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Ortopedia della colonna vertebrale: specialisti, patologie e cure


In breve:


  • L’ortopedia vertebrale si occupa delle strutture ossee, articolari e discali della colonna;
  • Ernie, stenosi, scoliosi, artrosi e fratture rientrano tra le principali condizioni trattate;
  • Dolore persistente, difficoltà nei movimenti e sintomi neurologici richiedono una valutazione medica;
  • Ortopedici, neurochirurghi, fisiatri e fisioterapisti possono collaborare nel medesimo percorso di cura;
  • La diagnosi nasce dalla visita clinica e può avvalersi eventualmente di esami strumentali;
  • La maggior parte dei percorsi inizia con trattamenti conservativi; la chirurgia è riservata ai casi particolarmente gravi;
  • La scelta del centro deve considerare esperienza nella specifica patologia e approccio multidisciplinare;
  • Il consulto può essere prenotato presso strutture pubbliche, private o attraverso portali online.


Cos'è l'Ortopedia della colonna vertebrale?


L’ortopedia della colonna vertebrale è la branca dell’ortopedia dedicata alle strutture che formano e sostengono il rachide. Si occupa di vertebre, dischi intervertebrali, articolazioni, legamenti nonché dei rapporti di queste strutture con il midollo spinale e le radici nervose. Il suo campo di intervento comprende tutti i tratti della colonna:


  • Cervicale, situato nella zona del collo;
  • Dorsale o toracico, nella parte centrale della schiena;
  • Lombare, nella parte inferiore della schiena;
  • Lombo-sacrale, nel punto di collegamento tra colonna e bacino.


ortopedia della colonna vertebrale


Quando rivolgersi a uno specialista della colonna vertebrale?


È opportuno rivolgersi a uno specialista della colonna vertebrale in presenza di:


  • Dolore cervicale o lombare che non migliora;
  • Dolore che si estende a un braccio o a una gamba;
  • Formicolio, perdita di sensibilità o debolezza muscolare;
  • Difficoltà nel camminare o nel mantenere l’equilibrio;
  • Rigidità progressiva o diminuzione della capacità di svolgere determinati movimenti;
  • Deformità visibili o cambiamenti della postura;
  • Dolore comparso dopo una caduta o un incidente;
  • Diagnosi già nota di ernia, stenosi, scoliosi o frattura vertebrale;
  • Sintomi che non scompaiono nonostante farmaci, fisioterapia o riposo.


L’Istituto Superiore di Sanità, principale ente pubblico italiano per la ricerca e la tutela della salute, precisa che nella maggior parte dei casi il mal di schiena non deriva da un danno grave. Raccomanda comunque di consultare il medico quando il dolore è difficile da controllare, genera preoccupazione o dura oltre sei settimane.


Alcuni sintomi richiedono invece un’assistenza medica urgente, in quanto potrebbero indicare una compressione neurologica o un’altra condizione potenzialmente grave. Tali segnali sono:


  • Perdita improvvisa di forza agli arti;
  • Difficoltà a controllare urina o feci;
  • Minore sensibilità nella zona genitale;
  • Dolore intenso associato a febbre o trauma di significativa entità.


In un’intervista pubblicata dalla National Spine Health Foundation, il chirurgo ortopedico americano Dott. Todd J. Albert, professore alla Weill Cornell Medical College e Surgeon-in-Chief Emeritus dell’Hospital for Special Surgery, ha sottolineato che: «Un intervento precoce e una corretta attenzione alla salute possono fare una grande differenza. Non si tratta soltanto della colonna, ma del benessere dell’intero organismo. Comprendere come funziona la schiena aiuta a prendere decisioni più consapevoli sul proprio percorso di cura».


Quale specialista si occupa dei problemi della colonna vertebrale?


L’ortopedico specializzato nella colonna vertebrale è il medico di riferimento per le alterazioni che interessano vertebre, dischi e articolazioni del rachide. Può proporre trattamenti conservativi e, se in possesso di una formazione specifica come chirurgo ortopedico, eseguire interventi vertebrali. La cura della colonna è però spesso multidisciplinare. Lo specialista più indicato dipende dalla causa dei sintomi e dalle strutture coinvolte.


ProfessionistaQuando può essere coinvolto
Ortopedico vertebraleValuta patologie degenerative, deformità, instabilità, fratture e altri problemi strutturali della colonna
NeurochirurgoSi occupa soprattutto delle condizioni che coinvolgono midollo spinale, radici nervose e strutture neurologiche
FisiatraCoordina i percorsi non chirurgici e riabilitativi per recuperare movimento e autonomia
NeurologoSi focalizza su formicolii, debolezza e disturbi della sensibilità, specie in caso di origine incerta di tali sintomi
ReumatologoInterviene qualora vi sia il sospetto di un dolore legato a una patologia infiammatoria o autoimmune
Specialista in terapia del doloreAiuta a controllare il dolore persistente con trattamenti farmacologici o procedure mirate
FisioterapistaEsegue il programma riabilitativo prescritto o concordato con il medico


Ortopedico vertebrale e neurochirurgo possono trattare alcune delle stesse patologie ed entrambi possono eseguire interventi sulla colonna. Il titolo della specializzazione, quindi, non è l’unico criterio da considerare. Contano soprattutto la formazione specifica, l’esperienza nella patologia da trattare e il numero di procedure eseguite.


In presenza di sintomi non ancora inquadrati, il medico di famiglia può rappresentare il primo riferimento e indirizzare il paziente verso il professionista più adatto. Nei casi complessi, il percorso può coinvolgere più specialisti che condividono diagnosi, obiettivi e trattamento.


Quali sono le patologie che rientrano nell'ortopedia della colonna vertebrale?


L’ortopedia della colonna vertebrale tratta patologie degenerative, traumatiche, deformative e congenite del rachide. Si occupa inoltre delle alterazioni che possono comprimere il midollo spinale o le radici nervose.


Gruppo di patologieEsempi
Patologie degenerativeArtrosi vertebrale, discopatia e degenerazione dei dischi intervertebrali
Compressioni nervoseErnia del disco, stenosi del canale vertebrale e radicolopatie
Deformità della colonnaScoliosi, cifosi e lordosi patologica
Instabilità vertebraliSpondilolistesi e cedimenti vertebrali
Patologie traumaticheFratture e lesioni causate da cadute, incidenti o attività sportive
Patologie legate alla fragilità osseaFratture vertebrali associate all’osteoporosi
Condizioni congenite o dello sviluppoMalformazioni vertebrali e scoliosi dell’età evolutiva
Patologie meno comuniInfezioni, tumori vertebrali e conseguenze di precedenti interventi


Il mal di schiena è un sintomo che può avere cause differenti. Inoltre, la presenza di un’alterazione alla risonanza magnetica non dimostra automaticamente che quella sia l’origine del dolore.


Una revisione sistematica pubblicata sull’American Journal of Neuroradiology, rivista scientifica internazionale dedicata alla diagnostica del sistema nervoso e della colonna, ha analizzato gli esami di 3.110 persone prive di sintomi. Segni di degenerazione del disco erano presenti nel 37% dei ventenni e nel 96% degli ottantenni. Anche il rigonfiamento del disco aumentava dal 30% a vent’anni all’84% a ottant’anni.


Questi risultati indicano che alcune modificazioni della colonna fanno parte del normale processo di invecchiamento e potrebbero non provocare dolore. Per questo motivo, lo specialista interpreta le immagini sempre insieme ai sintomi e all’esame clinico.


Come vengono diagnosticati i problemi della colonna vertebrale?


La visita ortopedica della colonna comincia con alcune domande su:


  • Sede, intensità e durata del dolore;
  • Movimenti o posizioni che modificano i sintomi;
  • Eventuale irradiazione verso braccia o gambe;
  • Presenza di formicolio, debolezza o perdita di sensibilità;
  • Traumi, interventi precedenti e terapie già provate;
  • Attività lavorative, sportive e limitazioni quotidiane.


Durante l’esame clinico, il medico osserva postura, allineamento e modo di camminare. Valuta poi mobilità, forza muscolare, sensibilità e riflessi. Alcune manovre possono aiutare a capire se una radice nervosa è irritata o compressa.


Gli esami strumentali vengono scelti in base al sospetto diagnostico:


  • La radiografia mostra vertebre, curve, allineamento e possibili fratture;
  • La risonanza magnetica studia dischi, midollo, radici nervose e tessuti molli;
  • La TAC offre immagini dettagliate delle strutture ossee;
  • L’elettromiografia valuta il funzionamento di nervi e muscoli in presenza di sintomi neurologici;
  • La densitometria ossea misura la resistenza dell’osso quando si sospetta osteoporosi;
  • Gli esami del sangue possono ricercare segni di infiammazione o infezione.


Non tutti i pazienti devono sottoporsi immediatamente a un test di imaging. Una risonanza, ad esempio, può diventare utile se i sintomi persistono o peggiorano, se compaiono deficit neurologici oppure se si sta valutando un trattamento invasivo.


Quali trattamenti propone l’ortopedia della colonna vertebrale?


Il trattamento dipende dalla causa dei sintomi, dalla loro intensità e dalle limitazioni che provocano. Nella maggior parte dei casi, il percorso inizia con cure conservative e viene modificato in base alla risposta del paziente.


Trattamenti conservativi


Le opzioni non chirurgiche possono comprendere:


  • Farmaci antidolorifici o antinfiammatori prescritti dal medico;
  • Fisioterapia ed esercizio terapeutico;
  • Correzione dei movimenti che sovraccaricano la colonna;
  • Graduale ripresa delle attività quotidiane;
  • Controllo del peso e sospensione del fumo;
  • Tutori.


Se la patologia lo consente, meglio evitare il riposo assoluto e mantenersi attivi, così da preservare forza, mobilità e autonomia.


Infiltrazioni e procedure contro il dolore


Se le cure iniziali si rivelano inefficaci, lo specialista può valutare infiltrazioni o altre procedure ad hoc. Questi trattamenti cercano di ridurre l’infiammazione o il dolore e non correggono necessariamente l’alterazione strutturale che lo provoca. L’indicazione deve quindi nascere da una diagnosi precisa.


Chirurgia della colonna


La chirurgia viene presa in considerazione in casi specifici, per esempio in presenza di una compressione neurologica importante, una frattura instabile, una deformità progressiva o sintomi invalidanti che non migliorano con le altre cure. In base alla patologia, gli interventi possono avere obiettivi differenti:


  • Liberare un nervo o il midollo da una compressione;
  • Rimuovere la parte di disco che causa i sintomi;
  • Stabilizzare vertebre instabili;
  • Correggere una deformità;
  • Trattare una frattura.


Una testimonianza pubblicata dall'Hospital for Special Surgery, ospedale statunitense specializzato in ortopedia, racconta il percorso di Raphael Kellman, medico e paziente con dolore lombare, rigidità e sintomi neurologici con i quali conviveva da anni. Dopo aver tentato diverse terapie, Kellman si è sottoposto a una fusione vertebrale mininvasiva. È lui stesso a raccontare come sia cambiata la sua vita dopo l'intervento: «Non ho più dolore o disabilità. Posso fare attività fisica come se non avessi mai avuto il problema».


Come scegliere un centro di ortopedia della colonna vertebrale?


Prima di scegliere un centro di ortopedia vertebrale è utile verificare:


  • Esperienza degli specialisti nella patologia da trattare;
  • Presenza di ortopedici vertebrali, neurochirurghi, fisiatri e fisioterapisti;
  • Possibilità di eseguire diagnosi, terapia e riabilitazione nello stesso percorso;
  • Numero e tipo di interventi effettuati dal chirurgo;
  • Disponibilità di assistenza dopo il trattamento;
  • Spiegazione chiara di benefici, rischi e alternative;
  • Possibilità di richiedere un secondo parere nei casi complessi.


Una revisione sistematica pubblicata sull’European Spine Journal, rivista scientifica internazionale dedicata alle patologie della colonna, ha esaminato il rapporto tra esperienza chirurgica e risultati. Gli studi analizzati associavano un maggiore volume di interventi del chirurgo a un rischio più basso di complicanze, degenze più brevi e minori costi ospedalieri.


In ogni caso, un centro affidabile non propone automaticamente la chirurgia. Deve saper offrire anche percorsi conservativi, confrontare le diverse opzioni disponibili e indicare l’intervento qualora i benefici attesi superino i rischi.


Come prenotare un consulto?


È possibile prenotare un consulto con uno specialista della colonna vertebrale attraverso:


  • Servizio Sanitario Nazionale, con impegnativa del medico;
  • Ospedale o ambulatorio privato;
  • Centro specializzato in patologie vertebrali;
  • Portale di prenotazioni mediche online.


Attraverso EccellenzaMedica.it, sito di prenotazioni mediche online, è possibile cercare ortopedici e centri selezionati nelle principali città italiane.


Domande frequenti


Quale sport fa bene alla colonna vertebrale?


Camminata, nuoto, ginnastica in acqua e bicicletta sono attività a basso impatto spesso ben tollerate. Sono utili anche esercizi mirati a rinforzare addome e muscoli della schiena.


Qual è la posizione che scarica meglio la colonna vertebrale?


Una posizione spesso comoda consiste nello stare sdraiati sulla schiena con un cuscino sotto le ginocchia. In alternativa, ci si può mettere sul fianco con un cuscino tra le gambe. Queste posizioni possono ridurre temporaneamente la tensione lombare, ma non curano la causa del dolore.


Come mantenere in buona salute la colonna vertebrale?


Per proteggere la colonna è utile mantenersi attivi, allenare la muscolatura, controllare il peso corporeo e non fumare. Durante la giornata conviene cambiare spesso posizione ed evitare di restare seduti o in piedi troppo a lungo. I pesi devono essere sollevati piegando le ginocchia, tenendoli vicini al corpo ed evitando torsioni improvvise.


Si può riallineare la colonna vertebrale?


Una postura temporaneamente alterata può migliorare con esercizio, fisioterapia e correzione delle abitudini. Una deformità strutturale, come una scoliosi, non può invece essere “raddrizzata” con una singola manipolazione.


Come si cura la scoliosi in età adulta?


La scoliosi dell’adulto viene trattata in base a dolore, rigidità, compressione dei nervi e progressione della curva. Le opzioni prevedono esercizio terapeutico, fisioterapia, farmaci e, in alcuni casi, infiltrazioni o tutori. La chirurgia è riservata soprattutto alle deformità gravi o progressive e ai sintomi che non rispondono alle altre cure.


Cos’è la stabilizzazione vertebrale L4-L5-S1?


È un intervento che stabilizza le ultime vertebre lombari e il loro collegamento con l’osso sacro. Il chirurgo può utilizzare viti, barre, gabbie e innesti ossei per favorire la fusione di L4-L5 e L5-S1. Può essere indicato in presenza di instabilità, spondilolistesi, deformità o degenerazione grave, ma richiede una valutazione individuale.


Quanto dura il recupero dopo un intervento alla colonna vertebrale?


I tempi cambiano in base alla procedura. Dopo una decompressione lombare, il rientro al lavoro può avvenire in circa 4-6 settimane e la ripresa delle normali attività può richiedere fino a 12 settimane. Dopo una fusione vertebrale, il consolidamento osseo dura diversi mesi e potrebbero volerci fino a 12 mesi per raggiungere il recupero completo.


Quanto costa un intervento chirurgico alla colonna vertebrale?


Nel Servizio Sanitario Nazionale l’intervento medicalmente indicato è generalmente coperto, mentre nel privato il costo dipende da tecnica, numero di vertebre coinvolte, materiali impiantati, équipe, degenza e riabilitazione. Per le procedure più complesse, i costi possono raggiungere diverse decine di migliaia di euro.


Fonti e bibliografia


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  • Spinehealth.org/spinal-anatomy-with-dr-todd-j-albert/;
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  • Malik AT, Panni UY, Mirza MU, Tetlay M, Noordin S. The impact of surgeon volume on patient outcome in spine surgery: a systematic review. Eur Spine J. 2018 Mar;27(3):530-542. doi: 10.1007/s00586-017-5447-2. Epub 2018 Jan 17. PMID: 29344731;
  • Hss.edu/back-in-the-game/stories/2017/11/raphael-kellman-m.d.

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