- Che cos’è lo screening del melanoma?
- In Italia esiste uno screening nazionale del melanoma?
- Come si svolge un controllo per lo screening del melanoma?
- Quando servono dermatoscopia, mappatura digitale e fotografie total body?
- Cosa succede se viene individuata una lesione sospetta?
- Lo screening del melanoma riduce la mortalità?
- Quanto costa lo screening del melanoma e dove effettuarlo?
- Domande Frequenti
In Italia, nel 2024, sono state stimate circa 12.941 nuove diagnosi di melanoma cutaneo. Il dato proviene dal rapporto I numeri del cancro in Italia, realizzato dall’AIOM, la società scientifica che riunisce gli oncologi medici italiani. AIOM
Con l’espressione screening del melanoma si indicano comunemente i controlli della pelle e dei nei eseguiti per individuare precocemente eventuali lesioni sospette. In Italia, però, non esiste un programma nazionale organizzato e rivolto indistintamente a tutta la popolazione.
Ciò non significa che i controlli dermatologici siano inutili. Una visita dermatologica, eventualmente completata da dermatoscopia o mappatura digitale, permette di valutare nei e lesioni sospette soprattutto nelle persone con specifici fattori di rischio.
Che cos’è lo screening del melanoma?
Lo screening del melanoma consiste nel controllo della pelle di persone che non presentano sintomi o lesioni già riconosciute come sospette, con l’obiettivo di individuare precocemente un possibile tumore cutaneo. Nel linguaggio comune, però, questa espressione viene utilizzata anche per indicare una normale visita dermatologica. È quindi importante distinguere due situazioni:
| Screening organizzato | Controllo dermatologico mirato |
| Viene proposto sistematicamente a una popolazione definita | Viene richiesto dal paziente o consigliato dal medico |
| Riguarda persone che non presentano segni sospetti | Può dipendere da una lesione, da molti nei o da fattori di rischio |
| Segue modalità e intervalli prestabiliti | Esami e frequenza dei controlli vengono suggeriti dal dermatologo |
Lo screening riguarda, dunque, le persone asintomatiche. Se è già presente un neo nuovo o una lesione che cambia aspetto, si parla invece di accertamento diagnostico, da effettuare quanto prima, senza attendere una eventuale campagna di screening.
Il controllo dermatologico, seppur in grado di individuare una lesione sospetta, non conferma da solo la presenza del melanoma: per la diagnosi definitiva può essere necessaria l’asportazione della lesione con esame istologico.

In Italia esiste uno screening nazionale del melanoma?
In Italia non esiste uno screening del melanoma offerto gratuitamente e con regolarità a tutta la popolazione. La Legge 99/2026 consente però a Regioni e ASL di promuovere campagne mirate, anche mediante telemedicina e teleconsulto. Le iniziative possono rivolgersi soprattutto a persone con:
- Familiarità di primo grado per il melanoma;
- Fototipo basso, cioè pelle chiara e sensibile al sole;
- Più di 50 anni;
- Lavoro che comporta una prolungata esposizione solare;
- Residenza in zone marittime con indice UV elevato o in territori con frequenti nevicate.
Anche l’Istituto Superiore di Sanità, organo tecnico-scientifico del Servizio sanitario nazionale, precisa che non esistono prove sufficienti per raccomandare a tutti gli adulti asintomatici una valutazione generale e routinaria dei nei. La necessità di un controllo va stabilita caso per caso, considerando fattori di rischio, caratteristiche individuali e giudizio clinico.
Come si svolge un controllo per lo screening del melanoma?
Il controllo viene eseguito dal dermatologo e comprende generalmente questi passaggi:
- Raccolta delle informazioni: il medico chiede se il paziente ha avuto melanomi, altri tumori cutanei, scottature importanti o casi di melanoma in famiglia. È utile segnalare anche eventuali nei nuovi o cambiati nel tempo;
- Osservazione della pelle: il dermatologo controlla l’intera superficie cutanea, comprese aree meno visibili come cuoio capelluto, orecchie, piante dei piedi, spazi tra le dita e unghie;
- Dermatoscopia: le lesioni che richiedono maggiore attenzione vengono osservate con il dermatoscopio, uno strumento dotato di luce e lente d’ingrandimento;
- Eventuale registrazione delle immagini: in presenza di numerosi nei o lesioni da monitorare, il medico può proporre fotografie digitali da confrontare nei controlli successivi;
- Comunicazione dell’esito: il dermatologo può considerare la lesione benigna, programmarne il monitoraggio oppure consigliarne l’asportazione e l’esame istologico.
La sola visita richiede generalmente pochi minuti, ma la durata aumenta se occorre esaminare e registrare numerose lesioni. Il controllo è indolore e non espone a radiazioni.
Quando servono dermatoscopia, mappatura digitale e fotografie total body?
Non tutti i pazienti necessitano degli stessi esami. Il dermatologo sceglie lo strumento in base al numero di nei, alle caratteristiche delle lesioni e al rischio individuale.
| Situazione | Controllo più indicato |
| Uno o pochi nei da valutare | Dermatoscopia |
| Lesione dubbia che non richiede immediata asportazione | Dermatoscopia digitale con confronto nel tempo |
| Numerosi nei o nei atipici | Mappatura digitale |
| Molti nei e rischio elevato di melanoma | Fotografie total body associate alla dermatoscopia digitale |
La dermatoscopia permette di osservare da vicino le strutture di un singolo neo. La mappatura dei nei digitale consente di conservare invece le immagini dermatoscopiche delle lesioni selezionate, così da riconoscere eventuali cambiamenti nei controlli successivi.
Le fotografie total body documentano in modo standardizzato gran parte della superficie cutanea. Aiutano a localizzare i nei già presenti e a individuare eventuali nuove lesioni, ma non sostituiscono l’osservazione ravvicinata con il dermatoscopio. Nella pratica, fotografie total body e mappatura digitale possono essere utilizzate insieme.
Una testimonianza pubblicata da Melanoma and Skin Cancer Trials, organizzazione australiana impegnata nella ricerca clinica sui tumori cutanei, mostra concretamente l’utilità delle fotografie total body. Andree, una donna con pelle chiara e familiarità per il melanoma, aveva fatto fotografare la propria pelle durante precedenti controlli dermatologici. Anni dopo notò un neo mai visto prima sul collo: «Per fortuna avevo già delle fotografie di quella zona, quindi sapevo che il neo non c’era sempre stato».
Confrontando le immagini, il dermatologo individuò due nuove lesioni e decise di sottoporle a biopsia. Il neo sul collo risultò benigno, mentre quello sulla scapola era un melanoma in stadio I.
L’esperienza di Andree mostra che le immagini precedenti possono aiutare a riconoscere lesioni nuove o che nel tempo sono cambiate, soprattutto quando sono numerose o situate in zone difficili da osservare. Le fotografie, in ogni caso, non sostituiscono la visita dermatologica né l’esame istologico necessario per confermare la diagnosi.
Un documento dell’International Dermoscopy Society, organizzazione scientifica internazionale dedicata alla dermatoscopia, raccomanda invece il monitoraggio digitale soprattutto alle persone con moltissimi nei o con particolari fattori di rischio. Tra le indicazioni considerate sufficienti rientrano la presenza di almeno 60 nei o di una mutazione del gene CDKN2A. Questi numeri orientano il medico, ma non sostituiscono la valutazione del singolo paziente.
Cosa succede se viene individuata una lesione sospetta?
Per stabilire la natura di una lesione sospetta è necessario analizzare il tessuto al microscopio. Il percorso può comprendere:
- Asportazione della lesione: quando possibile, il dermatologo o il chirurgo rimuove l’intera lesione con un piccolo margine di pelle, generalmente in anestesia locale;
- Esame istologico: il patologo analizza il campione e stabilisce se la lesione è benigna o maligna;
- Valutazione delle caratteristiche del melanoma: se il tumore viene confermato, il referto indica elementi importanti come lo spessore e l’eventuale ulcerazione;
- Completamento dell’intervento: può essere necessaria una seconda asportazione per rimuovere una porzione più ampia di pelle intorno alla sede del melanoma;
- Eventuale stadiazione: in base alle caratteristiche del tumore, il medico valuta se esaminare il linfonodo sentinella o richiedere altri accertamenti.
Il National Cancer Institute, l’istituto pubblico statunitense dedicato alla ricerca sui tumori, indica la biopsia escissionale come procedura generalmente preferibile per una lesione sospetta. Precisa inoltre che, nei melanomi con basse probabilità di diffusione, potrebbero non essere necessari ulteriori esami.
TC, risonanza magnetica e PET non fanno parte dello screening del melanoma e non vengono prescritte automaticamente dopo il riscontro di un neo sospetto. Possono essere utilizzate, in specifici casi, dopo la diagnosi per verificare l’eventuale diffusione della malattia.
Lo screening del melanoma riduce la mortalità?
Non è ancora dimostrato che sottoporre periodicamente tutti gli adulti senza sintomi a un controllo della pelle riduca la mortalità per melanoma. Questo non significa che la diagnosi precoce sia inutile: un melanoma individuato in tempo presenta generalmente una prognosi migliore.
Uno studio pubblicato nel 2026 su JAMA Dermatology, rivista scientifica dell’American Medical Association, ha analizzato il programma tedesco che offre un controllo della pelle ogni due anni alle persone dai 35 anni. Tra il 2009 e il 2022 la mortalità per melanoma è diminuita mediamente:
- Dell’1,8% all’anno in Germania;
- Del 2,2% all’anno in nove Paesi confinanti privi di uno screening nazionale.
Il programma tedesco non ha quindi prodotto una diminuzione della mortalità maggiore rispetto a quella osservata negli altri Paesi. I risultati sono stati approfonditi nel podcast JAMA Dermatology Author Interviews da due degli autori dello studio: Joachim Hübner, medico epidemiologo e direttore dell’Agenzia per i dati clinici oncologici della Bassa Sassonia, e Alexander Katalinic, medico, professore di Epidemiologia e direttore dell’Istituto di Medicina sociale ed Epidemiologia dell’Università di Lubecca. Entrambi collaborano inoltre alla stesura delle linee guida tedesche sulla prevenzione dei tumori cutanei.
Secondo il Prof. Katalinic, il problema non si risolve semplicemente aumentando il numero dei partecipanti: «Abbiamo bisogno di uno screening più mirato, adattato al rischio. Sono convinto che, se riusciremo a muoverci in questa direzione, otterremo risultati migliori».
Gli autori ritengono quindi preferibile concentrare i controlli sulle persone con un rischio maggiore, migliorandone al tempo stesso la qualità. Questo approccio potrebbe aumentare i benefici e limitare possibili conseguenze negative. Uno screening indiscriminato potrebbe, infatti, comportare:
- Falsi positivi, con asportazioni di lesioni che risultano benigne;
- Cicatrici e preoccupazione in attesa dell’esame istologico;
- Sovradiagnosi, cioè l’individuazione di tumori che potrebbero non causare problemi durante la vita;
- Falsa rassicurazione quando una lesione non viene riconosciuta;
- Aumento dei costi e delle prestazioni non necessarie.
Quanto costa lo screening del melanoma e dove effettuarlo?
In ambito privato, il costo di un check-up dermatologico si colloca generalmente tra 100 e 200 euro. Questa fascia comprende di solito:
- Visita dermatologica specialistica;
- Dermatoscopia, detta anche epiluminescenza, delle lesioni da esaminare.
Il prezzo può aumentare se vengono eseguite la mappatura digitale dei nei o le fotografie total body. Anche l’eventuale asportazione di una lesione, la biopsia e l’esame istologico vengono normalmente conteggiati separatamente.
I costi variano in base alla città, alla struttura sanitaria, al numero di nei da controllare e agli strumenti utilizzati. Prima della prenotazione è quindi utile verificare quali prestazioni siano comprese nella tariffa.
Attraverso il sito di prenotazioni mediche online EccellenzaMedica.it è possibile richiedere informazioni e prenotare una visita dermatologica presso centri e specialisti selezionati in Italia. Il servizio permette anche di conoscere preventivamente il costo e gli esami inclusi nel controllo.
Domande frequenti
Lo screening del melanoma è doloroso?
No. L’osservazione della pelle e la dermatoscopia sono indolori. Solo l’eventuale biopsia di una lesione richiede una piccola procedura in anestesia locale.
Come prepararsi al controllo di nei e pelle?
Non serve una preparazione particolare. È consigliabile evitare trucco e smalto, indossare abiti facili da togliere e portare eventuali fotografie o referti dei controlli precedenti.
Quanto dura uno screening dermatologico?
In genere dura 15-30 minuti. La visita può richiedere più tempo in presenza di numerosi nei o se comprende mappatura digitale e fotografie total body.
La mappatura dei nei espone a radiazioni?
No. Utilizza una luce e una fotocamera digitale, senza raggi X né altre radiazioni ionizzanti.
Lo screening del melanoma si può eseguire durante la gravidanza?
Sì. La visita dermatologica e la dermatoscopia possono essere eseguite in sicurezza anche durante la gravidanza. Un neo nuovo o cambiato non deve essere trascurato.
Il melanoma si vede dalle analisi del sangue?
No. Le analisi del sangue non permettono di diagnosticare né escludere un melanoma. La conferma richiede l’esame istologico della lesione sospetta.
I test genetici fanno parte dello screening del melanoma?
Non abitualmente. Possono essere proposti, insieme a una consulenza genetica, in presenza di numerosi casi familiari o di altri elementi che suggeriscono una predisposizione ereditaria.
Un’app può sostituire la visita dermatologica?
No. Un’app può aiutare a fotografare e controllare i nei nel tempo, ma può produrre errori. Pertanto, non sostituisce la valutazione del dermatologo.
Un controllo negativo esclude la comparsa futura di un melanoma?
No. Indica soltanto che al momento del controllo non sono state individuate lesioni sospette. Un melanoma può comparire successivamente, rendendo utile continuare l’auto-osservazione e i controlli consigliati.
La visita della pelle può individuare il melanoma oculare?
No. Il melanoma oculare si sviluppa all’interno o sulla superficie dell’occhio e richiede una visita oculistica con esami specifici. Un normale controllo dermatologico non consente di escluderlo.
Fonti e bibliografia
- Aiom.it/wp-content/uploads/2024/12/2024_NDC-def.pdf;
- Gazzettaufficiale.it/atto/stampa/serie_generale/originario;
- Iss.it/en/-/rbpca-00080;
- Dpcj.org/index.php/dpc/article/view/2213;
- Cancer.gov/types/skin/patient/melanoma-treatment-pdq;
- Edhub.ama-assn.org/jn-learning/audio-player/19070552;
- Hübner J, Schumann L, Eisemann N, Katalinic A, Beckhaus J. Population Skin Cancer Screening and Melanoma Mortality Rates. JAMA Dermatol. Published online June 10, 2026. doi:10.1001/jamadermatol.2026.1527;
- Masc.org.au/total-body-photography-saved-my-life/.

