- Che cos’è la visita ortopedica al gomito?
- A cosa serve?
- Quando fare una visita ortopedica al gomito?
- Come prepararsi?
- Come si svolge la visita?
- Quanto costa una visita ortopedica al gomito?
- Dove farla?
- Domande Frequenti
Dolore, rigidità e difficoltà nei movimenti del braccio possono dipendere da problemi che coinvolgono l’articolazione, i tendini, i legamenti o i nervi. La visita ortopedica al gomito permette di individuare la possibile origine dei sintomi e stabilire se siano necessari esami diagnostici o trattamenti specifici. La valutazione può essere indicata dopo un trauma, in presenza di disturbi comparsi gradualmente oppure quando il dolore limita il lavoro, lo sport e le normali attività quotidiane.
In breve:
- La visita valuta mobilità, forza e stabilità del gomito;
- Può aiutare a riconoscere problemi articolari, tendinei, traumatici o nervosi;
- È consigliata quando dolore, rigidità, gonfiore o formicolii persistono;
- Il medico può esaminare anche avambraccio, polso, mano e spalla;
- Radiografie, ecografie e altri esami vengono prescritti soltanto quando servono;
- Non sono richiesti digiuno o una preparazione particolare.
Che cos’è la visita ortopedica al gomito?
La visita ortopedica al gomito è una valutazione specialistica dell’articolazione e delle strutture che ne permettono il movimento. Comprende l’analisi delle ossa, dei tendini, dei legamenti, dei muscoli e dei nervi presenti nella zona.

A cosa serve?
La visita ortopedica al gomito serve a individuare la possibile causa dei sintomi e valutare la funzionalità dell’articolazione. Permette inoltre di distinguere un problema localizzato al gomito da un dolore proveniente dalla spalla, dal polso o dal tratto cervicale. Attraverso l’esame clinico, l’ortopedico può ricercare eventuali:
- Infiammazioni o alterazioni dei tendini;
- Lesioni di ossa e legamenti;
- Compressioni dei nervi;
- Limitazioni articolari;
- Conseguenze di traumi e movimenti ripetitivi;
- Segni compatibili con artrosi o altre patologie articolari.
| Sintomo principale | Strutture o problemi da valutare |
| Dolore nella parte esterna | Tendini estensori ed epicondilo |
| Dolore nella parte interna | Tendini flessori ed epitroclea |
| Formicolio verso anulare e mignolo | Nervo ulnare |
| Difficoltà a piegare o distendere il braccio | Articolazione, ossa e tessuti circostanti |
| Debolezza nella presa | Muscoli, tendini e nervi |
| Instabilità dopo un trauma | Legamenti e superfici |
È importante tenere presente che sintomi simili potrebbero avere cause differenti e devono essere interpretati considerando il punto esatto del dolore, la sua comparsa e i movimenti che lo provocano.
Un’indagine epidemiologica pubblicata sull’American Journal of Epidemiology, rivista scientifica internazionale dedicata allo studio della frequenza e delle cause delle malattie, ha esaminato 4.783 adulti. L’epicondilite laterale interessava l’1,3% dei partecipanti, mentre quella mediale lo 0,4%. Lo studio ha inoltre evidenziato un’associazione con attività manuali caratterizzate da forza, ripetizione e posture non corrette del polso. Questi dati mostrano perché, durante la visita, il medico debba approfondire anche il tipo di lavoro, lo sport praticato e i gesti compiuti abitualmente dal paziente.
Quando fare una visita ortopedica al gomito?
È consigliabile prenotare una visita ortopedica quando il disturbo persiste, peggiora o limita l’utilizzo del braccio. Non è necessario attendere che il dolore diventi molto intenso: anche rigidità, debolezza e formicolii possono indicare un problema da approfondire. La visita è particolarmente utile in presenza di:
- Dolore interno, esterno o posteriore al gomito;
- Difficoltà a piegare o distendere completamente il braccio;
- Dolore durante la presa o il sollevamento di oggetti;
- Perdita di forza nella mano o nell’avambraccio;
- Gonfiore, rigidità, scatti o blocchi articolari;
- Formicolio che raggiunge anulare e mignolo;
- Sintomi comparsi durante il lavoro o l’attività sportiva;
- Dolore che ritorna non appena si riprende una determinata attività;
- Conseguenze di una caduta, un urto o un movimento improvviso.
In un’intervista pubblicata dal Regenerative Orthopedic Center, il chirurgo statunitense Nathan Orvets spiega che il gomito trasferisce verso la mano le forze generate dalla spalla e dal tronco. Per questo motivo può risentire non soltanto dei traumi, ma anche di movimenti ripetuti, prese frequenti e carichi non gestiti correttamente.
Lo specialista invita a non associare l’epicondilite esclusivamente al tennis: nella sua esperienza, molti pazienti non praticano questo sport e possono sviluppare tale condizione anche attraverso il lavoro al computer o altre attività ripetitive. Inoltre, Orvets suggerisce quanto segue: «Se il dolore persiste oltre due o tre settimane, compare debolezza o l’attività ne risente, consiglio una visita».
Dopo un trauma è indicata una valutazione tempestiva in presenza di:
- Deformità visibile;
- Gonfiore rapido o dolore molto forte;
- Impossibilità di muovere il gomito;
- Perdita di sensibilità;
- Mano fredda, pallida o bluastra;
- Ferite profonde o sospetta esposizione dell’osso.
- Gomito molto gonfio, caldo e arrossato.
La storia di Carol Thomas, pubblicata da Midwest Orthopaedics at Rush, mostra perché dopo una caduta non convenga giudicare la gravità del trauma soltanto dal dolore percepito. La donna si ferì alla testa e al gomito, ma inizialmente considerò secondario il problema al braccio. Gli esami mostrarono invece una grave frattura dell’olecrano, la prominenza ossea posteriore del gomito. Ricorda Carol: «Non pensi davvero all’importanza di avere un gomito funzionante fino a quando non puoi più utilizzarlo».
Come prepararsi?
La visita ortopedica al gomito non richiede digiuno né una preparazione specifica. È però utile raccogliere in anticipo le informazioni che possono aiutare il medico a ricostruire l’origine del disturbo. Prima dell’appuntamento è consigliabile:
- Portare radiografie, ecografie, risonanze e relativi referti già disponibili;
- Preparare l’elenco dei farmaci assunti e delle terapie già provate;
- Ricordare quando sono comparsi i sintomi e se sono legati a un trauma;
- Annotare i movimenti che provocano o aumentano il dolore;
- Segnalare attività sportive, lavorative o domestiche ripetitive;
- Portare eventuali documenti relativi a interventi o infortuni precedenti.
È preferibile indossare una maglia comoda, che permetta di scoprire facilmente il braccio fino alla spalla. Tutori, fasce o altri dispositivi utilizzati abitualmente devono essere portati alla visita.
Non bisogna sospendere autonomamente antidolorifici o altri farmaci. È sufficiente comunicare all’ortopedico quali medicinali sono stati assunti, in quale dose e con quali risultati. Anche in assenza di esami recenti è possibile effettuare la visita: sarà il medico a stabilire se siano necessari ulteriori approfondimenti.
Come si svolge la visita?
La visita ortopedica al gomito comincia con l’anamnesi. Il medico chiede quando sono comparsi i sintomi, in quale punto si concentra il dolore e in seguito a quali movimenti aumenta. Cerca, inoltre, con la collaborazione del paziente di acquisire informazioni relative a eventuali traumi, attività sportive, gesti lavorativi ripetitivi e trattamenti già effettuati.
Successivamente procede con l’esame fisico. In genere, l'ortopedico confronta entrambi i gomiti ed estende la valutazione ad avambraccio, polso, mano e, quando necessario, spalla e tratto cervicale.
| Fase della visita | Cosa controlla l'ortopedico |
| Osservazione | Gonfiore, arrossamento, deformità e posizione del braccio |
| Palpazione | Punti dolorosi, prominenze ossee, tendini e nervi |
| Valutazione dei movimenti | Flessione, estensione e rotazione dell'avambraccio |
| Prove di forza | Presa della mano e risposta dei muscoli dell'avambraccio |
| Test specifici | Tendini, legamenti, stabilità e nervo ulnare |
| Controllo neurologico e vascolare | Sensibilità, riflessi, circolazione e temperatura della mano |
L’ortopedico può chiedere al paziente di piegare e distendere il braccio, ruotare il palmo verso l’alto e verso il basso oppure stringere un oggetto. Alcuni movimenti vengono eseguiti contro una resistenza applicata dal medico, così da verificare se riproducono il dolore. La visita è generalmente ben tollerata. La pressione sui punti interessati o determinati test possono però provocare un fastidio temporaneo, utile per localizzare la struttura coinvolta.
Uno studio multicentrico pubblicato sul British Medical Journal, autorevole rivista scientifica internazionale, ha analizzato il test di estensione del gomito nei pazienti che avevano subito un trauma. Tra coloro che riuscivano a distendere completamente il braccio, l’assenza di una frattura è stata confermata nel 98,4% degli adulti e nel 95,8% dei bambini. Il test non esclude quindi ogni possibile lesione, ma può aiutare il medico a stabile se una radiografia sia necessaria.
Quali esami possono essere prescritti?
In alcuni casi, la visita può essere sufficiente per formulare una diagnosi. In altri, l’ortopedico prescrivere degli esami strumentali per confermare il sospetto, misurare l’estensione della lesione o escludere altri problemi. I test più utilizzati sono:
- Radiografia, soprattutto dopo un trauma o quando si sospettano fratture, artrosi e alterazioni ossee;
- Ecografia, utile per osservare alcuni tendini, la borsa olecranica e altre strutture superficiali;
- Risonanza magnetica, indicata per approfondire lesioni di tendini, legamenti, cartilagine e tessuti molli;
- Tomografia computerizzata, impiegata principalmente per studiare fratture e strutture ossee complesse;
- Elettromiografia, prescritta in caso di formicolio, perdita di sensibilità o sospetta compressione del nervo ulnare;
- Esami del sangue, richiesti soltanto se il quadro suggerisce un’infiammazione sistemica, un’infezione o una malattia reumatologica.
La radiografia rappresenta generalmente il primo esame che viene consigliato in caso di lesioni acute. Ecografia e risonanza possono invece essere utilizzate per approfondire i problemi dei tessuti molli. La scelta deve dipendere dai sintomi e dall'esito dell’esame fisico.
Al termine della visita, l’ortopedico illustra l’ipotesi diagnostica e indica lo step successivo, che può prevedere osservazione, modifica temporanea delle attività, terapia farmacologica, fisioterapia oppure ulteriori accertamenti. Qualora emerga una lesione potenzialmente chirurgica, potrebbe essere necessaria la valutazione di un chirurgo ortopedico specializzato nel gomito.
Quanto costa una visita ortopedica al gomito?
Il costo di una visita ortopedica al gomito in regime privato è generalmente compreso tra 50 e 200 euro. La tariffa può variare in base alla città, alla struttura, all’esperienza dello specialista e al tipo di appuntamento.
Nel Servizio Sanitario Nazionale può essere richiesto il pagamento del ticket, salvo esenzioni. In questo caso sono generalmente necessari la prescrizione del medico e la prenotazione attraverso i canali regionali.
Dove farla?
La visita ortopedica al gomito può essere effettuata presso:
- Un ambulatorio ospedaliero pubblico;
- Uno studio ortopedico privato;
- Una clinica o un poliambulatorio;
- Un centro specializzato nelle patologie dell’arto superiore;
- Una struttura che consenta di eseguire eventuali esami diagnostici nella stessa sede.
Attraverso il sito di prenotazioni mediche online EccellenzaMedica.it è possibile individuare i migliori ortopedici del gomito e centri ortopedici selezionati nelle principali città italiane, confrontare le disponibilità e richiedere la prenotazione di un esame o una visita.
Domande Frequenti
Chi è lo specialista più indicato per i problemi al gomito?
Lo specialista di riferimento è l’ortopedico, preferibilmente esperto nelle patologie del gomito e dell’arto superiore.
Serve l’impegnativa per prenotare la visita?
Nel privato generalmente no. Per una visita tramite il Servizio Sanitario Nazionale è normalmente necessaria la prescrizione del medico.
Quanto dura una visita ortopedica al gomito?
In genere dura circa 20-30 minuti. I tempi possono aumentare nei casi complessi o dopo un trauma.
Qual è la differenza tra visita ortopedica e visita fisiatrica per il gomito?
L’ortopedico si concentra sulla diagnosi e sugli eventuali trattamenti chirurgici. Il fisiatra valuta soprattutto il recupero funzionale e il percorso riabilitativo.
Il dolore al gomito può dipendere dal collo o dalla spalla?
Sì. Alcuni disturbi cervicali, muscolari o nervosi possono provocare un dolore che raggiunge il gomito.
Durante la visita vengono controllati anche polso e mano?
Sì, quando i sintomi lo richiedono. Il medico può esaminare polso e mano per valutare forza, sensibilità e funzionalità dei nervi.
L’ortopedico del gomito può visitare bambini e adolescenti?
Sì, se possiede esperienza in ortopedia pediatrica. Per i pazienti più giovani può essere indicato uno specialista dell’età evolutiva.
Una consulenza online può sostituire la visita in presenza?
Non completamente. Può servire per esaminare referti e raccogliere informazioni, ma non permette di effettuare palpazione, prove di forza e test articolari.
Dopo la visita ortopedica al gomito si può guidare?
Generalmente sì. Conviene, però, non mettersi al volante se il dolore limita i movimenti o se durante l’appuntamento vengono eseguite procedure che possono ridurre temporaneamente la funzionalità del braccio.
Fonti e bibliografia
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