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L’ortopedia della mano è l’area dell’ortopedia dedicata alla prevenzione, alla diagnosi e al trattamento delle patologie e dei traumi che coinvolgono:

È consigliabile rivolgersi a uno specialista quando dolore, rigidità o alterazioni della sensibilità persistono, ritornano frequentemente oppure limitano le normali attività. La visita è indicata anche quando i disturbi compaiono dopo un trauma e non migliorano come previsto. I principali segnali da non trascurare sono:
Non è necessario attendere che la mano diventi inutilizzabile. Una valutazione precoce aiuta a riconoscere la causa del problema e a evitare che le condizioni si aggravino in termini di perdita di movimento, sensibilità o forza.
Il rischio di sottovalutazione dei sintomi emerge anche da uno studio qualitativo pubblicato su Health Expectations, rivista scientifica internazionale. I ricercatori hanno intervistato 21 persone con artrosi della mano e hanno osservato che molti partecipanti consideravano dolore e limitazioni come normali conseguenze dell’età. Una donna di 68 anni ha raccontato: «Anche se le mani mi fanno male, non mi considero malata».
Lo specialista di riferimento è generalmente l’ortopedico della mano, cioè un medico ortopedico con esperienza specifica nelle patologie della mano, delle dita e del polso. Può valutare problemi articolari, ossei, tendinei, legamentosi e nervosi e suggerire trattamenti conservativi o chirurgici. La chirurgia della mano è una disciplina trasversale che può accogliere sia medici provenienti dall’ortopedia sia chirurghi plastici e ricostruttivi. In base alla causa del disturbo possono essere coinvolti anche altri professionisti:
Il medico di base può effettuare una prima valutazione e indirizzare il paziente verso lo specialista più adatto. Se il problema interessa in modo evidente mano o polso, rivolgersi direttamente a un ortopedico specializzato in questo distretto potrebbe consentire di accelerare il percorso diagnostico.
L’ortopedia della mano tratta patologie degenerative, infiammatorie, traumatiche e neurologiche. Può occuparsi anche di deformità congenite o acquisite che compromettono la mobilità e la funzione della mano. Tra le condizioni più frequenti rientrano:
| Patologia o lesione | Caratteristiche principali |
| Sindrome del tunnel carpale | Compressione del nervo mediano che causa formicolio, intorpidimento e debolezza |
| Rizoartrosi | Artrosi dell’articolazione alla base del pollice |
| Dito a scatto | Difficoltà a piegare o distendere un dito, talvolta accompagnata da blocco |
| Malattia di De Quervain | Infiammazione dei tendini sul lato del polso vicino al pollice |
| Malattia di Dupuytren | Ispessimento della fascia del palmo con progressiva flessione delle dita |
| Cisti e gangli | Formazioni generalmente benigne localizzate vicino ad articolazioni o tendini |
| Fratture e lussazioni | Lesioni traumatiche delle ossa o delle articolazioni di mano, dita e polso |
| Lesioni tendinee e legamentose | Danni che possono ridurre movimento, stabilità e forza |
| Compressioni o lesioni nervose | Disturbi della sensibilità e della funzione muscolare |
| Deformità congenite | Alterazioni della mano o delle dita presenti dalla nascita |
L’ortopedico della mano può valutare, inoltre, condizioni come artrosi delle dita, instabilità del polso, infezioni, esiti di vecchi traumi e tumori benigni dell’osso o dei tessuti molli.
L’impatto globale delle patologie degenerative, anche a carico della mano, è destinato in futuro ad aumentare. Un’analisi del Global Burden of Disease Study 2021, pubblicata su The Lancet Rheumatology, ha stimato che nel 2020 circa 595 milioni di persone nel mondo convivessero con una forma di artrosi. Lo stesso studio prevede che, rispetto al 2020, i casi di artrosi della mano potrebbero aumentare del 48,6% entro il 2050.
La diagnosi parte dalla visita ortopedica della mano. Il medico ricostruisce l’origine dei sintomi, valuta eventuali traumi e considera attività lavorative, sportive e patologie già presenti. Durante l’esame clinico, l'ortopedico controlla:
Quando necessario, lo specialista prescrive uno o più esami di approfondimento.
| Esame | Cosa consente di valutare |
| Radiografia | Fratture, artrosi, deformità e allineamento delle ossa |
| Ecografia | Tendini, cisti, tessuti superficiali e alcune alterazioni dei nervi; consente anche una valutazione durante il movimento |
| Risonanza magnetica | Legamenti, cartilagine, tendini, tessuti molli e lesioni non visibili alla radiografia |
| TC | Fratture complesse e dettagli delle strutture ossee, anche in vista di un intervento |
| Elettromiografia ed elettroneurografia | Funzionamento dei nervi periferici ed eventuali compressioni |
| Esami del sangue | Possibili malattie infiammatorie, infettive o sistemiche |
Non tutti i pazienti devono eseguire gli stessi accertamenti. Gli esami vengono scelti dal medico considerando i sintomi e la struttura potenzialmente coinvolta.
L’ortopedia della mano prevede trattamenti conservativi e chirurgici. La scelta dipende dalla patologia, dalla gravità dei sintomi e dalle attività che il paziente desidera svolgere nuovamente. I trattamenti non chirurgici possono comprendere:
Il Dott. Jeffrey G. Stepan, chirurgo ortopedico della mano e dell’arto superiore presso la University of Chicago Medicine, chiarisce: «Quando i trattamenti non chirurgici non riducono il dolore o migliorano la mobilità, si possono valutare le opzioni chirurgiche». In presenza di fratture instabili, lesioni dei tendini, danni ai nervi o traumi complessi, l’intervento può invece rappresentare la prima opzione. Ecco alcune delle più frequenti procedure di chirurgia della mano:
Dopo un trauma, un periodo di immobilizzazione o un intervento, la riabilitazione può completare il percorso di cura. L'obiettivo è recuperare il movimento e la funzione della mano senza compromettere la guarigione dei tessuti.
Per scegliere un centro di ortopedia della mano è utile considerare:
Il consulto può essere prenotato presso un ospedale pubblico, un centro privato o uno studio specialistico. In alternativa, è possibile utilizzare un portale di prenotazioni mediche online come EccellenzaMedica.it, che aiuta a individuare nelle principali città italiane lo specialista o la struttura più adatta.
Il giorno dell’appuntamento è consigliabile portare referti, immagini diagnostiche, elenco dei farmaci assunti e documentazione relativa a precedenti trattamenti o interventi. In caso di trauma grave, perdita di sensibilità, ferita profonda o deformità evidente, occorre rivolgersi a un pronto soccorso.
Sì. La compressione o l’irritazione di un nervo cervicale può provocare dolore, formicolio o debolezza che dal collo raggiungono il braccio e la mano.
No. Può dipendere anche dalla compressione di altri nervi, da problemi cervicali, neuropatie o disturbi della circolazione. La distribuzione del formicolio aiuta il medico a individuarne l’origine.
La rizoartrosi colpisce l’articolazione alla base del pollice e provoca soprattutto dolore durante la presa. Il tunnel carpale comprime il nervo mediano e causa prevalentemente formicolio, intorpidimento e debolezza.
Il dito a scatto può bloccare un dito durante il movimento e produrre un caratteristico scatto. La sindrome di De Quervain provoca invece dolore sul lato del pollice, in corrispondenza del polso.
Sì. Alcune fratture, soprattutto se composte, permettono ancora di muovere la mano o le dita. La possibilità di movimento non esclude quindi una frattura.
Non è dimostrato che ne siano cause dirette. Un utilizzo prolungato con il polso in posizione scorretta può però aumentare lo stress sulla mano, aggravare disturbi già presenti o provocare altri dolori da sovraccarico.
Un tutore commerciale può essere utilizzato per un periodo breve in presenza di disturbi lievi. Se i sintomi seguono un trauma, persistono o comprendono formicolio e debolezza, è meglio chiedere consiglio a un medico, il quale suggerirà modello, posizione e durata corretti.
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