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Prevenzione della cataratta: come ridurre il rischio e rallentarne la progressione?


La cataratta è la progressiva perdita di trasparenza del cristallino, la lente naturale dell’occhio. Quando il cristallino diventa opaco, la luce raggiunge con maggiore difficoltà la retina e la vista può apparire sfocata, meno nitida o più sensibile all’abbagliamento.


Non sempre è possibile evitare l'insorgenza della cataratta legata all’età. Intervenendo sui fattori di rischio modificabili attraverso comportamenti concreti, però, è possibile tentare di ritardarne la comparsa.


Del resto, parliamo di un problema di rilevanza mondiale: l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di salute pubblica, stima che la cataratta causi disabilità visiva o cecità in circa 94 milioni di persone.


Si può davvero prevenire la cataratta?


Non si può prevenire la cataratta con assoluta certezza, soprattutto quando dipende dall’invecchiamento. Con il trascorrere degli anni, infatti, le proteine del cristallino tendono naturalmente ad alterarsi e ad aggregarsi, rendendo questa lente progressivamente meno trasparente.


Il National Eye Institute, l’istituto statunitense che si occupa della ricerca sulle malattie oculari, riferisce che oltre la metà degli americani con almeno 80 anni presenta una cataratta oppure è già stata operata. Età e predisposizione familiare non sono modificabili, ma è possibile intervenire su altri fattori di rischio. Nella pratica, prevenire la cataratta significa:


  • Ridurre la probabilità che compaia precocemente;
  • Evitare comportamenti che possono accelerarne lo sviluppo;
  • Proteggere il cristallino dai raggi UV e dai traumi;
  • Tenere sotto controllo malattie e terapie che potrebbero favorire un aumento del rischio.


La cataratta, quando già presente, non regredisce: attualmente, l’unico trattamento in grado di eliminarla è la sostituzione chirurgica del cristallino opacizzato.


come prevenire la cataratta


Come proteggere gli occhi dai raggi UV e dai traumi?


Proteggere gli occhi dal sole e dalle lesioni può contribuire a ridurre il rischio di sviluppare precocemente la cataratta. L’esposizione cumulativa ai raggi UV, infatti, può accelerare l’invecchiamento e l’opacizzazione del cristallino.


Il Ministero della Salute, che riprende le indicazioni di IAPB Italia, sezione italiana dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità, raccomanda l'utilizzo di occhiali da sole con filtri UV certificati a norma di legge. I modelli avvolgenti offrono una protezione maggiore perché limitano anche l’ingresso laterale dei raggi. Un cappello a tesa larga può aumentare ulteriormente la schermatura.


SituazioneProtezione consigliata
Esposizione quotidiana al soleOcchiali con filtri UV certificati
Mare, montagna o neveOcchiali avvolgenti e cappello a tesa larga
Sport con rischio di colpi agli occhiOcchiali o maschere protettive specifiche
Bricolage, giardinaggio e uso di utensiliOcchiali di sicurezza adeguati all’attività
Lampade e lettini abbronzantiProtezioni oculari certificate


Anche un trauma diretto può danneggiare le fibre del cristallino e provocare una cataratta. Lo spiega bene il dottor Craig Chaya, oculista e Assistant Clinical Professor presso la University of Utah, in una intervista pubblicata sul sito della stessa università: «I traumi di qualsiasi tipo, che si tratti di incidenti legati ad hobby o sport, sono un altro fattore che può portare alla formazione della cataratta. L'energia d'urto può ripercuotersi sulle fibre del cristallino e causarne l'opacizzazione».


Il National Eye Institute consiglia di utilizzare adeguate protezioni durante le attività sportive e i lavori manuali oppure quando si adoperano utensili elettrici. Gli occhiali da vista e i comuni occhiali da sole non sostituiscono dispositivi appositamente progettati per resistere agli urti.


Quali abitudini e alimenti aiutano a ridurre il rischio?


Non esiste una dieta capace di prevenire con certezza la cataratta. Quel che è sicuro, però, è che è possibile ridurre l'impatto di alcuni dei fattori che favoriscono l'opacizzazione del cristallino attraverso alcuni comportamenti, come ad esempio evitare il fumo.


Una meta-analisi pubblicata su Investigative Ophthalmology & Visual Science, rivista scientifica dell’Association for Research in Vision and Ophthalmology, ha esaminato 13 studi di coorte e otto studi caso-controllo. Negli studi di coorte, aver fumato risultava associato a una probabilità di cataratta legata all’età superiore del 41%, soprattutto per la forma nucleare per la cataratta nucleare, la quale interessa il nucleo, cioè la parte centrale del cristallino. Il rischio era maggiore nei soggetti che non avevano smesso di fumare rispetto agli ex fumatori.


Si consiglia soprattutto di:


  • Non fumare o intraprendere un percorso per smettere;
  • Evitare un consumo eccessivo di alcol;
  • Mangiare regolarmente frutta e verdura di diversi colori;
  • Privilegiare verdure a foglia verde, legumi, frutta secca e cereali integrali;
  • Mantenere un peso adeguato e praticare attività fisica con regolarità.


Gli alimenti indicati apportano vitamine e sostanze antiossidanti, anche se nessun singolo cibo può impedire la cataratta o rendere nuovamente trasparente un cristallino già opacizzato. 


Come incidono diabete, cortisone e altre condizioni mediche?


Il diabete può favorire una comparsa più precoce della cataratta. Da una meta-analisi pubblicata su BMC Ophthalmology, condotta dai ricercatori della Capital Medical University di Pechino, è emerso che le persone con diabete di tipo 2 avevano una probabilità di sviluppare la cataratta quasi doppia rispetto a chi non soffriva di diabete. Pertanto, chi è affetto da questa condizione dovrebbe:


  • Mantenere la glicemia entro gli obiettivi concordati con il medico;
  • Seguire correttamente la terapia;
  • Sottoporsi ai controlli oculistici indicati;
  • Segnalare tempestivamente eventuali cambiamenti della vista.


Anche i corticosteroidi, spesso chiamati genericamente cortisonici, possono aumentare il rischio, soprattutto se assunti in dosi elevate o per periodi prolungati. Una revisione sistematica dell’Università di Copenaghen ha riscontrato, nei pazienti con asma o BPCO esposti a corticosteroidi sistemici o inalatori, un rischio di cataratta mediamente doppio. L’associazione riguarda in particolare la cataratta sottocapsulare posteriore, che si forma nella parte posteriore del cristallino.


Il rischio varia in base al tipo di farmaco, alla dose, alla durata della terapia e alle caratteristiche del paziente. I corticosteroidi non devono mai essere sospesi o ridotti autonomamente: spetta al medico stabilire la dose minima da assumere e l’eventuale necessità di controlli oculistici.


Potrebbero, infine, favorire l'opacizzazione del cristallino anche:


  • Infiammazioni oculari croniche;
  • Precedenti interventi agli occhi;
  • Trattamenti radioterapici nella parte superiore del corpo.


Colliri, integratori e rimedi naturali funzionano?


Attualmente, nessun collirio, integratore o rimedio naturale ha dimostrato di poter sciogliere una cataratta o rendere nuovamente trasparente il cristallino. Attualmente, l’unico trattamento capace di eliminare una cataratta già formata è l’intervento chirurgico.


Una revisione pubblicata da Cochrane, rete internazionale indipendente che valuta le prove disponibili sui trattamenti sanitari, ha analizzato nove studi clinici e 117.272 adulti. Dallo studio è emerso che vitamine C ed E e il beta-carotene, assunti da soli o insieme, non hanno ridotto la comparsa o la progressione della cataratta, la perdita della vista o la necessità dell’intervento.


Occorre particolare prudenza anche con oli, tisane o altre preparazioni casalinghe applicate direttamente negli occhi. La Food and Drug Administration, l’agenzia statunitense che controlla la sicurezza di farmaci e prodotti sanitari, ricorda che per limitare il rischio di infezioni è necessario che qualsiasi prodotto destinato agli occhi sia sterile. Naturale, quindi, non sempre è sinonimo di efficace o sicuro.


Cosa fare quando è già presente un principio di cataratta?


Un principio di cataratta non richiede necessariamente un intervento immediato. Nelle fasi iniziali, l’oculista può limitarsi a controllarne l’evoluzione e suggerire alcuni accorgimenti per compensare temporaneamente il calo visivo, come ad esempio:


  • Aggiornare la prescrizione di occhiali o lenti a contatto;
  • Utilizzare una luce più intensa per leggere e lavorare;
  • Ridurre l’abbagliamento;
  • Servirsi, se necessario, di lenti di ingrandimento;
  • Sottoporsi ai controlli indicati dall’oculista.


Queste misure possono migliorare la vista ma non rallentano necessariamente la cataratta né rendono nuovamente trasparente il cristallino. Nella maggior parte dei casi si può attendere prima di operarsi, purché la situazione venga tenuta sotto controllo. L’intervento viene generalmente preso in considerazione quando il disturbo rende difficili attività quotidiane come leggere, guidare, lavorare o guardare la televisione.


Una testimonianza pubblicata dal Moorfields Eye Hospital NHS Foundation Trust, storico ospedale oftalmologico di Londra, racconta l’esperienza di Jason, responsabile di progetto nei cantieri. La sua vista era peggiorata al punto da avere difficoltà nella lettura anche con occhiali e lente a contatto e, di conseguenza, problemi sul lavoro. Dopo l’intervento, Jason ha raccontato: «L'operazione è stata un'esperienza davvero positiva e molto più rapida del previsto. La mia vista è notevolmente migliorata, così come la qualità della mia vita e non ho più bisogno delle lenti a contatto. Non ho più l'occhio secco».


La sua esperienza mostra come la decisione di operare non dipenda soltanto dalla presenza della cataratta, ma soprattutto da quanto il calo visivo causi limiti l’autonomia e le attività quotidiane. Tra l'altro, parliamo un intervento caratterizzato da un decorso post-operatorio abbastanza veloce.


Quando sottoporsi a una visita oculistica?


La visita oculistica permette di individuare la cataratta, controllarne l’evoluzione ed escludere altre possibili cause del calo visivo. È consigliabile rivolgersi all’oculista e fare un check-up visivo in presenza di sintomi come:


  • Vista progressivamente offuscata;
  • Maggiore sensibilità alla luce o all’abbagliamento;
  • Aloni intorno alle fonti luminose;
  • Difficoltà a vedere o guidare di notte;
  • Colori meno brillanti;
  • Frequenti cambiamenti nella gradazione degli occhiali.


Gli esperti consigliano una visita con dilatazione delle pupille ogni uno o due anni a partire dai 60 anni. La frequenza, però, deve essere indicata dall’oculista in base all’età, ai sintomi e alla presenza di fattori di rischio come diabete, utilizzo prolungato di corticosteroidi, traumi oculari o precedenti interventi agli occhi.


Domande frequenti


La cataratta può comparire prima dei 50 anni?


Sì. Può essere congenita oppure comparire precocemente a causa di diabete, traumi oculari, infiammazioni o terapie prolungate con corticosteroidi.


La cataratta è ereditaria?


La familiarità può aumentare la predisposizione. Alcune cataratte congenite sono ereditarie, mentre la forma legata all’età non si trasmette necessariamente dai genitori ai figli.


Computer e smartphone possono causare la cataratta?


No. Non esistono prove che la luce degli schermi provochi la cataratta, anche se un uso prolungato può causare affaticamento e secchezza oculare.


Leggere con poca luce peggiora la cataratta?


No. La scarsa illuminazione non peggiora la cataratta, ma può affaticare gli occhi e rendere più evidenti le difficoltà visive.


Gli occhiali da vista prevengono la cataratta?


No. Gli occhiali da vista correggono i difetti visivi ma non prevengono la cataratta. Gli occhiali da sole con filtri UV certificati aiutano invece a proteggere il cristallino.


La cataratta provoca dolore?


No, normalmente non provoca dolore. Un occhio dolorante o un improvviso calo della vista richiedono una valutazione medica tempestiva.


La cataratta colpisce sempre entrambi gli occhi?


No. Può interessare un solo occhio oppure entrambi, spesso con tempi e gravità differenti.


Si può guidare con un principio di cataratta?


Sì, se la vista rispetta i requisiti previsti e consente di guidare in sicurezza. Abbagliamento, aloni e difficoltà notturne possono però rendere necessario limitare o sospendere la guida.


La cataratta può tornare dopo l’intervento?


No, perché il cristallino opacizzato viene sostituito. Può però opacizzarsi la capsula che sostiene la lente artificiale: questa condizione si corregge generalmente con un breve trattamento laser.


La cataratta può portare alla cecità?


Sì, se progredisce senza essere trattata può causare una grave perdita della vista. Nella maggior parte dei casi, però, l’intervento permette di recuperare la funzione visiva, salvo la presenza di altre malattie oculari.


Fonti e bibliografia


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  • Fda.gov/drugs/buying-using-medicine-safely/what-you-should-know-about-eye-drops;
  • Moorfields.nhs.uk/about-us/news-and-blogs/blogs/signs-and-symptoms-of-cataract-jasons-story.

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