- Quando è necessario operare il tendine sovraspinato?
- Come prepararsi all’intervento?
- Come si ripara il sovraspinato in artroscopia?
- Quale anestesia si usa e quanto dura l’intervento?
- Quali sono i rischi e le possibili complicanze?
- Cosa fare nei primi giorni dopo l’intervento?
- Quanto durano la riabilitazione e il recupero?
- Quali risultati si possono ottenere?
- Quanto costa l’intervento al sovraspinato in artroscopia?
- Dove fare l'intervento?
- Domande Frequenti
Il tendine sovraspinato collega uno dei muscoli della spalla all’omero e fa parte della cuffia dei rotatori. Aiuta a sollevare il braccio e a stabilizzare l’articolazione. Quando si lesiona, può provocare dolore e perdita di forza. La riparazione in artroscopia è una delle opzioni, ma non l'unica, per il trattamento di una lesione del sovraspinato; la scelta dipende dai sintomi, dalle caratteristiche della rottura e dalla risposta alle cure.
In breve:
- Una lesione del tendine sovraspinato non richiede sempre un’operazione;
- Il chirurgo valuta se il tendine può essere riparato e quale tecnica usare;
- Dopo la sutura, la spalla ha bisogno di protezione e di una riabilitazione graduale;
- Tempi di recupero e risultati variano anche in base alle caratteristiche individuali dei pazienti.
Quando è necessario operare il tendine sovraspinato?
Il tendine sovraspinato va operato quando la lesione causa un significativo dolore o perdita di forza e il chirurgo ritiene che la riparazione possa offrire un beneficio concreto. La sola presenza di una rottura all’ecografia o alla risonanza magnetica non è sufficiente ai fini dell'indicazione chirurgica.
Lo specialista considera soprattutto l’origine della lesione, la sua estensione, la qualità del tendine e l’eventuale retrazione. Valuta, inoltre, quanto la spalla limiti il sonno, il lavoro e le attività quotidiane del paziente, oltre ai risultati ottenuti con la fisioterapia ed altri trattamenti eventualmente già testati.
| Situazione | Come può orientare la scelta |
| Lesione parziale con sintomi gestibili | In genere, viene data precedenza a un trattamento conservativo |
| Dolore e limitazione persistenti dopo cure adeguate | Lo specialista può proporre la riparazione |
| Rottura completa dopo un trauma, con perdita di forza | È opportuno richiedere una valutazione specialistica tempestiva |
| Lesione ampia o tendine molto retratto | Occorre verificare se e come sia possibile ripararlo |
Le linee guida 2025 dell’American Academy of Orthopaedic Surgeons, società scientifica statunitense di ortopedia, indicano che nelle rotture complete di lieve o media entità sia la fisioterapia sia l’intervento possono migliorare i sintomi. Per le lesioni parziali più estese che non rispondono alle cure conservative, la riparazione per via chirurgica è una possibilità.
In una intervista pubblicata da Novant Health, il chirurgo ortopedico della spalla Michael Kissenberth spiega che: «La chirurgia viene presa in considerazione quando i trattamenti non danno un sollievo sufficiente oppure quando la gravità della lesione può rendere appropriato un intervento precoce». È un criterio utile soprattutto per comprendere la ragione per cui due pazienti con un referto simile potrebbero ricevere indicazioni differenti.

Come prepararsi all’intervento?
Prima dell’intervento, il paziente esegue gli accertamenti preoperatori di routine e incontra l’anestesista, il quale valuta le condizioni generali di salute e fornisce le istruzioni da seguire nei giorni che precedono l'operazione. Per arrivare preparati è utile:
- Sottoporre al chirurgo gli esami e i referti relativi alla spalla, insieme all’elenco dei farmaci assunti;
- Segnalare malattie, allergie ed eventuali problemi avuti in passato con l’anestesia. Eventuali modifiche ai farmaci vanno concordate con i medici, senza sospenderli di propria iniziativa;
- Seguire le indicazioni ricevute dalla struttura o dal medico sul digiuno e sull’orario di ingresso in struttura;
- Organizzare il rientro ed accertarsi di poter contare sull'aiuto di una o più persone a casa, soprattutto per spesa, pasti e attività che richiedono l'utilizzo di entrambe le braccia.
Come si ripara il sovraspinato in artroscopia?
Nella riparazione artroscopica, il chirurgo riporta il tendine sovraspinato nella sua sede e lo fissa all’omero con suture e piccole ancore inserite nell’osso. L’intervento si svolge attraverso alcune incisioni di pochi millimetri, senza aprire completamente la spalla. In genere, la procedura prevede i seguenti passaggi:
- Il chirurgo introduce una piccola telecamera nella spalla e osserva le immagini su un monitor;
- Controlla l’estensione della lesione e le condizioni del tendine, verificando anche l’eventuale presenza di altri problemi;
- Pulisce e prepara il punto dell’omero in cui il tendine deve essere riattaccato;
- Inserisce piccole ancore nell’osso e utilizza i fili collegati per fissare il tendine nella sua posizione.
La scelta della tecnica dipende dal tipo di rottura. Se il tendine è completamente staccato, il chirurgo cerca di riattaccarlo all’osso. Se la lesione è parziale, è possibile riparare le fibre danneggiate preservando quelle ancora integre oppure completare la lesione e poi suturarla.
Quale anestesia si usa e quanto dura l’intervento?
La riparazione artroscopica del sovraspinato viene spesso eseguita in anestesia generale, associata a un’anestesia locoregionale: un’iniezione vicino ai nervi della spalla e del braccio, chiamata blocco interscalenico. Quest’ultima aiuta a controllare il dolore nelle prime ore dopo l’operazione. In alcuni casi il blocco può essere utilizzato senza anestesia generale: sarà l’anestesista a scegliere la soluzione più adatta dopo aver accuratamente valutato il paziente e le sue condizioni di salute.
L’intervento dura indicativamente da una a due ore, ma le tempistiche potrebbero variare in base alle dimensioni della lesione e all’eventuale necessità di trattare altre strutture della spalla.
Quali sono i rischi e le possibili complicanze?
La riparazione artroscopica del sovraspinato comporta i rischi tipicamente associati a un intervento chirurgico nonché una specifica e possibile criticità: il tendine potrebbe non guarire completamente o lesionarsi di nuovo. Questo rischio dipende, tra l’altro, dalle dimensioni della rottura e dalle condizioni dei tessuti. Le altre possibili complicanze comprendono:
- Rigidità della spalla, talvolta accompagnata da dolore persistente;
- Infezione delle ferite o, più raramente, dei tessuti profondi;
- Lesioni di nervi o vasi sanguigni, poco frequenti;
- Complicanze legate all’anestesia o alla circolazione.
Prima dell’operazione, il chirurgo descrive quali di questi rischi sono più pertinenti alla lesione e alle condizioni di salute del singolo paziente.
Cosa fare nei primi giorni dopo l’intervento?
Nei primi giorni, l’obiettivo è controllare il dolore e proteggere la sutura del sovraspinato. Il braccio viene sostenuto da un tutore; il chirurgo e il fisioterapista spiegano quando indossarlo, se è possibile toglierlo e quali movimenti sono consentiti. In seguito al ritorno a casa, è importante:
- Assumere gli antidolorifici prescritti dal medico;
- Tenere la medicazione secondo le istruzioni fornite dalla struttura e presentarsi alle visite di controllo;
- Evitare di sollevare pesi, spingere con il braccio operato o alzarlo di propria iniziativa;
- Eseguire soltanto i movimenti e gli esercizi indicati dall’équipe, senza forzare la spalla.
Gonfiore, indolenzimento e una temporanea sensazione di braccio pesante sono sintomi tipici della primissima fase post-operatoria. Si consiglia di cominciare i primi esercizi della spalla solo dopo aver ricevuto apposite istruzioni dal fisioterapista.
Quanto durano la riabilitazione e il recupero?
Dopo la riparazione del sovraspinato, il recupero richiede diversi mesi. La fisioterapia accompagna la guarigione del tendine: all’inizio protegge la sutura, poi aiuta a recuperare il movimento attivo e la forza.
| Fase indicativa | Obiettivo principale |
| Prime 4-6 settimane | Proteggere la riparazione con il tutore ed eseguire esclusivamente i movimenti indicati. |
| Tra 6 e 12 settimane | Riprendere gradualmente il movimento del braccio e le attività leggere. |
| Dopo 12 settimane | Aumentare progressivamente forza e attività. |
L'University Hospitals of Derby and Burton, rete ospedaliera del servizio sanitario britannico, precisa che il recupero di gran parte della forza e del movimento può richiedere circa un anno. I tempi cambiano in base alla lesione, alla riparazione eseguita e ai progressi del paziente: è il chirurgo, insieme al fisioterapista, a stabilire quando passare alla fase successiva.
Un’esperienza concreta è quella di Michael Blauner, raccontata sul sito dell’Hospital for Special Surgery. Dopo una caduta aveva riportato una rottura completa del sovraspinato e si è sottoposto alla riparazione. Parlando del percorso post-operatorio, racconta: «Mi è servito più di un anno di riabilitazione per recuperare del tutto il movimento della spalla».
Si tratta, chiaramente, di una testimonianza personale, non di una previsione universalmente valida, ma che aiuta a comprendere quanto sia importante, durante la fase di recupero, non forzare i tempi e rispettare le linee guida fornite da chirurgo e fisioterapista.
Quali risultati si possono ottenere?
La riparazione artroscopica del sovraspinato può ridurre il dolore e migliorare movimento e forza della spalla. Il risultato finale dipende però dalle caratteristiche della lesione, dalla qualità del tendine e dal percorso di riabilitazione. Il miglioramento dei sintomi e la guarigione del tendine sono due aspetti distinti, che il chirurgo valuta durante i controlli.
Un dato interessante giunge da uno studio pubblicato su Archives of Orthopaedic and Trauma Surgery, rivista scientifica di ortopedia e traumatologia. Ricercatori di diversi centri italiani hanno seguito 151 pazienti operati in artroscopia per una specifica lesione parziale del sovraspinato. A una distanza media di circa sei anni dall’intervento, il punteggio usato per valutare la funzione della spalla era salito da 47,7 a 84,2 punti su 100 e il 95% dei pazienti si dichiarava soddisfatto.
Questi risultati non rappresentano una percentuale di successo valida per qualsiasi rottura del sovraspinato, in particolare per le lesioni complete o più estese. Prima dell’intervento, è compito dello specialista spiegare al paziente quali risultati sono realisticamente raggiungibili e come verranno valutati nel tempo.
Quanto costa l’intervento al sovraspinato in artroscopia?
Nel privato, il costo indicativo della riparazione artroscopica della cuffia dei rotatori è di 4.800–5.500 euro. Questa fascia può essere un riferimento anche per un intervento sul sovraspinato: il prezzo, però, cambia se la lesione è più complessa, interessa altri tendini o richiede procedure extra.
Prima di scegliere una struttura, conviene verificare se il preventivo comprende onorari dell’équipe, anestesia, materiali di sutura, degenza, controlli e fisioterapia. Quest’ultima, in particolare, potrebbe essere conteggiata a parte.
L’intervento può essere eseguito anche tramite il Servizio Sanitario Nazionale, quando lo specialista ne conferma l’indicazione e la struttura prende in carico il paziente. In questo caso il ricovero è coperto dal SSN; per eventuali visite o esami ambulatoriali distinti potrebbero valere le normali regole in materia di ticket ed esenzioni.
Dove fare l'intervento?
La riparazione del sovraspinato può essere eseguita in un ospedale pubblico, in una struttura accreditata con il Servizio Sanitario Nazionale oppure in una clinica privata. Il percorso inizia con una visita ortopedica alla spalla: sarà lo specialista a confermare se l’intervento è indicato e a proporre la struttura adatta.
Nella scelta, è utile verificare che il chirurgo si occupi abitualmente di artroscopia della spalla e chiedere come saranno organizzati i controlli e la fisioterapia dopo l’operazione. Se si valuta una soluzione privata, è opportuno richiedere anche un preventivo dettagliato.
Per cercare i migliori chirurghi ortopedici della spalla e i centri d'eccellenza ortopedica disponibili nelle principali città italiane, è possibile consultare il sito di prenotazioni mediche online EccellenzaMedica.it.
Domande frequenti
L’intervento al sovraspinato è doloroso?
Durante l’operazione l’anestesia impedisce di avvertire dolore. Nei giorni successivi la spalla può fare male, soprattutto quando termina l’effetto del blocco anestetico. L’équipe prescrive farmaci per controllarlo.
Quanti giorni di ricovero sono necessari?
Spesso l’intervento si svolge in day surgery, con dimissione in giornata. In alcuni casi è prevista una notte di osservazione, in base alle condizioni del paziente e al decorso immediato.
Come dormire dopo l’intervento al sovraspinato?
In genere è più comodo dormire sulla schiena o sul fianco non operato, sostenendo il braccio con un cuscino. Il tutore va indossato anche di notte, salvo differenti istruzioni.
Come lavarsi e vestirsi con il tutore alla spalla?
Per lavarsi, bisogna seguire le indicazioni ricevute su medicazione e rimozione del tutore, sostenendo il braccio senza sollevare la spalla. Sono più pratici gli indumenti larghi che si aprono davanti: si infila prima il braccio operato e lo si sfila per ultimo.
Quando si può tornare a guidare?
Solo dopo aver tolto il tutore, quando dolore, forza e movimento consentono di controllare il veicolo anche in una manovra d’emergenza. Spesso servono almeno sei settimane, ma il via libera va concordato con il chirurgo.
Quando si può riprendere il lavoro?
Dipende dalle mansioni. Per un lavoro sedentario possono bastare alcune settimane; un’attività che richiede sollevamenti o movimenti sopra la testa può richiedere diversi mesi. Il rientro va adattato al recupero e alle indicazioni dello specialista.
Le ancore utilizzate per fissare il tendine restano nella spalla?
Di norma non vengono rimosse. Alcune sono realizzate con materiali riassorbibili, altre con materiali che rimangono nell’osso.
In presenza di quali sintomi è necessario contattare il chirurgo dopo l’operazione?
È opportuno contattare l’équipe se compaiono febbre, arrossamento crescente, secrezioni dalla ferita o dolore che peggiora invece di attenuarsi. Anche una nuova perdita improvvisa di funzionalità della spalla merita una valutazione.
Fonti e bibliografia
- Novanthealth.org/healthy-headlines/q-a-with-michael-kissenberth-md-shoulder-and-elbow-care-for-athletes-and-active-patients-in-the-southeast;
- Aaos.org/globalassets/quality-and-practice-resources/rotator-cuff/rotator-cuff-2025/rotator-cuff-cpg.pdf;
- Hss.edu/back-in-the-game/stories/2017/10/michael-blauner;
- Uhdb.nhs.uk/rotator-cuff-related-shoulder-pain;
- Castricini R, La Camera F, De Gori M, Orlando N, De Benedetto M, Galasso O, Gasparini G. Functional outcomes and repair integrity after arthroscopic repair of partial articular supraspinatus tendon avulsion. Arch Orthop Trauma Surg. 2019 Mar;139(3):369-375. doi: 10.1007/s00402-018-3044-4. Epub 2018 Sep 29. PMID: 30269221.

