- Cosa sono le infiltrazioni alla spalla?
- Quali sono le principali tipologie di infiltrazioni alla spalla?
- Come si fanno le infiltrazioni alla spalla?
- Quali sono i vantaggi delle infiltrazioni alla spalla?
- Quali sono le controindicazioni e i possibili effetti collaterali?
- Qual è il costo delle infiltrazioni alla spalla?
- Dove fare le infiltrazioni alla spalla?
- Domande Frequenti
Cosa sono le infiltrazioni alla spalla?
Le infiltrazioni alla spalla sono procedure ambulatoriali che consistono nell’introduzione, mediante un ago, di una sostanza all’interno di un’articolazione o nei tessuti che la circondano. Possono avere:
- Finalità terapeutica, per alleviare i sintomi;
- Finalità diagnostica, per aiutare a individuare la struttura da cui proviene il dolore.
L’infiltrazione alla spalla non coincide necessariamente con un’iniezione effettuata dentro l’articolazione. La spalla è formata da più articolazioni, tendini, borse e altri tessuti: il punto in cui viene introdotta la sostanza deve quindi essere scelto in base alla patologia diagnosticata al paziente.
| Possibile sede dell'infiltrazione | Quando può essere presa in considerazione |
| Articolazione gleno-omerale | Artrosi, capsulite adesiva e altre patologie intra-articolari |
| Spazio o borsa subacromiale | Borsite, conflitto subacromiale e alcuni disturbi della cuffia dei rotatori |
| Articolazione acromion-claveare | Artrosi o infiammazione localizzata nella parte superiore della spalla |
| Guaina del capo lungo del bicipite | Tenosinovite o dolore riconducibile al tendine del bicipite |
Il ruolo delle infiltrazioni all’interno di un percorso terapeutico personalizzato è stato evidenziato anche dal Dr. Mike H. Baums, primario del Dipartimento di Ortopedia, Traumatologia e Traumatologia sportiva del St. Elisabeth Hospital di Dorsten, in Germania, e chirurgo certificato della spalla e del gomito.
Intervistato nel 2025 dal Leading Medicine Guide, portale internazionale dedicato all’informazione sanitaria e alla presentazione di medici e centri specialistici, Baums ha spiegato: «L’approccio terapeutico dipende dalla patologia sottostante e le misure conservative hanno sempre la priorità. In presenza di condizioni infiammatorie, come la borsite, può essere eseguita, come trattamento complementare, un’infiltrazione mirata sotto l’acromion, generalmente con cortisone o un farmaco antinfiammatorio».

Quali sono le principali tipologie di infiltrazioni alla spalla?
Le principali infiltrazioni alla spalla sono quelle con cortisone, acido ialuronico e plasma ricco di piastrine (PRP). Possono essere utilizzati anche anestetici locali, generalmente associati al cortisone o con finalità diagnostiche. Queste sostanze agiscono in modo diverso e non sono intercambiabili.
| Tipologia di infiltrazione | A cosa serve |
| Cortisone | Ridurre rapidamente dolore e infiammazione in caso di capsulite adesiva, borsite e alcuni disturbi della cuffia dei rotatori |
| Acido ialuronico | Migliorare le proprietà del liquido articolare e controllare i sintomi, soprattutto nell'artrosi gleno-omerale |
| PRP | Utilizzare un concentrato di piastrine del paziente per il trattamento di alcune lesioni o tendinopatie |
| Anestetico locale | Procurare un sollievo temporaneo e aiutare a identificare la struttura da cui proviene il dolore, spesso in associazione al cortisone |
Infiltrazioni di cortisone alla spalla
Le infiltrazioni di cortisone utilizzano un corticosteroide, cioè un farmaco con una potente azione antinfiammatoria. La sostanza può essere introdotta nell’articolazione gleno-omerale, nella borsa subacromiale o in un’altra sede, a seconda della causa del dolore. Possono essere prese in considerazione soprattutto in presenza di condizioni come:
- Capsulite adesiva o spalla congelata;
- Borsite subacromiale;
- Dolore subacromiale;
- Alcune tendinopatie della cuffia dei rotatori;
- Riacutizzazioni dolorose associate all’artrosi.
Il cortisone può alleviare dolore e infiammazione, ma non ripara un tendine lesionato e non ricostruisce la cartilagine. Le linee guida dell’American Academy of Orthopaedic Surgeons indicano che una singola infiltrazione, eventualmente associata a un anestetico locale, può migliorare nel breve periodo dolore e funzionalità nei pazienti con disturbi della cuffia dei rotatori. Invitano invece alla cautela con le infiltrazioni ripetute, soprattutto qualora dovesse emergere la necessità di un intervento di riparazione tendinea.
Infiltrazioni di acido ialuronico alla spalla
L’acido ialuronico è una sostanza presente naturalmente nel liquido sinoviale. Le infiltrazioni, conosciute anche come viscosupplementazione, mirano a migliorare la lubrificazione dell’articolazione e a ridurre dolore e rigidità. Vengono utilizzate principalmente nei pazienti con artrosi gleno-omerale.
Le evidenze, però, non sono concordi. Le linee guida AAOS sull’artrosi della spalla concludono che l’acido ialuronico non offre un beneficio clinico dimostrato. Una metanalisi successiva, basata su 15 studi randomizzati e 1.023 pazienti, ha invece rilevato un possibile miglioramento del dolore, pur sottolineando l’assenza di dati chiari sulla formulazione, sul numero di infiltrazioni e sull’intervallo più efficace. Una revisione sistematica pubblicata nel 2025, che ha considerato 13 studi e 1.125 pazienti con artrosi gleno-omerale, ha descritto benefici modesti dell’acido ialuronico e risultati ancora eterogenei.
Difficile, pertanto, anche individuare quello che potrebbe essere il migliore acido ialuronico per la spalla. I prodotti possono differire per peso molecolare, concentrazione e protocollo di somministrazione, ma ad oggi non ci sono prove sufficienti per indicare una formulazione universalmente superiore.
Infiltrazioni di PRP alla spalla
Il PRP viene preparato prelevando una piccola quantità di sangue del paziente e concentrandone le piastrine mediante centrifugazione. Il preparato ottenuto viene poi infiltrato nella zona da trattare. Le piastrine rilasciano sostanze coinvolte nei processi biologici di riparazione, ma ciò non significa che il PRP sia in grado di rigenerare con certezza un tendine lesionato.
Nell'ambito della spalla, i suoi potenziali benefici sono stati analizzati soprattutto nelle tendinopatie e nelle lesioni della cuffia dei rotatori. Le linee guida AAOS del 2025 non ne sostengono l’impiego routinario, a causa di risultati ancora inconcludenti.
Sulla stessa lunghezza d'onda anche ul Centro Nazionale Sangue italiano, il quale assegna al PRP per le lesioni della cuffia dei rotatori un grado di raccomandazione 2B: si tratta di una raccomandazione debole, con un rapporto tra benefici e rischi ancora incerto e con la possibilità che altri trattamenti siano più adatti in alcuni pazienti.
Meglio cortisone, acido ialuronico o PRP?
Non esiste l’infiltrazione migliore in assoluto. In linea generale:
- Il cortisone viene utilizzato soprattutto quando l’obiettivo è controllare rapidamente dolore e infiammazione;
- L’acido ialuronico può essere valutato principalmente nell’artrosi, tenendo conto delle evidenze ancora discordanti;
- Il PRP può essere proposto in casi specifici, ma non è attualmente raccomandato come trattamento di routine delle patologie della cuffia.
La scelta deve basarsi sulla diagnosi, sulla sede del dolore, sulle condizioni generali del paziente, sulle terapie già provate e sull’eventuale previsione di un intervento chirurgico. In alcuni casi, l'ortopedico potrebbe anche suggerire di non eseguire alcuna infiltrazione e privilegiare fisioterapia, esercizio terapeutico o altri trattamenti sia conservativi che chirurgici.
Come si fanno le infiltrazioni alla spalla?
Le infiltrazioni alla spalla vengono eseguite generalmente in ambulatorio e richiedono pochi minuti. Prima della procedura, il medico valuta la diagnosi, individua la struttura da trattare e sceglie la sostanza da utilizzare. È importante segnalare eventuali allergie, infezioni, diabete e terapie con anticoagulanti e lo è altrettanto non sospendere autonomamente alcun farmaco.
La procedura si svolge in genere attraverso i seguenti passaggi:
- Il paziente viene posizionato seduto o disteso, a seconda della sede da raggiungere;
- La zona della spalla viene disinfettata;
- Il medico introduce un ago sottile nell’articolazione o nel tessuto interessato;
- Viene somministrata la sostanza scelta, eventualmente associata a un anestetico locale;
- L’ago viene rimosso e il punto di ingresso coperto con un piccolo cerotto.
Durante l’iniezione si può avvertire un breve fastidio, una sensazione di pressione o bruciore.
L’infiltrazione può essere effettuata attraverso due tecniche principali:
- Mediante reperi anatomici. Il medico localizza il punto di ingresso durante la visita ortopedica, mediante la palpazione e i riferimenti anatomici della spalla;
- Con procedura ecoguidata. Il medico osserva in tempo reale il percorso dell’ago e la struttura da trattare tramite un apparecchio ecografico.
Cosa s’intende per infiltrazione ecoguidata alla spalla?
Nell’infiltrazione ecoguidata il medico appoggia sulla spalla una sonda ricoperta di gel e controlla su un monitor il movimento dell’ago. In questo modo può raggiungere con maggiore precisione l’articolazione, la borsa o la guaina tendinea interessata, evitando per quanto possibile tendini, nervi e vasi sanguigni.
L’ecografia consente di visualizzare in tempo reale articolazioni e tessuti molli e non utilizza radiazioni ionizzanti. Può essere particolarmente utile quando la struttura da raggiungere è profonda, di piccole dimensioni o difficilmente individuabile con la sola palpazione.
Una revisione sistematica pubblicata nel 2025 ha rilevato, per le infiltrazioni gleno-omerali, una precisione compresa tra il 63 e il 100% con l’ecoguida, rispetto al 40-76,2% delle procedure basate esclusivamente sui reperi anatomici. Nei tre studi randomizzati analizzati, però, la maggiore precisione non si è tradotta in risultati significativamente superiori in termini di diminuzione del dolore e di miglioramento di mobilità e funzionalità.
L’ecoguida aumenta quindi la probabilità di collocare correttamente l’ago, ma non garantisce da sola una maggiore efficacia clinica: il risultato dipende anche dalla diagnosi, dalla sostanza utilizzata e dal successivo percorso riabilitativo.
Dopo la procedura il paziente può essere tenuto brevemente in osservazione. In caso di utilizzo di un anestetico locale, il sollievo può essere immediato ma temporaneo. In genere viene consigliato di non sovraccaricare la spalla nelle prime 24 ore e di seguire le indicazioni specifiche ricevute dal medico.
Quali sono i vantaggi delle infiltrazioni alla spalla?
Le infiltrazioni alla spalla possono offrire un sollievo mirato dal dolore e favorire il recupero della funzionalità senza ricorrere immediatamente a trattamenti più invasivi. I benefici dipendono però dalla patologia, dalla sostanza utilizzata e dalla risposta individuale del paziente. I principali vantaggi possono comprendere:
- Azione localizzata: la sostanza viene somministrata direttamente nell’articolazione o nei tessuti interessati;
- Diminuzione del dolore e dell’infiammazione: soprattutto le infiltrazioni di cortisone possono controllare temporaneamente i sintomi delle patologie infiammatorie;
- Miglioramento della mobilità: la diminuzione del dolore può permettere di muovere più agevolmente la spalla e svolgere le normali attività quotidiane;
- Maggiore partecipazione alla fisioterapia: il sollievo può creare una “finestra terapeutica” nella quale eseguire con minore difficoltà esercizi di mobilità e rinforzo;
- Procedura ambulatoriale e poco invasiva: l’infiltrazione dura generalmente pochi minuti e non richiede ricovero;
- Possibile utilità diagnostica: la risposta temporanea a un anestetico locale può aiutare il medico a individuare la struttura da cui proviene il dolore.
Quali sono le controindicazioni e i possibili effetti collaterali?
Le infiltrazioni alla spalla sono generalmente ben tollerate, ma non sono adatte a tutti. I rischi dipendono dalla sostanza utilizzata, dalla sede trattata, dalle condizioni del paziente e dal numero di procedure eseguite. L’infiltrazione deve essere evitata o valutata con particolare cautela in presenza di:
- Infezione attiva, febbre o infezione della pelle nella zona in cui dovrebbe essere introdotto l’ago;
- Allergia nota al farmaco, all’anestetico locale o agli altri componenti del preparato;
- Diabete non controllato, perché il cortisone può aumentare temporaneamente la glicemia;
- Disturbi della coagulazione o terapie anticoagulanti, che possono aumentare il rischio di sanguinamento ed ematomi;
- Ipertensione, glaucoma o immunodepressione, condizioni che richiedono una valutazione individuale;
- Gravidanza, allattamento o vaccinazioni recenti, situazioni che devono essere segnalate al medico;
- Precedenti infiltrazioni ravvicinate nella stessa zona o programmazione di un intervento alla cuffia dei rotatori.
Diabete, gravidanza o assunzione di anticoagulanti non rappresentano necessariamente controindicazioni assolute. Il medico deve valutare il rapporto tra benefici e rischi, senza che il paziente sospenda autonomamente farmaci o terapie. Le linee guida AAOS invitano inoltre alla cautela con il cortisone quando è previsto un intervento di riparazione della cuffia, perché un’infiltrazione eseguita in prossimità dell’operazione potrebbe interferire con la guarigione.
I possibili effetti collaterali comprendono:
- Dolore, gonfiore o bruciore temporanei dopo l’iniezione, fenomeno conosciuto come steroid flare quando è provocato dal cortisone;
- Lividi o lieve sanguinamento nel punto di ingresso dell’ago;
- Arrossamento del viso, aumento transitorio della pressione o della glicemia e, nelle donne, possibili variazioni temporanee del ciclo mestruale;
- Assottigliamento o cambiamento di colore della pelle e riduzione del tessuto adiposo nella zona trattata;
- Reazione allergica, rara soprattutto nel caso del PRP, poiché il preparato deriva dal sangue dello stesso paziente;
- Infezione dell’articolazione o dei tessuti, complicanza rara ma potenzialmente grave;
- Danni a nervi, tendini o cartilagine, il cui rischio può aumentare con infiltrazioni di cortisone ripetute.
Il peggioramento temporaneo del dolore non è eccezionale. In uno studio prospettico su 116 pazienti sottoposti a un’infiltrazione di corticosteroide alla spalla, il 35,3% ha manifestato una riacutizzazione del dolore, durata mediamente 3,9 giorni. Questo fenomeno non ha però influenzato l’esito finale del trattamento.
Un ulteriore limite è rappresentato dalla possibile durata ridotta del beneficio. Nello studio britannico GRASP, condotto su 708 pazienti con disturbi della cuffia dei rotatori, l’infiltrazione di corticosteroide ha prodotto un piccolo miglioramento dopo 8 settimane, ma nessun vantaggio significativo a 6 e 12 mesi.
Anche l’esperienza di Alan, bibliotecario di 63 anni intervistato dai ricercatori del progetto Health Experience Insights dell’Università di Oxford, conferma i dubbi circa l'efficacia a lungo termine delle infiltrazioni. «L’infiltrazione ha funzionato per qualche mese, poi l’effetto è svanito».
In ogni caso, dopo un’infiltrazione è necessario rivolgersi rapidamente a un medico se il dolore aumenta invece di diminuire ed è accompagnato da forte gonfiore, calore, arrossamento, febbre o malessere generale, perché potrebbe essere presente un’infezione.
Qual è il costo delle infiltrazioni alla spalla?
In ambito privato, il costo di un’infiltrazione alla spalla varia indicativamente da 60 a 500 euro per seduta. Il prezzo dipende soprattutto dalla sostanza utilizzata: il cortisone è generalmente l’opzione meno costosa.
| Tipologia di infiltrazione | Costo indicativo per seduta |
| Cortisone | 60-100 € |
| Acido ialuronico | 90-300 € |
| PRP | 200-500 € |
Sul costo finale possono incidere anche:
- Numero di sedute previste;
- Tipologia e qualità del prodotto;
- Impiego della guida ecografica;
- Eventuale visita ortopedica inclusa;
- Struttura e città in cui viene effettuato il trattamento.
Dove fare le infiltrazioni alla spalla?
Le infiltrazioni alla spalla possono essere eseguite presso ambulatori ortopedici, poliambulatori e centri specializzati, sia pubblici sia privati. È preferibile rivolgersi a un ortopedico esperto nelle patologie della spalla e, quando indicato, scegliere una struttura che esegua la procedura sotto guida ecografica.
Attraverso il sito di prenotazioni mediche online EccellenzaMedica.it è possibile individuare e prenotare la prestazione presso centri medici d’eccellenza presenti in diverse città italiane, valutando la struttura più adatta in base alla tipologia di infiltrazione prescritta e alle esigenze del paziente.
Domande frequenti
Dopo infiltrazione alla spalla bisogna stare a riposo?
È consigliabile evitare sforzi e attività intense per 24-48 ore. Le normali attività leggere possono essere riprese seguendo le indicazioni del medico.
Quando si fanno le infiltrazioni alla spalla?
Quando dolore e infiammazione persistono nonostante farmaci, riposo o fisioterapia. Possono essere indicate, ad esempio, per borsite, tendinopatie, artrosi e spalla congelata.
Le infiltrazioni alla spalla sono dolorose?
Generalmente provocano soltanto una breve puntura e una sensazione di pressione. Nelle ore successive può comparire un temporaneo aumento del dolore.
Si possono fare infiltrazioni alla spalla per la tendinite?
Sì, soprattutto quando è presente una componente infiammatoria. Devono però essere prescritte dallo specialista e associate al percorso riabilitativo.
Ogni quanto si possono fare le infiltrazioni alla spalla?
Dipende dalla sostanza e dalla patologia. Le infiltrazioni di cortisone non devono essere troppo ravvicinate e generalmente non si superano 3-4 sedute all’anno nella stessa spalla.
Dopo quanto tempo fa effetto l'infiltrazione alla spalla?
Il cortisone può iniziare ad agire entro 24-48 ore o dopo alcuni giorni. Acido ialuronico e PRP richiedono generalmente alcune settimane.
Quante infiltrazioni si possono fare per la spalla congelata?
Spesso si esegue una sola infiltrazione di cortisone, eventualmente ripetibile dopo valutazione medica. Non esiste un numero valido per tutti i pazienti.
Quanto dura l'effetto delle infiltrazioni alla spalla?
L’effetto del cortisone può durare da alcune settimane a circa 1-3 mesi. La durata dell’acido ialuronico e del PRP è variabile e può estendersi per diversi mesi.
Le infiltrazioni alla spalla possono curare le calcificazioni?
Le comuni infiltrazioni non eliminano i depositi di calcio, ma possono ridurre dolore e infiammazione. Per rimuovere la calcificazione possono essere indicati lavaggio percutaneo ecoguidato o onde d’urto.
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