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Come prevenire un ictus? Esami, alimentazione, farmaci


È possibile prevenire un ictus?


L'ictus è una grave malattia cerebrovascolare che si verifica quando il flusso di sangue diretto a una parte del cervello si interrompe oppure quando si assiste alla rottura di un vaso sanguigno cerebrale, con conseguenti danni alle cellule nervose.


Sebbene non sia possibile eliminare completamente il rischio, oggi numerose evidenze scientifiche dimostrano che una larga parte degli ictus potrebbe essere evitata attraverso la prevenzione, il controllo dei principali fattori di rischio e la diagnosi precoce.


Secondo il più recente studio del Global Burden of Disease, pubblicato su The Lancet Neurology, circa l'84% del carico globale dell'ictus è attribuibile a fattori di rischio modificabili. L'importanza della prevenzione emerge anche dai dati epidemiologici: nel 2021 si sono verificati quasi 12 milioni di nuovi casi di ictus nel mondo e oltre 7 milioni di persone sono morte a causa di questa malattia. Ancora oggi l'ictus rappresenta una delle principali cause di morte e di disabilità a livello globale.


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Quali sono i sintomi di un ictus?


Riconoscere rapidamente i sintomi di un ictus è fondamentale per ricevere cure tempestive e ridurre il rischio di danni permanenti al cervello. L'ictus è infatti un'emergenza medica: ogni minuto può fare la differenza e intervenire precocemente aumenta le probabilità di sopravvivenza e di recupero.


Per riconoscere i segni più comuni dell'ictus viene utilizzato il metodo BE-FAST, raccomandato da numerose organizzazioni internazionali perché consente di identificare rapidamente i sintomi più importanti.


SegnaleCosa osservare
B – Balance (Equilibrio)Perdita improvvisa dell'equilibrio, difficoltà a camminare o capogiri improvvisi.
E – Eyes (Vista)Visione offuscata, doppia o perdita improvvisa della vista a uno o entrambi gli occhi.
F – Face (Volto)Un lato del viso appare cadente o la persona non riesce a sorridere normalmente.
A – Arms (Braccia)Debolezza o perdita di forza a un braccio o a una gamba, generalmente da un solo lato del corpo.
S – Speech (Linguaggio)Difficoltà a parlare, linguaggio confuso o incapacità di comprendere ciò che viene detto.
T – Time (Tempo)In presenza di uno solo di questi sintomi è necessario chiamare immediatamente il numero di emergenza.


Oltre ai segni identificati dal metodo BE-FAST, un ictus può manifestarsi anche con mal di testa improvviso e molto intenso, confusione, perdita di sensibilità a un lato del corpo o improvvisa difficoltà nei movimenti.


È importante ricordare che i sintomi possono comparire all'improvviso e non sempre sono tutti presenti contemporaneamente. Anche un solo segnale deve essere considerato un'emergenza medica, perché un trattamento tempestivo può ridurre il danno cerebrale e migliorare significativamente la prognosi.


Quali sono i fattori di rischio?


L'ictus non è quasi mai un evento casuale. Nella maggior parte dei casi è il risultato della presenza di uno o più fattori di rischio che, nel tempo, favoriscono il restringimento o l'ostruzione dei vasi sanguigni oppure aumentano la probabilità di formazione di coaguli.


Gli specialisti distinguono i fattori di rischio in non modificabili, cioè legati alle caratteristiche della persona, e modificabili, sui quali è invece possibile intervenire attraverso uno stile di vita sano e, quando necessario, con adeguate terapie.


Tra i fattori non modificabili rientra innanzitutto l’età: il rischio di ictus aumenta progressivamente con l’invecchiamento e tende a raddoppiare per ogni decade dopo i 55 anni.


Anche il sesso incide sul profilo di rischio: nelle età più giovani alcune condizioni femminili, come gravidanza, post-partum o uso di contraccettivi ormonali, possono avere un ruolo, mentre nelle età più avanzate il rischio tende a essere leggermente più alto negli uomini.


Un altro elemento importante è la familiarità. Avere un genitore o un familiare stretto colpito da ictus può aumentare il rischio individuale, sia per una predisposizione genetica sia per la possibile condivisione di abitudini e fattori ambientali.


Fattori non modificabiliFattori modificabili
  • Età;
  • Familiarità;
  • Sesso;
  • Predisposizione genetica;
  • Pregresso ictus o TIA (attacco ischemico transitorio)
  • Ipertensione arteriosa;
  • Fumo di sigaretta;
  • Diabete;
  • Colesterolo elevato;
  • Fibrillazione atriale e altre cardiopatie
  • Sovrappeso e obesità addominale
  • Sedentarietà
  • Alimentazione poco equilibrata
  • Consumo eccessivo di alcol


Un dato molto importante arriva dallo studio internazionale INTERSTROKE, citato in una delle principali revisioni pubblicate su Circulation Research. Analizzando migliaia di pazienti in 22 Paesi, i ricercatori hanno osservato che 10 fattori di rischio modificabili spiegano circa il 90% del rischio di ictus, confermando come la prevenzione possa avere un impatto determinante.


Tra tutti, l'ipertensione arteriosa rappresenta il fattore di rischio più importante. Nello stesso studio è risultata responsabile, da sola, di circa il 54% degli ictus nella popolazione analizzata. Seguono il fumo, il diabete, la fibrillazione atriale, il colesterolo elevato, la sedentarietà, l'obesità addominale, un'alimentazione poco salutare e l'abuso di alcol.


In un episodio del podcast Continuum Audio dell'American Academy of Neurology, il neurologo Mitchell S. Elkind, Chief Science Officer per la salute cerebrale e l'ictus presso l'American Heart Association di Dallas e professore di neurologia ed epidemiologia presso la Columbia University di New York, sottolinea come la prevenzione debba iniziare molto prima della comparsa dei sintomi: "Una delle azioni più importanti che possiamo fare è identificare e trattare l'ipertensione arteriosa. Recentemente, le linee guida dell'American Heart Association e dell'American College of Cardiology sulla gestione dell'ipertensione hanno affermato che il trattamento dell'ipertensione non solo previene l'ictus, ma può anche contribuire a prevenire il declino cognitivo e la demenza".


Secondo il professor Elkind, dunque, controllare periodicamente pressione arteriosa ma colesterolo, glicemia e gli altri fattori di rischio permette di intervenire precocemente e ridurre in modo significativo la probabilità di andare incontro a un primo ictus.


Quali esami si possono fare per prevenire l'ictus?


Non esiste un singolo esame in grado di prevedere con certezza se una persona avrà un ictus. Un check-up cardiovascolare completo consente di individuare molti dei principali fattori di rischio modificabili, come ipertensione, diabete, fibrillazione atriale, aterosclerosi e colesterolo elevato, permettendo di intervenire prima che si verifichi un evento cerebrovascolare.


La scelta degli accertamenti dipende dall'età, dalla presenza di sintomi, dalla familiarità e dai fattori di rischio individuali. Nella maggior parte dei casi, il medico può consigliare delle analisi del sangue nonché esami cardiologici e indagini vascolari.


Analisi del sangue


Le analisi del sangue non consentono di prevedere con certezza se una persona avrà un ictus, ma rappresentano uno degli strumenti più importanti per individuare condizioni che aumentano il rischio cerebrovascolare. Attraverso un semplice prelievo è infatti possibile identificare alterazioni metaboliche, infiammatorie e della coagulazione che, se trascurate, possono favorire la formazione di placche aterosclerotiche o di coaguli responsabili della maggior parte degli ictus ischemici.


Tra gli esami più frequentemente prescritti rientrano:


EsamePerché viene eseguito
Profilo lipidico (colesterolo totale, LDL, HDL e trigliceridi)Valuta la presenza di dislipidemia e il rischio di aterosclerosi, una delle principali cause di ictus ischemico.
Glicemia ed emoglobina glicata (HbA1c)Consentono di individuare diabete e prediabete, condizioni che aumentano progressivamente il danno ai vasi sanguigni.
Proteina C reattiva ad alta sensibilità (hs-CRP)Può evidenziare uno stato infiammatorio cronico associato a un maggiore rischio cardiovascolare e cerebrovascolare.
Esami della coagulazione (PT, aPTT e INR)Valutano la capacità del sangue di coagulare e possono essere utili nei pazienti con alterazioni della coagulazione o in terapia anticoagulante.
Emocromo completo ed elettrolitiOffrono informazioni sullo stato generale dell'organismo e su eventuali alterazioni che possono influenzare la salute vascolare.
Lipoproteina(a)Può essere indicata nei soggetti con forte familiarità per ictus o malattie cardiovascolari precoci.


Soprattutto per i pazienti hanno già avuto un ictus, presentano una forte familiarità o sono considerati ad alto rischio cardiovascolare, il medico può richiedere anche esami più specialistici. Tra questi rientrano i peptidi natriuretici (BNP o NT-proBNP), utili nell'identificazione di patologie cardiache come la fibrillazione atriale o lo scompenso cardiaco, e gli esami per la valutazione della trombofilia (ad esempio proteina C, proteina S e antitrombina III), indicati quando si sospetta una predisposizione alla formazione di trombi.


Esami cardiologici


Molti ictus ischemici sono provocati da patologie cardiache, in particolare dalla fibrillazione atriale, un'aritmia che può favorire la formazione di coaguli destinati a raggiungere il cervello. Per questo motivo, il medico può prescrivere:


  • Elettrocardiogramma (ECG), per valutare il ritmo cardiaco;
  • Holter ECG delle 24-48 ore, se si sospettano aritmie intermittenti;
  • Ecocardiogramma, per studiare struttura e funzionalità del cuore;
  • Monitoraggio pressorio delle 24 ore (Holter pressorio), utile nei pazienti con ipertensione o pressione instabile.


Esami dei vasi sanguigni


Quando sono presenti fattori di rischio importanti oppure sintomi sospetti, possono essere indicati esami dedicati allo studio della circolazione. Tra i più utilizzati troviamo:


  • Ecocolordoppler delle carotidi, che consente di individuare restringimenti o placche nelle arterie che portano sangue al cervello;
  • Ecocolordoppler arterioso, utile per valutare lo stato della circolazione periferica;
  • Indice caviglia-braccio (ABI), che permette di individuare la presenza di arteriopatia periferica, spesso associata a un aumento del rischio cardiovascolare.


L'ecocolordoppler carotideo è particolarmente indicato nei pazienti con sintomi neurologici transitori, con una storia di malattia cardiovascolare o con numerosi fattori di rischio. Non viene invece raccomandato come esame di screening nella popolazione generale priva di fattori predisponenti.


Valutazione del rischio cardiovascolare


Oltre agli esami diagnostici, oggi sono disponibili strumenti che consentono di stimare il rischio di sviluppare un ictus o un altro evento cardiovascolare nei successivi anni. Uno dei più utilizzati è il calcolatore del rischio cardiovascolare ASCVD, sviluppato dall'American College of Cardiology e dall'American Heart Association, che tiene conto di parametri come:


  • Età;
  • Sesso;
  • Pressione arteriosa;
  • Valori di colesterolo;
  • Diabete;
  • Abitudine al fumo;
  • Eventuali terapie in corso.


Il risultato permette al medico di stabilire se siano sufficienti modifiche dello stile di vita oppure se sia opportuno iniziare trattamenti farmacologici, come statine o farmaci antipertensivi.


Cosa mangiare per prevenire l'ictus?


L'alimentazione rappresenta uno dei pilastri della prevenzione dell'ictus. Seguire uno stile alimentare equilibrato aiuta infatti a controllare alcuni dei principali fattori di rischio cardiovascolare, come ipertensione, diabete, sovrappeso e colesterolo elevato.


Come spiega la dietista Sasha Bayat, del Mass General Brigham: "Migliorare il proprio stile di vita può ridurre il rischio di ictus e non è mai troppo tardi per iniziare. Anche piccoli cambiamenti nell'alimentazione, introdotti gradualmente e mantenuti nel tempo, possono contribuire a controllare pressione arteriosa, glicemia e colesterolo, tre dei principali fattori di rischio per l'ictus".


In generale, gli specialisti consigliano di privilegiare un'alimentazione ricca di alimenti vegetali, come:


  • Frutta;
  • Verdura;
  • Legumi;
  • Cereali integrali;
  • Fonti di grassi insaturi come olio extravergine d'oliva, frutta secca e pesce azzurro.


È invece opportuno limitare il consumo di:


  • Alimenti ultra-processati;
  • Bevande zuccherate;
  • Sale in eccesso;
  • Carni rosse;
  • Prodotti ricchi di grassi saturi.


Anche semplici modifiche possono essere utili: aumentare gradualmente il consumo di frutta e verdura, sostituire gli snack industriali con una piccola porzione di frutta secca, utilizzare erbe aromatiche e spezie al posto del sale e scegliere più spesso cereali integrali sono strategie che, nel tempo, possono contribuire a migliorare la salute cardiovascolare.


Quali sono i farmaci per la prevenzione dell'ictus?


Non tutte le persone necessitano di una terapia farmacologica per prevenire l'ictus. Una recente revisione scientifica pubblicata nel 2024 evidenzia che la prevenzione farmacologica dell'ictus non si basa sull'impiego di un singolo medicinale, ma su un approccio globale volto a correggere contemporaneamente tutti i principali fattori di rischio cardiovascolare.


In quest'ottica, il controllo della pressione arteriosa, la riduzione del colesterolo LDL, la terapia anticoagulante nei pazienti con fibrillazione atriale e un'adeguata gestione del diabete rappresentano oggi i pilastri della prevenzione farmacologica dell'ictus.


Categoria di farmaciQuando sono indicati
Farmaci antipertensiviPer mantenere la pressione arteriosa entro i valori raccomandati, riducendo l'impatto del principale fattore di rischio modificabile dell'ictus.
Statine e altri farmaci ipolipemizzantiPer abbassare il colesterolo LDL e rallentare la progressione dell'aterosclerosi.
AnticoagulantiNei pazienti con fibrillazione atriale o altre condizioni che favoriscono la formazione di coaguli.
Farmaci antiaggregantiIn persone con malattia aterosclerotica o altre patologie cardiovascolari selezionate, secondo valutazione dello specialista.
Farmaci per il controllo del diabetePer mantenere una glicemia adeguata e limitare il danno progressivo ai vasi sanguigni.


È importante ricordare che nessuno di questi farmaci dovrebbe essere assunto per iniziativa personale. La prescrizione deve sempre essere effettuata dal medico, che valuta il rapporto tra benefici e possibili rischi, come ad esempio il sanguinamento nel caso degli anticoagulanti o degli antiaggreganti.


Domande frequenti


Come prevenire un secondo ictus?


È fondamentale seguire la terapia prescritta dal medico, controllare i fattori di rischio cardiovascolare e sottoporsi a controlli periodici. Anche uno stile di vita sano contribuisce a ridurre il rischio di recidiva.


Ogni quanto fare un check-up cardiovascolare?


Non esiste una frequenza valida per tutti. In genere è consigliabile effettuare controlli periodici, soprattutto dopo i 50 anni o in presenza di fattori di rischio come ipertensione, diabete o colesterolo alto.


Fare attività fisica riduce il rischio di ictus?


Sì. L'attività fisica regolare aiuta a controllare pressione arteriosa, peso corporeo, glicemia e colesterolo, contribuendo a ridurre il rischio di ictus.


I sintomi dell'ictus nelle donne sono diversi?


I sintomi principali sono gli stessi negli uomini e nelle donne. Alcune donne, però, potrebbero manifestare anche sintomi meno specifici, come confusione, nausea, stanchezza improvvisa o alterazioni dello stato di coscienza.


Bere molta acqua aiuta a prevenire un ictus?


Una corretta idratazione contribuisce al benessere generale, ma da sola non previene l'ictus. La prevenzione dipende soprattutto dal controllo dei fattori di rischio cardiovascolare.


Lo stress può causare un ictus?


Lo stress cronico può favorire condizioni come ipertensione, insonnia e stili di vita poco salutari, aumentando indirettamente il rischio di ictus.


Il sale aumenta il rischio di ictus?


Sì. Un consumo eccessivo di sale può favorire l'ipertensione arteriosa, che rappresenta il principale fattore di rischio modificabile per l'ictus.


La dieta mediterranea protegge dall'ictus?


Sì. Attualmente la dieta mediterranea è considerata uno dei modelli alimentari con le prove scientifiche più solide nella prevenzione dell'ictus e delle malattie cardiovascolari. È caratterizzata da un elevato consumo di verdura, frutta, legumi, cereali integrali, olio extravergine di oliva e frutta secca, da un consumo moderato di pesce e da un limitato apporto di carne rossa, alimenti ultraprocessati e sale.


Una revisione scientifica pubblicata sulla rivista Stroke and Vascular Neurology evidenzia come la dieta mediterranea rappresenti il modello alimentare con le evidenze più robuste per la prevenzione dell'ictus. L'autore, il neurologo J. David Spence, ricorda inoltre che, insieme al controllo della pressione arteriosa e alla cessazione del fumo, l'alimentazione costituisce uno dei tre pilastri fondamentali della prevenzione cerebrovascolare.


Si può avere un ictus senza sintomi?


L'ictus provoca quasi sempre sintomi improvvisi e riconoscibili. Esistono però i cosiddetti ictus silenti, che non danno sintomi evidenti ma possono essere individuati con esami di diagnostica per immagini e aumentare il rischio di futuri eventi cerebrovascolari.


Fonti e bibliografia


  • GBD 2021 Stroke Risk Factor Collaborators. Global, regional, and national burden of stroke and its risk factors, 1990-2021: a systematic analysis for the Global Burden of Disease Study 2021. Lancet Neurol. 2024 Oct;23(10):973-1003. doi: 10.1016/S1474-4422(24)00369-7. PMID: 39304265; PMCID: PMC12254192;
  • Boehme, Amelia K et al. “Stroke Risk Factors, Genetics, and Prevention.” Circulation research vol. 120,3 (2017): 472-495. doi:10.1161/CIRCRESAHA.116.308398;
  • doi:10.1161/STR.0000000000000375;
  • Podcasts.apple.com/be/podcast/stroke-prevention-with-dr-mitchell-s-v-elkind/id1728724856?i=1000773103007&l=nl;
  • Spence, J David. “Diet for stroke prevention.” Stroke and vascular neurology vol. 3,2 44-50. 13 Jan. 2018, doi:10.1136/svn-2017-000130;
  • Massgeneralbrigham.org/en/about/newsroom/articles/foods-that-help-prevent-stroke;
  • Shaji, Nimisha et al. “Drug therapies for stroke prevention.” The British journal of cardiology vol. 30,4 40. 29 Nov. 2023, doi:10.5837/bjc.2023.040.

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