- È possibile prevenire il melanoma?
- Quali sono i primi sintomi del melanoma?
- Quali sono i soggetti più a rischio di melanoma?
- Come si può prevenire il melanoma?
- Quali esami fare per la prevenzione del melanoma?
- Cosa mangiare per prevenire il melanoma?
- Domande Frequenti
È possibile prevenire il melanoma?
Nella maggior parte dei casi si può prevenire il melanoma riducendo l'esposizione ai principali fattori di rischio, primo fra tutti i raggi ultravioletti (UV). Sebbene esistano elementi non modificabili, le evidenze scientifiche dimostrano che una quota molto elevata dei melanomi è legata a comportamenti che possono essere corretti.
A confermarlo è un importante studio pubblicato nel 2025 dall'International Agency for Research on Cancer (IARC), l'agenzia dell'Organizzazione Mondiale della Sanità specializzata nella ricerca sul cancro.
Analizzando i dati provenienti da tutto il mondo, i ricercatori hanno stimato che l'83% dei nuovi casi di melanoma cutaneo diagnosticati nel 2022 fosse attribuibile all'esposizione ai raggi ultravioletti, naturali o artificiali. In altre parole, oltre 267.000 dei circa 332.000 nuovi melanomi registrati a livello globale erano associati a un fattore di rischio potenzialmente prevenibile.
L'impatto del melanoma è significativo anche in Italia. Secondo le stime dell'International Agency for Research on Cancer, nel 2022 sono stati diagnosticati circa 13.800 nuovi casi nel nostro Paese. Sebbene rappresenti una quota relativamente contenuta rispetto ad altri tumori cutanei, il melanoma è la forma più aggressiva perché, se non individuato precocemente, può diffondersi ad altri organi.
Per questo motivo la prevenzione, insieme alla diagnosi precoce, rappresenta lo strumento più efficace per ridurre il rischio di sviluppare la malattia e migliorarne la prognosi.

Quali sono i primi sintomi del melanoma?
Nelle fasi iniziali il melanoma può non provocare dolore o altri disturbi. Nella maggior parte dei casi il primo segnale è la comparsa di un nuovo neo oppure la modifica di un neo già esistente. Per questo motivo è importante osservare periodicamente la propria pelle e rivolgersi al dermatologo in presenza di qualsiasi cambiamento sospetto.
Per riconoscere un possibile melanoma si utilizza comunemente la regola dell'ABCDE, uno strumento semplice che aiuta a individuare le caratteristiche più frequentemente associate a questa forma di tumore cutaneo:
- A - Asimmetria: il neo presenta due metà di forma diversa;
- B - Bordi: i margini sono irregolari, frastagliati o poco definiti;
- C - Colore: sono presenti più tonalità nello stesso neo (marrone, nero, rosso, bianco o blu);
- D - Diametro: il neo supera generalmente i 6 millimetri, anche se alcuni melanomi possono essere più piccoli;
- E - Evoluzione: il neo cambia nel tempo per dimensioni, forma, colore oppure inizia a prudere, sanguinare o formare croste.
Oltre alla regola dell'ABCDE, gli specialisti consigliano di prestare attenzione anche al cosiddetto "segno del brutto anatroccolo". La maggior parte dei nei di una stessa persona tende infatti ad avere un aspetto simile tra loro; un neo che appare chiaramente diverso dagli altri per forma, colore o dimensioni merita quindi una valutazione dermatologica.
È importante ricordare che non tutti i melanomi nascono da un neo preesistente. Secondo la Skin Cancer Foundation, circa il 70-80% dei melanomi compare su pelle apparentemente sana, mentre solo il 20-30% deriva dalla trasformazione di un neo già presente. Inoltre il melanoma può svilupparsi anche in aree poco esposte al sole, come il cuoio capelluto, le piante dei piedi, i palmi delle mani, sotto le unghie o, più raramente, sulle mucose.
In presenza di un neo nuovo, di una lesione che cambia aspetto o di qualsiasi macchia cutanea insolita è consigliabile richiedere una visita dermatologica senza attendere la comparsa di sintomi più evidenti. Quando il melanoma viene individuato nelle fasi iniziali, infatti, la prognosi è generalmente molto favorevole.
Sempre secondo la Skin Cancer Foundation, un melanoma diagnosticato precocemente ha una sopravvivenza a 5 anni di circa il 99%. La percentuale diminuisce al 74% quando il tumore raggiunge i linfonodi e al 35% in presenza di metastasi a distanza.
Quali sono i soggetti più a rischio di melanoma?
Sebbene il melanoma possa colpire chiunque, esistono alcune condizioni che aumentano significativamente la probabilità di svilupparlo. Alcuni fattori dipendono dallo stile di vita e possono essere modificati, mentre altri sono legati alle caratteristiche individuali o alla predisposizione genetica.
Fattori di rischio modificabili
Il principale fattore di rischio è rappresentato dall'esposizione ai raggi ultravioletti (UV) provenienti dal sole o dalle lampade abbronzanti. I raggi UV possono infatti danneggiare il DNA delle cellule della pelle e, nel tempo, favorire la comparsa del melanoma.
Inoltre, una storia di cinque o più scottature solari nel corso della vita può raddoppiare il rischio di sviluppare un melanoma, confermando quanto sia importante proteggere la pelle fin dai primi anni di vita.
Fattori di rischio non modificabili
Esistono poi fattori sui quali non è possibile intervenire ma che rendono opportuno sottoporsi con maggiore regolarità ad un check-up dermatologico. Sono considerati maggiormente a rischio:
- Persone con pelle chiara, capelli biondi o rossi e occhi chiari, che tendono a scottarsi facilmente;
- Chi presenta numerosi nei oppure nei atipici (displastici);
- Chi ha avuto un melanoma o un altro tumore della pelle in passato;
- Chi ha un familiare di primo grado (genitore, fratello, sorella o figlio) con una diagnosi di melanoma;
- Persone con sistema immunitario indebolito, ad esempio dopo un trapianto d'organo o in presenza di particolari patologie;
- Soggetti affetti da rare sindromi genetiche, come lo xeroderma pigmentoso, che riducono la capacità della pelle di riparare i danni provocati dai raggi UV.
Anche l'età rappresenta un fattore di rischio, poiché l'incidenza del melanoma aumenta con il trascorrere degli anni. Di contro, a differenza di molti altri tumori, il melanoma può comparire anche in età giovanile ed è una delle neoplasie più frequenti negli adulti sotto i 30 anni, soprattutto nelle donne.
Come si può prevenire il melanoma?
Nella maggior parte dei casi la prevenzione del melanoma comporta la necessità di ridurre l'esposizione ai raggi ultravioletti (UV) e adottare alcune semplici abitudini quotidiane. Sebbene non sia possibile eliminare completamente il rischio, soprattutto in presenza di fattori genetici o familiari, seguire alcune regole può contribuire a ridurre significativamente la probabilità di sviluppare la malattia.
| Cosa fare | Perché è importante |
| Evitare le scottature solari | I danni provocati dai raggi UV possono accumularsi nel tempo e favorire lo sviluppo del melanoma. |
| Utilizzare una crema solare ad ampio spettro (SPF 30 o superiore) | Aiuta a proteggere la pelle dai raggi UVA e UVB durante l'esposizione al sole. |
| Indossare cappello, occhiali da sole e indumenti protettivi | Riduce la quantità di radiazioni UV che raggiungono la pelle. |
| Cercare l'ombra nelle ore più calde della giornata | Tra le 10:00 e le 16:00 i raggi UV sono generalmente più intensi. |
| Evitare lampade e lettini abbronzanti | L'esposizione artificiale ai raggi UV aumenta il rischio di melanoma. |
| Proteggere con particolare attenzione i bambini | Le scottature in età infantile possono aumentare il rischio di melanoma in età adulta. |
| Controllare periodicamente la propria pelle | Riconoscere precocemente eventuali cambiamenti consente di rivolgersi rapidamente al dermatologo. |
L'American Cancer Society identifica proprio la protezione dai raggi ultravioletti come la principale strategia di prevenzione del melanoma. Per ricordare le regole fondamentali, molte società scientifiche utilizzano anche il celebre slogan "Slip! Slop! Slap!® and Wrap!", che invita a:
- Indossare una maglietta;
- Applicare la crema solare;
- Indossare un cappello;
- Proteggere gli occhi con occhiali da sole.
Particolare attenzione deve essere riservata ai lettini e alle lampade abbronzanti, che espongono la pelle a radiazioni ultraviolette analoghe a quelle del sole. Anche la protezione dei bambini riveste un ruolo fondamentale. Secondo i dati più recenti, una sola grave scottatura durante l'infanzia o l'adolescenza può raddoppiare il rischio di sviluppare un melanoma nel corso della vita.
Secondo la Dott.ssa Jennifer Lucas, dermatologa della Cleveland Clinic, una delle strategie più efficaci per ridurre il rischio di melanoma è trasformare la protezione dal sole in un'abitudine quotidiana e imparare a riconoscere tempestivamente eventuali cambiamenti della pelle:
"Ricordatevi della protezione solare - dichiara la dott.ssa Lucas - . Dovrebbe far parte della vostra routine quotidiana. Al mattino, proprio come vi lavate i denti, applicate la crema solare. Non importa se il cielo è nuvoloso o soleggiato: qualsiasi esposizione ai raggi del sole può aumentare il rischio di sviluppare un tumore della pelle".
La specialista raccomanda inoltre di eseguire un autoesame della pelle una volta al mese, controllando non solo i nei ma anche le unghie e qualsiasi nuova macchia che presenti bordi irregolari, colori diversi o cambiamenti nel tempo. In presenza di questi segnali è opportuno prenotare una visita dermatologica senza attendere il controllo periodico.
Quali esami fare per la prevenzione del melanoma?
La prevenzione del melanoma si basa soprattutto sul controllo periodico della pelle e dei nei. In tal senso, gli esami più utili sono:
- Visita dermatologica;
- Dermatoscopia;
- Mappatura digitale dei nei.
Se durante questi controlli emerge una lesione sospetta, il dermatologo può indicare ulteriori accertamenti, come la biopsia cutanea con esame istologico. TC, risonanza magnetica, PET e altri esami non vengono invece utilizzati come strumenti di prevenzione nelle persone senza una diagnosi di melanoma.
Visita dermatologica
La visita dermatologica rappresenta il principale controllo per la prevenzione del melanoma. Il dermatologo raccoglie informazioni su:
- Precedenti scottature ed esposizione ai raggi UV;
- Utilizzo di lampade abbronzanti;
- Casi di melanoma o altri tumori cutanei in famiglia;
- Comparsa o cambiamento di nei e macchie della pelle.
Successivamente osserva la superficie cutanea, comprese le aree meno visibili o scarsamente esposte al sole, come cuoio capelluto, palmi delle mani, piante dei piedi, spazi tra le dita e regione ungueale.
Dermatoscopia
La dermatoscopia, chiamata anche dermoscopia, è un esame non invasivo e indolore che permette di analizzare un neo o una lesione attraverso uno strumento dotato di luce e lente di ingrandimento.
Il dermatoscopio consente di osservare colore, struttura e caratteristiche situate anche al di sotto dello strato superficiale della pelle, non sempre riconoscibili a occhio nudo. In questo modo il dermatologo può valutare se la lesione appare benigna, se deve essere controllata nel tempo oppure se necessita di rimozione e analisi.
Mappatura digitale dei nei
Nelle persone con molti nei, nei atipici o un rischio più elevato può essere indicata la mappatura dei nei, detta anche videodermatoscopia digitale. Durante l'esame vengono registrate fotografie dell'intera superficie cutanea e immagini dermatoscopiche delle lesioni selezionate.
Le immagini vengono conservate e confrontate nei controlli successivi, permettendo di individuare cambiamenti minimi di forma, colore, dimensioni o struttura. La mappatura non impedisce la comparsa del melanoma, ma può favorirne il riconoscimento precoce.
Cosa mangiare per prevenire il melanoma?
Non esistono alimenti, vitamine o integratori capaci di prevenire da soli il melanoma. Per la salute generale e il corretto funzionamento del sistema immunitario è comunque consigliabile seguire un'alimentazione varia ed equilibrata, privilegiando:
- Frutta e verdura di colori diversi;
- Legumi;
- Cereali integrali;
- Pesce;
- Frutta secca e semi;
- Olio extravergine d'oliva;
- Fonti proteiche magre;
- Adeguata idratazione.
È invece opportuno limitare bevande zuccherate, alimenti ultra-processati, carni lavorate e consumo eccessivo di alcol, soprattutto per mantenere un peso adeguato e ridurre il rischio complessivo di malattie croniche.
Domande frequenti
Qual è il mese di prevenzione del melanoma?
In Italia il mese della prevenzione del melanoma è generalmente maggio, quando vengono promosse campagne di sensibilizzazione e controlli dermatologici gratuiti.
Come riconoscere un neo sospetto?
Un neo sospetto presenta una o più caratteristiche della regola ABCDE: asimmetria, bordi irregolari, colore non uniforme, diametro superiore a 6 mm o evoluzione nel tempo.
Ogni quanto controllare i nei?
In assenza di particolari fattori di rischio è consigliabile effettuare un controllo dermatologico periodico secondo le indicazioni del medico, tendenzialmente una volta all'anno o ogni due anni. Chi ha molti nei o una familiarità per melanoma potrebbe aver bisogno di controlli più frequenti.
La mappatura dei nei previene il melanoma?
No. La mappatura dei nei non impedisce la comparsa del melanoma, ma aiuta a individuare precocemente eventuali lesioni sospette. La Melanoma Research Foundation, una delle principali organizzazioni internazionali impegnate nella ricerca e nella sensibilizzazione sul melanoma, ha pubblicato la testimonianza di Leah Alexis Adams, una giovane donna a cui, nel 2019, è stato diagnosticato un melanoma in stadio iniziale durante un semplice controllo dermatologico di routine.
A soli 26 anni, Leah non aveva particolari sintomi e non immaginava di poter ricevere una diagnosi di tumore della pelle. Dopo l'asportazione della lesione e gli accertamenti successivi, i medici confermarono che il melanoma era stato individuato in fase precoce e non si era diffuso ad altri organi.
Raccontando la sua esperienza, Leah sottolinea come quella visita abbia probabilmente cambiato il corso della sua vita: "Condivido la mia storia per sensibilizzare e incoraggiare chiunque a sottoporsi a un controllo dermatologico annuale. Imparare a conoscere la propria pelle e controllarsi regolarmente può aumentare le probabilità di una diagnosi precoce. Il mio controllo dermatologico del 2019 mi ha salvato la vita".
La sua testimonianza ricorda che il melanoma può colpire anche persone giovani e apparentemente sane e che la diagnosi precoce, ottenuta grazie ai controlli periodici, rappresenta uno degli strumenti più efficaci per aumentare le possibilità di guarigione.
Il melanoma è ereditario?
Solo in una minoranza dei casi. Circa 1 persona su 10 con melanoma ha una storia familiare della malattia, che aumenta il rischio rispetto alla popolazione generale.
La vitamina D aumenta il rischio di melanoma?
No. Non esistono prove che livelli adeguati di vitamina D aumentino il rischio di melanoma. È invece sconsigliata l'esposizione eccessiva al sole per aumentare la vitamina D.
È possibile prevenire il melanoma in gravidanza?
Sì. Anche in gravidanza è importante proteggersi dai raggi UV, utilizzare creme solari ad ampio spettro e controllare eventuali cambiamenti dei nei.
Il melanoma può comparire anche senza esposizione al sole?
Sì. Sebbene i raggi UV siano il principale fattore di rischio, il melanoma può svilupparsi anche in aree poco esposte al sole o per effetto di fattori genetici.
A quale età bisogna iniziare i controlli dermatologici?
Non esiste un'età valida per tutti. I controlli sono consigliati fin da giovani in presenza di numerosi nei, familiarità o altri fattori di rischio.
Quale crema solare usare per prevenire il melanoma?
È consigliabile utilizzare una protezione solare ad ampio spettro (UVA e UVB) con SPF 30 o superiore, applicandola correttamente e riapplicandola ogni due ore durante l'esposizione.
Fonti e bibliografia
- Iarc.who.int/news-events/new-study-on-the-global-burden-of-cutaneous-melanoma-incidence-attributable-to-ultraviolet-radiation/;
- Iss.it/en/-/melanoma;
- Skincancer.org/skin-cancer-information/melanoma/melanoma-warning-signs-and-images/;
- Newsroom.clevelandclinic.org/2026/05/01/melanoma-monday-tips-to-spot-skin-cancer-early;
- Melanoma.org/news-press/melanoma-awareness-month-a-skin-check-in-2019-saved-my-life/.

