- Si può prevenire il tumore alla prostata?
- Come prevenire il cancro alla prostata?
- Quando iniziare la prevenzione della prostata?
- Quali sono i principali fattori di rischio del tumore alla prostata?
- Quali sono gli esami di prevenzione per il tumore alla prostata?
- Quali alimenti possono prevenire il tumore alla prostata?
- Domande Frequenti
Si può prevenire il tumore alla prostata?
Sì, è possibile ridurre il rischio di sviluppare un tumore alla prostata, anche se non è possibile prevenirlo completamente.
Il tumore della prostata rappresenta oggi una delle neoplasie più diffuse nella popolazione maschile. L'Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e l'Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTUM), gli enti che ogni anno monitorano l'andamento dei tumori nel nostro Paese, nel 2025 hanno stimato circa 31.200 nuovi casi nel 2025.
A livello mondiale, invece, il progetto GLOBOCAN 2022, sviluppato dall'International Agency for Research on Cancer (IARC), l'agenzia dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) dedicata alla ricerca sul cancro, ha registrato oltre 1,46 milioni di nuove diagnosi, rendendolo il secondo tumore più comune nella popolazione maschile dopo quello del polmone.
Sebbene non esista una strategia capace di azzerare completamente il rischio, numerosi studi dimostrano che intervenire sui fattori modificabili e seguire le raccomandazioni per la diagnosi precoce rappresenta il modo più efficace per fare prevenzione.

Come prevenire il cancro alla prostata?
Diverse evidenze scientifiche indicano che adottare uno stile di vita sano e sottoporsi ai controlli raccomandati può contribuire a ridurre la probabilità di comparsa del tumore alla prostata e favorire una diagnosi precoce. Le principali misure preventive comprendono:
| Strategia | Perché è importante |
| Seguire un'alimentazione equilibrata | Una dieta ricca di frutta, verdura, cereali integrali e povera di grassi saturi può favorire la salute della prostata. |
| Mantenere un peso corporeo nella norma | Sovrappeso e obesità sono associati a un maggior rischio di forme più aggressive di tumore prostatico. |
| Praticare regolarmente attività fisica | L'esercizio aiuta a controllare il peso, ridurre l'infiammazione e migliorare il metabolismo. |
| Non fumare | Smettere di fumare migliora la salute generale e può ridurre il rischio di tumori più aggressivi e di recidive. |
| Limitare il consumo di alcol | Un consumo moderato di alcol è consigliato nell'ambito di uno stile di vita sano. |
| Sottoporsi ai controlli consigliati | Visita urologica ed eventuale dosaggio del PSA permettono di individuare precocemente eventuali alterazioni. |
| Conoscere la propria storia familiare | In presenza di casi di tumore della prostata tra i parenti stretti può essere opportuno anticipare i controlli e valutare una consulenza genetica. |
Quando iniziare la prevenzione della prostata?
Non esiste un'età uguale per tutti per iniziare la prevenzione del tumore alla prostata. Le principali linee guida internazionali concordano sul fatto che i controlli debbano essere personalizzati in base al profilo di rischio, tenendo conto dell'età, della presenza di familiari affetti da tumore della prostata, di eventuali mutazioni genetiche e dello stato generale di salute.
Prima di iniziare un percorso di screening è quindi consigliabile confrontarsi con il proprio medico o con uno specialista in urologia, valutando insieme benefici e possibili limiti dei controlli.
| Situazione | A che età parlarne con il medico |
| Uomini senza particolari fattori di rischio | Intorno ai 50 anni |
| Uomini con un familiare di primo grado affetto da tumore della prostata | Circa 45 anni |
| Uomini con mutazioni genetiche ereditarie (ad esempio BRCA2) o forte familiarità | Valutazione anticipata con lo specialista, generalmente dai 40-45 anni |
| Uomini con sintomi urinari sospetti | A qualsiasi età, senza attendere i controlli programmati |
Queste indicazioni sono in linea con le principali raccomandazioni scientifiche, che sottolineano l'importanza di una decisione condivisa tra paziente e medico. Le evidenze disponibili suggeriscono infatti che anticipare i controlli nei soggetti a maggior rischio possa favorire una diagnosi più precoce, mentre negli uomini con rischio medio è opportuno iniziare a discuterne intorno ai 50 anni, evitando allo stesso tempo esami non necessari.
Quali sono i principali fattori di rischio del tumore alla prostata?
Il tumore della prostata non dipende da un'unica causa, ma dall'interazione di diversi fattori. Alcuni, come l'età o la predisposizione genetica, non possono essere modificati, mentre altri riguardano lo stile di vita e possono essere controllati. È importante ricordare che avere uno o più fattori di rischio non significa sviluppare necessariamente un tumore, così come la malattia può comparire anche in uomini che non presentano alcun fattore noto.
| Fattore di rischio | Perché aumenta il rischio |
| Età | È il principale fattore di rischio. Il tumore è raro prima dei 40 anni, aumenta rapidamente dopo i 50 anni mentre circa 6 casi su 10 vengono diagnosticati dopo i 65 anni |
| Familiarità | Avere un padre o un fratello con tumore della prostata aumenta significativamente il rischio, soprattutto se la diagnosi è avvenuta in giovane età o se sono presenti più familiari colpiti |
| Mutazioni genetiche ereditarie | Alterazioni dei geni BRCA2 e, in misura minore, BRCA1, oltre alla sindrome di Lynch, sono associate a un rischio più elevato di sviluppare la malattia |
| Sovrappeso e obesità | Non sembrano aumentare il numero complessivo di tumori ma sono associati a una maggiore probabilità di sviluppare forme più aggressive e avanzate |
| Stile di vita | Una dieta ricca di grassi saturi e un'elevata sedentarietà potrebbero contribuire ad aumentare il rischio, anche se le evidenze scientifiche sono meno solide rispetto ai fattori precedenti. |
Tra questi, età, familiarità e predisposizione genetica rappresentano i fattori di rischio più importanti e sono quelli che possono giustificare l'inizio anticipato dei controlli. Al contrario, mantenere un peso corporeo adeguato, seguire un'alimentazione equilibrata e praticare regolarmente attività fisica sono strategie utili per migliorare la salute generale e, probabilmente, contribuire anche alla riduzione del rischio di sviluppare forme più aggressive di tumore della prostata.
Quali sono gli esami di prevenzione per il tumore alla prostata?
Non esiste un unico esame in grado di prevenire o diagnosticare con certezza il tumore della prostata nelle persone senza sintomi. Oggi la prevenzione si basa soprattutto su una valutazione individuale del rischio, che tiene conto dell'età, della familiarità, dell'eventuale presenza di mutazioni genetiche e dello stato di salute generale.
Nella maggior parte dei casi, il percorso di prevenzione viene deciso insieme all'urologo o al medico curante, il quale potrebbe proporre un check-up della prostata e gli accertamenti più appropriati, tenendo conto delle caratteristiche del paziente. Se uno degli esami risulta alterato, possono essere necessari approfondimenti diagnostici, come la risonanza magnetica multiparametrica o la biopsia prostatica.
| Esame | A cosa serve |
| Dosaggio del PSA | È l'esame di riferimento per la prevenzione. Misura nel sangue il valore dell'antigene prostatico specifico (PSA), una proteina prodotta dalla prostata. In presenza di valori elevati, pur non essendo necessariamente presente un tumore, si consigliano ulteriori controlli |
| Esplorazione digito-rettale | Permette al medico di valutare dimensioni, consistenza ed eventuali noduli della prostata attraverso una semplice visita ambulatoriale. Viene, spesso, eseguita insieme al PSA |
| Risonanza magnetica multiparametrica | Non viene utilizzata come esame di screening di routine ma rappresenta uno dei principali approfondimenti quando dal PSA o dalla visita emerge una sospetta lesione prostatica |
| Biopsia prostatica | È l'unico esame che può accertare in via definitiva la presenza di un tumore. Si esegue solo se gli esami precedenti indicano un forte sospetto |
| Test genetici | Possono essere indicati negli uomini con forte familiarità o con mutazioni ereditarie (ad esempio BRCA1, BRCA2 o sindrome di Lynch) allo scopo di identificare chi potrebbe beneficiare di un programma di sorveglianza personalizzato. |
Quali alimenti possono prevenire il tumore alla prostata?
Ad oggi non esiste una dieta in grado di prevenire con certezza il tumore della prostata. Diversi studi ed esperti in materia, però, suggeriscono che un'alimentazione equilibrata può contribuire a ridurre il rischio di sviluppare la malattia.
Secondo il dottor Manish Kooner, urologo britannico, il messaggio da trasmettere ai pazienti è molto semplice: "Ciò che fa bene al cuore fa bene anche alla prostata". Per questo motivo, oltre a seguire un'alimentazione ricca di frutta, verdura e cereali integrali, si raccomanda di mantenere un peso sano, praticare attività fisica regolare e ridurre il consumo di grassi saturi.
Tra gli alimenti che la ricerca ha associato a un possibile effetto protettivo troviamo:
| Alimento | Perché può essere utile |
| Verdure crucifere (broccoli, cavolfiore, cavolo, cavolini di Bruxelles) | Contengono sulforafano e altri composti bioattivi che, secondo alcuni studi, potrebbero contribuire a proteggere le cellule prostatiche. |
| Pomodori cotti | Sono ricchi di licopene, un antiossidante che sembra avere un potenziale ruolo protettivo nei confronti della prostata. La cottura ne aumenta la biodisponibilità. |
| Pesce ricco di omega-3 (salmone, sgombro, sardine, aringhe) | Gli omega-3 favoriscono un'alimentazione cardiometabolica sana e possono contribuire a ridurre l'infiammazione cronica. |
| Frutta e frutti di bosco | Forniscono vitamine, fibre e antiossidanti utili per contrastare lo stress ossidativo. |
| Legumi e alimenti a base di soia | Contengono fitoestrogeni e altri composti vegetali oggetto di studio per il loro possibile ruolo nella salute prostatica. |
| Tè verde | Alcune ricerche suggeriscono un possibile effetto protettivo dei polifenoli, anche se le prove disponibili non sono ancora definitive. |
Al contrario, è consigliabile limitare il consumo abituale di carni rosse e lavorate, alimenti ricchi di grassi saturi e diete eccessivamente caloriche, soprattutto perché favoriscono sovrappeso e obesità, condizioni associate a un maggior rischio di sviluppare forme più aggressive di tumore della prostata.
Anche gli integratori meritano prudenza. In passato si era ipotizzato che sostanze come vitamina E e selenio potessero ridurre il rischio di tumore prostatico, ma i grandi studi clinici non hanno confermato questo beneficio. Per questo motivo gli esperti non raccomandano l'assunzione di integratori con finalità preventive, salvo diversa indicazione del medico.
Domande frequenti
Quante volte bisogna eiaculare per prevenire il cancro alla prostata?
Non esiste un numero di eiaculazioni raccomandato per prevenire il tumore della prostata. Alcuni studi osservazionali, tra cui un'importante ricerca della Harvard Medical School, hanno rilevato che gli uomini che eiaculavano 21 o più volte al mese presentavano un rischio inferiore di sviluppare la malattia rispetto a chi eiaculava meno frequentemente. Si tratta, però, di un'associazione statistica e non di una prova che aumentare la frequenza delle eiaculazioni prevenga il tumore.
Qual è il mese di prevenzione per il tumore alla prostata?
Il mese dedicato alla prevenzione del tumore della prostata è novembre, nell'ambito della campagna internazionale Movember. Durante questo periodo vengono promosse iniziative di sensibilizzazione sull'importanza della diagnosi precoce, dei controlli urologici e della salute maschile.
Qual è l'età più a rischio per il cancro alla prostata?
Il rischio aumenta significativamente dopo i 50 anni e continua a crescere con l'età. Circa 6 tumori della prostata su 10 vengono diagnosticati negli uomini con più di 65 anni. Negli uomini con familiarità o mutazioni genetiche ereditarie il rischio può manifestarsi anche in età più giovane.
L'ecografia prostatica serve per la prevenzione?
No, l'ecografia prostatica non è un esame di screening per il tumore della prostata. Può essere richiesta dall'urologo per approfondire alterazioni emerse durante la visita o dopo un PSA elevato, ma non sostituisce il dosaggio del PSA né la valutazione clinica.
Esistono vitamine che aiutano a prevenire il tumore alla prostata?
Ad oggi non esistono vitamine o integratori che abbiano dimostrato di prevenire il tumore della prostata. È preferibile assumere vitamine e nutrienti attraverso una dieta varia ed equilibrata.
Quale medico bisogna consultare per la prevenzione?
Lo specialista di riferimento è l'urologo, che valuta i fattori di rischio individuali e stabilisce se e quando iniziare i controlli.
I test genetici possono aiutare nella prevenzione?
Sì, ma solo in casi specifici. I test genetici non sono raccomandati a tutta la popolazione, ma possono essere utili negli uomini con una forte familiarità per tumore della prostata o con mutazioni ereditarie note, come BRCA1, BRCA2 o quelle associate alla sindrome di Lynch. L'obiettivo non è diagnosticare il tumore, bensì identificare le persone che potrebbero beneficiare di controlli anticipati e personalizzati.
In un approfondimento pubblicato da Giving.jhu.edu, il portale istituzionale della Johns Hopkins University dedicato ai progetti di ricerca e innovazione, Bill Isaacs, professore di Urologia e Oncologia del Brady Urological Institute e tra i massimi esperti mondiali di genetica del tumore della prostata, ha sottolineato il valore dei test genetici nelle persone a rischio: "Uno dei principali obiettivi dello studio del patrimonio genetico ereditario è identificare gli uomini a rischio di tumore della prostata, o di forme più aggressive della malattia, prima ancora che il tumore compaia o raggiunga uno stadio non più operabile".
Il PSA è un esame di prevenzione?
Sì, il PSA (antigene prostatico specifico) è il principale esame utilizzato nella prevenzione e nella diagnosi precoce del tumore della prostata.
Fonti e bibliografia
- Wcrf.org/preventing-cancer/cancer-statistics/prostate-cancer-statistics/;
- Fabiano S, Perotti V, Contiero P, Tittarelli A, Pesce MT, Guzzinati S, Stracci F, Serraino D, Mazzucco W, Dal Maso L; AIRTUM Working Group. Estimates of cancer incidence to 2025 in Italy: Numbers and rates. Cancer Epidemiol. 2026 Apr;101:102990. doi: 10.1016/j.canep.2026.102990. Epub 2026 Feb 9. PMID: 41666502;
- Kohestani, Kimia et al. “Prostate cancer screening-when to start and how to screen?.” Translational andrology and urology vol. 7,1 (2018): 34-45. doi:10.21037/tau.2017.12.25;
- Giving.jhu.edu/story/brady-prostate-cancer-genetics-match/;
- Urologynsw.com.au/prostate-cancer/diet-prevention/;
- Health.harvard.edu/mens-health/ejaculation_frequency_and_prostate_cancer.

