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Segnalato da: laRepubblica, IlGiornale, Salute33, ForumSalute.it
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Intervento per il neuroma di Morton: procedura, complicanze, convalescenza e riabilitazione


Il neuroma di Morton è un ispessimento di un nervo sensitivo dell’avampiede, più spesso situato tra il terzo e il quarto dito. Può provocare dolore, bruciore e formicolio, soprattutto quando si cammina o si indossano scarpe strette.


L’intervento chirurgico può essere indicato quando le cure conservative non aiutano a controllare i sintomi e il dolore limita le attività quotidiane. Il chirurgo può asportare il tratto di nervo interessato oppure, in casi specifici, liberarlo dalla compressione.


In breve:


  • Quando operare: la decisione dipende dai sintomi, dalla loro intensità e da come il paziente risponde alle cure conservative;
  • Preparazione: la visita specialistica e gli eventuali esami servono a confermare l’origine del dolore e a scegliere la procedura più adatta;
  • Durata e anestesia: l’asportazione richiede spesso circa 30 minuti e può essere eseguita con anestesia locale o locoregionale;
  • Risultati e conseguenze: l’operazione può alleviare il dolore; l’asportazione del nervo comporta una perdita di sensibilità in una parte delle dita interessate;
  • Recupero: è necessario rispettare le indicazioni del chirurgo per quanto riguarda scarpa postoperatoria, ripresa della camminata e ritorno alle attività.


Quando è necessario operare il neuroma di Morton?


L’intervento per il neuroma di Morton si prende in considerazione quando il dolore, al netto delle cure conservative, persiste e chi ne è affetto fa fatica a camminare, lavorare o svolgere altre attività quotidiane. La sola presenza di un neuroma non comporta automaticamente la necessità di operarsi. Prima di proporre la chirurgia, lo specialista può indicare:


  • Calzature più ampie, con spazio sufficiente per le dita e tacchi bassi, per ridurre la compressione sull’avampiede;
  • Plantari o supporti metatarsali, per distribuire meglio il carico e alleviare la pressione sul nervo;
  • Infiltrazioni di corticosteroide, eventualmente sotto guida ecografica, per cercare di ridurre i sintomi.


La chirurgia può diventare un’opzione quando questi trattamenti non offrono un sollievo sufficiente o il beneficio dura poco. Il medico valuta anche le esigenze del paziente: un dolore che impedisce di stare in piedi durante il lavoro può avere un impatto diverso da un fastidio occasionale.


intervento per il neuroma di Morton


Come prepararsi all’intervento?


La preparazione all’intervento per il neuroma di Morton parte dalla conferma della diagnosi. Lo specialista, nel corso della visita ortopedica, esamina il piede, valuta il punto in cui compare il dolore e si accerta che i sintomi corrispondano al nervo interessato.


L’ecografia può aiutare a individuare il neuroma. In caso di sintomi atipici o dubbi diagnostici, il medico può richiedere una risonanza magnetica o altri accertamenti per escludere differenti cause di dolore.


Una volta programmata l’operazione, è utile:


  • Sottoporre al chirurgo ortopedico del piede referti ed esami precedenti, insieme all’elenco dei trattamenti già effettuati;
  • Segnalare farmaci, integratori, allergie e altre patologie, soprattutto durante la valutazione anestesiologica. È sconsigliato sospendere autonomamente le terapie;
  • Seguire le istruzioni della struttura sul digiuno e sull’assunzione dei farmaci il giorno dell’intervento;
  • Organizzare il rientro a casa, prevedendo la presenza di un accompagnatore.


Prima dell’operazione, il chirurgo illustra la tecnica chirurgica che intende utilizzare, i benefici attesi e le possibili conseguenze. È questo il momento migliore per comprendere quali ausili procurarsi e come gestire i primi giorni a casa dopo l'intervento.


Come si svolge l’intervento per il neuroma di Morton?


Le principali opzioni sono l’asportazione del tratto di nervo interessato, chiamata neurectomia, e la decompressione, che mira a liberare il nervo senza rimuoverlo.


ProceduraCaratteristiche
NeurectomiaIl chirurgo asporta il tratto di nervo ispessito insieme al neuroma.
Decompressione o neurolisi chirurgicaIl chirurgo libera il nervo dalle strutture che lo comprimono, intervenendo sul legamento intermetatarsale.


Nella neurectomia, il chirurgo pratica generalmente una piccola incisione sul dorso del piede, identifica il nervo e rimuove la porzione interessata. In alcuni casi può utilizzare un accesso dalla pianta del piede. Al termine dell'intervento, il medico chiude la ferita con punti di sutura e applica una medicazione.


La decompressione può essere eseguita anche con una tecnica endoscopica, che permette di osservare la zona attraverso un piccolo sistema ottico. Nell’intervista pubblicata da La Vanguardia, quotidiano spagnolo, il Dott. Eduard Rabat, chirurgo ortopedico specializzato nel piede e nella caviglia, descrive così questa procedura: «Introduciamo un sistema ottico e liberiamo il nervo dalle strutture che lo comprimono. In questo modo si crea spazio e si riduce l'infiammazione del nervo».


Lo specialista riferisce un’efficacia fino al 90% nei casi correttamente selezionati, ma chiarisce che non tutti i neuromi possono essere trattati con questa tecnica.


Decompressione e asportazione non sono quindi procedure intercambiabili: il chirurgo valuta l'approccio migliore per ogni singolo caso, descrivendo pro e contro.


Quanto dura l’operazione e quale anestesia si utilizza?


L’asportazione del neuroma di Morton richiede spesso circa 30 minuti, ma la durata può variare in base alla tecnica utilizzata e alla complessità del caso. L’intervento può essere eseguito con:


  • Anestesia locale o locoregionale: la zona da operare viene resa insensibile attraverso iniezioni effettuate vicino ai nervi del piede o della gamba. Il paziente può restare sveglio; in alcuni casi, all'anestesia locale si associa una sedazione;
  • Anestesia generale: il paziente dorme per l'intera durata della procedura.


L’anestesista concorda con il paziente la soluzione più opportuna dopo averne valutato le condizioni generali di salute. L’operazione si svolge frequentemente in day surgery, con rientro a casa nella stessa giornata, dopo che l’équipe ha verificato che sussistano le condizioni per una dimissione sicura.


Quali risultati può offrire la chirurgia?


La chirurgia per il neuroma di Morton può ridurre il dolore e agevolare camminata e attività quotidiane. Il miglioramento, però, non coincide sempre con la completa scomparsa dei sintomi.


Una revisione sistematica con metanalisi pubblicata nel 2021 su Acta Neurochirurgica, rivista scientifica di neurochirurgia, ha analizzato 35 studi su 2.998 pazienti trattati con infiltrazioni, neurolisi o neurectomia. Gli autori hanno rilevato una completa scomparsa del dolore nel:


  • 74% dei pazienti dopo neurectomia;
  • 68% dei pazienti dopo neurolisi.


Queste percentuali riuniscono risultati di studi diversi: non dimostrano che una tecnica sia superiore all’altra né consentono di prevedere l’esito del singolo intervento. Anche chi continua a presentare qualche sintomo potrebbe comunque ottenere dei significativi miglioramenti.


Un dato interessante proviene da uno studio dell’Università di Bologna e dell’Istituto Ortopedico Rizzoli, centro specialistico ortopedico e di ricerca. Pubblicato nel 2004 su Foot & Ankle International, rivista dedicata al piede e alla caviglia, ha valutato 60 pazienti sottoposti ad asportazione, per un totale di 63 piedi operati. I risultati furono giudicati buoni o eccellenti nel 78% dei piedi. È un dato storico che misura l’esito clinico complessivo, mentre nella metanalisi precedente il focus era sulla completa scomparsa del dolore.


Quali sono le conseguenze e le possibili complicanze?


A seguito di una neurectomia, una parte delle dita interessate perde sensibilità perché il chirurgo ha rimosso un tratto di nervo sensitivo. Questa insensibilità è una conseguenza prevista dell’asportazione, può essere permanente e non indica il fallimento dell'intervento. È importante, dunque, distinguere questa conseguenza dalle possibili complicanze post-operatorie che comprendono:


  • Infezione o difficoltà di guarigione della ferita;
  • Cicatrice dolorosa o sensibile, soprattutto quando si trova in una zona sottoposta a pressione durante la camminata;
  • Dolore persistente, che non si risolve come previsto dopo l’operazione;
  • Neuroma del moncone, ispessimento doloroso che può svilupparsi all’estremità del nervo reciso;
  • Sindrome dolorosa regionale complessa, complicanza poco frequente che può provocare dolore prolungato, gonfiore e rigidità.


Se il dolore persiste o ricompare, è necessaria una nuova valutazione. Il medico verifica la guarigione, l’eventuale coinvolgimento del moncone nervoso e la presenza di altre cause di dolore nell’avampiede.


In presenza di sintomi come dolore in aumento, arrossamento che si estende, secrezioni dalla ferita o febbre è necessario mettersi quanto prima in contatto con l’équipe che ha eseguito l’intervento.


Decorso post-operatorio: come si svolgono la convalescenza e la riabilitazione?


Il recupero dopo l’intervento per il neuroma di Morton prevede una graduale ripresa del carico sul piede e delle attività. Le indicazioni cambiano in base alla procedura chirurgica, alla sede dell’incisione e alla guarigione della ferita: riuscire ad appoggiare il piede non vuol dire poter camminare sin da subito senza limitazioni.


Quando si può camminare e cosa fare nei primi giorni?


In alcuni casi è possibile camminare fin dall’inizio per brevi spostamenti, con una calzatura protettiva e appoggiando prevalentemente il tallone. Il chirurgo stabilisce quanto carico consentire e se utilizzare le stampelle. Nei primi giorni è utile:


  • Limitare gli spostamenti secondo le indicazioni ricevute;
  • Tenere il piede sollevato durante il riposo, per contenere il gonfiore;
  • Proteggere la medicazione, mantenendola asciutta;
  • Assumere gli antidolorifici prescritti;
  • Partecipare alle visite di controllo prestabilite.


Quale scarpa utilizzare dopo l’intervento?


La scarpa postoperatoria protegge il piede e permette di camminare secondo il carico autorizzato. Sarà il chirurgo a specificare quale modello utilizzare e per quanto tempo.


Per il ritorno alle calzature abituali, il North Tees and Hartlepool NHS Foundation Trust indica orientativamente 4–6 settimane dopo l’asportazione. L'ente ospedaliero pubblico britannico consiglia di indossare scarpe ampie, basse e regolabili, che accolgano il piede ancora gonfio senza comprimere la ferita. Questo intervallo può variare in caso di percorsi chirurgici differenti.


Quando riprendere lavoro, guida e sport?


I tempi dipendono dalle esigenze dell’attività e dalle condizioni del piede.


AttivitàIndicazioni per la ripresa
Lavoro sedentarioIn alcuni percorsi, dopo circa 2-3 settimane, se gli spostamenti e la posizione del piede lo consentono.
Lavoro manuale o in piediPuò richiedere fino a circa 2 mesi.
GuidaQuando è possibile usare i pedali ed effettuare una frenata d’emergenza senza dolore o limitazioni, con il consenso dell’équipe.
SportRipresa progressiva autorizzata dal chirurgo; il ritorno a molte attività può richiedere circa 3 mesi.


La fisioterapia non sempre è necessaria. Se rigidità, difficoltà nella camminata o limitazioni funzionali persistono, il medico potrebbe prescrivere un percorso mirato. Gli esercizi vanno eseguiti rispettando la guarigione della ferita e il carico consentito. Il gonfiore può durare alcuni mesi anche dopo la ripresa delle attività: il ritorno al lavoro o alle scarpe abituali non coincide necessariamente con il recupero completo.


Intervento per il neuroma di Morton: recensioni


Le recensioni sull’intervento per il neuroma di Morton si focalizzano su vari elementi e restituiscono livelli di soddisfazione differenti: dal ritorno allo sport a un recupero graduale, fino a un miglioramento accompagnato da disturbi residui. Le seguenti testimonianze rappresentano, in ogni caso, esperienze individuali che non permettono di prevedere se lo stesso risultato si verificherà in altri pazienti.


Katharine: il ritorno all’alpinismo dopo la neurectomia


Katharine Petronis, appassionata di escursionismo, corsa e sci, racconta che il dolore era arrivato a impedirle persino di scendere dal letto senza soffrire. Dopo due anni di tentativi non chirurgici, nel marzo 2019 si sottopose a una neurectomia con il chirurgo Andrew Elliott.


Nella testimonianza pubblicata dall’Hospital for Special Surgery, ospedale specialistico ortopedico di New York, descrive il ritorno all’alpinismo: «Sono riuscita a raggiungere la vetta che avevo programmato prima della comparsa del neuroma di Morton, il Cotopaxi».


Natascha: un recupero progressivo prima di tornare a correre


Natascha Starr, allenatrice di corsa, descrive sul sito Starr Performance Run Coaching il proprio intervento di asportazione, eseguito nel 2022, e il percorso successivo. A due settimane dall’operazione non riusciva ancora a camminare normalmente senza avvertire dolore. Seguì una riabilitazione personalizzata, utilizzò una stampella fino a circa cinque settimane e riprese brevi intervalli di corsa alternata alla camminata intorno alle otto settimane.


Nell’aggiornamento del novembre 2024 racconta di aver completato la Maratona di Londra e un’ultramaratona di 75 km: «Ho concluso entrambe senza alcun dolore al piede operato».


Antonina: miglioramento, ma con qualche dolore residuo


Un’esperienza meno risolutiva compare su Mayo Clinic Connect, community online della Mayo Clinic. Nel settembre 2025, Antonina racconta di essere stata operata al piede sinistro nel 2021. Considera l’intervento utile, al netto di qualche disturbo residuo: «Occasionalmente avverto ancora delle fitte di dolore. […] Nel complesso, l’intervento mi ha aiutata».


Domande frequenti


Quanto costa un intervento per il neuroma di Morton?


Il costo in regime privato varia secondo la struttura, la tecnica chirurgica e le prestazioni incluse. Per conoscere la spesa effettiva serve un preventivo personalizzato, che specifichi onorari dell’équipe, anestesia, sala operatoria, eventuali esami e controlli successivi. Se si dispone di un’assicurazione o di un fondo sanitario, occorre verificare separatamente copertura, franchigie e spese a proprio carico.


A quale specialista rivolgersi e dove prenotare una valutazione?


Lo specialista di riferimento per valutare l’intervento è un ortopedico esperto nella chirurgia del piede e della caviglia. È utile scegliere un professionista che tratti abitualmente il neuroma di Morton e possa illustrare le diverse opzioni. Sul sito di prenotazioni mediche online EccellenzaMedica.it è possibile richiedere una visita con ortopedici del piede presso centri selezionati nelle principali città italiane.


Radiofrequenza e alcolizzazione sono equivalenti alla chirurgia?


No, prevedono meccanismi diversi dall’asportazione e dalla decompressione chirurgica. La radiofrequenza ablativa utilizza una sonda introdotta attraverso la pelle per applicare calore al nervo e ridurre la trasmissione del dolore. L'alcolizzazione prevede infiltrazioni di alcol che danneggiano chimicamente il tessuto nervoso. Queste procedure non rimuovono il neuroma né liberano meccanicamente il nervo. Possono offrire sollievo, ma non vanno presentate come equivalenti alla chirurgia in termini di risultati e durata del beneficio. 


Si possono operare insieme il neuroma di Morton e l’alluce valgo?


Sì, in determinati casi è possibile, a condizione che entrambe le condizioni richiedano un trattamento chirurgico. La sola presenza dell’alluce valgo non rende necessaria una seconda procedura.


Fonti e bibliografia


  • Lavanguardia.com/vida/salud/20221121/8611900/neuroma-morton-que-debemos-brl.html;
  • Lu VM, Puffer RC, Everson MC, Gilder HE, Burks SS, Spinner RJ. Treating Morton's neuroma by injection, neurolysis, or neurectomy: a systematic review and meta-analysis of pain and satisfaction outcomes. Acta Neurochir (Wien). 2021 Feb;163(2):531-543. doi: 10.1007/s00701-020-04241-9. Epub 2020 Feb 13. PMID: 32056015;
  • Giannini S, Bacchini P, Ceccarelli F, Vannini F. Interdigital neuroma: clinical examination and histopathologic results in 63 cases treated with excision. Foot Ankle Int. 2004 Feb;25(2):79-84. doi: 10.1177/107110070402500208. PMID: 14992707;
  • Nth.nhs.uk/resources/surgery-to-remove-a-mortons-neuroma/;
  • Connect.mayoclinic.org/discussion/morton-neuroma-surgery-and-still-dealing-with-foot-and-nerve-pain/?pg=1#comment-1404600;
  • Starrperformancecoaching.com/blog/mortons-neuroma-surgery-recovery;
  • Hss.edu/back-in-the-game/stories/2020/02/katharine-petronis.


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