- Che cos’è la lesione di Hill-Sachs?
- Come si forma la lesione di Hill-Sachs?
- Quali sono i sintomi della lesione di Hill-Sachs?
- Come avviene la diagnosi?
- Come si cura la lesione di Hill-Sachs?
- Riabilitazione e tempi di recupero
- Quali conseguenze può avere una lesione di Hill-Sachs?
- Domande Frequenti
La lesione di Hill-Sachs è una depressione dell’osso che interessa la testa dell’omero e compare soprattutto in seguito a una lussazione anteriore della spalla. Si forma quando la testa dell’omero, uscendo dalla sua sede, urta contro il margine della glena e subisce una sorta di impronta da compressione.
Una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata nel 2022, che ha riunito 22 studi per un totale di 1.920 spalle analizzate, ha riscontrato una lesione di Hill-Sachs nel 71% delle prime lussazioni traumatiche anteriori e nell’85% delle lussazioni ricorrenti.
Che cos’è la lesione di Hill-Sachs?
La lesione di Hill-Sachs è un difetto osseo localizzato nella parte postero-laterale della testa dell’omero, cioè l’estremità sferica dell’osso del braccio che forma l’articolazione della spalla. Si presenta come un avvallamento o un’impronta sulla superficie dell’osso.
Viene definita anche frattura da compressione, ma non corrisponde alla classica frattura nella quale l’osso si spezza in due o più parti. Una revisione clinica pubblicata sul Journal of the American Academy of Orthopaedic Surgeons, rivista scientifica dell’Accademia americana dei chirurghi ortopedici, la descrive come un difetto osseo tipicamente associato all’instabilità anteriore della spalla.
Non tutte le lesioni hanno la stessa importanza clinica. Alcune sono piccole e non compromettono la stabilità dell’articolazione; altre, per dimensioni e posizione, possono incastrarsi contro il bordo della glena durante determinati movimenti e favorire una nuova lussazione.
Lesione di Hill-Sachs e Bankart: quali sono le differenze?
La lesione di Hill-Sachs e quella di Bankart possono derivare dalla stessa lussazione, ma interessano strutture differenti della spalla.
| Lesione | Parte della spalla danneggiata |
| Hill-Sachs | Crea un avvallamento osseo sulla testa dell’omero |
| Bankart | Danneggia il cercine glenoideo, l’anello di fibrocartilagine che circonda la glena |
In termini semplici, la Hill-Sachs interessa la “sfera” dell’articolazione, mentre la Bankart riguarda il bordo della cavità che la accoglie. Le due lesioni possono comparire insieme e contribuire entrambe all’instabilità della spalla, ma la presenza dell’una non implica necessariamente quella dell’altra.

Come si forma la lesione di Hill-Sachs?
La lesione di Hill-Sachs si forma durante una lussazione anteriore della spalla. Ciò che accade è sostanzialmente questo:
- Un trauma provoca la fuoriuscita della testa dell’omero dalla glena;
- La testa omerale colpisce il bordo della cavità articolare;
- L’impatto comprime l’osso e crea il difetto tipico che caratterizza la lesione di Hill-Sachs.
Secondo una revisione clinica pubblicata da StatPearls e ospitata dal National Center for Biotechnology Information, l’instabilità anteriore interessa soprattutto persone giovani, attive e sportive. Tra gli eventi che possono provocare la lussazione figurano:
- Cadute sul braccio teso;
- Collisioni durante gli sport di contatto;
- Incidenti stradali o altri traumi diretti;
- Movimenti meno violenti, in presenza di una spalla già instabile.
Ulteriori lussazioni possono causare nuovi impatti della testa dell’omero contro la glena, contribuendo ad ampliare il difetto osseo e ad aumentare l’instabilità articolare.
Quali sono i sintomi della lesione di Hill-Sachs?
La lesione di Hill-Sachs non provoca sempre sintomi specifici. Se il difetto osseo è piccolo e la spalla rimane stabile, può essere scoperto durante gli esami eseguiti dopo una lussazione. Nella fase iniziale, i sintomi sono quelli tipici della lussazione, in particolare:
- Dolore intenso alla spalla;
- Difficoltà o impossibilità a muovere il braccio;
- Gonfiore e lividi;
- Deformazione visibile dell’articolazione;
- Spasmi muscolari;
- Formicolio, perdita di sensibilità o debolezza del braccio.
Dopo il riposizionamento della spalla, una lesione più rilevante può contribuire a causare:
- Sensazione che la spalla sia instabile o stia per uscire dalla sua sede;
- Paura nel sollevare e ruotare il braccio verso l’esterno;
- Dolore durante alcuni movimenti;
- Diminuzione della forza e della mobilità;
- Scatti o sensazione di incastro nell’articolazione;
- Nuove sublussazioni o lussazioni.
Come avviene la diagnosi?
La diagnosi parte dalla visita ortopedica. L'ortopedico ricostruisce il trauma, verifica se la spalla si è lussata altre volte e valuta elementi come dolore, mobilità, forza e stabilità articolare. Può inoltre eseguire test specifici per comprendere se alcuni movimenti provocano apprensione o la sensazione che la spalla stia per uscire dalla propria sede. Gli esami di diagnostica per immagini servono a confermare la lesione e a misurarne dimensioni e posizione.
| Esame | A cosa serve |
| Radiografia | Conferma la lussazione, individua eventuali fratture e può mostrare il difetto della testa omerale |
| Risonanza magnetica | Valuta la Hill-Sachs e le lesioni associate a cercine, capsula, tendini e altri tessuti molli |
| TC con ricostruzione 3D | Misura con maggiore precisione la perdita ossea dell’omero e della glena, soprattutto prima di un intervento |
Una revisione sistematica pubblicata su EFORT Open Reviews, rivista scientifica della Federazione europea delle associazioni nazionali di ortopedia e traumatologia, evidenzia che la TC è l'esame più utilizzato per quantificare il difetto osseo. La risonanza può però offrire informazioni importanti, con il vantaggio di evitare al paziente l'esposizione alle radiazioni.
Per stabilire la gravità non basta indicare quanto è grande la lesione. L’ortopedico deve valutare anche la sua posizione e l’eventuale perdita di osso della glena attraverso il concetto di glenoid track, cioè l’area della testa omerale che rimane a contatto con la glena durante i movimenti. Nello specifico:
- Una lesione on-track rimane all’interno di questa area e presenta un rischio minore di incastrarsi contro il bordo glenoideo;
- Una lesione off-track si estende oltre l’area di contatto e può agganciarsi più facilmente alla glena, favorendo l’instabilità.
Uno studio pubblicato su Arthroscopy ha riscontrato che le lesioni off-track rappresentano un importante fattore di rischio per la recidiva dell’instabilità dopo una riparazione artroscopica di Bankart. Tale classificazione, seppur utile ai fini della scelta del trattamento, deve essere interpretata insieme all’età, al livello di attività, al numero di lussazioni e alle altre lesioni presenti.
Come si cura la lesione di Hill-Sachs?
La cura non dipende soltanto dalle dimensioni dell’avvallamento osseo. L’ortopedico considera soprattutto:
- Stabilità della spalla;
- Classificazione on-track oppure off-track;
- Perdita ossea della glena;
- Numero di lussazioni già avvenute;
- Età e attività svolte dal paziente;
- Eventuale pratica di sport di contatto o con movimenti sopra la testa.
Una lesione piccola, on-track e associata a una spalla stabile potrebbe non richiedere un trattamento specifico. Dopo la riduzione della lussazione, il percorso conservativo può prevedere un breve periodo di immobilizzazione, farmaci contro il dolore e fisioterapia. Gli esercizi servono a recuperare il movimento e a rinforzare i muscoli che stabilizzano la spalla, ma non eliminano l’impronta presente sull’osso. L’intervento può essere indicato in presenza di:
- Instabilità ricorrente;
- Lesione off-track;
- Perdita ossea significativa;
- Elevato rischio di nuove lussazioni.
| Trattamento | Quando può essere preso in considerazione |
| Trattamento conservativo | Lesione piccola e spalla stabile, soprattutto dopo una prima lussazione |
| Riparazione di Bankart | Ricostruisce il cercine e la capsula danneggiati quando la perdita ossea è limitata |
| Bankart con remplissage | Associa alla riparazione del cercine il riempimento della Hill-Sachs con capsula e tendine sottospinato, impedendo al difetto di incastrarsi contro la glena |
| Intervento di Latarjet | Trasferisce una parte della coracoide sul bordo anteriore della glena. Può essere preso in considerazione in presenza di una rilevante perdita ossea glenoidea |
| Ricostruzione ossea | Utilizza innesti per trattare difetti omerali molto estesi |
| Protesi di spalla | Può essere valutata raramente nelle persone più anziane con perdita ossea massiva e danni articolari non ricostruibili |
Riabilitazione e tempi di recupero
Non esiste un unico protocollo riabilitativo per la lesione di Hill-Sachs. Il percorso dipende dalla stabilità della spalla, dalla tipologia di trattamento e dall’eventuale presenza di lesioni associate. La fisioterapia, seppur non elimina la depressione ossea, aiuta a recuperare il movimento e a rendere più stabile la spalla più stabile. In genere, il programma comprende:
- Fase iniziale di protezione dell’articolazione e controllo del dolore;
- Recupero graduale della mobilità;
- Rinforzo della cuffia dei rotatori e dei muscoli che controllano la scapola;
- Esercizi di equilibrio articolare e controllo del movimento;
- Progressivo ritorno alle attività lavorative o sportive.
Dopo un trattamento conservativo, le attività quotidiane possono essere riprese gradualmente, mentre il ritorno allo sport può richiedere da alcune settimane a diversi mesi. In caso di intervento, nella fase iniziale il braccio viene generalmente protetto con un tutore; seguono esercizi assistiti, movimenti attivi e, infine, il rinforzo muscolare.
I tempi possono variare molto. Dopo un intervento di stabilizzazione, il ritorno allo sport avviene spesso dopo circa 4-6 mesi. I tempi potrebbero essere più lunghi per chi pratica sport di contatto o esegue con una certa frequenza movimenti del braccio sopra la testa. Prima di riprendere l’attività sportiva, il paziente dovrebbe avere:
- Mobilità adeguata al gesto richiesto;
- Forza e stabilità vicine a quelle della spalla sana;
- Capacità di eseguire esercizi specifici senza sintomi;
- Dolore assente o minimo;
- Autorizzazione dell’ortopedico e del fisioterapista.
Un’esperienza concreta è quella di Griff Garrison, wrestler professionista statunitense. Come racconta l’Atrium Health Wake Forest Baptist, centro medico accademico della Carolina del Nord, Garrison si lussò la spalla sinistra durante un allenamento con i pesi. La risonanza magnetica mostrò una lesione di Bankart associata a una Hill-Sachs.
Dopo una riparazione artroscopica di Bankart, l’atleta affrontò un percorso riabilitativo basato su obiettivi progressivi e test funzionali. Riprese inizialmente gli allenamenti di wrestling per 15 minuti, due o tre volte alla settimana, aumentando gradualmente durata e intensità. Completò la riabilitazione in cinque mesi e tornò a combattere: «La vita va alla grande e la mia spalla è più forte di prima dell’intervento»
Il suo caso mostra che il ritorno allo sport non dipende soltanto da quanti mesi siano trascorsi dall’operazione, ma anche dal recupero effettivo di forza, stabilità, coordinazione e capacità di sostenere i movimenti richiesti dalla disciplina.
Quali conseguenze può avere una lesione di Hill-Sachs?
Una lesione di Hill-Sachs piccola e on-track potrebbe non causare conseguenze rilevanti se la spalla rimane stabile. Un difetto più esteso o posizionato in modo sfavorevole può invece incastrarsi contro il bordo della glena e contribuire a:
- Instabilità persistente della spalla;
- Sublussazioni o lussazioni ricorrenti;
- Progressivo danneggiamento del cercine, della cartilagine e dell’osso;
- Difficoltà nel praticare sport o svolgere attività che richiedono movimenti sopra la testa;
- Artrosi della spalla nel lungo periodo, soprattutto in presenza di ripetuti episodi di instabilità.
Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Arthroscopy ha seguito 100 pazienti sottoposti a riparazione artroscopica di Bankart. Un nuovo intervento per instabilità ricorrente è stato necessario nel 33% dei pazienti con lesione off-track, contro il 6% di quelli con lesione on-track. Il dato conferma che la posizione del difetto può essere più importante delle sole dimensioni.
Un contributo pratico arriva dal sito della UPMC Sports Surgery Clinic, clinica di Dublino specializzata in ortopedia e medicina dello sport. Il sito ospita la trascrizione integrale di una sessione di domande e risposte organizzata durante un incontro online dedicato al tennis e al badminton.
A rispondere a una domanda sulle conseguenze della Hill-Sachs è stata la dott.ssa Ruth Delaney, chirurga ortopedica irlandese la cui attività clinica è dedicata alle patologie della spalla, con particolare esperienza nel trattamento dell’instabilità: «La lesione di Hill-Sachs può predisporre a future lussazioni perché, se c'è una depressione nella parte posteriore della testa dell'omero, è più facile che questa si sposti oltre la parte anteriore della cavità. Questo non limiterebbe necessariamente il range di movimento, ma potrebbe compromettere la stabilità».
Domande frequenti
Che cos’è la lesione di Hill-Sachs inversa?
È una depressione sulla parte anteriore della testa dell’omero, causata generalmente da una lussazione posteriore della spalla.
La lesione di Hill-Sachs è una frattura?
Sì, viene considerata una frattura da compressione. L’osso, però, non si spezza completamente: sulla testa dell’omero si forma un avvallamento.
Una lesione di Hill-Sachs può guarire da sola?
Il difetto osseo generalmente non scompare da solo. Se è piccolo e la spalla rimane stabile, potrebbe non essere necessario un trattamento specifico.
La lesione di Hill-Sachs richiede sempre un intervento chirurgico?
No. L’intervento viene valutato soprattutto in caso di instabilità, lussazioni ricorrenti o difetti ossei rilevanti.
Si può avere una lesione di Hill-Sachs senza una lesione di Bankart?
Sì. Le due lesioni sono spesso associate, ma possono anche comparire separatamente.
Una lesione di Hill-Sachs può comparire dopo una sola lussazione?
Sì. Può formarsi già durante la prima lussazione anteriore della spalla.
La lesione di Hill-Sachs può peggiorare nel tempo?
Non necessariamente. Il difetto può però ampliarsi o diventare più problematico in seguito a nuove lussazioni.
Si può fare sport con una lesione di Hill-Sachs?
Sì, se la spalla è stabile e ha recuperato forza e mobilità. La ripresa deve essere autorizzata dall’ortopedico, soprattutto negli sport di contatto.
Si può guidare con una lesione di Hill-Sachs?
Non nella fase acuta o con il braccio immobilizzato. Si può tornare a guidare quando dolore e limitazioni non impediscono di controllare il veicolo in sicurezza.
A quale specialista rivolgersi per una lesione di Hill-Sachs?
A un ortopedico, preferibilmente specializzato nella chirurgia e nelle patologie della spalla.
La lesione di Hill-Sachs può favorire nuove lussazioni della spalla?
Sì. Una lesione estesa o off-track può incastrarsi contro la glena e aumentare il rischio di instabilità e nuove lussazioni.
Fonti e bibliografia
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