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Segnalato da: laRepubblica, IlGiornale, Salute33, ForumSalute.it
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Specialisti in ortopedia del ginocchio: quale professionista consultare?


Quando il ginocchio fa male, non è sempre facile capire a quale medico rivolgersi. L’ortopedico rappresenta spesso il primo riferimento ma esistono vari specialisti in ortopedia del ginocchio con competenze differenti. Un trauma sportivo, una lesione della cartilagine, l’artrosi e i problemi legati a una protesi potrebbero essere valutati da uno specifico professionista o da più specialisti in collaborazione tra loro.


In breve


  • L’ortopedico diagnostica e tratta le principali patologie del ginocchio;
  • Le competenze da ricercare cambiano in base al problema e all’età del paziente;
  • Consultare un chirurgo del ginocchio non significa necessariamente doversi operare;
  • Fisiatra, reumatologo, medico dello sport e fisioterapista svolgono funzioni differenti;
  • I casi complessi possono essere gestiti da un’équipe multidisciplinare;
  • È possibile richiedere una visita anche se non si conosce già la diagnosi.


Gli specialisti del ginocchio sono tutti ortopedici?


No. L’ortopedico è il principale medico specialista per le patologie e i traumi del ginocchio ma nel percorso di cura possono intervenire anche professionisti con una formazione diversa.


Il Ministero dell’Università e della Ricerca, l’ente che disciplina la formazione universitaria italiana, riconosce la scuola di specializzazione in Ortopedia e Traumatologia. Non esiste, invece, una specializzazione medica autonoma nell'ambito dell'ortopedia del ginocchio.


L’espressione specialista del ginocchio indica generalmente un ortopedico che ha concentrato una parte rilevante della propria attività clinica su questa articolazione. Può aver maturato competenze specifiche nella cura di:


  • Lesioni del menisco e dei legamenti;
  • Danni della cartilagine;
  • Artrosi del ginocchio;
  • Deformità degli arti inferiori;
  • Impianto o revisione delle protesi.


Anche il chirurgo del ginocchio è normalmente un ortopedico. Questa definizione sottolinea la sua attività chirurgica ma non identifica un titolo di specializzazione distinto.


Fisiatra, reumatologo e medico dello sport sono invece medici con specializzazioni differenti. Il fisioterapista, invece, non è un medico bensì un professionista sanitario della riabilitazione. Queste figure possono affiancare l’ortopedico oppure diventare il riferimento principale in alcune fasi del percorso terapeutico.


specialisti ortopedia del ginocchio


Trauma sportivo, artrosi, cartilagine o protesi: quali competenze servono?


La competenza più adatta dipende dal problema, dall’età del paziente, dalle attività che desidera riprendere e dagli eventuali interventi già eseguiti. Due persone con dolore al ginocchio potrebbero pertanto aver bisogno di specialisti dalle competenze differenti.


Problema o obiettivoCompetenza ortopedica da ricercare
Distorsione sportiva, instabilità o sospetta lesione di menisco e legamentiTraumatologia sportiva del ginocchio e chirurgia artroscopica o ricostruttiva
Lesione circoscritta della cartilagine in una persona giovane o attivaConservazione dell'articolazione e trattamento dei difetti cartilaginei
Artrosi iniziale o moderataTrattamenti conservativi, infiltrativi e valutazione della meccanica del ginocchio
Artrosi avanzata con forte limitazione delle attività quotidianeChirurgia protesica primaria del ginocchio
Dolore, instabilità o usura di una protesi già impiantataChirurgia di revisione protesica e gestione delle possibili complicanze


Una lesione focale della cartilagine non coincide necessariamente con l’artrosi. Nel primo caso il danno può interessare una zona circoscritta di un ginocchio ancora in buone condizioni. L’artrosi comporta invece una degenerazione più estesa dell’articolazione. Per questo motivo, a seconda dell'entità del danno, cambiano sia gli obiettivi del trattamento sia le competenze richieste.


Quando entrano in gioco fisiatra, reumatologo, medico dello sport e fisioterapista?


Non tutti i problemi del ginocchio richiedono esclusivamente l’intervento dell’ortopedico. Altri professionisti possono occuparsi di aspetti specifici della diagnosi, della terapia conservativa o del recupero funzionale.


  • Il fisiatra è un medico specializzato in Medicina fisica e riabilitativa. Valuta in che modo dolore e limitazioni incidono sul movimento e sulle attività quotidiane. Può definire un progetto riabilitativo e coordinarlo quando il recupero è complesso, ad esempio dopo un intervento, un trauma importante o un lungo periodo di immobilità;
  • Il reumatologo interviene quando il dolore potrebbe dipendere da una malattia infiammatoria o autoimmune, come l’artrite reumatoide. Il suo consulto può essere indicato in presenza di gonfiore persistente, rigidità mattutina prolungata o disturbi che coinvolgono più articolazioni;
  • Il medico dello sport valuta il rapporto tra sintomi, attività fisica e capacità di praticare esercizio in sicurezza. Può contribuire alla gestione degli infortuni e alla programmazione del ritorno allo sport, anche insieme all’ortopedico e al fisioterapista;
  • Il fisioterapista si occupa del trattamento riabilitativo. Lavora su mobilità, forza, equilibrio, controllo del movimento e recupero delle attività. Non è un medico e il suo ruolo non sostituisce la valutazione specialistica quando occorre stabilire la causa del problema.


In sintesi, l’ortopedico valuta la struttura del ginocchio, il fisiatra organizza il recupero funzionale, il reumatologo tratta le possibili cause infiammatorie, il medico dello sport collega la cura all’esercizio e il fisioterapista realizza il programma riabilitativo. In molti casi queste competenze si integrano anziché escludersi.


Quando consultare un chirurgo del ginocchio?


Consultare un chirurgo del ginocchio è utile quando occorre stabilire se un problema possa beneficiare di un intervento. La visita chirurgica serve però anche a escludere o rinviare l’operazione, indicando eventuali alternative conservative. Una valutazione può essere particolarmente indicata in presenza di:


  • Instabilità, cedimenti o blocchi articolari dopo un trauma;
  • Lesioni di menisco, legamenti o tendini che limitano movimento e attività;
  • Dolore persistente nonostante fisioterapia e altri trattamenti appropriati;
  • Artrosi che rende difficili azioni quotidiane come camminare, fare la spesa o salire le scale;
  • Problemi comparsi dopo un precedente intervento;
  • Dolore, instabilità o sospetto malfunzionamento di una protesi;
  • Necessità di una seconda opinione prima di accettare un’operazione.


La decisione non dovrebbe basarsi soltanto sul referto di una radiografia o di una risonanza magnetica. Il chirurgo confronta le immagini con i sintomi, la stabilità del ginocchio, la capacità di movimento e l’impatto del disturbo sulla vita della persona.


In un’intervista pubblicata dalla SUNY Upstate Medical University, università medica pubblica dello Stato di New York, il chirurgo ortopedico statunitense Dott. Robert Sherman afferma che «La chirurgia è sempre l'ultima risorsa. Purtroppo, la chirurgia comporta sempre dei rischi e, naturalmente, richiede un periodo di recupero. Quindi non ci affrettiamo a ricorrere alla chirurgia e non la raccomando mai come trattamento di prima linea, se non in casi molto, molto rari.».


Come collaborano gli specialisti nei casi complessi e durante la riabilitazione?


Nei casi complessi, il percorso non passa semplicemente da uno specialista all’altro. I professionisti devono condividere diagnosi, obiettivi, limiti da rispettare e progressi raggiunti.


Fase del percorsoProfessionisti e compiti principali
Inquadramento inizialeL'ortopedico analizza il ginocchio e, se necessario, prescrive esami strumentali di approfondimento 
Scelta del trattamentoL'ortopedico, eventualmente insieme ad altri specialisti e al paziente, confronta alternative, benefici e rischi
Preparazione all'interventoChirurgo, anestesista e fisioterapista possono lavorare in sinergia su sicurezza, informazioni ed esercizi preparatori
RiabilitazioneIl fisioterapista guida il recupero; ortopedico e fisiatra monitorano guarigione, limitazioni e andamento clinico
Ritorno allo sportOrtopedico, medico dello sport e fisioterapista valutano insieme stabilità, forza e capacità funzionali


NHS England, il servizio sanitario pubblico inglese, raccomanda percorsi muscolo-scheletrici capaci di indirizzare ogni persona verso il professionista giusto, nel momento e nel luogo appropriati. La condivisione delle informazioni diventa particolarmente importante quando la diagnosi è incerta.


Una revisione sistematica pubblicata su BMJ Open ha esaminato 19 pubblicazioni relative a 17 studi sui percorsi assistenziali per adulti con dolore al ginocchio o all’anca. Gli autori hanno rilevato che questi percorsi non sono sempre lineari e hanno suggerito di integrare le competenze dei diversi professionisti. La qualità degli studi disponibili era però bassa: la revisione, pur sostenendo il valore del coordinamento, non permette di stabilire quale modello organizzativo sia migliore in assoluto.


Una testimonianza pubblicata dalla Mayo Clinic racconta il percorso di Jake Kranz, giovane giocatore di football americano. Durante una partita, un infortunio gli provocò la rottura di tre legamenti e di due tendini, oltre a una frattura parziale del femore. La lesione era tanto grave da mettere a rischio il recupero della funzionalità della gamba.


Dopo una prima proposta che prevedeva diversi interventi separati, la famiglia chiese un altro parere. Due chirurghi ortopedici collaborarono per ricostruire i legamenti e riparare i tendini durante un’operazione durata circa sette ore. La gamba rimase immobilizzata con un tutore per le prime tre settimane. Jake iniziò quindi gli esercizi per recuperare il movimento e, dopo tre mesi, passò al lavoro su forza ed equilibrio. Un fisioterapista della sua città lo seguì secondo le indicazioni dell’équipe chirurgica. La riabilitazione proseguì complessivamente per circa un anno e mezzo.


Al termine del percorso, Jake descrisse così il proprio recupero: «A volte, la gamba operata mi sembra più forte di quella sana. Indosso un tutore quando gioco a basket e pratico altri sport a livello amatoriale».


La sua esperienza mostra come una lesione complessa possa richiedere una collaborazione tra vari specialisti dello stesso ambito medico o di ambito differente, una riabilitazione abbastanza lunga e un ritorno graduale alle attività.


Come richiedere una visita con lo specialista del ginocchio più adatto?


Non è necessario conoscere già la diagnosi o il nome esatto della competenza ortopedica da cercare. Per indirizzare correttamente la richiesta è però utile fornire alcune informazioni essenziali:


  • Età del paziente;
  • Sintomo principale e ginocchio interessato;
  • Presenza di un trauma recente;
  • Attività quotidiane o sportive diventate difficoltose;
  • Diagnosi già ricevute e trattamenti eseguiti;
  • Eventuali interventi precedenti o protesi;
  • Esami e immagini diagnostiche disponibili;
  • Città o provincia in cui si desidera effettuare la visita.


Attraverso il sito di prenotazioni mediche online EccellenzaMedica.it, è possibile richiedere supporto per individuare uno specialista o un centro di ortopedia del ginocchio con competenze coerenti rispetto al problema segnalato.


Al momento della visita è consigliabile portare con sé non soltanto i referti, ma anche le immagini di radiografie, risonanze magnetiche o TAC, insieme alla documentazione degli eventuali interventi già eseguiti. Lo specialista potrà così valutare il quadro completo e indicare i passaggi successivi.


Domande frequenti


Uno specialista in protesi può valutare anche una lesione del menisco?


Sì. È un ortopedico e può eseguire una prima valutazione del menisco. Per una lesione isolata o complessa, soprattutto in uno sportivo, potrebbe però essere più indicato un collega con esperienza specifica in traumatologia sportiva e chirurgia artroscopica.


Chi deve valutare una protesi del ginocchio che continua a provocare dolore?


È consigliabile rivolgersi a un ortopedico esperto in chirurgia di revisione protesica. Lo specialista deve verificare possibili cause come mobilizzazione dell’impianto, infezione, instabilità o problemi di allineamento. Un ginocchio protesizzato molto gonfio, caldo e associato a febbre richiede una valutazione tempestiva.


Per un adolescente serve uno specialista del ginocchio pediatrico?


Non sempre. È particolarmente indicato quando il ragazzo è ancora in crescita oppure presenta deformità, patologie congenite o lesioni complesse. Per un trauma sportivo può essere adatto anche un ortopedico del ginocchio esperto nel trattamento di pazienti con scheletro non ancora maturo.


Il medico dello sport visita anche persone che non praticano attività agonistica?


Sì. Il medico dello sport segue anche pazienti che praticano esercizio a livello amatoriale o desiderano iniziare un’attività fisica. Può valutare condizioni di salute, carichi di allenamento e modalità sicure per riprendere lo sport.


Il fisioterapista può prescrivere esami diagnostici per il ginocchio?


No. Il fisioterapista può eseguire una valutazione funzionale e suggerire un approfondimento, ma la prescrizione di radiografie, risonanze magnetiche o altri esami spetta al medico. Il suo ambito professionale è definito dal D.M. 741/1994.


Chi stabilisce quando è possibile tornare a correre o praticare sport?


La decisione viene generalmente condivisa da ortopedico, medico dello sport e fisioterapista. Non dipende soltanto dal tempo trascorso: devono essere valutati guarigione, dolore, mobilità, forza, stabilità e capacità di eseguire gesti specifici.


Si può prenotare lo specialista giusto senza conoscere già la diagnosi?


Sì. È sufficiente descrivere età, sintomi, eventuale trauma, interventi precedenti e attività diventate difficili. Queste informazioni permettono di indirizzare la richiesta, mentre la diagnosi verrà formulata o confermata durante la visita.


Quanto costa una visita con uno specialista del ginocchio?


In ambito privato, il costo di una visita ortopedica si colloca indicativamente tra 70 e 200 euro. La tariffa varia in base a città, struttura ed esperienza dello specialista.


Fonti e bibliografia


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  • Upstate.edu/informed/2026/012626-sherman-expert-knee-pain.php;
  • England.nhs.uk/long-read/msk-orthopaedic-approach-to-referral-optimisation/;
  • Button, Kate et al. “Musculoskeletal care pathways for adults with hip and knee pain referred for specialist opinion: a systematic review.” BMJ open vol. 9,9 e027874. 4 Sep. 2019, doi:10.1136/bmjopen-2018-027874;,
  • Newsnetwork.mayoclinic.org/discussion/back-to-normal-after-potentially-disabling-knee-injury/;
  • Gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.codiceRedazionale=095G0003&atto.dataPubblicazioneGazzetta=1995-01-09&elenco30giorni=false.

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