- Quali sono i centri specializzati nella chirurgia del piede in Italia?
- Quali dati possono aiutare a confrontare i centri?
- Come scegliere un chirurgo ortopedico specializzato nel piede?
- Come valutare le tecniche chirurgiche proposte dal centro?
- Quale assistenza deve offrire il centro prima e dopo l’intervento?
- Quando cercare un centro per casi complessi o per un secondo intervento?
- Domande frequenti
La chirurgia del piede comprende diversi interventi utili per il trattamento di deformità, lesioni e patologie che possono causare dolore e limitare il cammino. Per scegliere dove operarsi, è importante individuare un centro con esperienza nel proprio problema e un’équipe che organizzi anche i controlli e il recupero dopo l’intervento.
In questa guida presentiamo alcuni centri italiani specializzati nella chirurgia del piede e della caviglia e i criteri utili per valutarli. Le strutture citate non costituiscono una graduatoria: la scelta dipende dalla diagnosi, dall’intervento necessario e dalle esigenze di ogni paziente.
In breve:
- Centri specializzati: in Italia diverse strutture dispongono di équipe dedicate alla chirurgia del piede e della caviglia;
- Dati disponibili: i volumi di attività descrivono quanti interventi vengono eseguiti ma non certificano la qualità dei risultati;
- Esperienza del chirurgo: conta la pratica nello specifico intervento proposto e nel trattamento di casi simili al proprio;
- Tecniche chirurgiche: la scelta della procedura deve rispondere al problema da trattare e alle condizioni del paziente;
- Assistenza e recupero: prima di operarsi, è utile sapere chi seguirà medicazioni, controlli e riabilitazione;
- Casi complessi: recidive ed esiti di precedenti operazioni possono richiedere competenze ricostruttive specifiche.
Quali sono i centri specializzati nella chirurgia del piede in Italia?
In Italia, diversi ospedali e cliniche dispongono di équipe dedicate alla chirurgia del piede e della caviglia. Per orientarsi, è utile verificare quali patologie tratta ciascuna struttura: l’esperienza nella correzione dell’alluce valgo, ad esempio, non coincide necessariamente con quella richiesta per una ricostruzione complessa o una protesi di caviglia.
La tabella mostra alcune strutture con attività specialistica sul piede documentata attraverso i rispettivi siti ufficiali. L’elenco non è esaustivo e non rappresenta una classifica.
| Centro | Attività documentate in piede e caviglia |
| Istituto Ortopedico Rizzoli – Bologna | L’istituto di ricovero e cura a carattere scientifico documenta attività sulle deformità dell’avampiede, come alluce valgo e dita a martello, e ambulatori dedicati alla caviglia, alla chirurgia protesica e alle gravi deformità. |
| IRCCS Ospedale Galeazzi–Sant’Ambrogio – area milanese | L’ospedale del Gruppo San Donato dispone di un’unità dedicata alla chirurgia del piede e della caviglia, con attività sulle deformità e sulle patologie articolari, comprese artrodesi e protesi di caviglia. |
| Policlinico Abano – Abano Terme, Padova | Nella struttura è presente un reparto dedicato alle patologie traumatiche e degenerative del piede e della caviglia, con attività anche sul piede piatto pediatrico e sulla chirurgia protesica di caviglia. |
| Clinica San Francesco – Verona | La clinica veronese dispone di un’équipe dedicata alla chirurgia del piede, con interventi per piede piatto, alluce valgo, dita a martello, alluce rigido e artrodesi. |
| Ospedale Israelitico – Roma | L’ospedale eroga servizi di chirurgia del piede rivolti al recupero della funzionalità compromessa da patologie o traumi. |
| Clinica Ruesch – Napoli | Nella clinica si effettuano operazioni per neuroma di Morton, alluce valgo, piede piatto, lesioni del tendine di Achille e patologie della caviglia, comprese artroscopia e artrodesi. |

Come scegliere un chirurgo ortopedico specializzato nel piede?
Per scegliere un chirurgo ortopedico specializzato nel piede, è utile verificare la sua esperienza nel trattamento del problema diagnosticato. La correzione dell’alluce valgo, la chirurgia del piede piatto e il trattamento di una recidiva richiedono valutazioni e competenze differenti. Durante la visita ortopedica, lo specialista dovrebbe spiegare perché propone l’intervento, quali alternative esistono e quali miglioramenti sono realistici. Le domande più utili sono:
- Quale problema causa il dolore o la difficoltà nel cammino?
- Esistono trattamenti non chirurgici potenzialmente utili?
- Qual è la sua esperienza con l’intervento proposto e con casi simili al mio?
- Quali benefici posso aspettarmi e quali disturbi potrebbero persistere?
- Quali rischi presenta l’operazione nel mio caso?
La chiarezza sugli obiettivi merita particolare attenzione. Uno studio pubblicato nel Journal of Foot and Ankle Surgery, rivista scientifica dedicata alla chirurgia del piede e della caviglia, ha raccolto le aspettative di 20 pazienti in attesa di un intervento per alluce valgo. Dolore e limitazioni nelle attività erano i principali motivi che avevano indotto alla scelta chirurgica; le aspettative sui tempi di recupero variavano molto.
Gli autori hanno evidenziato l’importanza di dare al paziente istruzioni complete e una spiegazione realistica del percorso postoperatorio. Si tratta di un piccolo studio qualitativo, utile per comprendere le esigenze dei pazienti, non per misurare l’efficacia dell’intervento.
La scelta dovrebbe quindi considerare sia l’esperienza specifica sia la qualità del colloquio: il paziente deve essere consapevole del trattamento proposto e poter discutere col medico le proprie priorità, come ad esempio camminare con meno dolore, lavorare o riprendere un’attività sportiva.
Come valutare le tecniche chirurgiche proposte dal centro?
Nella chirurgia del piede, la tecnica chirurgica va scelta in base alla patologia e alla correzione necessaria. La disponibilità di una procedura mininvasiva è un’informazione utile, ma non sufficiente per stabilire se un centro sia adatto al proprio caso. Le principali modalità di intervento sono:
- Chirurgia aperta: il chirurgo accede alla zona da trattare attraverso un’incisione che permette di esporre direttamente le strutture coinvolte;
- Chirurgia percutanea: lo specialista utilizza piccole incisioni e strumenti dedicati per eseguire determinate correzioni, anche ossee, spesso con il controllo delle immagini radiologiche;
- Chirurgia artroscopica: il medico si avvale di una piccola telecamera e di strumenti introdotti attraverso accessi ridotti per il trattamento di specifici problemi articolari.
Quale assistenza deve offrire il centro prima e dopo l’intervento?
Un centro di chirurgia del piede dovrebbe organizzare un percorso che comprende valutazione preoperatoria, dimissioni e visite di controllo postoperatorie. Prima dell’operazione, il paziente deve sapere come prepararsi, quali limitazioni affrontare e a chi dovrà rivolgersi, qualora ne avesse bisogno, durante il recupero.
| Fase del percorso | Cosa dovrebbe offrire il centro |
| Preparazione all’intervento | Valutazione delle condizioni di salute, indicazioni sui farmaci e istruzioni per organizzare il rientro a casa. |
| Dimissione | Informazioni scritte su medicazioni, terapia da seguire, uso di stampelle o calzature postoperatorie e possibilità di appoggiare il piede. |
| Controlli | Calendario delle visite e recapito del servizio da contattare in caso di problemi. |
| Recupero funzionale | Indicazioni sugli esercizi e sull’eventuale fisioterapia, con obiettivi adeguati al tipo di intervento eseguito. |
Se il centro si trova lontano da casa, occorre inoltre concordare quali controlli debbono essere effettuati in struttura e quali attività possono essere seguite da professionisti sul territorio, in coordinamento con il chirurgo.
Rispetto all'importanza di una corretta comunicazione tra medico, struttura e paziente, sono interessanti le dichiarazioni del Dott. Scott J. Ellis, chirurgo ortopedico specializzato nel piede presso l’Hospital for Special Surgery di New York, ospedale dedicato alle patologie muscoloscheletriche. In occasione della presentazione di uno studio sulla ricostruzione del piede piatto dell’adulto, Ellis ha ribadito la necessità di fornire ai pazienti «aspettative e tempi realistici per il ritorno alle attività sportive».
Molto interessante, sempre rispetto al tema della chiarezza delle informazioni, è la storia di David Hutchings, pubblicata dall’Hospital for Special Surgery (HSS). David, appassionato di automobilismo amatoriale, racconta di aver convissuto con il piede piatto per circa dieci anni e ricorda che, a causa di questa condizione, non era più in grado di azionare i pedali con forza e precisione.
David effettuò una visita con la chirurga Elizabeth A. Cody e, a tal proposito, ricorda: «Fu molto chiara sul recupero e sulle possibili limitazioni future». Nel febbraio del 2024 si sottopose alla ricostruzione del piede, ad agosto dello stesso anno tornò nell'auto da corsa e successivamente prese parte alla sua prima gara dopo l’operazione.
Questo racconto evidenzia l’importanza di condividere con lo specialista le proprie aspettative ed esigenze e di ricevere spiegazioni chiare ed obiettive. Si tratta, ovviamente, di un’esperienza individuale pubblicata dalla struttura che lo ha curato: i tempi indicati non rappresentano, pertanto, una previsione per altri pazienti.
Quando cercare un centro per casi complessi o per un secondo intervento?
In presenza di una deformità importante del piede, una recidiva o un problema dopo una precedente operazione potrebbe essere opportuno avvalersi del parere di un’équipe esperta in chirurgia ricostruttiva e di revisione. In questi casi, lo specialista deve individuare la causa del disturbo prima di proporre un nuovo trattamento. Un approfondimento può essere utile quando:
- La deformità ricompare dopo una precedente correzione;
- Il dolore persiste o peggiora oltre il decorso previsto;
- L’osso non consolida secondo i piani prestabiliti o guarisce in una posizione non adeguata;
- Più articolazioni o tendini contribuiscono al problema;
- Precedenti traumi o interventi hanno modificato significativamente l’anatomia del piede.
Nel caso di una revisione, è fondamentale che il paziente comprenda se e in che modo la precedente operazione può influire sulle possibilità di trattamento.
Domande frequenti
Gli interventi al piede si possono effettuare con il Servizio Sanitario Nazionale?
Sì, quando esiste un’indicazione clinica e la struttura eroga lo specifico intervento in regime SSN. Occorre verificare questa possibilità anche nelle cliniche private accreditate. Il percorso prevede una valutazione specialistica e, se l’operazione è indicata, l’inserimento nella lista di attesa.
Quanto costa operarsi al piede in una struttura privata?
Il prezzo dipende dalla procedura, dalla complessità del caso e dai servizi inclusi. Orientativamente, la chirurgia percutanea dell’alluce valgo costa circa 2.500-4.500 euro mentre l'artrodesi del piede circa 3.500-7.000 euro. Si tratta di valori indicativi, non validi per ogni centro: per ottenere una risposta precisa è necessario richiedere un preventivo in forma scritta e verificare se nel prezzo siano compresi anestesia, materiali, ricovero e controlli.
Come conoscere i tempi di attesa per l’intervento?
Bisogna rivolgersi alla segreteria del reparto o al servizio che gestisce le liste di ricovero. I tempi dipendono dalla priorità clinica assegnata e dalla disponibilità della struttura.
È possibile scegliere un centro fuori dalla propria regione?
Sì, è possibile rivolgersi a una struttura situata in un’altra regione. Prima di prenotare, conviene verificare le modalità di accesso, il regime della prestazione e gli eventuali adempimenti richiesti.
Quali documenti portare alla prima visita specialistica?
È utile portare:
- Documento d’identità, tessera sanitaria ed eventuale impegnativa;
- Referti e immagini degli esami già eseguiti;
- Elenco dei farmaci assunti e delle allergie note;
- Relazioni di precedenti visite;
- Lettere di dimissione e verbali operatori, se il piede è già stato operato.
Come cercare un centro per la chirurgia del piede su EccellenzaMedica?
Puoi consultare EccellenzaMedica.it, sito di prenotazioni mediche online, e dare un'occhiata agli specialisti e ai centri di ortopedia accreditati nelle principali città italiane nonché alle prestazioni disponibili oppure contattare l’assistenza tramite i canali indicati sul sito.
Fonti e bibliografia
- Albright RH, Arp J, Bhatt Z, Weil L Jr, Longacre M, Fleischer AE. Patient expectations in hallux valgus surgery: A qualitative analysis. J Foot Ankle Surg. 2025 Mar-Apr;64(2):120-125. doi: 10.1053/j.jfas.2024.10.005. Epub 2024 Nov 17. PMID: 39561851; PMCID: PMC11925686;
- News.hss.edu/hss-study-offers-timelines-for-return-to-activity-after-major-foot-surgery/;
- Hss.edu/back-in-the-game/stories/2025/02/david-hutchings.

