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Segnalato da: laRepubblica, IlGiornale, Salute33, ForumSalute.it
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Come prevenire il diabete? Sintomi, esami, cosa mangiare


Si può prevenire il diabete?


La risposta è sì, ma dipende dal tipo di diabete. Attualmente non esistono strategie efficaci per prevenire il diabete di tipo 1, una malattia autoimmune in cui il sistema immunitario distrugge le cellule del pancreas che producono insulina.


Diverso è il caso del diabete di tipo 2, caratterizzato da una minore sensibilità dell'organismo all'insulina (insulino-resistenza) e, nelle fasi più avanzate, anche da una diminuzione della sua produzione. Esso rappresenta oltre il 90% dei casi di diabete e che, nella maggior parte delle persone, può essere prevenuto o almeno ritardato attraverso uno stile di vita sano.


Anche il diabete gestazionale, che compare durante la gravidanza, può essere in parte prevenuto riducendo i principali fattori di rischio, pur non essendo sempre evitabile.


L'importanza della prevenzione è confermata anche dai numeri. Secondo l'ultima edizione dell'International Diabetes Federation (IDF) Diabetes Atlas, la federazione internazionale che riunisce oltre 240 associazioni nazionali sul diabete e alla quale si deve la pubblicazione del più autorevole rapporto epidemiologico mondiale sulla malattia, nel mondo convivono con il diabete circa 589 milioni di adulti, pari a 1 persona su 9, e si stima che entro il 2050 possano diventare 853 milioni.


In Italia, invece, l'Istituto Superiore della Sanità (ISS) stima che circa il 5% degli adulti tra i 18 e i 69 anni abbia ricevuto una diagnosi di diabete. La prevalenza aumenta con l'età, passando dal 2% tra gli under 50 a quasi il 9% tra i 50 e i 69 anni.


Proprio perché il diabete di tipo 2 rappresenta la forma più frequente di diabete ed è spesso influenzato da fattori modificabili, adottare strategie di prevenzione efficaci può contribuire a ridurne significativamente l'incidenza.


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Quali sono i primi sintomi del diabete?


I sintomi del diabete possono variare in base alla tipologia della malattia e, soprattutto nelle fasi iniziali, possono essere lievi o addirittura assenti.


Lo studio SHIELD (Study to Help Improve Early Evaluation and Management of Risk Factors Leading to Diabetes), pubblicato sulla rivista scientifica Diabetes Care e condotto su quasi 16.000 partecipanti, ha evidenziato che il 44% delle persone con diabete di tipo 2 e il 48% di quelle con diabete di tipo 1 non aveva manifestato nessuno dei sette sintomi classici individuati dall'American Diabetes Association (ADA) nell'anno precedente alla diagnosi.


Questo conferma come il diabete possa rimanere silente per molto tempo, rendendo fondamentali la prevenzione e gli esami periodici, soprattutto nei soggetti a rischio.


Sintomi iniziali del diabete di tipo 1


Il diabete di tipo 1 tende a manifestarsi in modo piuttosto rapido, nell'arco di pochi giorni o settimane, soprattutto nei bambini e nei giovani adulti. I sintomi più comuni sono:


  • Sete intensa (polidipsia);
  • Bisogno di urinare frequentemente (poliuria);
  • Fame eccessiva;
  • Perdita di peso involontaria;
  • Stanchezza marcata;
  • Vista offuscata;
  • Irritabilità.


La comparsa improvvisa di questi segnali richiede una valutazione medica tempestiva, poiché il diabete di tipo 1 può evolvere rapidamente verso complicanze anche gravi.


Sintomi iniziali del diabete di tipo 2


Nel diabete di tipo 2 i sintomi sono spesso più sfumati e possono svilupparsi lentamente nel corso di mesi o addirittura anni. In molti casi la malattia viene scoperta casualmente durante un normale esame del sangue. Quando presenti, i principali segnali sono:


  • Aumento della sete;
  • Minzione frequente;
  • Stanchezza persistente;
  • Vista offuscata;
  • Fame più intensa del normale;
  • Infezioni ricorrenti, soprattutto della pelle o delle vie urinarie;
  • Lenta guarigione di tagli e ferite.


Proprio perché il diabete di tipo 2 può rimanere a lungo asintomatico, le persone con fattori di rischio dovrebbero eseguire controlli periodici della glicemia anche in assenza di disturbi.


Quali sono i sintomi del diabete nei bambini?


Nei bambini il diabete è nella maggior parte dei casi di tipo 1 e tende a manifestarsi rapidamente. Oltre ai sintomi tipici osservati negli adulti, possono comparire alcuni segnali particolarmente caratteristici, tra cui:


  • Aumento improvviso della sete;
  • Bisogno frequente di urinare;
  • Ricomparsa della pipì a letto (enuresi) in bambini che avevano già acquisito il controllo della minzione;
  • Dimagrimento nonostante un buon appetito;
  • Stanchezza insolita;
  • Irritabilità o cambiamenti del comportamento;
  • Vista offuscata.


Nei bambini è importante non sottovalutare questi sintomi e rivolgersi tempestivamente al pediatra.


Quali sono i sintomi del diabete gestazionale?


Il diabete gestazionale rappresenta un'eccezione rispetto alle altre forme di diabete. Nella maggior parte dei casi, infatti, non provoca sintomi evidenti e viene diagnosticato esclusivamente attraverso gli esami previsti durante la gravidanza, generalmente tra la 24ª e la 28ª settimana.


Quando presenti, i disturbi possono essere molto lievi e comprendere una maggiore sete, un aumento della frequenza della minzione o una sensazione di stanchezza, tutti sintomi facilmente confondibili con i normali cambiamenti della gravidanza.


Tipologia di diabeteCaratteristiche dei sintomi
Diabete di tipo 1Comparsa rapida (giorni o settimane), sete intensa, poliuria, aumento della fame, perdita di peso, stanchezza, vista offuscata e irritabilità.
Diabete di tipo 2Comparsa lenta e graduale, con sintomi lievi o assenti per anni. Possono comparire sete, poliuria, stanchezza, infezioni e lenta cicatrizzazione delle ferite.
Diabete nei bambiniSete intensa, minzione frequente, enuresi notturna improvvisa, perdita di peso, stanchezza, irritabilità e cambiamenti del comportamento.
Diabete gestazionaleGeneralmente asintomatico; quando presenti, i sintomi sono aumento della sete, maggiore frequenza della minzione e stanchezza.


Chi è più a rischio di sviluppare il diabete?


Alcune persone hanno una probabilità maggiore di sviluppare il diabete rispetto ad altre. I fattori di rischio cambiano in base alla forma della malattia: nel diabete di tipo 1 prevalgono la predisposizione genetica e i meccanismi autoimmuni, mentre nel diabete di tipo 2 assumono un ruolo importante anche fattori metabolici e legati allo stile di vita. Riconoscere questi elementi permette di individuare le persone che possono beneficiare maggiormente di controlli periodici e di interventi di prevenzione.


Fattori di rischio del diabete di tipo 1


Per il diabete di tipo 1 non esistono fattori di rischio modificabili chiaramente dimostrati. I principali elementi associati a un rischio maggiore sono:


  • Presenza di un genitore, un fratello o una sorella con diabete di tipo 1;
  • Età pediatrica, adolescenziale o giovane età adulta, anche se la patologia può comparire a qualsiasi età;
  • Predisposizione genetica associata a particolari caratteristiche del sistema immunitario.


Poiché si tratta di una malattia autoimmune, attualmente non esistono strategie efficaci per impedirne la comparsa.


Fattori di rischio del diabete di tipo 2


Il diabete di tipo 2 è la forma più frequente e presenta numerosi fattori di rischio ben conosciuti. I principali sono:


  • Sovrappeso e obesità;
  • Età pari o superiore a 45 anni;
  • Familiarità per diabete di tipo 2;
  • Sedentarietà;
  • Prediabete;
  • Fegato grasso non alcolico (NAFLD);
  • Precedente diabete gestazionale;
  • Aver partorito un bambino di peso elevato alla nascita;
  • Sindrome dell'ovaio policistico (PCOS).


La presenza di uno o più di questi fattori non significa che una persona svilupperà necessariamente il diabete, ma suggerisce l'importanza di effettuare controlli regolari della glicemia e di adottare uno stile di vita sano.


Chi è più a rischio di diabete gestazionale?


Durante la gravidanza il rischio di sviluppare il diabete gestazionale aumenta soprattutto nelle donne che presentano uno o più dei seguenti fattori di rischio:


  • Precedente diabete gestazionale;
  • Sovrappeso o obesità;
  • Età superiore ai 25-35 anni;
  • Familiarità per diabete di tipo 2;
  • Sindrome dell'ovaio policistico;
  • Precedente parto di un neonato di peso superiore a circa 4 kg.


Per questo motivo, durante la gravidanza vengono raccomandati specifici controlli glicemici nelle donne considerate a maggior rischio.


Quali esami del sangue servono per la prevenzione del diabete?


L'individuazione precoce di alterazioni della glicemia permette di riconoscere condizioni come il prediabete, intervenendo prima che si sviluppi il diabete vero e proprio. Per questo motivo, nelle persone con fattori di rischio il medico può prescrivere un check-up diabetologico che consiste generalmente in semplici esami del sangue, spesso eseguibili nell'ambito dei comuni controlli di laboratorio.


Emoglobina glicata (HbA1c)


L'emoglobina glicata (HbA1c) è oggi uno degli esami più utilizzati per la prevenzione del diabete, perché misura la glicemia media degli ultimi 2-3 mesi e permette di individuare anche alterazioni persistenti che potrebbero non emergere con un singolo prelievo. In linea generale:


Valore HbA1cSignificato
<5,7%Nella norma
5,7-6,4%Prediabete
≥6,5% (da confermare)Compatibile con diabete


Glicemia a digiuno


La glicemia a digiuno misura la concentrazione di glucosio nel sangue dopo almeno 8 ore senza assumere cibo. È uno degli esami più semplici e rappresenta spesso il primo controllo richiesto dal medico.


Glicemia a digiunoSignificato
<100 mg/dLNormale
100-125 mg/dLPrediabete
≥126 mg/dL (in due occasioni)Compatibile con diabete


Curva da carico orale di glucosio (OGTT)


Quando glicemia ed emoglobina glicata non sono sufficienti oppure esiste un sospetto clinico, il medico può prescrivere la curva da carico orale di glucosio (OGTT). L'esame prevede:


  • Prelievo a digiuno;
  • Assunzione di una soluzione contenente glucosio;
  • Nuovi prelievi nelle due ore successive.


È particolarmente importante nella diagnosi del prediabete e del diabete gestazionale, oppure quando i risultati degli altri esami sono dubbi.


Altri esami


In alcune situazioni il medico può richiedere anche altri esami, come:



Questi esami non servono a diagnosticare il diabete, ma permettono di valutare la salute metabolica nel suo complesso e l'eventuale presenza di condizioni frequentemente associate al diabete di tipo 2.


Come prevenire il diabete di tipo 2?


Il diabete di tipo 2 è la forma di diabete maggiormente prevenibile. Sebbene alcuni fattori di rischio, come l'età, la familiarità o la predisposizione genetica, non possano essere modificati, numerose evidenze scientifiche dimostrano che adottare uno stile di vita sano permette di ridurre in modo significativo il rischio di sviluppare la malattia o di ritardarne la comparsa. La prevenzione non si basa su un singolo intervento, ma sulla combinazione di più abitudini salutari mantenute nel tempo.


Le principali strategie per prevenire il diabete di tipo 2


Le raccomandazioni delle principali società scientifiche internazionali concordano sull'importanza di intervenire soprattutto sui fattori di rischio modificabili. In particolare, è consigliabile:


  • Mantenere un peso corporeo adeguato. Il sovrappeso, soprattutto a livello addominale, favorisce l'insulino-resistenza e aumenta il rischio di diabete di tipo 2;
  • Praticare attività fisica con regolarità. L'esercizio migliora la sensibilità all'insulina e aiuta l'organismo a utilizzare meglio il glucosio nel sangue;
  • Seguire un'alimentazione equilibrata. Una dieta ricca di verdura, legumi, cereali integrali e povera di zuccheri aggiunti favorisce un migliore controllo della glicemia;
  • Limitare la sedentarietà. Interrompere frequentemente i lunghi periodi trascorsi seduti contribuisce a migliorare il metabolismo del glucosio;
  • Smettere di fumare. Il fumo è associato a un aumento del rischio di diabete di tipo 2 e delle sue complicanze cardiovascolari;
  • Dormire un numero adeguato di ore. Un sonno di buona qualità aiuta a mantenere un corretto equilibrio metabolico e ormonale;
  • Eseguire controlli periodici della glicemia. Nelle persone a rischio, gli esami del sangue consentono di individuare precocemente il prediabete e intervenire prima della comparsa del diabete.


Anche le evidenze scientifiche dimostrano che la prevenzione può fare realmente la differenza. Il celebre Diabetes Prevention Program (DPP), uno dei più importanti studi internazionali sul diabete, ha evidenziato che nelle persone con prediabete un programma basato su perdita di peso, alimentazione equilibrata e almeno 150 minuti di attività fisica alla settimana ha ridotto il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 del 58%, con un beneficio che ha raggiunto il 71% negli over 60. Per questo motivo, oggi la prevenzione rappresenta uno degli strumenti più efficaci per contrastare la diffusione del diabete di tipo 2.


Tra tutti gli interventi sullo stile di vita, il controllo del peso rappresenta uno dei più efficaci. Oltre al peso corporeo, è importante considerare anche la distribuzione del grasso. Il grasso viscerale, cioè quello che si accumula intorno agli organi addominali come fegato e pancreas, è strettamente associato all'insulino-resistenza e a un maggiore rischio di diabete di tipo 2. Per questo motivo, anche persone apparentemente normopeso possono presentare un rischio maggiore se tendono ad accumulare grasso soprattutto nella regione addominale.


L'American Diabetes Association (ADA), la principale organizzazione scientifica statunitense dedicata alla prevenzione, alla ricerca e all'assistenza delle persone con diabete, ha pubblicato la storia di Roger Hare, un uomo di 45 anni con diabete di tipo 2 che racconta come abbia sottovalutato per anni i segnali della malattia. Roger ricorda di aver ignorato per molto tempo valori di emoglobina glicata (HbA1c) compatibili con il prediabete, convinto che non fosse un problema serio.


Solo dopo la comparsa di sintomi come sete intensa, stanchezza e disturbi della vista decise di sottoporsi agli accertamenti, che portarono alla diagnosi di diabete. Il momento decisivo arrivò quando comprese di dover cambiare radicalmente il proprio stile di vita. Come racconta nella sua testimonianza: «Insieme alla metformina, quella stessa sera decisi di seguire una dieta rigorosamente povera di carboidrati. Alimentazione ed esercizio fisico mi hanno permesso, dopo soli tre mesi, di riportare l'HbA1c da 12,7% a 6,3%».


Cosa mangiare e cosa evitare per prevenire il diabete?


L'alimentazione rappresenta uno degli strumenti più efficaci per ridurre il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2. Non esistono singoli alimenti capaci di prevenire la malattia, ma numerosi studi dimostrano che seguire un'alimentazione equilibrata, ricca di fibre e povera di zuccheri aggiunti e alimenti ultra-processati, contribuisce a mantenere stabili i livelli di glicemia e a migliorare la sensibilità all'insulina.


Le principali linee guida internazionali raccomandano di ispirarsi al modello della dieta mediterranea, privilegiando alimenti freschi e poco raffinati.


Alimenti consigliatiAlimenti da limitare o evitare
  • Verdure di ogni tipo, soprattutto a foglia verde;
  • Frutta fresca nelle giuste porzioni;
  • Cereali integrali (pane, pasta, riso, avena, farro, orzo);
  • Legumi (lenticchie, ceci, fagioli, piselli);
  • Pesce, soprattutto quello ricco di omega-3;
  • Carni bianche magre e tofu;
  • Yogurt bianco senza zuccheri aggiunti;
  • Frutta secca e semi oleosi non salati;
  • Olio extravergine d'oliva
  • Bevande zuccherate, bibite gassate ed energy drink;
  • Dolci, merendine, caramelle e prodotti ricchi di zuccheri aggiunti;
  • Pane, pasta e riso raffinati consumati in eccesso;
  • Snack confezionati e alimenti ultra-processati;
  • Carni rosse e soprattutto carni lavorate (salumi, wurstel, bacon);
  • Fritture e alimenti ricchi di grassi saturi;
  • Yogurt zuccherati e dessert a base di latte;
  • Alcolici, soprattutto se consumati abitualmente;
  • Eccesso di sale e condimenti industriali.


Contrariamente a quanto si possa pensare, non è necessario eliminare completamente determinati alimenti per prevenire il diabete. Anche la frutta, comprese banane, uva e mango, può essere consumata, purché nelle corrette porzioni e all'interno di una dieta equilibrata. Più che il singolo alimento, ciò che fa realmente la differenza è seguire nel tempo un modello alimentare sano, variato e sostenibile.


Le fibre aiutano a controllare la glicemia


Uno degli elementi più importanti nella prevenzione del diabete è l'assunzione di fibre alimentari. Cereali integrali, legumi, frutta e verdura rallentano l'assorbimento degli zuccheri, favoriscono il senso di sazietà e contribuiscono al controllo del peso corporeo. Per questo motivo le principali linee guida consigliano di sostituire, quando possibile, i cereali raffinati con quelli integrali.


Attenzione soprattutto alle bevande zuccherate


Tra i fattori alimentari maggiormente associati allo sviluppo del diabete di tipo 2 vi è il consumo abituale di bevande zuccherate. Bibite gassate, tè freddi zuccherati, succhi di frutta industriali ed energy drink apportano grandi quantità di zuccheri semplici che determinano rapidi aumenti della glicemia e favoriscono l'aumento di peso. L'acqua rimane la bevanda da preferire nella vita quotidiana.


Domande frequenti


Come prevenire il diabete gestazionale?


Non sempre il diabete gestazionale è prevenibile, ma è possibile ridurne il rischio:


  • Mantenendo un peso adeguato prima e durante la gravidanza;
  • Seguendo un'alimentazione equilibrata ricca di verdure e cereali integrali;
  • Limitando zuccheri e cibi ricchi di grassi;
  • Praticando regolarmente attività fisica moderata, come camminare o nuotare, salvo diversa indicazione del medico.


Come prevenire il diabete nei bambini?


Per ridurre il rischio di diabete di tipo 2 nei bambini è importante favorire uno stile di vita sano fin dall'infanzia: alimentazione equilibrata, almeno 60 minuti di attività fisica al giorno, limitazione delle bevande zuccherate e del tempo trascorso davanti agli schermi. Nei bambini con sovrappeso o altri fattori di rischio, il pediatra può consigliare controlli periodici della glicemia.


È possibile prevenire il diabete di tipo 1?


No. Attualmente non esistono strategie efficaci per prevenire il diabete di tipo 1, che è una malattia autoimmune.


Ogni quanto bisogna controllare la glicemia?


Nelle persone senza fattori di rischio non è necessario controllare regolarmente la glicemia. Chi ha più di 35 anni o presenta fattori di rischio per il diabete dovrebbe eseguire controlli periodici secondo le indicazioni del medico, generalmente ogni 1-3 anni. In presenza di prediabete o diabete, la frequenza dei controlli viene stabilita in base alla terapia e alla situazione clinica individuale.


Quali valori della glicemia devono preoccupare?


Una glicemia a digiuno compresa tra 100 e 125 mg/dL indica una condizione di prediabete, mentre valori pari o superiori a 126 mg/dL, confermati in due misurazioni, sono compatibili con una diagnosi di diabete.


Lo stress può favorire il diabete?


Sì, soprattutto il diabete di tipo 2. Lo stress cronico aumenta la produzione di ormoni come cortisolo e adrenalina, che possono ridurre la sensibilità all'insulina e favorire l'aumento della glicemia. Da solo non causa il diabete, ma può contribuire al suo sviluppo, soprattutto se associato a cattive abitudini di vita come sedentarietà, alimentazione scorretta e aumento di peso.


Bere acqua aiuta a prevenire il diabete?


Bere acqua non previene direttamente il diabete, ma scegliere l'acqua al posto delle bevande zuccherate aiuta a ridurre l'apporto di zuccheri e può contribuire a diminuire il rischio di diabete di tipo 2.


Quando fare i controlli per il diabete?


In assenza di fattori di rischio, lo screening è consigliato a partire dai 35 anni. I controlli dovrebbero essere anticipati in presenza di sovrappeso, familiarità, prediabete, diabete gestazionale o altri fattori di rischio.


Il prediabete può essere reversibile?


Sì. Nelle persone con prediabete è possibile riportare la glicemia a valori normali attraverso perdita di peso (se necessaria), alimentazione sana, attività fisica regolare e altri cambiamenti dello stile di vita. Non è sempre possibile ottenere una completa regressione, ma anche piccoli miglioramenti riducono il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2.


La frutta si può mangiare per prevenire il diabete?


Sì. La frutta fresca può essere consumata anche per prevenire il diabete, preferendo il frutto intero ai succhi e rispettando le porzioni consigliate nell'ambito di un'alimentazione equilibrata.


Fonti e bibliografia


  • Iss.it/-/world-diabetes-day-2024-sorveglianza-passi-diagnosi-per-il-5-degli-adulti-l-87-dei-pazienti-e-in-trattamento;
  • Diabetesatlas.org/data-by-location/global/;
  • Researchgate.net/publication/395036635_IDF_diabetes_atlas_11th_edition_2025_global_prevalence_and_projections_for_2050;
  • Niddk.nih.gov/about-niddk/research-areas/diabetes/diabetes-prevention-program-dpp;
  • Clark NG, Fox KM, Grandy S; SHIELD Study Group. Symptoms of diabetes and their association with the risk and presence of diabetes: findings from the Study to Help Improve Early evaluation and management of risk factors Leading to Diabetes (SHIELD). Diabetes Care. 2007 Nov;30(11):2868-73. doi: 10.2337/dc07-0816. Epub 2007 Aug 21. PMID: 17712027;
  • Diabetes.org/blog/sharing-my-story-roger-hare.


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