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Segnalato da: laRepubblica, IlGiornale, Salute33, ForumSalute.it
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Laminectomia: cos’è, come si esegue e tempi di recupero


La laminectomia è un intervento chirurgico di rimozione di una o più lamine vertebrali, le porzioni ossee che formano parte dell’arco posteriore delle vertebre. Il chirurgo la esegue soprattutto per creare più spazio attorno alle strutture nervose compresse. In altri casi, questo accesso permette di raggiungere e trattare lesioni all’interno del canale vertebrale.


L’intervento può interessare la zona lombare, cervicale o dorsale. La scelta della tecnica e i tempi di recupero dipendono dalla patologia, dal numero di vertebre coinvolte e dall’eventuale associazione con altre procedure, come la stabilizzazione vertebrale.


In breve:


  • Cos’è: un intervento che rimuove una parte ossea posteriore di una o più vertebre;
  • Quando serve: soprattutto in presenza di compressione dei nervi o del midollo spinale, quando la valutazione specialistica indica la necessità di operare;
  • Come si svolge: generalmente in anestesia generale, con modalità e durata legate alla complessità del caso;
  • Come si recupera: attraverso una ripresa graduale del movimento e fisioterapia, quando indicata;
  • Quali risultati aspettarsi: i sintomi legati alla compressione nervosa potrebbero migliorare, ma il dolore alla schiena potrebbe essere legato anche ad altre cause.


Cos’è la laminectomia e quali parti della colonna può interessare


Le lamine vertebrali sono due porzioni ossee che contribuiscono a delimitare posteriormente il canale vertebrale. Al suo interno si trovano il midollo spinale e, nella parte più bassa della colonna, le radici nervose che proseguono verso gli arti inferiori.


Con la laminectomia, il chirurgo rimuove una o più lamine, senza asportare l’intera vertebra. L’estensione della rimozione dipende dalla sede e dalla patologia da trattare. L’intervento può interessare uno o più livelli della colonna.


Tipo di laminectomiaTratto della colonna interessato
LombareLa parte bassa della schiena, dove la compressione delle radici nervose può provocare dolore alle gambe e difficoltà nel cammino.
CervicaleIl collo, dove la compressione può coinvolgere il midollo spinale o le radici nervose dirette agli arti superiori.
Dorsale o toracicaLa parte centrale della schiena, in corrispondenza delle vertebre collegate alle costole.


Sigle come L4-L5 indicano la sede dell’intervento (in questo caso, il tratto compreso tra la quarta e la quinta vertebra lombare).


Il termine laminectomia decompressiva sottolinea lo scopo di liberare le strutture nervose dalla pressione. Non identifica quindi un intervento del tutto distinto dalla laminectomia, ma ne descrive una delle principali finalità.


laminectomia


Quando è indicata la laminectomia


La laminectomia può essere indicata quando una compressione dei nervi o del midollo spinale provoca sintomi importanti o un peggioramento delle funzioni neurologiche. Lo specialista valuta i disturbi, l'esito della visita ortopedica e gli esami di imaging, soprattutto la risonanza magnetica.


Secondo la Cleveland Clinic, centro medico accademico statunitense, le principali condizioni che potrebbero rendere consigliabile il ricorso all’intervento sono:


  • Stenosi vertebrale: il restringimento del canale può comprimere le strutture nervose e causare dolore, debolezza o difficoltà nel cammino;
  • Alcune ernie del disco: la rimozione di una porzione ossea può consentire al chirurgo di raggiungere e asportare il materiale discale che comprime un nervo;
  • Tumori o altre lesioni del canale vertebrale: la laminectomia può creare l’accesso necessario per trattarli;
  • Alcuni traumi o infezioni: può essere necessaria se determinano una compressione delle strutture nervose;


Nelle forme degenerative senza urgenze neurologiche, il medico considera generalmente la chirurgia quando farmaci, fisioterapia e altri trattamenti appropriati non offrono un beneficio sufficiente e i sintomi limitano la vita quotidiana.


La visita diventa invece urgente se compaiono debolezza rapidamente progressiva, difficoltà a urinare o perdita del controllo di vescica e intestino, soprattutto insieme a ridotta sensibilità nella zona genitale e perineale. Questi segnali richiedono un accesso tempestivo al pronto soccorso: l’eventuale intervento dipenderà dalla causa individuata.


Come si svolge l’intervento di laminectomia: anestesia, durata e ricovero


La laminectomia si esegue generalmente in anestesia generale, con il paziente a pancia in giù su appositi supporti. L’anestesia generale non è l’unica opzione. In un’intervista al podcast BackTable, dedicato alla formazione dei professionisti sanitari, il chirurgo della colonna vertebrale statunitense Dott. Alok Sharan spiega: «La chirurgia vertebrale da sveglio utilizza l’anestesia locale e regionale per operare la zona lombare, non il collo».


Il medico include la laminectomia lombare tra le procedure che possono essere eseguite con questo approccio. Si tratta di una possibilità da valutare con chirurgo e anestesista, considerando il tipo di intervento, le condizioni del paziente e l’esperienza dell’équipe.


Prima dell’operazione, l’équipe valuta i risultati degli esami, le condizioni di salute e i farmaci che il paziente assume, fornendo indicazioni sul digiuno e sull’eventuale modifica delle terapie farmacologiche.


Il chirurgo raggiunge la colonna attraverso un’incisione nella schiena o nella parte posteriore del collo, sposta i muscoli e rimuove le lamine. Se considerati appropriati, il medico può utilizzare un microscopio o strumenti dedicati ad accessi meno invasivi.


La durata è spesso compresa tra una e tre ore. L’operazione può richiedere più tempo se sono coinvolti diversi livelli o se è necessario eseguire altre procedure.


Differenze tra laminectomia, laminotomia, discectomia e artrodesi


La rimozione della lamina non comporta automaticamente l’asportazione di un disco o l’inserimento di viti e barre. Questi interventi rispondono a esigenze diverse.


ProceduraIn cosa consiste
LaminectomiaRimuove la lamina vertebrale per ampliare lo spazio disponibile o accedere al canale vertebrale.
LaminotomiaCrea un’apertura più limitata nella lamina, conservandone una parte.
DiscectomiaRimuove il materiale del disco responsabile della compressione nervosa.
Artrodesi vertebraleFavorisce la fusione tra vertebre per stabilizzare il segmento, spesso con l’aiuto di viti e barre.


Quanto dura il ricovero


Dopo una laminectomia isolata, il ricovero può durare uno o due giorni; in casi specifici non è da escludere la dimissione in giornata. Gli interventi più estesi o associati a stabilizzazione potrebbero comportare una degenza maggiore. Prima della dimissione, l’équipe si accerta che il paziente sia in grado di muoversi in sicurezza.


Convalescenza dopo la laminectomia: quando riprendere le attività


Dopo una laminectomia, la ripresa del movimento comincia generalmente il giorno dell’intervento o quello successivo, con l’assistenza del personale sanitario. Tornare a camminare non significa però essere già pronti per sollevare pesi, guidare o svolgere un lavoro fisicamente impegnativo.


Per la chirurgia decompressiva lombare, che comprende la laminectomia, il NHS, servizio sanitario pubblico britannico, indica un possibile ritorno al lavoro dopo circa 4–6 settimane, a seconda della mansione e previo parere positivo del medico. La ripresa di tutte le attività abituali può richiedere fino a 12 settimane. Si tratta di riferimenti orientativi, che non si applicano automaticamente agli interventi cervicali o associati ad artrodesi.


Durante la convalescenza è utile seguire alcune indicazioni:


  • Camminare poco e spesso, aumentando gradualmente la distanza in ottemperanza alle indicazioni ricevute;
  • Alternare attività e riposo, evitando di trascorrere tutta la giornata a letto o nella stessa posizione;
  • Evitare inizialmente carichi pesanti, torsioni e piegamenti ripetuti della schiena, rispettando le limitazioni stabilite dal chirurgo;
  • Riprendere la guida quando si riesce a stare seduti comodamente e a frenare in emergenza senza dolore, senza assumere medicinali che riducono l’attenzione;
  • Concordare il ritorno al lavoro, prevedendo tempi maggiori per mansioni che richiedono sforzi, sollevamento di pesi o molte ore alla guida;


Se alla laminectomia è stata associata una stabilizzazione vertebrale, il programma di recupero può prevedere tempi e restrizioni differenti, da definire prima della dimissione.


Riabilitazione dopo la laminectomia: quando serve la fisioterapia


La fisioterapia dopo la laminectomia aiuta a recuperare movimenti sicuri, forza e autonomia. Il programma dipende dalla sede dell’intervento, dalle difficoltà presenti prima dell’operazione e dall’eventuale associazione con una stabilizzazione vertebrale.


Nella fase iniziale, il fisioterapista può insegnare come alzarsi dal letto, affrontare le scale e svolgere le attività quotidiane. Successivamente, il percorso può comprendere:


  • Esercizi di mobilità, compatibili con la guarigione dei tessuti e con le indicazioni del chirurgo;
  • Rinforzo muscolare progressivo, adattato all'area operata e agli eventuali deficit;
  • Esercizi per equilibrio e cammino, se la compressione nervosa aveva compromesso queste capacità;
  • Preparazione ai gesti del lavoro o dello sport, quando il recupero permette di affrontarli in sicurezza.


Non tutti hanno bisogno dello stesso numero di sedute e non esiste una sequenza di esercizi valida per ogni laminectomia.


Quali sono i rischi e le possibili complicanze della laminectomia


La laminectomia comporta rischi che dipendono dall’estensione dell’intervento, dalla zona operata e dalle condizioni di salute del paziente. Le complicanze gravi sono poco comuni, ma il chirurgo deve illustrarle prima dell’operazione, insieme ai benefici attesi. Tra le possibili complicanze della chirurgia decompressiva lombare figurano:


  • Lesione della dura madre, la membrana che avvolge le strutture nervose, con possibile fuoriuscita di liquido cerebrospinale: può richiedere una riparazione durante l’intervento e, in alcuni casi, una nuova operazione;
  • Danni alle strutture nervose, che possono provocare alterazioni della sensibilità o della forza e, raramente, paralisi;
  • Instabilità vertebrale, quando il segmento operato perde parte della propria stabilità, rendendo potenzialmente necessario un successivo intervento;
  • Persistenza dei sintomi, perché liberare un nervo dalla compressione non garantisce il recupero completo della sua funzione né elimina tutte le possibili cause di dolore.


A questi si aggiungono i rischi generali della chirurgia, come infezioni, sanguinamento, trombosi e complicanze anestesiologiche.


Dopo la dimissione, occorre contattare l’équipe se la ferita diventa molto arrossata, calda, gonfia o presenta secrezioni, soprattutto in presenza di febbre.


Nuova debolezza degli arti, perdita di liquido chiaro dalla ferita, insensibilità nella zona genitale o difficoltà nel controllo di vescica e intestino richiedono invece una valutazione urgente in pronto soccorso.


Quali risultati può offrire la laminectomia nel tempo


La laminectomia può ridurre i sintomi provocati dalla compressione nervosa e migliorare l’autonomia, ma i risultati dipendono dalla patologia e dalle condizioni delle strutture nervose prima dell’intervento. In caso di danno presente da tempo, il recupero potrebbe completarsi solo parzialmente. Inoltre, l’operazione non arresta necessariamente il processo di degenerazione della colonna.


Una revisione sistematica con metanalisi del 2022, pubblicata sull’Asian Journal of Neurosurgery, rivista scientifica di neurochirurgia, ha raccolto 12 studi su pazienti sottoposti a laminectomia per stenosi lombare, seguiti per almeno cinque anni.


Nel complesso, gli studi hanno rilevato una diminuzione del dolore e delle limitazioni nelle attività, oltre a un miglioramento della capacità di camminare rispetto a prima dell’operazione. Il tasso complessivo di reintervento è risultato del 14% nei periodi osservati: questo dato non indica necessariamente una complicanza dell’operazione iniziale e non rappresenta un rischio identico per tutti coloro che si sottopongono a questa operazione. Gli autori hanno reputato bassa la qualità complessiva delle prove disponibili.


Anche la scelta di associare una stabilizzazione va valutata su base individuale. Uno studio italiano del 2019, condotto da ricercatori con affiliazione all’Università di Torino, ha confrontato 42 pazienti con mielopatia cervicale (sofferenza del midollo spinale nel tratto del collo): 19 trattati con sola laminectomia e 23 con laminectomia e stabilizzazione. Entrambi i gruppi hanno ottenuto dei miglioramenti. La stabilizzazione ha offerto vantaggi nell’allineamento della colonna, ma ha comportato maggiore perdita di sangue e tempi operatori più lunghi. Il campione ridotto e il carattere retrospettivo dello studio non permettono, però, di identificare quale sia la soluzione migliore per tutti.


L’Hospital for Special Surgery, ospedale specialistico di New York, racconta l’esperienza di John Burek, che conviveva con la stenosi vertebrale da circa due anni e mezzo. Il dolore alla schiena e alla parte posteriore delle cosce gli causava difficoltà anche nello svolgimento delle azioni più semplici. Un’infiltrazione gli aveva dato sollievo per meno di una settimana.


Dopo aver discusso benefici e rischi con il chirurgo Sravisht Iyer, scelse di sottoporsi a una laminectomia. A poco più di cinque settimane dall’intervento raccontava: «Dormo meglio e svolgere semplici attività senza dolore è una gioia».


La sua esperienza mostra come il beneficio possa riguardare il sonno, il movimento e l’indipendenza quotidiana. Si tratta, però, di una testimonianza individuale, che non permette di prevedere gli stessi risultati o i medesimi tempi di recupero per ogni paziente.


Domande frequenti sulla laminectomia


È normale avere dolore dopo una laminectomia?


Sì, il dolore nella zona operata è comune nelle prime settimane e dovrebbe diminuire gradualmente.


Che cos’è la sindrome post-laminectomia?


È un termine che descrive dolore persistente o ricomparso dopo un intervento alla colonna. Non significa automaticamente che l’operazione sia stata eseguita male: le cause possono essere diverse e richiedono una valutazione specialistica.


Quanto costa una laminectomia e si può fare con il SSN?


La laminectomia può essere eseguita con il SSN, quando indicata, senza costi per l’intervento e il ricovero. Nel privato occorre un preventivo personalizzato: il prezzo dipende da complessità, degenza ed eventuale stabilizzazione.


Dove prenotare una valutazione specialistica per la laminectomia?


Puoi consultare EccellenzaMedica.it, sito di prenotazioni mediche online, per individuare specialisti e strutture disponibili nelle principali città italiane e prenotare una visita ortopedica della colonna. Sarà poi lo specialista a spiegare se la laminectomia sia la procedura adatta al tuo caso.


Fonti e bibliografia


  • My.clevelandclinic.org/health/treatments/10895-laminectomy;
  • Backtable.com/shows/msk/podcasts/18/awake-spine-surgery/transcript;
  • Nhs.uk/tests-and-treatments/lumbar-decompression-surgery/;
  • Sajadi K, Azarhomayoun A, Jazayeri SB, Baigi V, Ranjbar Hameghavandi MH, Rostamkhani S, Atlasi R, Faghih Jooybari M, Ghodsi Z, Vaccaro AR, Khorasanizadeh M, Rahimi-Movaghar V. Long-Term Outcomes of Laminectomy in Lumbar Spinal Stenosis: A Systematic Review and Meta-Analysis. Asian J Neurosurg. 2022 Aug 29;17(2):141-155. doi: 10.1055/s-0042-1756421. PMID: 36120620; PMCID: PMC9473837;
  • Gargiulo G, Girardo M, Rava A, Coniglio A, Cinnella P, Massè A, Fusini F. Clinical comparison between simple laminectomy and laminectomy plus posterior instrumentation in surgical treatment of cervical myelopathy. Eur J Orthop Surg Traumatol. 2019 Jul;29(5):975-982. doi: 10.1007/s00590-019-02395-6. Epub 2019 Feb 8. PMID: 30737557;
  • Opti-prod.hss.edu/back-in-the-game/stories/2024/03/john-burek;


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