logo
Segnalato da: laRepubblica, IlGiornale, Salute33, ForumSalute.it
Prenota una visita o un esame

Visita ortopedica al polso: a cosa serve e come si svolge


Dolore, gonfiore, rigidità, formicolio o difficoltà nei movimenti possono dipendere da problemi diversi. La visita ortopedica al polso permette di individuare le strutture coinvolte e di stabilire se servono esami o trattamenti specifici. Il polso comprende numerose ossa, articolazioni, legamenti, tendini e nervi. Per questo motivo, la sede e le caratteristiche del dolore forniscono informazioni importanti, ma non sempre sono sufficienti per riconoscerne la causa.


In sintesi:


  • La visita valuta dolore, gonfiore, rigidità, formicolio e perdita di forza;
  • L’ortopedico analizza ossa, articolazioni, tendini, legamenti e nervi;
  • Il consulto è indicato dopo un trauma o quando i disturbi persistono o limitano i movimenti;
  • Non è sempre necessario presentarsi all'appuntamento con una radiografia o una risonanza magnetica;
  • Dopo la visita, il medico potrebbe prescrivere esami o proporre un trattamento;
  • In presenza di deformità, ferite, perdita di sensibilità o dolore molto intenso bisogna richiedere velocemente assistenza medica.


Che cos’è la visita ortopedica del polso?


La visita ortopedica al polso è una valutazione specialistica eseguita da un medico ortopedico, preferibilmente esperto nelle patologie della mano e dell’arto superiore. Serve a esaminare le strutture che collegano la mano all’avambraccio e a ricercare l’origine di eventuali disturbi. Durante la visita, il medico raccoglie informazioni sui sintomi e controlla:


  • Mobilità del polso;
  • Forza della mano e della presa;
  • Stabilità dell’articolazione;
  • Presenza di gonfiore o deformità;
  • Sensibilità della mano e delle dita;
  • Movimenti o attività che provocano dolore.


visita ortopedica del polso


A cosa serve?


La visita ortopedica al polso serve a individuare la possibile causa dei sintomi e a capire quali strutture siano coinvolte. Dolore, formicolio e perdita di forza, infatti, non indicano necessariamente lo stesso problema. Lo specialista può valutare condizioni traumatiche, infiammatorie, degenerative o neurologiche, tra cui:


  • Fratture del radio distale o delle ossa del carpo;
  • Distorsioni e lesioni dei legamenti;
  • Tendiniti e tenosinoviti, come quella di De Quervain;
  • Sindrome del tunnel carpale;
  • Artrosi e artrite;
  • Cisti del polso;
  • Instabilità articolari;
  • Lesioni della fibrocartilagine triangolare.


Disturbo riferitoStrutture o problemi da valutare
Dolore dopo una cadutaOssa, legamenti e articolazioni
Formicolio alle ditaNervi, compreso il nervo mediano
Dolore durante alcuni movimentiTendini, legamenti e cartilagine
Gonfiore o massa visibileArticolazione, guaine tendinee o cisti
Rigidità progressivaArtrosi, artrite o esiti di un trauma
Perdita di forzaTendini, nervi e stabilità articolare


La visita aiuta inoltre a distinguere problemi che possono produrre sintomi simili. Per esempio, il formicolio può far pensare al tunnel carpale, ma può dipendere anche da un’altra compressione nervosa. Allo stesso modo, un dolore comparso dopo una caduta potrebbe derivare da una semplice contusione, da una lesione legamentosa o da una frattura poco evidente.


Una testimonianza pubblicata da Henry Ford Health, sistema sanitario statunitense attivo anche nella ricerca e nella formazione medica, mostra perché sia importante non affidarsi all’autodiagnosi. Penny Lucia iniziò ad avvertire dolore al polso destro e pensò che dipendesse dal tunnel carpale. Per anni cercò di controllare il disturbo usando un tutore e limitando l’impiego della mano. Il dolore, però, continuò a peggiorare fino a impedirle di aprire una porta, usare le forbici, asciugarsi i capelli e persino portare una posata alla bocca. «Non avevo capito che era l’artrite reumatoide a danneggiare le articolazioni e le ossa del polso, non il tunnel carpale».


Quando fare una visita ortopedica al polso?


È consigliabile prenotare una visita ortopedica quando il dolore al polso persiste, ritorna frequentemente oppure limita le normali attività quotidiane. La visita è indicata in presenza di:


  • Dolore comparso dopo una caduta, un urto o un movimento improvviso;
  • Gonfiore che non diminuisce;
  • Rigidità o riduzione dei movimenti;
  • Formicolio o perdita di sensibilità alle dita;
  • Debolezza della presa o tendenza a far cadere gli oggetti;
  • Dolore durante il lavoro, lo sport o i movimenti ripetitivi;
  • Scatti, rumori o sensazione di instabilità;
  • Nodulo o rigonfiamento visibile;
  • Disturbi che non migliorano con il riposo.


Una valutazione è particolarmente importante dopo una caduta sulla mano aperta. Una revisione pubblicata su Hand Clinics, rivista scientifica internazionale dedicata alle patologie della mano e del polso, indica che le fratture del radio distale rappresentano circa il 18% delle fratture negli adulti. Sono frequenti sia nei giovani dopo traumi più energici sia nelle persone anziane.


La normale visita ambulatoriale non è il primo passaggio in presenza di un trauma importante o di segnali compatibili con una lesione urgente. È opportuno rivolgersi rapidamente al pronto soccorso se compaiono:


  • Deformità evidente del polso;
  • Dolore molto intenso e improvviso;
  • Ferita profonda o osso visibile;
  • Impossibilità di muovere la mano o le dita;
  • Perdita marcata della sensibilità;
  • Dita fredde, pallide o bluastre;
  • Gonfiore rapido dopo un trauma.


In attesa della valutazione, è consigliabile non tentare di raddrizzare il polso e non forzare i movimenti.


Come prepararsi?


La visita ortopedica al polso non richiede digiuno né una preparazione particolare. È però utile raccogliere alcune informazioni che possono aiutare il medico a ricostruire l’origine del disturbo. Prima dell’appuntamento, il paziente dovrebbe annotare:


  • Quando sono comparsi i sintomi;
  • Se il dolore è iniziato dopo un trauma;
  • In quale punto del polso si concentra;
  • Quali movimenti lo provocano o lo peggiorano;
  • Se compaiono gonfiore, formicolio o perdita di forza;
  • Quali attività lavorative o sportive coinvolgono maggiormente il polso;
  • Quali rimedi o trattamenti sono già stati provati.


È consigliabile portare eventuali radiografie, ecografie, risonanze magnetiche e referti di visite precedenti, anche se risalgono a qualche tempo prima. Può essere utile avere con sé anche l’elenco dei farmaci assunti e informazioni su precedenti fratture, interventi, artrite, osteoporosi o altre malattie articolari. Non occorre eseguire autonomamente nuovi esami prima dell’appuntamento. Sarà l’ortopedico a stabilire, dopo la valutazione, quale accertamento possa fornire informazioni realmente utili.


Per facilitare l’esame fisico è preferibile indossare abiti che consentano di scoprire facilmente la mano, il polso e parte dell’avambraccio. Se si utilizza un tutore rimovibile, è opportuno portarlo alla visita: il medico potrà controllarne il modello, il modo in cui viene indossato e la sua effettiva utilità.


Come si svolge la visita?


L’ortopedico del polso chiede al paziente di descrivere il disturbo con precisione. In particolare, cerca di capire:


  • Quando e come è comparso il dolore;
  • Se si è verificata una caduta o un altro trauma;
  • Quale zona del polso fa male;
  • Quali movimenti provocano i sintomi;
  • Se il dolore compare anche a riposo o durante la notte;
  • Se sono presenti formicolio, debolezza o perdita di sensibilità;
  • Quali attività lavorative o sportive vengono svolte;
  • Se il polso ha già subito fratture o interventi.


È importante indicare il punto esatto del dolore. Un disturbo sul lato del pollice, per esempio, può coinvolgere strutture diverse rispetto a un dolore localizzato sul lato del mignolo o sul dorso del polso.


Il secondo step è l'esame fisico. Il medico osserva la forma del polso, alla ricerca di segni di gonfiore, arrossamenti, cicatrici, noduli o deformità. Successivamente, lo specialista palpa diverse aree per individuare il punto maggiormente dolente e valutare ossa, tendini e articolazioni.


L’esame può comprendere:


  • Flessione ed estensione del polso;
  • Rotazione dell’avambraccio;
  • Movimenti laterali dell’articolazione;
  • Apertura e chiusura della mano;
  • Misurazione della forza della presa;
  • Controllo della sensibilità delle dita;
  • Valutazione della circolazione;
  • Confronto con il polso opposto.


L’ortopedico può inoltre eseguire manovre specifiche per verificare la stabilità dei legamenti, la funzionalità dei tendini o la possibile compressione di un nervo. Una singola manovra positiva, però, non fornisce sempre una diagnosi definitiva: il medico interpreta il risultato insieme alla storia del paziente e agli altri reperti della visita.


Lauren Shapiro è una chirurga ortopedica del polso della University of California San Francisco, specializzata anche nel trattamento di patologie della mano e dell'arto superiore. In un approfondimento video rivolto ai professionisti sanitari, la specialista ha spiegato quali elementi aiutano a individuare l’origine del dolore al polso. Secondo la specialista: "Per orientare la diagnosi è utile individuare il punto preciso in cui compare il dolore e riconoscere quali movimenti, posizioni o attività riescono a riprodurlo".


Al termine della visita, il medico comunica l’ipotesi diagnostica e indica come procedere. In alcuni casi può essere sufficiente iniziare un trattamento conservativo; in altri può essere necessario eseguire un esame strumentale o programmare un controllo. La visita, quindi, non conduce automaticamente alla chirurgia, ma serve a scegliere il percorso più adatto al problema riscontrato.


Quali esami possono essere prescritti dopo la visita al polso?


Dopo l’esame fisico, l’ortopedico può prescrivere uno o più accertamenti. La scelta dipende dalla struttura che vuole approfondire e dalla possibile causa dei sintomi.


EsameCosa permette di valutare
RadiografiaFratture, allineamento delle ossa e artrosi
EcografiaTendini, cisti e strutture superficiali
Risonanza magneticaLegamenti, cartilagine, tendini e fratture non evidenti
TCFratture complesse e dettagli delle strutture ossee
ElettromiografiaFunzionamento dei nervi e sospette compressioni


In caso di trauma, la radiografia rappresenta spesso il primo esame. La risonanza magnetica o la TC possono essere richieste quando la radiografia non chiarisce la causa del dolore oppure quando bisogna studiare meglio una lesione.


Quanto costa una visita ortopedica del polso?


In Italia, una visita ortopedica privata al polso può costare indicativamente da 50 a 200 euro. Il prezzo varia in base alla città, alla struttura e all’esperienza dello specialista. Gli eventuali esami strumentali non sono generalmente compresi nel costo della visita. Nel Servizio Sanitario Nazionale si paga il ticket, salvo esenzioni, ma possono essere necessari l’impegnativa del medico e tempi di attesa più lunghi.


Dove farla?


La visita può essere effettuata presso:


  • Ospedali e ambulatori del Servizio Sanitario Nazionale;
  • Studi ortopedici privati;
  • Poliambulatori e cliniche specialistiche;
  • Centri dedicati alla chirurgia della mano e dell’arto superiore.


Attraverso EccellenzaMedica.it, sito di prenotazioni mediche online, è possibile cercare specialisti e centri ortopedici di eccellenza nelle principali città italiane.


Domande Frequenti


Serve l’impegnativa per una visita ortopedica al polso?


Nel privato generalmente no. Nel Servizio Sanitario Nazionale è richiesta la prescrizione del medico.


Quanto dura una visita ortopedica al polso?


In genere dura tra 20 e 30 minuti. I tempi possono aumentare nei casi più complessi.


Durante la visita possono essere controllati entrambi i polsi?


Sì. Il confronto con il polso sano può aiutare l’ortopedico a riconoscere limitazioni, instabilità o differenze di forza.


Si può effettuare la visita indossando un tutore o un gesso?


Sì. Il confronto con il polso sano può aiutare l’ortopedico a riconoscere limitazioni, instabilità o differenze di forza.


La visita ortopedica al polso è indicata anche per bambini e adolescenti?


Sì. È preferibile rivolgersi a un ortopedico pediatrico o a uno specialista esperto nelle patologie del polso in età evolutiva.


Una consulenza online può diagnosticare la causa del dolore al polso?


Non sempre. Può fornire un primo orientamento o permettere di esaminare i referti, ma non sostituisce la valutazione fisica del polso.


Qual è la differenza tra ortopedico del polso e fisiatra?


L’ortopedico diagnostica e tratta patologie e traumi del polso, anche chirurgicamente. Il fisiatra si occupa soprattutto del recupero funzionale e della riabilitazione.


Il dolore al polso può dipendere dal gomito o dalla cervicale?


Sì. Alcune compressioni o irritazioni nervose localizzate nel gomito o nella cervicale possono provocare dolore, formicolio o debolezza fino alla mano.


Dopo il pronto soccorso serve anche un controllo ortopedico del polso?


Può essere necessario. L’ortopedico verifica l’evoluzione della lesione, controlla eventuali radiografie e stabilisce tempi e modalità del trattamento.


Fonti e bibliografia


  • Henryford.com/services/orthopedics/hand-wrist-care/stories/penny;
  • Nellans, Kate W et al. “The epidemiology of distal radius fractures.” Hand clinics vol. 28,2 (2012): 113-25. doi:10.1016/j.hcl.2012.02.001;
  • Medconnection.ucsfhealth.org/videos/wrist-and-hand-injuries-in-primary-care-evaluation-and-management.

CONTATTI

Chiamaci

numero verde

Servizio disponibile dal Lunedì al Sabato dalle ore 9:00 alle ore 18:00.

Fatti richiamare

Inserisci il tuo numero, ti richiameremo entro 4 ore lavorative:

Scrivici su:

whatsapp-follow

Whatsapp 3311232150

Dal Lunedì al Sabato dalle ore 9:00 alle ore 18:00.

Compila il Form:

Acconsento al trattamento dei dati personali ai sensi del regolamento europeo del 27/04/2016, n. 679 e come indicato nel documento normativa sulla privacy e cookies

Seguici su: