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Segnalato da: laRepubblica, IlGiornale, Salute33, ForumSalute.it
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Intervento alla cuffia dei rotatori: come si svolge e tempi di recupero


In breve:


  • L’intervento mira alla riparazione di uno o più tendini lesionati della cuffia dei rotatori;
  • La necessità di operare dipende dai sintomi, dalla funzione della spalla e dalle caratteristiche della lesione;
  • La riparazione si esegue spesso in artroscopia;
  • Dopo l’operazione, il tendine deve essere protetto mentre guarisce: recupero e riabilitazione richiedono diversi mesi;
  • Tempi e risultati variano da persona a persona.


Cos’è e cosa serve l’intervento alla cuffia dei rotatori?


L’intervento alla cuffia dei rotatori è un’operazione di riparazione di uno o più tendini lesionati della spalla. La cuffia, che comprende quattro muscoli e i rispettivi tendini, svolge un ruolo importante in quanto aiuta a stabilizzare l’articolazione e permette di sollevare e ruotare il braccio.


Quando un tendine si stacca dall’osso, il chirurgo può riportarlo nella sua sede e fissarlo alla testa dell’omero. L’obiettivo è ridurre il dolore e migliorare movimento, funzioni e forza della spalla. La riparazione può essere eseguita in artroscopia, attraverso piccole incisioni, oppure con una tecnica aperta.


intervento alla cuffia dei rotatori


Quando è necessario operare la cuffia dei rotatori?


Una lesione della cuffia dei rotatori non sempre va trattata chirurgicamente. L’ortopedico della spalla valuta dolore, forza e movimenti della spalla insieme alle caratteristiche della lesione. Ai fini della decisione è necessario considerare, inoltre, l’età, le attività svolte dal paziente e gli esiti delle cure già seguite. La chirurgia può essere presa in considerazione soprattutto quando:


  • Dolore e limitazione dei movimenti persistono nonostante un percorso di cura adeguato;
  • La lesione provoca una significativa perdita di forza o di funzionalità;
  • Vi è il sospetto, a seguito di un trauma, di una rottura completa che va valutata quanto prima.


Le linee guida del 2025 dell’American Academy of Orthopaedic Surgeons (AAOS), società scientifica statunitense di ortopedia, indicano che sia la fisioterapia sia la chirurgia possono migliorare i sintomi delle lesioni complete di piccole o medie dimensioni. Citano, tra gli altri, uno studio avviato su 103 pazienti: a dieci anni, chi era stato assegnato alla riparazione chirurgica riferiva in media 1,8 punti di dolore in meno su una scala da 0 a 10 rispetto al gruppo assegnato alla fisioterapia.


Il fattore tempo può giocare un ruolo importante quando un tendine si è staccato completamente dall’osso. In un’intervista pubblicata da Home Physio Group, il chirurgo ortopedico britannico Livio Di Mascio, specialista della spalla e dell’arto superiore, spiega: «Se un tendine presenta una rottura a tutto spessore e si è staccato dall’osso, con il tempo può ritrarsi al punto tale da diventare non più riparabile. Per questo sono raccomandate una valutazione e una diagnosi precoci».


Come si svolge l’intervento?


L’intervento viene eseguito spesso in artroscopia. In genere, la procedura prevede i seguenti passaggi:


  • Il chirurgo individua la lesione e valuta la qualità e la posizione del tendine;
  • Prepara il punto di fissaggio sulla testa dell’omero, dove il tendine deve essere riattaccato;
  • Riporta, poi, il tendine verso l’osso e lo fissa con suture, spesso collegate a piccole ancore inserite nell’osso;
  • Infine, chiude le incisioni e protegge il braccio con un tutore, secondo le indicazioni previste per quella riparazione.


In alcuni casi il chirurgo opta per una riparazione a cielo aperto, procedura che prevede l'accesso alla lesione tramite un’incisione più ampia. La tecnica viene scelta considerando le caratteristiche del tendine e il tipo di intervento che è stato programmato. In caso di lesione molto estesa o di tessuto troppo fragile, potrebbe non essere possibile effettuare una riparazione completa, pertanto sarà necessario considerare opzioni di trattamento alternative.


Cosa non fare dopo l’intervento alla cuffia dei rotatori?


Nelle prime settimane bisognerà proteggere il tendine riparato, evitando di sottoporre la spalla a sforzi eccessivi. In particolare, fino a quando l'ortopedico della spalla non darà indicazioni differenti, occorrerà evitare di:


  • Sollevare o trasportare oggetti con il braccio operato, anche se sembrano leggeri;
  • Alzare il braccio lontano dal corpo senza sostegno o portarlo dietro la schiena;
  • Forzare i movimenti o gli esercizi per cercare di recuperare più velocemente;
  • Riprendere lavori domestici pesanti, sport o attività che comportano movimenti sopra la testa prima del via libera dell’équipe curante.


Proteggere la spalla non significa tenerla completamente ferma. Sarà il fisioterapista a suggerire i movimenti da svolgere e quando eseguirli.


Come avviene la riabilitazione?


La riabilitazione dopo la riparazione della cuffia dei rotatori procede per fasi. All’inizio gli esercizi mirano a proteggere il tendine appena fissato; in seguito aiutano a recuperare il movimento e, infine, la forza. Il chirurgo e il fisioterapista stabiliscono quando passare da una fase all’altra in base alla lesione e al tipo di riparazione eseguita.


Fase del recuperoCosa prevede
Protezione inizialeIl fisioterapista mostra i movimenti consentiti e gli esercizi per mano, polso e gomito. Può indicare anche movimenti della spalla da eseguire con sostegno.
Recupero del movimentoGli esercizi aiutano a muovere la spalla in modo progressivamente più ampio e a riprendere le attività più leggere.
Recupero della forza

Dopo aver raggiunto una capacità di movimento e di controllo adeguati, si introducono esercizi di rinforzo, da adattare alle attività che il paziente intende riprendere.


Quali sono i tempi di convalescenza e di recupero?


Dopo l’intervento è possibile riprendere alcune attività leggere anche prima della completa guarigione del tendine. Per questo è utile distinguere il periodo della convalescenza, durante la quale è necessario proteggere la spalla e limitare le attività quotidiane più impegnative, dal recupero vero e proprio di forza e movimento.


Secondo Johns Hopkins Medicine, centro medico universitario statunitense, il tendine riparato impiega indicativamente circa sei settimane per iniziare ad aderire all’osso, tre mesi per formare un’adesione relativamente solida e sei-nove mesi per completare la guarigione.


Sul piano pratico, il recupero procede gradualmente. Le informazioni del South Tees Hospitals NHS Foundation Trust, struttura del servizio sanitario britannico, indicano che molti pazienti osservano gran parte dei miglioramenti nei primi tre-sei mesi. Il momento in cui riprendere lavoro, guida e attività fisica è, invece, legato al tipo di sforzo che ciascuna di queste attività impone alla spalla.


Interessante, in tal senso, è la testimonianza di Robert S. Kramer. Tutto cominciò durante una distensione su una panca: avvertì uno schiocco alla spalla sinistra, seguito da dolore intenso e gonfiore. La visita ortopedica alla spalla rivelò una lesione della cuffia dei rotatori per la quale fu indicato l’intervento.


Kramer racconta di essere giunto in sala operatoria con una certa apprensione. Il personale lo aiutò a tranquillizzarsi e il chirurgo gli spiegò cosa avrebbe fatto. Durante l’operazione, la lesione risultò più complessa di quanto previsto inizialmente. Di conseguenza, il suo racconto sul ritorno all’attività assume un significato ancora maggiore: «A cinque mesi dall’intervento sono tornato in palestra. La spalla sta molto bene, a parte i disturbi previsti di cui il chirurgo mi aveva parlato chiaramente».


Quali sono i rischi?


La riparazione della cuffia dei rotatori può ridurre il dolore e migliorare il movimento, ma non garantisce una completa guarigione né che la spalla torni come prima. Le possibili complicanze comprendono:


  • Rigidità della spalla: il movimento può essere difficile da recuperare e richiedere più tempo del previsto;
  • Dolore persistente: alcune persone continuano ad avvertire disturbi anche dopo la riparazione;
  • Mancata guarigione o nuova rottura del tendine: il tendine fissato potrebbe non aderire completamente all’osso oppure lesionarsi di nuovo;
  • Infezione e altre complicanze chirurgiche: sono meno frequenti, ma vanno considerate insieme ai rischi dell’anestesia.


L’University Hospital Southampton, ospedale del servizio sanitario britannico, stima un rischio di infezione inferiore all’1% e precisa che circa il 70-80% dei pazienti ottiene un miglioramento del dolore e del movimento, mentre il 10-20% continua ad avere dolore alla spalla. In presenza di dolore che aumenta insieme a febbre, arrossamento marcato o secrezioni dalla ferita è necessario rivolgersi quanto prima all'assistenza medica: tali segnali potrebbero indicare una complicanza da valutare velocemente.


Quanto costa l’intervento alla cuffia dei rotatori?


Il costo cambia soprattutto in base al regime in cui si esegue l’operazione.


Con il Servizio Sanitario Nazionale, quando la riparazione viene effettuata come ricovero in una struttura pubblica o accreditata, il paziente non paga l’intervento né un ticket per il ricovero. Visite, esami e sedute di riabilitazione erogati come prestazioni ambulatoriali possono invece prevedere un ticket, salvo esenzioni.


Nel privato, per una riparazione artroscopica della cuffia si può considerare circa 4.800-5.500 euro come riferimento indicativo. Il prezzo può salire se la lesione interessa più tendini o richiede materiali e procedure aggiuntive.


Domande frequenti


Quanto dura l'intervento alla cuffia dei rotatori?


Circa un’ora, ma si tratta di un riferimento indicativo. La durata varia in base al tipo di lesione.


Quanto dura il dolore dopo l’intervento?


Il dolore è generalmente più intenso nelle prime settimane, poi tende a diminuire. Un certo indolenzimento può persistere per mesi.


Da cosa dipende il buon esito dell'intervento?


Soprattutto dalle dimensioni della lesione, dalla retrazione e dalla qualità del tendine e del muscolo. Giocano un ruolo anche la guarigione dopo la riparazione e l'osservanza del programma riabilitativo.


Come scegliere uno specialista e un centro per l’intervento?


È consigliabile scegliere un ortopedico esperto nella chirurgia della spalla e comprendere come verranno gestiti i controlli e la riabilitazione post-operatoria. Su EccellenzaMedica.it, sito di prenotazioni mediche online, è possibile cercare uno specialista o un centro di eccellenza nell'ortopedia della spalla.


Che anestesia si usa per l’intervento alla cuffia dei rotatori?


Spesso si usa l’anestesia generale, associata a un blocco dei nervi del braccio per controllare il dolore. L’anestesista sceglie la soluzione adatta al paziente e alla procedura.


Per quanto tempo si porta il tutore dopo l’intervento?


Spesso per due-sei settimane, secondo le indicazioni del chirurgo. La durata dipende dal tipo di riparazione eseguita.


Come dormire dopo l’intervento alla cuffia dei rotatori?


Di solito sulla schiena o sul fianco non operato, sostenendo il braccio con un cuscino. Se prescritto dal medico, il tutore va indossato anche durante la notte.


Quando si può tornare a guidare?


Spesso dopo sei-otto settimane, ma solo quando il tutore non serve più, il braccio consente di controllare il veicolo e il chirurgo dà il via libera.


Come lavarsi e vestirsi con il tutore alla spalla?


Togli il tutore solo come indicato dall’équipe e sostieni il braccio operato mentre ti lavi. Scegli abiti ampi con apertura davanti: per indossarli, infila prima il braccio operato nella manica.


Quando si può tornare al lavoro?


Dipende dalle mansioni. Il rientro può avvenire in quattro-dodici settimane; lavori manuali, sollevamento di pesi e attività sopra la testa potrebbero richiedere quattro-sei mesi.


Fonti e bibliografia


  • Homephysio.com/blog/interview-surgeon-mr-livio-di-mascio/;
  • Aaos.org/globalassets/quality-and-practice-resources/rotator-cuff/rotator-cuff-2025/rotator-cuff-cpg.pdf;
  • Southtees.nhs.uk/resources/rotator-cuff-repair/;
  • Hopkinsmedicine.org/health/treatment-tests-and-therapies/failed-rotator-cuff-repairs;
  • Hss.edu/back-in-the-game/stories/2015/02/robert-s.-kramer;
  • Uhs.nhs.uk/departments/trauma-and-orthopaedics/shoulders/patient-information/rotator-cuff-repair.

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