sospendere autonomamente qualsiasi terapia.


Come leggere i risultati: valori normali, prediabete e diabete


Le soglie utilizzate per interpretare lo screening cambiano in base all’esame. I valori riportati nella tabella riguardano tutti gli adulti, ad eccezione delle donne in gravidanza.


EsameValori e significato
Glicemia a digiuno
  • Normale: inferiore a 100 mg/dl;
  • Alterata: 100-125 mg/dl;
  • Diabete: almeno 126 mg/dl
Emoglobina glicata (HbA1c)
  • Normale: inferiore al 5,7%;
  • Prediabete: 5,7-6,4%;
  • Diabete: almeno 6,5%
Curva glicemica dopo 2 ore
  • Normale: inferiore a 140 mg/dl;
  • Alterata tolleranza al glucosio: 140-199 mg/dl;
  • Diabete: almeno 200 mg/dl


La presenza di un valore superiore alla norma non basta per diagnosticare il diabete. Il medico potrebbe ripetere lo stesso esame oppure prescriverne uno differente, valutando anche eventuali condizioni o farmaci che potrebbero avere influenzato il dato.


Se gli esami confermano il prediabete, significa che la glicemia è più alta del normale ma non raggiunge ancora le soglie del diabete. Questa condizione non evolve necessariamente nella malattia, ma richiede controlli più ravvicinati e una valutazione complessiva di elementi come peso corporeo, alimentazione, attività fisica, pressione arteriosa e livelli di colesterolo e trigliceridi.


In un’intervista testuale pubblicata da Ivanhoe Broadcast News, la dottoressa Mary Vouyiouklis Kellis, endocrinologa della Cleveland Clinic, spiega quale può essere uno degli obiettivi principali nelle persone con prediabete e sovrappeso: «Con il prediabete, iniziamo sempre con un intervento sullo stile di vita. Molte persone non si rendono conto di quanto zucchero assumano con la dieta. Parlo sempre degli zuccheri raffinati presenti nelle bevande. Molti non sanno che le bibite gassate e molte altre bevande zuccherate, diverse dall'acqua, possono contenere enormi quantità di zucchero. Eliminandole, si può ottenere un miglioramento significativo della glicemia. Consigliamo anche di ridurre il consumo di zuccheri raffinati, come quelli presenti nella pasta bianca e nel riso bianco, e di assicurarsi sempre che ogni pasto contenga proteine. Questo aiuterà a migliorare le cose».


I benefici di un intervento strutturato sono stati valutati nel Diabetes Prevention Program, uno studio clinico finanziato dal National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases, istituto di ricerca sanitaria degli Stati Uniti. La ricerca coinvolse 3.234 persone ad alto rischio e confrontò un programma intensivo sullo stile di vita, l’assunzione di metformina e un placebo. Dopo circa tre anni, il programma basato su alimentazione, attività fisica e riduzione del peso aveva diminuito del 58% la probabilità di sviluppare il diabete di tipo 2 rispetto al placebo.


La testimonianza di Pat, raccolta da Diabetes UK, mostra come un risultato alterato possa trasformarsi nell’inizio di un percorso di prevenzione. Sebbene suo padre avesse il diabete di tipo 2, Pat conosceva poco la malattia. «Ho scoperto di avere il prediabete per puro caso: un esame del sangue eseguito per controllare la pressione mostrò un livello elevato di HbA1c - ricorda Pat - .Conoscere le possibili conseguenze del diabete mi ha scosso e mi ha spinto ad agire. Sono riuscito a perdere 25 kg in un anno grazie a un’alimentazione sana e all’esercizio fisico».


Quanto costa e dove fare lo screening del diabete?


Il costo dello screening dipende dagli esami prescritti e dalla struttura scelta. In regime privato, le tariffe indicative sono:


  • Glicemia a digiuno: circa 2-10 €;
  • Emoglobina glicata: circa 10-20 €;
  • Glicemia ed emoglobina glicata: generalmente 15-30 €, ai quali il laboratorio potrebbe aggiungere il costo del prelievo;
  • Pannello più completo: indicativamente 40-70 €, se comprende anche profilo lipidico, creatinina ed esame delle urine.


La curva glicemica può avere un costo superiore perché richiede la somministrazione di glucosio, più prelievi e una permanenza in laboratorio di almeno due ore.


Con il Servizio Sanitario Nazionale è possibile eseguire gli esami tramite prescrizione medica. Il costo del ticket dipende dalla Regione, dalle prestazioni richieste e dalla presenza o meno di esenzioni.


Gli esami per lo screening possono essere effettuati presso:


  • Laboratori di analisi pubblici;
  • Laboratori privati o convenzionati;
  • Ospedali e poliambulatori;
  • Centri specializzati in diabetologia.


Attraverso EccellenzaMedica.it, sito di prenotazioni mediche online, è possibile individuare strutture sanitarie d'eccellenza e specialisti disponibili in diverse città italiane e richiedere assistenza per la prenotazione di esami, check-up o visite diabetologiche.


Per un primo controllo può essere sufficiente rivolgersi al medico di famiglia, il quale valuterà quali esami prescrivere. Se i risultati sono alterati o indicano un possibile diabete, è opportuno sottoporsi a una valutazione diabetologica.


Domande frequenti


Ogni quanto bisogna fare lo screening del diabete?


Se il risultato è normale, generalmente ogni tre anni. In caso di prediabete o rischio elevato, il medico può consigliare controlli più frequenti.


Come si esegue lo screening del diabete di tipo 1 nei bambini?


Con un prelievo di sangue che ricerca specifici autoanticorpi. È indicato soprattutto nei bambini con familiarità o rischio genetico noto.


Quando si esegue lo screening del diabete gestazionale?


Generalmente tra la 24ª e la 28ª settimana di gravidanza. Nelle donne ad alto rischio, il medico può anticipare gli esami alla prima visita prenatale.


Si può avere il diabete con una glicemia a digiuno normale?


Sì. La glicemia può risultare elevata soprattutto dopo i pasti; il diabete può quindi emergere attraverso l’emoglobina glicata o la curva glicemica.


Il glucometro domestico può diagnosticare il diabete?


No. Può rilevare valori sospetti, ma la diagnosi richiede esami di laboratorio e una valutazione medica.


L’esame delle urine è sufficiente per individuare il diabete?


No. Il glucosio può essere assente nelle urine anche in presenza di diabete. Per la diagnosi servono esami del sangue.


Stress e febbre possono alterare la glicemia?


Sì. Stress, febbre e infezioni possono aumentare temporaneamente la glicemia. Il medico può consigliare di ripetere l’esame dopo la guarigione.


Il cortisone può modificare i risultati?


Sì. I corticosteroidi possono aumentare la glicemia e, in alcuni casi, provocare un diabete indotto da farmaci.


L’anemia può falsare l’emoglobina glicata?


Sì. L’anemia da carenza di ferro può aumentarla falsamente, mentre alcune anemie emolitiche possono ridurla.


È possibile avere valori discordanti tra glicemia ed emoglobina glicata?


Sì. I due esami misurano aspetti differenti e possono essere influenzati da diverse condizioni. Il medico valuterà quale test ripetere o approfondire.


Fonti e bibliografia


  • Istat.it/produzione-editoriale/salute/;
  • Idf.org/news-and-resources/news/idf-diabetes-atlas-11th-edition/;
  • Epicentro.iss.it/igea/diabete/;
  • Diabetes.org.uk/living-with-diabetes/your-stories/pat-prevention;
  • Niddk.nih.gov/about-niddk/research-areas/diabetes/diabetes-prevention-program-dpp;
  • Ivanhoe.com/interview/diabetes-lowering-the-age-for-screening-in-depth-doctors-interview/.

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