- Cos'è il check-up del microbiota intestinale?
- Chi dovrebbe farlo?
- Che esami fare per controllare il microbiota intestinale?
- Come si svolge il check-up?
- Quanto costa un test del microbiota intestinale?
- Dove fare il test del microbiota intestinale?
- Domande Frequenti
Cos'è il check-up del microbiota intestinale?
Il check-up del microbiota intestinale è un percorso diagnostico che ha l'obiettivo di analizzare la composizione e l'equilibrio della flora batterica intestinale, valutando la presenza e l'abbondanza delle diverse popolazioni microbiche che popolano il tratto gastrointestinale.
Il microbiota intestinale è l'insieme dei microrganismi che vivono all'interno del nostro intestino, tra cui batteri, virus, funghi e altri microrganismi. Questi organismi convivono in equilibrio con il nostro corpo e svolgono numerose funzioni importanti, tra cui:
- Favorire la digestione e l'assorbimento dei nutrienti;
- Proteggere l'organismo dalla proliferazione di microrganismi patogeni;
- Supportare il sistema immunitario;
- Partecipare alla produzione di alcune vitamine, tra cui la vitamina B12;
- Contribuire all'eliminazione di sostanze potenzialmente dannose;
- Influenzare il metabolismo e i meccanismi che regolano fame e sazietà.
Spesso, i termini microbiota e microbioma vengono utilizzati come sinonimi ma, in realtà, non indicano esattamente la stessa cosa.
| Microbiota | Microbioma |
| Insieme dei microrganismi presenti nel nostro organismo | Patrimonio genetico complessivo dei microrganismi e dei geni che essi esprimono |
L'analisi del microbiota permette quindi di ottenere informazioni preziose sullo stato di salute dell'ecosistema intestinale e di individuare eventuali alterazioni che potrebbero influenzare il benessere generale della persona.

Chi dovrebbe farlo?
Il test del microbiota intestinale può essere eseguito da chiunque desideri approfondire lo stato di salute del proprio ecosistema intestinale, ma può risultare particolarmente utile in presenza di sintomi gastrointestinali persistenti o di condizioni che potrebbero essere influenzate da alterazioni della flora batterica. In particolare, il check-up viene spesso consigliato a persone che soffrono di:
- Gonfiore addominale frequente;
- Diarrea o stitichezza cronica;
- Sindrome dell'intestino irritabile (IBS);
- Malattie infiammatorie croniche intestinali;
- Intolleranze alimentari;
- Obesità o sindrome metabolica;
- Infezioni urogenitali ricorrenti;
- Patologie autoimmuni;
- Disturbi dermatologici;
- Ansia, stress o depressione.
L'esame può essere utile anche dopo trattamenti antibiotici prolungati o in presenza di sintomi gastrointestinali che non trovano una spiegazione chiara attraverso gli accertamenti tradizionali.
Alla base di queste indicazioni vi è il concetto di disbiosi intestinale, ovvero un'alterazione dell'equilibrio tra i diversi microrganismi che popolano l'intestino. Quando il microbiota è in salute, contribuisce infatti alla regolazione del metabolismo, al corretto funzionamento del sistema immunitario e alla protezione contro numerose malattie.
Al contrario, uno squilibrio dell'ecosistema intestinale può essere associato a diverse condizioni, tra cui:
- Malattie infiammatorie intestinali;
- Obesità;
- Diabete di tipo 2;
- Sindrome metabolica;
- Altre problematiche croniche.
Secondo una recente ricerca internazionale condotta su 180 Paesi, gli squilibri del microbiota intestinale potrebbero avere un ruolo importante nell'aumento globale delle malattie infiammatorie croniche intestinali. Lo studio ha evidenziato che tra il 1990 e il 2023 la prevalenza mondiale di queste patologie è aumentata da 396 a 523 casi ogni 100.000 abitanti e che le aree con maggiore disbiosi intestinale registrano una crescita dell'incidenza fino a 3,2 volte superiore rispetto alle regioni caratterizzate da un microbiota più equilibrato.
Che esami fare per controllare il microbiota intestinale?
Oggi esistono diverse tipologie di test che consentono di valutare lo stato di salute del microbiota intestinale. La scelta dell'esame dipende dal livello di approfondimento richiesto e dagli obiettivi dell'indagine.
Nella maggior parte dei casi, il check-up del microbiota si basa sull'analisi di un campione fecale, che viene studiato per identificare i microrganismi presenti nell'intestino e valutarne l'equilibrio complessivo.
Le metodiche più moderne utilizzano tecnologie di sequenziamento genetico che consentono di analizzare il DNA dei microrganismi intestinali. Tra queste troviamo:
- Sequenziamento del gene 16S rRNA, utilizzato principalmente per identificare le diverse popolazioni batteriche presenti nel campione;
- Whole Genome Sequencing (WGS), una tecnica più avanzata che permette di analizzare l'intero patrimonio genetico dei microrganismi intestinali, offrendo una visione più completa di batteri, virus e funghi presenti nell'ecosistema intestinale.
Questi esami consentono di ottenere informazioni dettagliate sulla composizione del microbiota, sull'eventuale presenza di squilibri e sulle potenziali funzioni metaboliche svolte dai microrganismi identificati.
In alcuni casi possono essere effettuati test di controllo successivi al primo esame, con l'obiettivo di verificare l'efficacia di eventuali interventi nutrizionali, integrazioni o trattamenti mirati al riequilibrio della flora intestinale.
A seconda del quadro clinico e dei sintomi del paziente, il medico può affiancare all'analisi del microbiota ulteriori accertamenti, tra cui:
- Esame chimico-fisico delle feci;
- Coprocoltura;
- Ricerca di parassiti intestinali;
- Marcatori di infiammazione intestinale;
- Test metabolici o nutrizionali.
L'insieme di questi esami consente di ottenere una valutazione più completa della salute intestinale e di contestualizzare correttamente i risultati dell'analisi del microbiota.
| Tipologia di esame | Cosa valuta |
| Analisi del microbiota con sequenziamento 16S rRNA | Identifica le principali popolazioni batteriche presenti nell'intestino e ne valuta l'equilibrio. |
| Analisi del microbiota con Whole Genome Sequencing (WGS) | Analizza l'intero patrimonio genetico dei microrganismi intestinali, inclusi batteri, virus e funghi. |
| Test di monitoraggio (follow-up) | Verifica l'efficacia di eventuali interventi terapeutici, nutrizionali o integrativi effettuati dopo il primo test. |
| Coprocoltura | Ricerca la presenza di batteri patogeni responsabili di infezioni intestinali. |
| Esame chimico-fisico delle feci | Valuta caratteristiche delle feci utili a individuare alterazioni digestive o intestinali. |
| Ricerca di parassiti intestinali | Individua eventuali infestazioni parassitarie del tratto gastrointestinale. |
| Marcatori di infiammazione intestinale | Permette di evidenziare possibili stati infiammatori a carico dell'intestino. |
| Test nutrizionali e metabolici | Forniscono informazioni aggiuntive sullo stato nutrizionale e sul metabolismo del paziente. |
Come si svolge il check-up?
Il percorso inizia generalmente con una visita gastroenterologica, durante la quale lo specialista raccoglie informazioni sui sintomi, sulle abitudini alimentari, sulla storia clinica del paziente e sugli eventuali disturbi gastrointestinali presenti. Questa fase è importante per valutare l'opportunità di eseguire il test del microbiota ed escludere altre possibili patologie che potrebbero richiedere approfondimenti differenti.
Raccolta del campione
L'esame del microbiota intestinale si basa sull'analisi di un piccolo campione di feci. Nella maggior parte dei casi il paziente riceve un kit dedicato e può effettuare la raccolta direttamente a casa seguendo le istruzioni fornite dal laboratorio. Una volta raccolto, il campione deve essere consegnato secondo le modalità e le tempistiche indicate dalla struttura che esegue l'esame.
Analisi del microbiota
Dopo la consegna, il campione viene sottoposto ad analisi mediante tecniche avanzate di sequenziamento genetico che consentono di identificare i microrganismi presenti nell'intestino e valutarne la distribuzione. I dati ottenuti vengono successivamente elaborati attraverso sistemi bioinformatici che permettono di ricostruire il profilo del microbiota e individuare eventuali squilibri dell'ecosistema intestinale.
Referto e interpretazione dei risultati
Al termine dell'analisi viene elaborato un report dettagliato che descrive la composizione del microbiota e le principali caratteristiche emerse dall'esame. È importante ricordare che il test del microbiota non serve a diagnosticare patologie ma è uno strumento di supporto che fornisce informazioni utili allo specialista per comprendere meglio lo stato dell'ecosistema intestinale.
Visita di follow-up
In molti percorsi il check-up si conclude con una seconda visita gastroenterologica durante la quale il medico interpreta i risultati alla luce della storia clinica del paziente e, se necessario, propone un programma personalizzato che può includere:
- Modifiche dell'alimentazione;
- Consulenza nutrizionale;
- Integrazione con probiotici o prebiotici;
- Ulteriori approfondimenti diagnostici;
- Monitoraggio nel tempo dell'equilibrio del microbiota.
Per comprendere meglio il ruolo attuale dei test sul microbiota intestinale abbiamo raccolto il parere della Dott.ssa Isabella De Felici, dirigente medico presso l'Unità Operativa di Gastroenterologia dell'Ospedale Sandro Pertini di Roma e medico accreditato di EccellenzaMedica.it. Nell'intervista realizzata dalla manager di Eccellenza Medica Roberta Sestito e pubblicata sul portale Gastroenterologo.eu, la specialista ha approfondito potenzialità, limiti e corretto utilizzo delle moderne analisi del microbiota intestinale.
"Oggi - spiega la Dott.ssa De Felici - disponiamo di strumenti diagnostici molto avanzati per analizzare il microbiota, come il sequenziamento del gene 16S rRNA e la metagenomica, che consentono di ottenere una fotografia dettagliata dell'ecosistema intestinale. Tuttavia, la tecnologia è ormai matura mentre l'interpretazione clinica è ancora in evoluzione. I test possono identificare squilibri e disbiosi, ma non esiste ancora un esame capace di indicare automaticamente il probiotico perfetto o la terapia ideale per ogni individuo. Per questo motivo la valutazione del microbiota deve sempre essere integrata con la storia clinica, i sintomi e il giudizio dello specialista. Il consiglio ai pazienti è di non partire dal test, ma dal professionista: il test è una bussola molto utile, ma serve qualcuno che sappia leggere correttamente la mappa".
Le considerazioni della Dott.ssa De Felici riflettono l'orientamento della comunità scientifica internazionale: i test sul microbiota rappresentano uno strumento promettente per la medicina personalizzata, ma i risultati devono essere interpretati all'interno di un percorso clinico strutturato e non come una diagnosi autonoma.
Quanto costa un test del microbiota intestinale?
Il costo di un test del microbiota intestinale parte generalmente da circa 150 euro per le analisi di base. Il prezzo può però aumentare in base a diversi fattori, tra cui la tecnologia utilizzata per l'analisi, il livello di approfondimento del report e l'eventuale inclusione di visite gastroenterologiche, consulenze nutrizionali o controlli di follow-up.
Dove fare il test del microbiota intestinale?
Il test del microbiota intestinale può essere effettuato presso laboratori specializzati, centri di gastroenterologia, strutture dedicate alla nutrizione clinica e poliambulatori che offrono percorsi di medicina personalizzata.
Per individuare la struttura più adatta alle proprie esigenze è possibile utilizzare anche EccellenzaMedica.it, portale italiano di prenotazioni mediche online che seleziona e mette in contatto i pazienti con centri medici e specialisti qualificati in tutta Italia e che consente di prenotare visite gastroenterologiche ed esami diagnostici in modo semplice e veloce.
Domande frequenti
Il test del microbiota è affidabile?
Sì, se eseguito presso laboratori qualificati e interpretato da professionisti esperti.
Quali batteri vengono analizzati?
Il test analizza le principali popolazioni microbiche intestinali, inclusi batteri benefici e potenzialmente associati a condizioni di disbiosi.
Come migliorare il microbiota intestinale?
Generalmente attraverso una dieta ricca di fibre, frutta, verdura, legumi e alimenti fermentati, oltre a uno stile di vita sano e attivo.
Quanto tempo occorre per ottenere i risultati?
Nella maggior parte dei casi il referto è disponibile entro 2-4 settimane dalla consegna del campione.
A cosa serve il check-up del microbiota?
Serve a valutare la composizione del microbiota intestinale e a individuare eventuali squilibri che potrebbero influenzare la salute digestiva, metabolica e immunitaria.
Fonti e bibliografia
- Emjreviews.com/gastroenterology/news/gut-microbiota-imbalance-linked-to-rapid-global-rise-in-ibd/;
- Gastroenterologo.eu/probiotici-intervista-isabella-de-felici.

