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Prevenzione tumore seno: come si fa, quando farla, quali esami prevede


Cos'è la prevenzione senologica?


La prevenzione senologica comprende l'insieme delle strategie e dei controlli finalizzati a ridurre il rischio di sviluppare patologie della mammella e a favorire l'individuazione precoce di eventuali alterazioni. In ambito oncologico, la prevenzione riveste un ruolo particolarmente importante perché consente di aumentare le probabilità di una diagnosi tempestiva, condizione che può contribuire a migliorare l'efficacia dei trattamenti e la qualità di vita delle pazienti.


Sebbene non esistano metodi in grado di prevenire completamente il tumore al seno, è possibile adottare comportamenti salutari e seguire percorsi di controllo mirati che possono contribuire a ridurne il rischio.


L'importanza della prevenzione è legata anche all'elevata diffusione della malattia. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il tumore al seno rappresenta il tumore più frequentemente diagnosticato nelle donne a livello globale. Nel 2022 sono stati registrati circa 2,3 milioni di nuovi casi e circa 670.000 decessi nel mondo. Nello stesso anno, il carcinoma mammario è risultato il tumore femminile più comune in 157 Paesi su 185.


prevenzione tumore al seno


Quando iniziare la prevenzione al seno?


La prevenzione del tumore al seno dovrebbe iniziare già in giovane età attraverso una maggiore consapevolezza del proprio corpo e l'adozione di corrette abitudini di salute. A partire dai 20-25 anni può essere utile imparare a conoscere il normale aspetto e la normale consistenza del seno, così da individuare più facilmente eventuali cambiamenti da sottoporre all'attenzione del medico.


Nelle donne giovani, in assenza di sintomi o particolari fattori di rischio, gli esami strumentali non vengono generalmente eseguiti di routine, ma possono essere prescritti dallo specialista quando necessario. Con l'avanzare dell'età, invece, assumono un ruolo sempre più importante i programmi di screening mammografico e i controlli periodici finalizzati alla diagnosi precoce.


Gli attuali orientamenti e le principali linee guida internazionali raccomandano l'esecuzione regolare della mammografia a partire dai 45-50 anni, con controlli periodici che possono variare in base all'età, alla storia clinica personale e alla presenza di eventuali fattori di rischio. Per questo motivo è sempre consigliabile confrontarsi con uno specialista, così da definire il percorso di prevenzione più adatto alle proprie esigenze.


Come prevenire il cancro al seno?


Sebbene non sia possibile eliminare completamente il rischio di sviluppare un tumore al seno, diversi studi hanno dimostrato che una parte significativa dei casi è associata a fattori modificabili, cioè a comportamenti e abitudini sui quali è possibile intervenire.


Uno studio condotto su oltre 120.000 donne e pubblicato sull'American Journal of Epidemiology ha stimato che circa il 35% dei tumori mammari nelle donne in post-menopausa potrebbe essere associato a fattori potenzialmente modificabili, tra cui:


  • Aumento di peso;
  • Consumo di alcol;
  • Sedentarietà;
  • Utilizzo di terapia ormonale sostitutiva.


Secondo Cancer Australia, circa l'8% dei tumori mammari post-menopausa è attribuibile al sovrappeso o all'obesità e una quota simile è associata alla scarsa o totale assenza di attività fisica.


Accanto agli stili di vita, la prevenzione del tumore al seno comprende anche una serie di controlli e valutazioni mediche finalizzati all'identificazione precoce di eventuali anomalie. Rientrano in questo percorso la conoscenza del proprio seno attraverso l'autopalpazione, la visita senologica specialistica e gli esami diagnostici consigliati in base all'età e ai fattori di rischio individuali.


Principali strumenti di prevenzioneImportanza
Controllo del peso corporeoIl sovrappeso e l'obesità, specie dopo la menopausa, sono associati a un aumento del rischio
Attività fisica regolareFare sport può abbassare il rischio di insorgenza del tumore mammario
Limitazione del consumo di alcolAnche consumi moderati possono aumentare il rischio
Alimentazione equilibrataGli esperti consigliano una dieta ricca di frutta, verdura e alimenti poco processati
Autopalpazione del senoAiuta a riconoscere eventuali cambiamenti del seno
Visita senologicaPermette di ottenere una valutazione clinica da parte di un esperto
Esami di screeningFavoriscono l'identificazione precoce di eventuali alterazioni
Smettere di fumareÈ importante non soltanto non fumare ma anche limitare l'esposizione al fumo passivo
Allattamento al senoPer abbassare i rischi meglio allattare al seno, se possibile


Come fare l'autopalpazione del seno?


L'autopalpazione del seno è una pratica che consente alle donne di acquisire familiarità con l'aspetto e la consistenza abituale delle proprie mammelle, allo scopo di favorire la "breast awareness" cioè la capacità di riconoscere tempestivamente eventuali cambiamenti da segnalare al medico.


In genere si consiglia di eseguire l'autopalpazione una volta al mese. Nelle donne in età fertile il momento migliore è alcuni giorni dopo la fine delle mestruazioni, quando il seno è meno soggetto alle variazioni ormonali del ciclo. Dopo la menopausa, invece, può essere utile scegliere un giorno fisso del mese per effettuare il controllo con regolarità.


L'autopalpazione può essere eseguita in tre semplici fasi:


  • Davanti allo specchio, osservando il seno per individuare eventuali cambiamenti nella forma, nelle dimensioni, nella simmetria o nell'aspetto della pelle e dei capezzoli;
  • In piedi o sotto la doccia, palpando con i polpastrelli delle dita l'intera mammella e l'area ascellare alla ricerca di noduli, ispessimenti o altre anomalie;
  • Da sdraiate, controllando sistematicamente tutto il tessuto mammario e la regione ascellare con movimenti regolari e una pressione gradualmente più profonda.


L'importanza dell'autopalpazione è stata evidenziata anche da Lillie D. Shockney, professoressa emerita di oncologia mammaria presso la Johns Hopkins University. In un'intervista pubblicata sul sito del National Breast Cancer Foundation, importante organizzazione no profit statunitense, la Prof. Shockney ha rivelato che: "Il 40% dei tumori al seno diagnosticati viene individuato da donne che avvertono un nodulo, quindi è molto importante iniziare a eseguire regolarmente l'autopalpazione del seno".


Sebbene questo controllo possa aiutare a individuare precocemente eventuali alterazioni, è doveroso chiarire l'autopalpazione non sostituisce la visita senologica, la mammografia o gli altri esami di screening raccomandati. Nonostante ciò, conoscere il normale aspetto delle proprie mammelle può favorire una segnalazione più tempestiva di noduli, secrezioni dal capezzolo, cambiamenti della pelle o altre anomalie che meritano una valutazione specialistica.


Cosa prevede una visita senologica?


La visita senologica è un controllo specialistico finalizzato a valutare lo stato di salute della mammella e a identificare eventuali alterazioni che potrebbero richiedere ulteriori approfondimenti diagnostici. Rappresenta uno degli strumenti più importanti della prevenzione del tumore al seno e può essere consigliata sia nell'ambito dei controlli periodici sia in presenza di sintomi o cambiamenti rilevati durante l'autopalpazione.


A differenza dell'autopalpazione, che viene eseguita dalla donna a casa, la visita senologica è effettuata da un medico esperto nella diagnosi delle patologie mammarie. Grazie alla propria esperienza clinica, lo specialista può riconoscere segni e anomalie che potrebbero passare inosservati o essere interpretati in modo errato dalla paziente. La visita si articola generalmente in diverse fasi:


  • Raccolta della storia clinica, con particolare attenzione a familiarità per tumore al seno, precedenti patologie mammarie, terapie in corso e fattori di rischio individuali;
  • Osservazione del seno, per valutare eventuali variazioni nella forma, nella simmetria, nella pelle o nei capezzoli;
  • Palpazione della mammella e delle aree linfonodali, comprese ascelle e regione sopra-claveare, alla ricerca di noduli, ispessimenti o altre anomalie;
  • Valutazione di eventuali sintomi, come dolore, secrezioni dal capezzolo, cambiamenti della pelle o alterazioni percepite dalla paziente.


Nella maggior parte dei casi la visita senologica ha esito normale. Qualora il medico riscontri un reperto meritevole di approfondimento, potrà consigliare ulteriori accertamenti. È importante sottolineare che la visita senologica non sostituisce gli esami di screening raccomandati per la prevenzione del tumore al seno.


L'importanza di una valutazione specialistica tempestiva emerge anche dalle testimonianze delle pazienti. In un racconto pubblicato dalla South Yorkshire and Bassetlaw Cancer Alliance, rete sanitaria britannica che coordina le attività di prevenzione, diagnosi e cura oncologica nella regione dello Yorkshire, Katie ha descritto il suo percorso.


"Mi sento davvero fortunata - ammette Kate - . Ho trovato il nodulo, sono andata dal medico di base, ho fatto gli esami in ospedale e mi è stato diagnosticato il cancro al seno, tutto in meno di quattro settimane. Se qualcuno fosse preoccupato per un potenziale segno o sintomo di cancro, consiglierei senza esitazione di consultare il proprio medico di base. La diagnosi precoce è fondamentale per sconfiggere il cancro. Potrebbe rivelarsi innocuo, ma non pensate che sia una perdita di tempo. È sempre meglio farsi controllare ed escludere che sia innocuo, piuttosto che ignorarlo e rischiare che il cancro si diffonda".


Che esami fare per la prevenzione del tumore al seno?


La prevenzione del tumore al seno si basa su diversi esami che possono essere prescritti in base all'età, alle caratteristiche del tessuto mammario, alla presenza di sintomi e ai fattori di rischio individuali. Tra questi, la mammografia rappresenta il principale strumento di screening per la diagnosi precoce del carcinoma mammario.


Mammografia


La mammografia è un esame radiologico che utilizza basse dosi di raggi X per ottenere immagini dettagliate della mammella. Si tratta dell'esame di riferimento nei programmi di screening organizzati perché consente di individuare noduli, microcalcificazioni e altre alterazioni che possono rappresentare i primi segnali di un tumore al seno, spesso prima che diventino palpabili.


Secondo i dati riportati dalla letteratura scientifica, la mammografia è in grado di identificare fino all'85-90% dei tumori mammari non ancora percepibili all'esame clinico. Per le donne a rischio medio, le raccomandazioni europee prevedono generalmente l'esecuzione periodica della mammografia a partire dai 45-50 anni, con frequenza variabile in base all'età e alle indicazioni dello specialista.


Ecografia mammaria


L'ecografia mammaria utilizza ultrasuoni ad alta frequenza per produrre immagini del tessuto mammario. È particolarmente utile nelle donne giovani e nelle pazienti con seno denso, condizione che può rendere più complessa l'interpretazione della mammografia.


Questo esame consente di distinguere con maggiore precisione le lesioni solide dalle cisti contenenti liquido e viene spesso utilizzato come approfondimento complementare alla mammografia o alla visita senologica.


Risonanza magnetica mammaria


La risonanza magnetica mammaria è un esame ad elevata sensibilità che utilizza campi magnetici e, nella maggior parte dei casi, un mezzo di contrasto per studiare il tessuto mammario.


Generalmente viene riservata alle donne considerate ad alto rischio di tumore al seno, come quelle con importanti fattori ereditari o una predisposizione genetica documentata. La risonanza non sostituisce mammografia ed ecografia, ma può integrare questi esami quando il medico ritiene necessario un approfondimento diagnostico più accurato.


Test genetici


In presenza di una forte familiarità per tumore della mammella o dell'ovaio, lo specialista può valutare l'opportunità di eseguire un test genetico per la ricerca di mutazioni ereditarie, come quelle dei geni BRCA1 e BRCA2.


Generalmente questi esami vengono presi in considerazione quando sono presenti più casi di tumore al seno in famiglia, diagnosi in età giovane o casi di tumore mammario maschile. Un risultato positivo non significa che la persona svilupperà necessariamente un tumore, ma consente di definire programmi di prevenzione e controlli personalizzati.


EsameQuando viene utilizzato
MammografiaEsame di riferimento per lo screening e la diagnosi precoce del tumore al seno
Ecografia mammariaParticolarmente utile nelle donne giovani e/o con seni densi
Risonanza magnetica mammariaIndicata soprattutto nelle donne ad alto rischio o in specifici casi
Test genetici (BRCA1 e BRCA2)Consigliati in presenza di familiarità o sospetta predisposizione ereditaria


Cosa mangiare e cosa evitare per prevenire il tumore al seno?


L'alimentazione rappresenta uno dei fattori modificabili che possono contribuire alla prevenzione del tumore al seno. Sebbene non esistano alimenti in grado di prevenire con certezza la malattia, numerose ricerche suggeriscono che alcuni modelli alimentari possono aiutare a ridurre il rischio, soprattutto quando associati a un peso corporeo adeguato e a uno stile di vita attivo.


Tra i modelli alimentari maggiormente studiati vi è la dieta mediterranea, caratterizzata da un elevato consumo di frutta, verdura, legumi, cereali integrali, pesce e olio extravergine d'oliva. Una recente meta-analisi ha evidenziato che una maggiore aderenza a questo modello alimentare è associata a una riduzione del rischio di tumore al seno, in particolare nelle donne dopo la menopausa.


Al contrario, il consumo di alcol rappresenta uno dei fattori nutrizionali maggiormente associati all'aumento del rischio di carcinoma mammario. Per questo motivo le principali organizzazioni internazionali raccomandano di limitarne il più possibile l'assunzione.


Alimenti e abitudini consigliatiAlimenti e abitudini da limitare
Frutta e verduraBevande alcoliche
LegumiConsumo frequente di alimenti ultra-processati
Cereali integraliEccesso calorico che favorisce sovrappeso e obesità
PesceBevande zuccherate consumate abitualmente
Olio extravergine d'olivaDiete squilibrate e povere di alimenti vegetali
Frutta secca in quantità moderateSedentarietà associata a cattive abitudini alimentari


Domande frequenti


Qual è il mese di prevenzione per i tumori al seno?


Il mese della prevenzione del tumore al seno è ottobre, conosciuto a livello internazionale come il Mese Rosa. Durante questo periodo vengono promosse campagne di sensibilizzazione, screening e iniziative dedicate alla salute della mammella.


Quando fare l'autopalpazione del seno?


L'autopalpazione dovrebbe essere eseguita una volta al mese. Nelle donne in età fertile è consigliabile effettuarla alcuni giorni dopo la fine delle mestruazioni, mentre dopo la menopausa è utile scegliere un giorno fisso del mese.


Quando si fa il test genetico per il tumore al seno?


Il test genetico viene generalmente consigliato in presenza di forte familiarità per tumore al seno o all'ovaio, diagnosi in giovane età o casi di tumore mammario maschile in famiglia. La valutazione deve essere effettuata da uno specialista.


Qual è il programma di prevenzione per il tumore al seno?


Un programma di prevenzione comprende autopalpazione, visita senologica, esami di screening periodici e adozione di corretti stili di vita, adattati all'età e ai fattori di rischio della singola donna.


Quali sono i controlli di prevenzione per il tumore al seno consigliati a 30 anni?


A 30 anni sono generalmente consigliati autopalpazione regolare, visita senologica periodica ed ecografia mammaria (quando indicata dallo specialista). La mammografia viene solitamente riservata a casi selezionati o a donne con fattori di rischio specifici.


Quando fare la prima visita senologica?


In assenza di sintomi o fattori di rischio particolari, la prima visita senologica può essere effettuata intorno ai 25 anni. In caso di familiarità o disturbi sospetti, il controllo può essere anticipato su indicazione del medico.


In quale fase del ciclo fare la visita senologica?


La visita senologica è generalmente consigliata tra il 5° e il 12° giorno del ciclo mestruale, quando il seno è meno congestionato e più facilmente valutabile dal medico.


Fonti e bibliografia


  • Who.int/news-room/fact-sheets/detail/breast-cancer;
  • Tamimi, Rulla M et al. “Population Attributable Risk of Modifiable and Nonmodifiable Breast Cancer Risk Factors in Postmenopausal Breast Cancer.” American journal of epidemiology vol. 184,12 (2016): 884-893. doi:10.1093/aje/kww145;
  • Canceraustralia.gov.au/breast-cancer-risk-factors/modifiable-factors/lifestyle-factors;
  • Nationalbreastcancer.org/breast-self-exam/;
  • Canceralliancesyb.co.uk/get-involved/patient-stories/katies-story;
  • Karimi M, Asbaghi O, Hooshmand F, Aghayan AH, Shariati AA, Kazemi K, Amirpour M, Davoodi SH, Larijani B. Adherence to Mediterranean Diet and Breast Cancer Risk: A Meta-Analysis of Prospective Observational Studies. Health Sci Rep. 2025 Apr 18;8(4):e70736. doi: 10.1002/hsr2.70736. PMID: 40256142; PMCID: PMC12007187.

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